Dati sull’inflazione più forti del previsto potrebbero pesare su Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

I futures sui principali indici azionari statunitensi indicano un’apertura leggermente negativa mercoledì, suggerendo che i mercati potrebbero restituire parte dei guadagni registrati nelle due sessioni precedenti.

I futures sono scesi dopo la pubblicazione di un rapporto del Dipartimento del Lavoro che ha mostrato come i prezzi alla produzione negli Stati Uniti siano aumentati più del previsto nel mese di febbraio.

Secondo il rapporto, l’indice dei prezzi alla produzione per la domanda finale è salito dello 0,7% a febbraio dopo essere aumentato dello 0,5% a gennaio. Gli economisti avevano previsto un incremento più contenuto dello 0,3%.

Il rapporto ha inoltre indicato che il tasso di crescita annuale dei prezzi alla produzione è accelerato al 3,4% a febbraio rispetto al 2,9% del mese precedente. Gli analisti si aspettavano che il dato annuale rimanesse invariato.

Insieme al recente aumento dei prezzi del petrolio dovuto al conflitto in Medio Oriente, questi dati potrebbero rafforzare le recenti preoccupazioni sull’andamento dell’inflazione.

Tuttavia, gli investitori potrebbero evitare movimenti significativi in attesa dell’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve previsto per il tardo pomeriggio.

Sebbene la banca centrale sia ampiamente attesa lasciare i tassi d’interesse invariati, i trader seguiranno con attenzione le nuove proiezioni economiche dei funzionari della Fed.

Dopo il rally di recupero registrato nella sessione precedente, le azioni hanno mostrato un ulteriore forte rialzo nelle prime contrattazioni di martedì, prima di perdere slancio nel corso della giornata. I principali indici si sono allontanati dai massimi della sessione, ma sono comunque riusciti a chiudere in territorio positivo.

Gli indici hanno quindi esteso i forti guadagni registrati lunedì, allontanandosi ulteriormente dai minimi di chiusura a tre mesi toccati venerdì. Il Nasdaq è salito di 105,35 punti, pari allo 0,5%, chiudendo a 22.479,53, l’S&P 500 ha guadagnato 16,71 punti, pari allo 0,3%, a 6.716,09 e il Dow è avanzato di 46,85 punti, pari allo 0,1%, a 46.993,26.

La forza iniziale di Wall Street rifletteva il tentativo degli investitori di ignorare la recente volatilità dei prezzi del petrolio, che nelle ultime sedute è stata uno dei principali fattori che hanno influenzato i mercati.

Le azioni hanno esteso il rimbalzo della sessione precedente anche mentre i prezzi del greggio recuperavano dopo il calo di lunedì.

Il petrolio è salito dopo che l’Iran ha lanciato una serie di attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti, prendendo di mira l’aeroporto internazionale di Dubai e il terminal petrolifero di Fujairah, segnando una forte escalation nel conflitto in corso.

L’esercito israeliano ha inoltre dichiarato di aver iniziato una “vasta ondata di attacchi” nella capitale iraniana e di aver intensificato gli attacchi contro obiettivi di Hezbollah in Libano.

Nel frattempo, diversi alleati degli Stati Uniti — tra cui Germania, Spagna, Italia, Australia e Giappone — hanno rifiutato la richiesta del presidente Donald Trump di contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, una rotta fondamentale attraverso cui transita circa un quinto delle spedizioni energetiche globali.

Gli investitori sembrano quindi mantenere un atteggiamento prudente in vista dell’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve.

I titoli dei servizi petroliferi hanno registrato forti guadagni insieme all’aumento dei prezzi del greggio, portando l’indice Philadelphia Oil Service a salire di circa il 3%.

Anche i titoli delle compagnie aeree hanno mostrato una performance solida, con l’indice NYSE Arca Airline in rialzo del 2,8% dopo che diverse compagnie hanno aumentato le previsioni di ricavi per il primo trimestre.

I titoli dei produttori di hardware informatico, delle società petrolifere e delle società di intermediazione finanziaria hanno registrato progressi significativi, mentre i titoli farmaceutici hanno mostrato un netto calo.

Eli Lilly (NYSE:LLY) ha pesato sul settore farmaceutico, scendendo del 5,9% dopo che HSBC Securities ha declassato il rating del titolo della casa farmaceutica a Reduce da Hold.

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