Le azioni europee hanno registrato un lieve calo mercoledì, mentre gli investitori continuavano a monitorare gli sviluppi del conflitto che coinvolge l’Iran e reagivano alle notizie su un possibile rilascio di nuove forniture di petrolio.
Alle 08:00 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 era in calo dello 0,5%. Il DAX tedesco ha perso l’1,0%, il CAC 40 francese lo 0,9% e il FTSE 100 del Regno Unito lo 0,6%.
I mercati europei hanno seguito una sessione relativamente stabile in Asia, dove gli investitori hanno reagito a un articolo del Wall Street Journal secondo cui l’Agenzia Internazionale dell’Energia starebbe valutando il più grande rilascio di riserve petrolifere strategiche della sua storia per contenere l’aumento dei prezzi del greggio.
La notizia ha offerto un certo sollievo dopo la forte volatilità osservata nei mercati energetici all’inizio della settimana. Il benchmark globale Brent è ora vicino ai 90 dollari al barile dopo aver sfiorato i 120 dollari.
Alle 04:04 ET, i futures sul Brent erano in rialzo del 2,2% a 89,75 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate statunitense salivano del 2,2% a 85,33 dollari al barile.
Nel frattempo, le tensioni in Iran sono rimaste elevate. Stati Uniti e Israele hanno effettuato attacchi aerei contro l’Iran in diverse aree del Medio Oriente mercoledì, mentre le autorità di Teheran hanno segnalato la loro disponibilità a reprimere eventuali disordini interni.
I mercati finanziari stanno in gran parte scommettendo sul fatto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump cercherà di porre rapidamente fine al confronto. Tuttavia, Trump ha avvertito che Washington potrebbe colpire l’Iran se il Paese tentasse di bloccare il traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz, una rotta marittima cruciale attraverso cui transita circa un quinto dell’offerta mondiale di greggio.
Al di fuori delle tensioni geopolitiche, gli investitori europei hanno anche esaminato i nuovi dati sull’inflazione provenienti dalla Germania, che hanno mostrato un aumento mensile dei prezzi al consumo armonizzati a febbraio in linea con le attese.
Più tardi nella giornata, i mercati seguiranno con attenzione i dati sull’inflazione negli Stati Uniti. Gli economisti prevedono che i prezzi al consumo aumenteranno del 2,4% su base annua fino a febbraio e dello 0,3% su base mensile.

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