La Borsa di Milano ha iniziato la settimana in forte ribasso, con gli investitori che reagiscono all’aumento delle tensioni geopolitiche e al forte rialzo dei prezzi del petrolio. L’impennata del greggio è stata alimentata dall’escalation del conflitto legato all’Iran e dai tagli alla produzione da parte di importanti esportatori del Medio Oriente.
Il petrolio oltre i 100 dollari al barile sta alimentando i timori di un nuovo shock inflazionistico che potrebbe compromettere in modo significativo la crescita dell’economia globale.
Il clima negativo si è riflesso anche sui mercati internazionali. Le borse europee seguono il calo di circa il 5% registrato alla Borsa di Tokyo, mentre i future statunitensi risultano in discesa di oltre l’1,5%.
Alle 9:35 l’indice principale di Piazza Affari, il FTSE MIB, segnava un calo del 2,2%, scendendo sotto la soglia dei 43.000 punti per la prima volta dall’inizio di dicembre.
I titoli bancari guidano i ribassi, con perdite medie intorno al 3,2%. Unicredit (BIT:UCG) cede il 3,6%, Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) perde il 3,5% e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) arretra del 3,4%.
Le vendite hanno colpito anche altri comparti, tra cui industriali e utility.
Tra i pochi titoli in rialzo si segnala Nexi (BIT:NEXI), che tenta un recupero con un progresso di circa il 4% dopo che Morgan Stanley ha alzato il rating a “equal weight” da “underweight” in seguito al forte calo registrato alla fine della scorsa settimana.
In positivo anche Lottomatica Group (BIT:LTMC), che guadagna circa l’1,1% dopo che Barclays ha aumentato il target price del titolo a 31 euro dai precedenti 26 euro.
In calo invece Leonardo (BIT:LDO), che perde terreno dopo che Barclays ha aggiornato la propria raccomandazione sul gruppo della difesa portandola a “overweight” da “equal weight”.

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