Generali registra un utile record nel 2025 e supera le stime su dividendo e solvibilità

Assicurazioni Generali SpA (BIT:G) ha riportato giovedì risultati operativi e utili netti rettificati record per il 2025, con un coefficiente di solvibilità e un dividendo per azione superiori alle previsioni degli analisti, mentre il gruppo assicurativo italiano ha avvertito dei possibili rischi economici legati a un attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

Il risultato operativo consolidato del gruppo è aumentato del 9,7% a 8 miliardi di euro nel 2025, mentre l’utile netto rettificato è cresciuto del 14,5% raggiungendo il livello record di 4,32 miliardi di euro. I premi lordi contabilizzati sono saliti del 3,6% su base annua a 98,1 miliardi di euro.

Il Consiglio di Amministrazione ha proposto un dividendo di 1,64 euro per azione, in aumento del 14,7% e superiore alla stima di consenso di 1,59 euro. Il pagamento è previsto per il 20 maggio 2026. Generali ha inoltre annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro, subordinato all’approvazione degli azionisti e delle autorità regolatorie.

“I nostri risultati record del 2025 segnano un primo anno di grande successo del nostro piano strategico ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’ e confermano la continua creazione di valore per tutti i nostri stakeholder”, ha dichiarato l’amministratore delegato Philippe Donnet.

Il coefficiente di solvibilità Solvency II è salito al 219%, rispetto al 210% registrato alla fine del 2024 e sopra il consenso degli analisti pari al 212%. Il miglioramento è stato sostenuto da una generazione normalizzata di capitale pari a 5,2 miliardi di euro, in aumento del 7,9%.

Il segmento danni ha registrato una forte crescita, con un risultato operativo in aumento del 20% a 3,66 miliardi di euro. Il combined ratio è migliorato di 1,4 punti percentuali, attestandosi al 92,6%, grazie anche alla riduzione delle perdite legate a catastrofi naturali, scese a 593 milioni di euro da 1,20 miliardi nel 2024.

Il segmento vita ha registrato un risultato operativo di 4,15 miliardi di euro, in crescita del 4,3% su base annua. I flussi netti sono aumentati del 42,5% raggiungendo 13,49 miliardi di euro. Il New Business Value è cresciuto del 6,2% a 3,15 miliardi di euro, superando il consenso di 3,05 miliardi, mentre il Contractual Service Margin è salito dell’11% a 33,6 miliardi di euro, anch’esso superiore alle stime di 32,3 miliardi.

Le masse totali in gestione hanno raggiunto i 900 miliardi di euro, in aumento del 4,3%, con afflussi netti pari a 16,2 miliardi di euro. L’unità di asset management ha contribuito al risultato operativo con 662 milioni di euro, in crescita del 7,5%, mentre il contributo di Banca Generali è diminuito del 5,1% a 532 milioni di euro a causa di minori commissioni di performance.

Il segmento holding ha registrato una perdita operativa di 610 milioni di euro, più ampia rispetto ai 536 milioni del 2024, in parte a causa dei costi legati a progetti strategici. L’utile per azione rettificato è aumentato del 16,2% a 2,85 euro.

Generali ha affermato che un attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran peserebbe sull’economia globale, stimando un impatto negativo sul PIL dell’area euro compreso tra 0,2 e 0,3 punti percentuali in uno scenario di escalation limitata. Il gruppo ha inoltre avvertito che un’escalation prolungata potrebbe generare rischi di stagflazione.

Guardando al futuro, il gruppo punta a una crescita composta annua dell’utile per azione compresa tra l’8% e il 10% fino al 2027, oltre a dividendi cumulati superiori a 7 miliardi di euro nello stesso periodo.

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