Il petrolio si stabilizza dopo cinque giorni di rialzi; resta sulla strada per un forte balzo settimanale per le tensioni con l’Iran

I prezzi del petrolio hanno recuperato dalle perdite iniziali per scambiare sostanzialmente invariati durante le ore di trading asiatiche di venerdì, restando comunque sulla strada per forti guadagni settimanali mentre l’escalation delle tensioni in Medio Oriente alimenta i timori di possibili interruzioni nelle forniture globali di greggio.

Alle 01:49 ET (06:49 GMT), i futures sul Brent con scadenza a maggio scendevano dello 0,2% a 85,25 dollari al barile, mentre i futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) calavano dello 0,3% a 80,75 dollari al barile.

Il Brent era salito di quasi il 5% nella sessione precedente raggiungendo il livello più alto da luglio 2024, mentre il WTI era balzato di oltre l’8%.

Se gli attuali guadagni verranno mantenuti, entrambi i contratti sono destinati a registrare un aumento superiore al 18% su base settimanale.

Il conflitto in Medio Oriente mostra pochi segnali di raffreddamento

Alcuni trader hanno preso profitto dopo il forte rally registrato all’inizio della settimana, ma i prezzi del petrolio sono rimasti sostenuti mentre le tensioni geopolitiche si intensificavano e persistevano le preoccupazioni per la sicurezza delle principali rotte di trasporto energetico.

Il conflitto in Medio Oriente è entrato nel suo settimo giorno venerdì, con le ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran che continuano ad intensificarsi. Attacchi missilistici, azioni di rappresaglia e interruzioni alle infrastrutture energetiche nella regione hanno mantenuto i mercati petroliferi globali in uno stato di tensione.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di voler avere un ruolo nella scelta del prossimo leader dell’Iran una volta concluso il conflitto.

I prezzi del petrolio sono aumentati rapidamente durante la settimana, con particolare attenzione rivolta allo Stretto di Hormuz, un passaggio stretto tra Iran e Oman che rappresenta la rotta di transito petrolifera più importante al mondo.

Circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio transita ogni giorno attraverso lo Stretto di Hormuz, rendendolo uno dei principali punti critici del commercio energetico globale. Qualsiasi interruzione delle spedizioni attraverso questo passaggio potrebbe ridurre drasticamente l’offerta globale e spingere i prezzi molto più in alto.

“Gli analisti di ING hanno dichiarato in una nota: “Il mercato rimane ben sostenuto con pochi segnali di de-escalation in Medio Oriente e di ripresa dei flussi energetici nella regione”.”

“Gli analisti hanno aggiunto: “È chiaro che, con il passare dei giorni senza che i flussi riprendano, il mercato petrolifero rivaluterà la quantità di offerta persa, lasciando spazio a ulteriori rialzi dei prezzi”.”

Gli Stati Uniti consentono all’India di acquistare petrolio russo

Nel tentativo di alleviare alcune preoccupazioni sull’offerta, gli Stati Uniti hanno annunciato che consentiranno temporaneamente all’India di acquistare petrolio russo per un periodo di 30 giorni.

“Gli analisti di ING hanno scritto: “Anche se questo potrebbe esercitare una certa pressione immediata al ribasso sul mercato, non rappresenta un cambiamento decisivo. L’unico modo affinché i prezzi scendano in modo duraturo è la ripresa dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz”.”

Gli analisti osservano che il recente aumento dei prezzi del petrolio potrebbe alimentare le pressioni inflazionistiche a livello globale, soprattutto se il conflitto dovesse interrompere le forniture per un periodo prolungato. L’aumento dei costi energetici potrebbe inoltre complicare le prospettive delle banche centrali, inclusa la Federal Reserve statunitense.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *