La Borsa di Milano ha aperto in deciso rialzo, sostenuta dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui il conflitto con l’Iran è “praticamente finito”, e dalle misure adottate dalle principali economie mondiali per utilizzare le riserve strategiche di petrolio al fine di stabilizzare i mercati scossi dalle tensioni in Medio Oriente.
Le rassicurazioni di Trump hanno avuto un effetto immediato sui mercati, facendo scendere i prezzi del greggio dopo che avevano sfiorato i 120 dollari al barile, il livello più alto da luglio 2022. Oggi i future sul Brent cedono oltre l’8%, attestandosi a 90,71 dollari al barile.
Anche i mercati asiatici hanno reagito positivamente: Tokyo ha chiuso la seduta con l’indice Nikkei in rialzo del 2,9%.
Alle 9:35 l’indice FTSE MIB di Piazza Affari segnava un progresso del 2,45%.
I titoli bancari, che nella seduta precedente erano stati fortemente penalizzati, hanno registrato un deciso recupero, con l’indice settoriale in crescita del 3,8%. In evidenza Unicredit (BIT:UCG), il titolo con il maggior peso nel listino principale, che guadagna il 4,4%. Seguono Mediobanca (BIT:MB) e MPS (BIT:BMPS), entrambe in rialzo di circa il 4%.
Acquisti diffusi anche nel comparto industriale, con Prysmian (BIT:PRY) in aumento del 4,1% e STM (BIT:STM) in progresso del 3,65%.
Il forte calo del prezzo del Brent penalizza invece i titoli petroliferi, con ENI in flessione di oltre il 2%.
Buona anche la performance delle utility, che erano state sotto pressione nella recente fase di volatilità dei mercati: Enel (BIT:ENEL) sale dell’1,8% e A2A (BIT:A2A) dell’1,6%.
Tra i titoli migliori della seduta figura Sanlorenzo, che guadagna il 6,5% dopo aver confermato i propri obiettivi finanziari.
Positiva anche CIR (BIT:CIR), in rialzo di oltre il 4% dopo l’annuncio di un programma di buyback pari al 5,4% del capitale a 0,68 euro per azione. Secondo una nota giornaliera di Equita, “considerando anche quelle già detenute in portafoglio, la partecipazione di CIR salirebbe all’11,65%. A differenza degli altri due acquisti effettuati nel 2021 e nel 2024, non vi è un’intenzione esplicita di cancellarle; se venissero tutte annullate, il NAV aumenterebbe di circa il 4%.”

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