L’attenzione resta puntata su Nexi (BIT:NEXI) a Piazza Affari dopo la delusione del mercato seguita alla pubblicazione dei risultati 2025 e della guidance per il 2026, che ha offerto scarsa visibilità sulle prospettive di medio termine del gruppo.
Dopo un rialzo di circa il 3% all’apertura della seduta odierna (con il FTSE MIB a +0,40%), le azioni della società dei pagamenti hanno rallentato scambiando intorno a 2,89 euro. Il titolo rimane vicino ai minimi storici e lontano dai 3,385 euro precedenti alla pubblicazione dei risultati, dopo il crollo di ieri del 16,63%.
Nel 2026 il titolo Nexi continua a mostrare una performance debole, scambiando circa il 30% sotto il prezzo di gennaio pari a 4,14 euro.
Molti trader si sono detti delusi dalla politica dei dividendi del gruppo, in particolare gli investitori statunitensi, per i quali la tassazione sui dividendi è circa doppia rispetto a quella applicata agli investitori italiani.
Il gruppo punta ad aumentare il dividendo del 5% annuo, con una distribuzione complessiva superiore a 1,1 miliardi di euro. Per il 2026 il dividendo salirà del 20% a 0,30 euro per azione, per un totale di circa 350 milioni di euro. Lo scorso anno la distribuzione complessiva era stata di circa 600 milioni di euro—con un aumento del 20% rispetto al 2024—comprendendo dividendi e buyback. Per quest’anno non è stato annunciato alcun programma di riacquisto di azioni.
“Le indicazioni che non verranno attuati piani di buyback appaiono molto deludenti, così come le aspettative su ricavi ed EBITDA per il periodo 2026/2028 rispetto a quanto inizialmente previsto,” spiegano gli analisti di Web Sim Intermonte (raccomandazione outperform e target price a 5,6 euro).
Rispondendo alle critiche durante il Capital Markets Day di ieri, l’amministratore delegato Paolo Bertuzzo ha spiegato che “quest’anno abbiamo preferito concentrarci sul dividendo—che è tra i più alti nel nostro settore a livello internazionale—perché questo invia al mercato un messaggio molto più chiaro di continuità nel tempo, mentre i buyback sono sempre interpretati come qualcosa che può accadere oppure no.”
Il manager ha inoltre aggiunto che “il gruppo avrà a disposizione 1,3 miliardi di euro che potrà utilizzare per continuare a ridurre la leva finanziaria, per alcune piccole acquisizioni oppure per redistribuire valore agli azionisti sotto forma di dividendi o buyback.”
Secondo il piano presentato durante il CMD, Nexi prevede un ritorno a una crescita dei ricavi a una cifra media a partire dal 2028, insieme a una ripresa dell’espansione del margine EBIT. Gli analisti di Intermonte hanno sottolineato che si tratta di prospettive “molto peggiori delle nostre aspettative e del consenso.” Inoltre, la cassa in eccesso cumulata prevista nel periodo del piano—pari a 2,4 miliardi di euro—è “inferiore di 2,64 miliardi rispetto alle attese.”
Per quanto riguarda la guidance 2026, il gruppo prevede una lieve crescita dei ricavi in linea con il 2025, intorno al 2%, e un EBITDA stabile su base annua, rispetto alle stime degli analisti e del consenso di circa il +3%. La generazione di cassa è attesa sopra i 750 milioni di euro.
Nexi ha chiuso il 2025 con una perdita netta di 3,4 miliardi di euro, principalmente a causa di una svalutazione non monetaria dell’avviamento pari a circa 3,7 miliardi di euro. L’utile netto rettificato, invece, è salito del 7,2% a 783,3 milioni di euro a cambi costanti.
Secondo JP Morgan, l’outlook per il 2026, “più debole rispetto al consenso, implica una revisione al ribasso delle stime di circa il 3% per l’EBITDA e dell’8% per l’excess cash flow.” La banca prevede inoltre ulteriori revisioni al ribasso delle stime di medio termine, con una ripresa più lenta rispetto alle attese del mercato a causa degli investimenti necessari per rilanciare la crescita.
Banca Akros definisce l’outlook “complessivamente deludente”, sottolineando la crescente pressione competitiva e le difficoltà persistenti del settore. “L’espansione del margine EBITDA è prevista solo nel 2028, implicando una traiettoria di redditività più lenta del previsto e una minore generazione di cassa,” afferma il broker.
Jefferies ritiene invece che l’obiettivo per il 2026 possa essere “più ambizioso” di quanto sembri a prima vista, considerando la situazione del settore e la necessità di nuovi investimenti. Il broker conferma la raccomandazione hold e il target price di 3,80 euro su Nexi dopo i risultati, parlando di “Un 2025 misto e obiettivi di medio termine ambiziosi.”
Infine, Citi ha confermato la raccomandazione buy e il target price di 6 euro, definendo il quarto trimestre del 2025 “leggermente sotto le aspettative”, pur evidenziando il reset della guidance per il 2026 ma con prospettive di crescita migliori nel medio termine.

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