L’oro torna sopra i 5.000 dollari mentre il conflitto con l’Iran e le riunioni delle banche centrali dominano l’attenzione dei mercati

I prezzi dell’oro sono saliti nelle contrattazioni asiatiche di martedì, tornando sopra livelli chiave mentre gli investitori monitoravano gli sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, le oscillazioni dei prezzi del petrolio e una serie di riunioni di politica monetaria delle banche centrali previste per questa settimana.

Il metallo prezioso era sceso brevemente sotto la soglia dei 5.000 dollari l’oncia nella sessione precedente. Tuttavia, ha recuperato terreno dopo che un calo dei prezzi del petrolio ha attenuato alcune preoccupazioni riguardo all’impatto inflazionistico del conflitto.

L’oro spot è salito dello 0,6% a 5.035,62 dollari l’oncia alle 01:26 ET (05:26 GMT), mentre i futures sull’oro sono aumentati dello 0,8% a 5.039,94 dollari l’oncia.

L’oro rimane in un intervallo ristretto tra le incertezze legate alla guerra con l’Iran

Nonostante i guadagni, l’oro ha continuato a muoversi all’interno dell’intervallo compreso tra 5.000 e 5.200 dollari l’oncia osservato nelle ultime tre settimane, mentre il mercato valutava le forze contrastanti legate al conflitto con l’Iran.

La domanda di beni rifugio ha sostenuto i prezzi, ma questi guadagni sono stati in parte compensati dai timori che il conflitto possa alimentare una maggiore inflazione globale.

Anche altri metalli preziosi hanno registrato progressi durante la sessione. Il platino spot è salito dell’1,9% a 2.156,27 dollari l’oncia, mentre l’argento spot è aumentato dell’1% a 81,785 dollari l’oncia.

Tuttavia, come nel caso dell’oro, entrambi i metalli hanno principalmente oscillato lateralmente dopo essere scesi dai massimi storici raggiunti alla fine di gennaio.

Le decisioni delle banche centrali al centro dell’attenzione

Gli investitori stanno inoltre osservando diverse riunioni delle principali banche centrali in programma questa settimana, con particolare attenzione alla decisione di politica monetaria della Federal Reserve prevista per mercoledì. La Fed dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse mentre i responsabili della politica monetaria valutano i rischi inflazionistici legati al conflitto con l’Iran.

Anche la Bank of Canada terrà una riunione mercoledì, mentre la Bank of Japan, la Swiss National Bank, la Bank of England e la Banca Centrale Europea annunceranno le loro decisioni sui tassi giovedì.

L’attenzione del mercato è concentrata sulle tendenze dell’inflazione e sulle aspettative relative ai tassi di interesse, in particolare perché l’aumento dei prezzi dell’energia legato al conflitto con l’Iran potrebbe influenzare le decisioni di politica monetaria.

Tra gli investitori cresce la preoccupazione che un aumento dell’inflazione globale alimentato dal petrolio possa spingere le banche centrali ad adottare una posizione più restrittiva, mantenendo i tassi di interesse elevati più a lungo.

Tassi di interesse più alti tendono generalmente a pesare sugli asset che non generano rendimento, come l’oro, poiché riducono l’attrattiva relativa dell’investimento nel metallo. Gran parte del rally dell’oro all’inizio del 2026 — che ha portato il metallo giallo a toccare massimi storici vicino a 5.600 dollari l’oncia — è stata inoltre alimentata dalle aspettative di un calo dei tassi di interesse durante l’anno.

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