Bitcoin supera i 74.000 dollari e tocca i massimi da sei settimane grazie allo short squeeze

Bitcoin (COIN:BTCUSD) ha superato la soglia dei 74.000 dollari lunedì, raggiungendo il livello più alto delle ultime sei settimane, sostenuto da un’ondata di liquidazioni di posizioni short. Tuttavia, gli investitori restano prudenti a causa delle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

La principale criptovaluta era scambiata in rialzo del 3,4% a 73.892,4 dollari alle 02:21 ET (06:21 GMT), dopo aver toccato in precedenza un massimo intraday di 74.336,9 dollari.

Bitcoin ha guadagnato circa il 6% la scorsa settimana, nonostante i mercati azionari globali abbiano registrato un calo a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio, che ha alimentato timori sull’inflazione.

Le liquidazioni delle posizioni short spingono il mercato crypto

Il mercato delle criptovalute nel suo complesso ha registrato un rialzo mentre i trader che avevano scommesso su ulteriori ribassi sono stati costretti a chiudere le proprie posizioni.

I dati di CoinGlass mostrano che nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni crypto per circa 344 milioni di dollari, di cui circa l’83% rappresentate da posizioni short.

Le liquidazioni avvengono quando i trader che operano con leva finanziaria sono costretti a chiudere le posizioni perché il mercato si muove contro di loro, un fenomeno che spesso amplifica i movimenti dei prezzi.

Nonostante il recente rimbalzo, il sentiment resta prudente mentre il conflitto in Medio Oriente entra nella terza settimana, aumentando le preoccupazioni per l’offerta energetica globale e per l’inflazione.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato i Paesi alleati ad aiutare a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una rotta marittima fondamentale per le spedizioni globali di petrolio, mentre le ostilità nella regione continuano.

Il petrolio resta sopra i 100 dollari con il conflitto in Iran

Secondo diverse notizie di stampa, gli attacchi con droni sono continuati negli Stati del Golfo anche lunedì, nonostante le ripetute affermazioni delle autorità statunitensi secondo cui le capacità militari dell’Iran sarebbero state gravemente indebolite.

I prezzi del petrolio sono rimasti sopra i 100 dollari al barile a causa dei timori di possibili interruzioni delle forniture attorno allo Stretto di Hormuz, una rotta strategica per le esportazioni globali di greggio.

I futures sulle azioni statunitensi hanno registrato un lieve rialzo nelle contrattazioni asiatiche di lunedì mentre gli investitori attendono la riunione di politica monetaria della Federal Reserve prevista per questa settimana. I mercati si aspettano in larga parte che la banca centrale lasci i tassi invariati mentre valuta i rischi legati all’inflazione.

Secondo gli analisti, l’incertezza geopolitica e i rischi macroeconomici potrebbero mantenere i mercati delle criptovalute volatili nel breve periodo, anche se la copertura delle posizioni short sostiene temporaneamente i prezzi.

Anche le altcoin salgono, Ether in forte rialzo

La maggior parte delle altcoin ha registrato guadagni lunedì nel contesto di un più ampio rimbalzo del mercato crypto.

Ethereum, la seconda criptovaluta al mondo, è balzata dell’8% a 2.265,88 dollari.

La terza criptovaluta per capitalizzazione, XRP, è invece scesa del 5% a 1,48 dollari.

Solana e Polygon sono salite entrambe del 6%, mentre Cardano ha registrato un balzo vicino al 10%.

Tra i token meme, Dogecoin è salito di circa il 7%.

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