Il gruppo postale controllato dallo Stato Poste Italiane SpA (BIT:PST) ha annunciato un’offerta da 10,8 miliardi di euro in contanti e azioni per acquisire Telecom Italia SpA (BIT:TIT), con l’obiettivo di rilevare l’intero capitale sociale dell’operatore telecom, ritirarlo da Euronext Milan e portare il gruppo combinato sotto il controllo di maggioranza dello Stato italiano.
L’offerta pubblica volontaria è stata approvata dal consiglio di amministrazione presieduto da Silvia Maria Rovere. Secondo i termini della proposta, gli azionisti TIM riceveranno 0,167 euro in contanti più 0,0218 nuove azioni ordinarie Poste Italiane per ogni azione TIM conferita.
La struttura dell’offerta valuta ogni azione TIM 0,635 euro, pari a un premio del 9,01% rispetto al prezzo di chiusura del titolo del 20 marzo.
L’operazione resta subordinata alle autorizzazioni regolatorie e ad altre condizioni che saranno dettagliate nel documento di offerta. Il completamento della transazione è previsto entro la fine del 2026.
Dopo la fusione, lo Stato italiano — principalmente attraverso Cassa Depositi e Prestiti — deterrà una quota di maggioranza superiore al 50% del nuovo gruppo. Poste Italiane ha affermato che questa struttura garantirà stabilità di lungo periodo e un chiaro indirizzo strategico volto a creare valore per tutti gli stakeholder e per il sistema Paese.
Sulla base dei risultati finanziari del 2025 e al netto delle sinergie, il gruppo combinato registrerebbe ricavi aggregati di circa 26,9 miliardi di euro, EBIT pro forma di circa 4,8 miliardi e oltre 150.000 dipendenti.
Le sinergie annuali ante imposte sono stimate in circa 700 milioni di euro, di cui 500 milioni derivanti da risparmi sui costi e oltre 200 milioni da sinergie sui ricavi. I costi una tantum per realizzare tali sinergie sono anch’essi stimati in circa 700 milioni di euro ante imposte. Le sinergie di costo dovrebbero essere realizzate entro due anni dal completamento, mentre quelle sui ricavi entro tre anni.
Poste Italiane ha indicato che l’operazione dovrebbe avere un impatto positivo sull’utile per azione a partire dal 2027, mentre l’impatto sul dividendo per azione relativo all’utile netto 2026 dovrebbe essere neutrale.
La rete distributiva del gruppo combinato comprenderà circa 13.000 uffici postali, oltre 4.000 negozi TIM e più di 49.000 partner terzi, servendo oltre 19 milioni di clienti digitali attivi.
Poste Italiane aveva acquisito una prima partecipazione in TIM nel febbraio 2025, e il processo di integrazione è già iniziato. Tra le iniziative in corso figurano un accordo MVNO (Mobile Virtual Network Operator) e una collaborazione nel settore energetico.
Le attività fiscali differite di TIM, pari a 982 milioni di euro al 31 dicembre 2024, dovrebbero essere parzialmente valorizzate dopo la fusione. Una volta completata l’operazione, il free float di Poste Italiane è previsto superare i 15 miliardi di euro.

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