Il prezzo dell’oro ha registrato un calo martedì, con gli investitori che attendono la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Federal Reserve, prevista nei prossimi giorni, alla ricerca di indicazioni sull’evoluzione dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.
Alle 05:30 ET (09:30 GMT), l’oro spot perdeva l’1,0% a 4.124,28 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro scendevano dello 0,8% a 4.136,29 dollari l’oncia.
Dollaro più forte, pressione sul metallo prezioso
L’oro è stato penalizzato dal rafforzamento del dollaro statunitense, sostenuto dall’aumento del rendimento del Treasury decennale USA, salito ai massimi delle ultime due settimane.
Un dollaro più forte rende infatti il metallo prezioso più costoso per gli investitori che operano con altre valute, limitandone la domanda.
“La volatilità del mercato valutario potrebbe rimanere contenuta in vista dei verbali del FOMC di domani e considerando un calendario macroeconomico statunitense piuttosto scarno nella giornata odierna”, hanno scritto gli analisti di ING.
I mercati attendono indicazioni dalla Fed
L’attenzione degli operatori è concentrata sui verbali della riunione della Federal Reserve di giugno.
In quell’occasione la banca centrale ha lasciato invariati i tassi d’interesse nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, anche se diversi membri hanno indicato che un ulteriore rialzo potrebbe essere ancora necessario entro la fine dell’anno.
Nel frattempo, il nuovo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha dichiarato di non voler fornire indicazioni anticipate sull’evoluzione dei tassi, pur riconoscendo, durante un evento della scorsa settimana, che i rischi legati all’inflazione si sono attenuati.
Le prospettive sui tassi restano incerte
Le aspettative del mercato continuano inoltre a risentire dei dati sul mercato del lavoro statunitense, risultati più deboli del previsto la scorsa settimana, e del calo del prezzo del petrolio successivo al cessate il fuoco temporaneo raggiunto tra Stati Uniti e Iran nel mese di giugno.
Gli investitori cercano ora di capire come la Federal Reserve bilancerà il rallentamento delle pressioni inflazionistiche con la necessità di mantenere una politica monetaria restrittiva. Tassi più elevati tendono infatti a ridurre l’attrattiva di attività prive di rendimento come l’oro.
Secondo il CME FedWatch Tool, il mercato attribuisce attualmente una probabilità del 56% a un rialzo dei tassi già a settembre, rispetto a circa il 60% prima della pubblicazione dell’ultimo rapporto sull’occupazione.

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