L’oro resta vicino ai massimi di due settimane mentre i mercati attendono la Fed

Gold bars

Il prezzo dell’oro è rimasto vicino ai massimi delle ultime due settimane giovedì, mentre gli investitori hanno continuato a valutare le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il possibile impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio sulle prossime decisioni della Federal Reserve.

L’oro spot (XAU/USD) ha ceduto lo 0,1% a 4.127,99 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro sono scesi dello 0,5% a 4.130,62 dollari. L’argento (XAG/USD) è salito dello 0,3% a 59,88 dollari l’oncia e il platino (XPT/USD) ha guadagnato lo 0,8% a 1.658,28 dollari.

Il metallo prezioso ha mantenuto gran parte dei guadagni registrati nelle due sedute precedenti, durante le quali era salito di circa il 3%.

Le tensioni in Medio Oriente sostengono i beni rifugio

Gli investitori continuano a seguire con attenzione gli sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

I nuovi attacchi contro navi commerciali nel Mar Rosso, rivendicati dagli Houthi dello Yemen, hanno alimentato le preoccupazioni sulla sicurezza delle principali rotte utilizzate per il trasporto del petrolio saudita.

L’aumento dei rischi geopolitici ha contribuito a mantenere elevati i prezzi del greggio, rafforzando i timori che le pressioni inflazionistiche possano protrarsi in vista della riunione della Federal Reserve della prossima settimana.

Uno scenario di inflazione persistente potrebbe spingere la banca centrale a mantenere una politica monetaria restrittiva, riducendo tradizionalmente l’attrattiva dell’oro.

I mercati attendono la decisione della Federal Reserve

Gli operatori restano divisi sulla possibilità di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

La limitata comunicazione del presidente Kevin Warsh ha lasciato incertezza sulle prossime mosse della banca centrale, rendendo la riunione della prossima settimana un appuntamento particolarmente importante per i mercati dei metalli preziosi.

Gli acquisti sostengono il mercato

Secondo gli analisti di ANZ, gli investitori hanno continuato ad aumentare l’esposizione all’oro nonostante la prospettiva di tassi di interesse elevati.

La banca ha evidenziato che le posizioni lunghe speculative hanno raggiunto i livelli più alti da gennaio, mentre gli afflussi negli ETF garantiti dall’oro sono aumentati grazie alla ricerca di strumenti difensivi contro valutazioni azionarie considerate elevate.

ANZ ritiene che gli acquisti sui ribassi abbiano contribuito a compensare la pressione normalmente esercitata sull’oro dall’aumento dei tassi e delle aspettative d’inflazione.

L’oro è rimasto sopra l’importante soglia psicologica dei 4.000 dollari, mentre gli operatori osservano la possibilità di un nuovo test della resistenza in area 4.200 dollari.

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