Bitcoin (COIN:BTCUSD) è salito venerdì, proseguendo i recenti guadagni e raggiungendo il livello più alto dell’ultima settimana, poiché le aspettative di un contesto normativo più favorevole negli Stati Uniti hanno contribuito a compensare le persistenti preoccupazioni del mercato legate al conflitto tra Stati Uniti e Israele con l’Iran.
La più grande criptovaluta al mondo era inoltre sulla buona strada per registrare un guadagno settimanale, aiutata in parte da una pausa nel recente rally dei prezzi del petrolio.
Alle 01:49 ET, Bitcoin era salito di quasi il 3% a 71.529,7 dollari.
Bitcoin avviato verso guadagni settimanali grazie all’ottimismo normativo
Bitcoin era destinato a registrare un aumento di circa il 6,5% questa settimana, sovraperformando i mercati più sensibili al rischio nonostante l’incertezza generata dalla guerra con l’Iran.
Il rialzo delle criptovalute è stato guidato principalmente dagli sviluppi normativi negli Stati Uniti dopo che la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) hanno annunciato mercoledì che collaboreranno per creare una struttura normativa più chiara per gli asset digitali negli Stati Uniti.
Nell’ambito dell’accordo, le due agenzie hanno indicato che lavoreranno insieme per introdurre una politica federale progettata per offrire una “struttura normativa adeguata allo scopo per le cripto-attività e altre tecnologie emergenti.”
L’iniziativa, chiamata “Joint Harmonization Initiative,” mira a stabilire protocolli formali di condivisione dei dati, semplificare i requisiti di reporting ed eliminare azioni di enforcement separate della CFTC e della SEC contro le società crypto.
Sebbene l’accordo non sia giuridicamente vincolante, l’annuncio ha rafforzato le aspettative che possa emergere un quadro normativo più completo per gli asset digitali.
L’iniziativa è inoltre in linea con la promessa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di fornire maggiore chiarezza normativa all’industria delle criptovalute, dopo aver nominato alla guida della CFTC e della SEC figure considerate favorevoli al settore.
Il conflitto con l’Iran mantiene debole la propensione al rischio
Nonostante ciò, la ripresa di Bitcoin appare ancora fragile, poiché la criptovaluta ha registrato forti oscillazioni di prezzo dopo una serie di flash crash alla fine del 2025.
Anche la propensione al rischio degli investitori rimane limitata, con i mercati azionari globali che hanno registrato forti vendite mentre gli operatori valutano le implicazioni economiche della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Una delle principali preoccupazioni riguarda l’impatto inflazionistico del conflitto. Prolungate interruzioni nei mercati petroliferi potrebbero far salire ulteriormente i prezzi del greggio e alimentare l’inflazione globale. Questo scenario potrebbe spingere le principali banche centrali ad adottare una posizione monetaria più restrittiva — una situazione generalmente sfavorevole per le criptovalute e per gli asset speculativi.
Le altcoin seguono Bitcoin al rialzo
Anche le altre principali criptovalute sono salite venerdì seguendo il movimento di Bitcoin.
La seconda criptovaluta per capitalizzazione, Ether, è salita del 3,9% a 2.109,48 dollari, mentre XRP è aumentata del 3,6% a 1,4218 dollari.
BNB, Cardano e Solana hanno registrato guadagni compresi tra il 2,4% e il 5,5%.
Tra i memecoin, DOGE è salito del 4,8%, mentre $TRUMP è balzato del 13,7%.
Nonostante il recente rimbalzo, la maggior parte delle altcoin — come Bitcoin — resta ancora significativamente al di sotto dei livelli di inizio anno, riflettendo una cautela persistente degli investitori verso il settore delle criptovalute.

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