Il petrolio sale per il quinto giorno consecutivo mentre gli attacchi nel Mar Rosso spingono il Brent sopra i 97 dollari

Engineer standing next to pipes at oil refinery

I prezzi del petrolio hanno continuato a salire giovedì, registrando la quinta seduta consecutiva di rialzi, dopo che i ribelli Houthi hanno rivendicato attacchi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, alimentando i timori per possibili interruzioni delle principali rotte energetiche mondiali.

I futures sul Brent con scadenza a settembre sono saliti del 3,6% a 97,45 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) ha guadagnato il 2,7% a 89,17 dollari al barile.

Il Brent ha raggiunto il livello più alto dall’inizio di giugno, recuperando le perdite registrate dopo il temporaneo cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Gli attacchi nel Mar Rosso aumentano i timori sull’offerta

Gli Houthi hanno dichiarato di aver colpito le petroliere saudite ENCELA e LAYLIA, accusandole di aver violato il blocco marittimo annunciato di recente.

Le autorità saudite non hanno confermato eventuali danni, ma l’episodio rappresenta un’ulteriore escalation delle tensioni che minacciano infrastrutture energetiche e rotte commerciali internazionali.

Nei giorni scorsi gli Houthi avevano avvertito che avrebbero ostacolato il traffico delle navi collegate all’Arabia Saudita attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb, uno dei principali punti di transito per il commercio mondiale di petrolio.

Un’interruzione prolungata costringerebbe molte petroliere a circumnavigare l’Africa australe, aumentando tempi di percorrenza e costi di trasporto.

Resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz

Gli operatori hanno continuato a monitorare anche la situazione nello Stretto di Hormuz dopo un nuovo ciclo di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, il dodicesimo consecutivo.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno riferito di un’esplosione lungo una rotta marittima minata a sud dello Stretto di Hormuz, affermando che una delle tre petroliere coinvolte ha preso fuoco mentre le altre due hanno invertito la rotta.

Le autorità iraniane hanno ribadito di avere il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, dichiarando che il passaggio era “completamente chiuso” e avvertendo che le petroliere non potranno transitare senza un coordinamento preventivo con le autorità iraniane.

Lo Stretto di Hormuz e quello di Bab el-Mandeb rappresentano insieme una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio via mare e qualsiasi interruzione viene osservata con estrema attenzione dai mercati energetici.

Le scorte statunitensi aumentano inaspettatamente

A limitare in parte il rialzo del petrolio sono arrivati i nuovi dati sulle scorte negli Stati Uniti.

La Energy Information Administration ha comunicato che le scorte commerciali di greggio sono aumentate di 2,0 milioni di barili, raggiungendo 411,7 milioni di barili nella settimana conclusa il 17 luglio, contro attese di una diminuzione.

Le scorte di benzina sono aumentate di 0,8 milioni di barili, quelle di distillati di 1,4 milioni, mentre le scorte petrolifere commerciali complessive sono cresciute di 11,6 milioni di barili.

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