I futures sui principali indici azionari statunitensi indicano attualmente un’apertura nettamente positiva per lunedì, suggerendo che le azioni potrebbero registrare un forte recupero dopo le vendite osservate nelle ultime sedute.
Gli investitori potrebbero essere spinti ad acquistare titoli a livelli più bassi dopo il recente calo che ha portato sia il Nasdaq sia l’S&P 500 ai loro livelli di chiusura più bassi degli ultimi sei mesi.
Il miglioramento del sentiment sembra legato al fatto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attenuato le precedenti minacce di “annientare” le centrali elettriche iraniane se il Paese non avesse riaperto completamente lo Stretto di Hormuz.
In un post su Truth Social, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto “ottime e produttive conversazioni riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente”.
Ha inoltre aggiunto di aver ordinato al Dipartimento della Guerra di rinviare per cinque giorni qualsiasi attacco militare pianificato contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane.
In precedenza, il presidente aveva avvertito che gli Stati Uniti avrebbero “annientato” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, affermando anche di non essere interessato a negoziare con l’Iran.
L’Iran ha risposto avvertendo che avrebbe colpito infrastrutture energetiche e idriche in tutto il Golfo se Washington avesse dato seguito alle minacce.
Sebbene i prezzi del petrolio siano scesi bruscamente dopo gli ultimi commenti di Trump, l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Fars ha successivamente riferito che Teheran non è impegnata in colloqui diretti con gli Stati Uniti, né direttamente né tramite intermediari.
Le azioni hanno esteso le perdite venerdì
Le azioni sono scese nettamente durante la sessione di venerdì, estendendo i ribassi registrati nei due giorni precedenti. L’ultimo calo ha portato il Nasdaq e l’S&P 500 ai loro livelli di chiusura più bassi degli ultimi sei mesi.
Sia il Dow sia il Nasdaq sono entrati brevemente in territorio di correzione, definito come un calo del 10% rispetto ai massimi recenti, prima di recuperare parte delle perdite verso la fine della seduta.
Il Nasdaq, fortemente orientato alla tecnologia, ha guidato i ribassi, perdendo 443,08 punti, pari al 2,0%, a 21.647,61. L’S&P 500 è sceso di 100,01 punti, o dell’1,5%, a 6.506,48, mentre il Dow Jones Industrial Average ha perso 443,96 punti, o l’1,0%, a 45.577,47.
Le perdite hanno cancellato i guadagni registrati all’inizio della settimana. Su base settimanale, l’S&P 500 è sceso dell’1,9%, mentre sia il Dow sia il Nasdaq hanno perso il 2,1%.
La volatilità del petrolio resta un fattore chiave
La pressione di vendita a Wall Street è arrivata mentre i prezzi del petrolio greggio continuavano a oscillare bruscamente, con i mercati energetici che hanno svolto un ruolo importante nelle recenti contrattazioni.
Il greggio con consegna a maggio ha registrato forti movimenti nel corso della sessione, ma di recente era in rialzo di quasi il 3% nelle contrattazioni elettroniche.
I prezzi erano inizialmente saliti dopo le notizie di nuovi attacchi contro infrastrutture energetiche in Medio Oriente. Tuttavia, i guadagni si sono temporaneamente ridotti dopo alcune notizie secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando di allentare le sanzioni su alcune esportazioni di petrolio iraniano per aumentare l’offerta e ridurre i prezzi.
Il rialzo è ripreso in parte dopo i commenti di Trump durante un’intervista con Stephanie Ruhle di MS Now, nella quale ha suggerito che gli Stati Uniti continueranno ad attaccare l’Iran finché non potrà “ricostruire mai più”.
Trump ha poi dichiarato ai giornalisti di non essere interessato a un cessate il fuoco con l’Iran, affermando: “Non fai un cessate il fuoco quando stai letteralmente annientando l’altra parte”.
Sebbene i prezzi del petrolio siano stati estremamente volatili nelle ultime sedute, restano significativamente più alti rispetto a quando il conflitto è iniziato, alimentando timori sulle prospettive per inflazione e tassi di interesse.
Secondo il FedWatch Tool del CME Group, i mercati attualmente si aspettano che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati quest’anno, con una certa probabilità che possano addirittura aumentare entro la fine dell’anno.
Tecnologia e settori sensibili ai tassi guidano i ribassi
I titoli dei produttori di hardware informatico sono stati tra i peggiori performer venerdì. L’indice NYSE Arca Computer Hardware è crollato del 6,0% dopo aver chiuso la seduta precedente a un massimo storico.
Super Micro Computer (NASDAQ:SMCI) ha guidato il settore al ribasso, crollando del 33,3% dopo che i procuratori statunitensi hanno accusato diversi dipendenti della società tecnologica di aver contrabbandato chip Nvidia (NASDAQ:NVDA) in Cina.
Anche i titoli del settore networking hanno registrato forti vendite, come riflette il calo del 4,6% dell’indice NYSE Arca Networking. Anche questo indice aveva raggiunto un massimo storico di chiusura nella seduta precedente.
Anche i titoli dei servizi pubblici, sensibili ai tassi di interesse, hanno registrato una debolezza significativa, trascinando il Dow Jones Utility Average in calo del 3,7% al livello di chiusura più basso da oltre un mese.
Anche i titoli dell’oro, del settore immobiliare commerciale e delle compagnie aeree hanno registrato forti ribassi amid una pressione di vendita diffusa a Wall Street.

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