Le azioni di DiaSorin SpA (BIT:DIA) sono crollate lunedì dopo che il gruppo italiano della diagnostica ha riportato un calo dell’utile annuale e ha fornito una previsione prudente sui margini per il 2026, mettendo in secondo piano i risultati finanziari del 2025.
Il titolo ha perso oltre il 16% durante la seduta, scendendo al livello di chiusura più basso nei suoi dieci anni di quotazione. Il ribasso ha inoltre portato il prezzo al di sotto del minimo del 2025 di €58,36 ed esteso la perdita dal massimo storico di €209,40 raggiunto a maggio 2020 a circa il 74%.
La società ha registrato un utile netto annuale di €150 milioni, in calo rispetto ai €187 milioni del 2024. La flessione è stata dovuta principalmente a un onere di €20 milioni legato alla chiusura dello stabilimento produttivo di Shanghai e a maggiori imposte, incluse tasse straordinarie sui dividendi distribuiti dalle controllate.
I ricavi complessivi sono aumentati dell’1% su base annua a €1,20 miliardi, pari a una crescita del 4% a cambi costanti, mentre l’impatto negativo dei cambi ha ridotto le vendite di €34 milioni. Escludendo le vendite legate al COVID, i ricavi sono cresciuti del 5% a cambi costanti, in linea con le previsioni per l’intero anno.
L’EBITDA rettificato è rimasto sostanzialmente stabile a €394 milioni, con un margine del 33%. Il flusso di cassa libero è invece sceso a €209 milioni rispetto ai €241 milioni dell’anno precedente.
L’amministratore delegato Carlo Rosa ha spiegato che la diagnostica molecolare è rimasta sostanzialmente stabile su base annua, principalmente perché la stagione influenzale del 2025 è stata particolarmente debole.
L’immunodiagnostica legata al COVID-19 — il principale segmento del gruppo, che rappresenta il 69% dei ricavi — ha registrato una crescita del 7% a cambi costanti fino a €821 milioni, sostenuta dalle vendite di test CLIA specialistici negli Stati Uniti. Escludendo la Cina, il segmento ha registrato una crescita dell’8% a cambi costanti.
I ricavi della divisione Licensed Technologies sono rimasti stabili a €165 milioni a cambi costanti. La forte domanda da parte dei clienti della diagnostica è stata compensata dal calo delle vendite nel settore life science dopo i tagli ai finanziamenti del National Institutes of Health negli Stati Uniti.
Il Consiglio di Amministrazione ha proposto un dividendo di €1,30 per azione, in aumento dell’8,3% rispetto al 2024. Ha inoltre autorizzato un programma di riacquisto di azioni proprie fino a €250 milioni per un massimo di 4,5 milioni di azioni, pari all’8,04% del capitale sociale. Al 19 marzo, DiaSorin aveva già riacquistato 1,84 milioni di azioni.
DiaSorin ha inoltre confermato che chiuderà il suo stabilimento di Shanghai entro la fine del 2026. La chiusura dovrebbe generare risparmi annuali sui costi di circa €6 milioni, con un periodo di recupero della liquidità inferiore a un anno. I costi totali di ristrutturazione sono stimati fino a €22 milioni, di cui circa €20 milioni già contabilizzati nel 2025.
Per il 2026, la società prevede una crescita dei ricavi tra il 5% e il 6% a cambi costanti e un margine EBITDA rettificato compreso tra il 32% e il 33%. DiaSorin ha sottolineato che la previsione non include eventuali effetti del conflitto in corso in Medio Oriente, che potrebbe influenzare le vendite regionali e le catene di approvvigionamento.
Al 31 dicembre, l’indebitamento finanziario netto del gruppo era pari a €580 milioni, in calo rispetto ai €618 milioni dell’anno precedente.

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