I futures sui principali indici statunitensi indicano un avvio in calo per la seduta di giovedì, con i mercati che potrebbero subire pressioni dopo che i principali indici hanno chiuso quasi invariati per due sessioni consecutive.
Un nuovo aumento dei prezzi del petrolio potrebbe pesare sul sentiment degli investitori, mentre il greggio continua a recuperare terreno dopo il forte calo registrato martedì.
Il greggio statunitense con consegna ad aprile è salito di 6,12 dollari, pari al 7%, a 93,37 dollari al barile, anche se i prezzi restano ben al di sotto del picco di lunedì vicino ai 120 dollari al barile.
Anche il Brent, benchmark globale, con consegna a maggio è in aumento di circa il 7%, dopo aver brevemente superato la soglia dei 100 dollari al barile all’inizio della sessione.
Il nuovo rialzo dei prezzi del petrolio arriva dopo notizie secondo cui altre tre navi straniere sarebbero state colpite durante la notte nel Golfo Persico, aumentando le preoccupazioni per il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima strategicamente cruciale.
Il segretario all’Energia Chris Wright ha dichiarato in un’intervista a CNBC questa mattina che la Marina degli Stati Uniti “non è pronta” a scortare le petroliere attraverso lo stretto.
Le azioni hanno mostrato una direzione poco chiara durante la seduta di mercoledì, proseguendo la performance debole osservata nella sessione precedente. I principali indici hanno trascorso gran parte della giornata oscillando attorno alla linea di parità.
Alla chiusura, gli indici principali hanno terminato la seduta con risultati misti per il secondo giorno consecutivo. Il Nasdaq è salito leggermente di 19,03 punti, pari allo 0,1%, a 22.716,13. L’S&P 500 è invece sceso di 5,68 punti, o dello 0,1%, a 6.775,80, mentre il Dow Jones Industrial Average ha perso 289,24 punti, pari allo 0,6%, a 47.417,27.
L’andamento incerto delle contrattazioni a Wall Street suggerisce che gli investitori stiano facendo una pausa dopo diverse sessioni caratterizzate da una forte volatilità.
Le recenti oscillazioni dei mercati sono state in gran parte determinate dalle ampie variazioni dei prezzi del petrolio, che stanno nuovamente salendo dopo il crollo di martedì.
Il greggio ha recuperato terreno dopo che la United Kingdom Maritime Trade Operations ha riferito che tre navi sono state colpite da proiettili al largo della costa iraniana, aumentando i timori per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Ulteriori notizie secondo cui l’Iran starebbe cercando di posare mine nello stretto hanno inoltre rafforzato le preoccupazioni per il traffico marittimo attraverso questo passaggio vitale.
Nel frattempo, gli investitori hanno in gran parte ignorato un rapporto del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti che mostra come i prezzi al consumo siano aumentati a febbraio in linea con le stime degli economisti.
Secondo il rapporto, l’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% a febbraio dopo un aumento dello 0,2% a gennaio, in linea con le previsioni.
Escludendo i prezzi di alimentari ed energia, l’inflazione core è aumentata dello 0,2% a febbraio dopo essere cresciuta dello 0,3% nel mese precedente, anch’essa in linea con le stime.
Il rapporto ha inoltre mostrato che il tasso annuo di crescita dei prezzi al consumo è rimasto stabile al 2,4%, mentre l’inflazione core annua è rimasta invariata al 2,5%.
La maggior parte dei settori principali ha registrato solo movimenti modesti durante la seduta, contribuendo alla performance complessivamente debole dei mercati.
I titoli dei produttori di petrolio, tuttavia, sono saliti nettamente insieme ai prezzi del greggio, con l’indice NYSE Arca Oil in aumento del 3,5%.
Anche i titoli del settore hardware informatico hanno mostrato una buona performance, portando l’indice NYSE Arca Computer Hardware a guadagnare l’1,5%.
Al contrario, i titoli delle società aurifere sono scesi insieme al prezzo del metallo prezioso, trascinando l’indice NYSE Arca Gold Bugs in calo del 2,3%.
Anche i titoli del settore immobiliare residenziale hanno registrato un calo in seguito all’aumento dei rendimenti dei Treasury, con l’indice Philadelphia Housing Sector in flessione dell’1,6%.

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