Snam S.p.A. (BIT:SRG) ha presentato il proprio piano strategico al 2030, che prevede investimenti per 14 miliardi di euro, dopo aver chiuso il 2025 con risultati superiori alla guidance fornita dalla società.
L’utile netto rettificato, al netto delle componenti straordinarie, ha raggiunto 1,42 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 10,3% rispetto al 2024. I ricavi totali sono aumentati dell’8,9% su base annua a 3,89 miliardi di euro, principalmente grazie all’aumento dei ricavi regolati derivanti dalle attività infrastrutturali del gas.
L’EBITDA rettificato del 2025 si è attestato a 2,97 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto all’anno precedente, ha dichiarato la società che gestisce la rete italiana dei gasdotti. L’EBITDA rettificato è previsto raggiungere circa 3,1 miliardi di euro nel 2026, con una crescita di circa il 6% rispetto al valore normalizzato del 2025, sostenuto dall’espansione della RAB e dal consolidamento di OLT. Entro il 2030 l’EBITDA rettificato è atteso a circa 3,8 miliardi di euro, escludendo il business del biometano.
Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il Consiglio di Amministrazione proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo finale di 0,1813 euro per azione. Il dividendo complessivo relativo all’esercizio 2025 sarà quindi pari a 0,3021 euro per azione, di cui 0,1208 euro già distribuiti a gennaio come acconto.
Il dividendo proposto, sottolinea la società, è in crescita del 4% rispetto al 2024 ed è in linea con la politica dei dividendi annunciata al mercato.
Nel dettaglio del piano strategico, gli investimenti – in aumento del 10% rispetto al piano precedente – si concentreranno su tre direttrici principali: crescita industriale, gestione attiva del portafoglio partecipazioni e programma di rotazione degli asset.
Dei 14 miliardi previsti, 9,2 miliardi saranno destinati ai progetti nel settore del trasporto del gas, rispetto agli 8,14 miliardi del piano precedente. Circa 2,1 miliardi saranno destinati all’ammodernamento degli impianti di stoccaggio del gas, mentre 1 miliardo sarà investito nell’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e nel consolidamento di OLT. Al progetto Ravenna CCS, che prevede lo sviluppo della rete di trasporto della CO₂, saranno destinati 800 milioni di euro.
Ulteriori risorse includono 240 milioni di euro per progetti di efficienza energetica, 140 milioni per lo sviluppo del biometano e 200 milioni per avviare la realizzazione della rete infrastrutturale dell’idrogeno. Infine, 1 miliardo di euro sarà dedicato all’innovazione tecnologica digitale ed energetica.
La RAB tariffaria è prevista raggiungere 28,8 miliardi di euro nel 2026, portando l’utile netto rettificato oltre 1,45 miliardi di euro, mentre l’indebitamento netto dovrebbe attestarsi intorno ai 19 miliardi.
Entro il 2030 la RAB tariffaria dovrebbe salire a circa 34,5 miliardi di euro, con una crescita media annua del 5,7% lungo l’intero periodo del piano. L’utile netto rettificato è atteso a circa 1,70 miliardi di euro, con una crescita media annua del 4,5%.
La politica dei dividendi prevede inoltre una crescita del dividendo per azione del 4% annuo fino al 2030, con un payout massimo dell’80%.
“Partiamo da basi solide, come dimostrano gli ottimi risultati del 2025, sostenuti da ricavi regolati robusti e da una posizione finanziaria netta migliore rispetto alla guidance annunciata. Queste solide fondamenta sosterranno il nostro percorso verso una vera integrazione energetica,” ha commentato l’amministratore delegato Agostino Scornajenchi nella nota. Il manager presenterà oggi il piano alla comunità finanziaria presso la nuova sede di Snam a Milano.

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