Il Prezzo dell’Oro Continua a Indebolirsi
I prezzi dell’oro hanno prolungato la recente fase negativa dopo il riaccendersi delle tensioni militari tra Stati Uniti e Iran, che ha ridotto le speranze di una rapida conclusione del conflitto, aumentando l’incertezza sui mercati globali e rafforzando le preoccupazioni legate all’inflazione.
L’oro spot è sceso del 2% nelle contrattazioni mattutine a 4.168 dollari l’oncia, il livello più basso dalla fine di novembre 2025, dopo aver perso l’1,6% nella seduta precedente. Anche il contratto futures sull’oro con scadenza ad agosto è sceso a 4.188 dollari l’oncia.
Il Conflitto in Medio Oriente Continua a Influenzare i Mercati
L’ultima escalation in Medio Oriente ha indebolito le fragili prospettive diplomatiche e alimentato i timori che le interruzioni delle forniture energetiche possano protrarsi.
L’attenzione resta concentrata sullo Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il commercio energetico globale, che continua a essere in gran parte inaccessibile a causa del conflitto.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sui social media che il Paese “non lascerà senza risposta alcun attacco o minaccia”.
Poco dopo, secondo l’emittente statale IRIB News, l’Iran ha lanciato un attacco con droni contro la Quinta Flotta statunitense in Bahrain.
Il Rialzo del Petrolio Alimenta i Timori Inflazionistici
Le nuove tensioni hanno inizialmente spinto al rialzo i prezzi del petrolio, aumentando le preoccupazioni per l’impatto dei costi energetici sull’inflazione globale.
Il Brent è salito di oltre il 2%, superando i 93 dollari al barile, prima di ridiscendere verso quota 91,50 dollari dopo l’annuncio di Washington della conclusione della sua limitata operazione di ritorsione.
Il recupero del petrolio ha rafforzato le aspettative che le pressioni inflazionistiche possano restare elevate, inducendo gli investitori a rivalutare le prospettive della politica monetaria.
Attesa per il Dato Chiave sull’Inflazione negli Stati Uniti
L’oro è stato ulteriormente penalizzato dall’aumento delle scommesse su una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve.
Tassi d’interesse più elevati sono generalmente negativi per l’oro, poiché il metallo prezioso non genera rendimento e diventa meno attraente rispetto agli asset che offrono interessi.
Gli investitori attendono ora la pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense prevista per le 14:30 CET, alla ricerca di indicazioni sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Gli economisti prevedono un’inflazione headline al 4,2% su base annua, il livello più elevato degli ultimi tre anni. L’inflazione core, che esclude energia e alimentari, dovrebbe aumentare dello 0,3% su base mensile e del 2,9% su base annua, il ritmo più sostenuto da settembre 2025.
“Il dettaglio che conta, tuttavia, non è solo il dato aggregato”, ha affermato Gabriel Debach, market analyst di eToro, aggiungendo che “la composizione del rapporto sarà cruciale: un aumento guidato principalmente dall’energia sarebbe considerato temporaneo, mentre pressioni più diffuse sui servizi core avrebbero implicazioni molto più significative per la politica monetaria”.
La Debolezza Tecnica Aumenta le Pressioni di Vendita
L’oro viene ora scambiato a circa il 20% in meno rispetto ai livelli registrati prima dello scoppio del conflitto con l’Iran alla fine di febbraio.
La recente rottura al ribasso della media mobile a 200 giorni, uno degli indicatori più seguiti per valutare il trend di lungo periodo, ha generato ulteriori vendite, poiché gli investitori istituzionali monitorano attentamente questo livello.
“Ci aspettiamo che l’andamento dei prezzi diventi più vulnerabile nel breve termine”, ha dichiarato Suki Cooper, responsabile globale della ricerca sulle materie prime di Standard Chartered Plc.
Se il metallo dovesse continuare a indebolirsi, ha avvertito che “se dovesse scendere ulteriormente, ulteriori posizioni negli ETF garantiti dall’oro diventerebbero non redditizie, esponendo il metallo a ulteriori rischi di ribasso”.
Secondo Cooper, il prossimo importante livello di supporto tecnico si trova intorno a 4.100 dollari l’oncia.
Mentre la domanda in India si è indebolita, la Cina continua a sostenere il mercato, con premi locali sull’oro che restano stabili sotto i 10 dollari l’oncia.

Leave a Reply