Il petrolio resta stabile nonostante le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran e il forte calo delle scorte USA

Il Mercato del Petrolio Rimane Sostenuto

I prezzi del petrolio hanno registrato variazioni limitate mercoledì, mentre gli investitori hanno sostanzialmente ignorato l’ultimo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran. A sostenere il mercato ha contribuito anche il marcato calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti.

Alle 05:47 ET (09:47 GMT), i futures sul Brent con consegna ad agosto erano sostanzialmente invariati a 91,40 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense si attestava a 88,19 dollari al barile. Entrambi i benchmark avevano registrato rialzi durante la sessione asiatica dopo il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente.

La stabilizzazione è arrivata dopo che i prezzi del petrolio erano scesi di circa il 3% nella seduta precedente, toccando i livelli più bassi delle ultime sette settimane.

Il Medio Oriente Resta al Centro dell’Attenzione

L’Iran ha annunciato mercoledì di aver lanciato attacchi contro installazioni militari statunitensi in Giordania e in diversi Paesi del Golfo in risposta ai recenti raid americani.

L’operazione degli Stati Uniti è stata effettuata dopo l’abbattimento di un elicottero Apache americano in un episodio che Washington attribuisce a un attacco con drone iraniano. Teheran continua a negare ogni responsabilità.

Nel frattempo, le forze israeliane hanno proseguito le operazioni militari nel Libano meridionale contro Hezbollah, gruppo sostenuto dall’Iran.

Le ultime azioni militari hanno alimentato i timori che i recenti progressi verso una riduzione delle tensioni possano essere compromessi. All’inizio della settimana, Iran e Israele avevano accettato di sospendere gli attacchi in seguito agli appelli diplomatici del presidente Donald Trump.

Tuttavia, gli analisti ritengono che i mercati abbiano finora reagito con relativa calma agli sviluppi più recenti.

“I mercati non considerano lo scambio di attacchi tra Washington e Teheran nelle ultime circa 48 ore come un evento significativo, come dimostra la reazione molto contenuta del petrolio”, hanno dichiarato gli analisti di Vital Knowledge.

Gli stessi analisti hanno inoltre evidenziato le parole di un funzionario della Casa Bianca citato da Politico, secondo cui la recente escalation rappresenta semplicemente “un ostacolo lungo il percorso verso la pace”.

Lo Stretto di Hormuz Rimane una Variabile Cruciale

Gli investitori continuano a monitorare la possibilità di un accordo più ampio tra Stati Uniti e Iran che possa portare alla fine del conflitto e alla riapertura dello Stretto di Hormuz.

Questo passaggio strategico gestisce circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio ed è rimasto di fatto chiuso per diversi mesi, alimentando persistenti preoccupazioni sull’offerta.

Le restrizioni all’approvvigionamento hanno mantenuto i prezzi del greggio ben al di sopra dei livelli precedenti al conflitto, contribuendo ai timori che il rincaro dell’energia possa alimentare l’inflazione e influenzare le decisioni delle banche centrali.

Gli operatori attendono ora la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo statunitense per ottenere ulteriori indicazioni sull’impatto dei costi energetici sulle dinamiche inflazionistiche.

Le Scorte di Greggio USA Calano Oltre le Attese

A sostenere i prezzi è stato anche il forte calo delle scorte petrolifere statunitensi.

L’American Petroleum Institute ha riferito che le scorte di greggio sono diminuite di 9,12 milioni di barili, ben oltre le aspettative di un calo di 3,4 milioni di barili.

Le scorte di benzina sono diminuite di 1,19 milioni di barili, mentre quelle di distillati sono aumentate di 1,32 milioni di barili.

Gli investitori attendono ora i dati ufficiali della Energy Information Administration per confermare le rilevazioni del settore.

Più Informazioni sul Mercato Petrolifero

I prezzi globali del petrolio continuano a essere influenzati da una combinazione di rischi geopolitici, interruzioni dell’offerta e aspettative sulla crescita economica. Gli sviluppi in Medio Oriente, in particolare quelli legati allo Stretto di Hormuz, restano uno dei principali fattori che guidano il sentiment del mercato, mentre le scorte e i dati sull’inflazione continuano a orientare le aspettative sulla domanda futura e sulla politica monetaria.

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