Le borse europee salgono leggermente mentre continuano le tensioni in Medio Oriente; Bayer delude: DAX, CAC, FTSE100

Le azioni europee hanno registrato un leggero rialzo mercoledì, mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e a valutare una nuova serie di risultati societari.

Intorno alle 08:05 GMT, il DAX tedesco avanzava dello 0,6%, il CAC 40 francese guadagnava lo 0,5% e il FTSE 100 britannico saliva dello 0,1%.

Il conflitto in Medio Oriente resta al centro dell’attenzione

Le operazioni militari che coinvolgono Stati Uniti, Israele e Iran sono proseguite durante la notte. L’ammiraglio statunitense Brad Cooper, comandante delle forze americane nella regione, ha dichiarato che le difese aeree iraniane sono state fortemente indebolite e che la marina del Paese non dispone più di unità operative nelle principali vie d’acqua dopo l’affondamento di 17 imbarcazioni. Ha inoltre affermato che sono stati colpiti più di 2.000 obiettivi iraniani.

Nel frattempo Israele ha continuato gli attacchi contro Hezbollah, il gruppo sostenuto dall’Iran nel vicino Libano, dopo che i militanti avevano lanciato attacchi in risposta alla morte della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei durante le prime operazioni militari di sabato.

L’Iran ha inoltre lanciato missili e droni verso alcuni Paesi arabi vicini che ospitano basi militari statunitensi, ampliando il conflitto nella regione.

“Gli ultimi giorni hanno visto un forte aumento dei prezzi dell’energia, soprattutto del gas europeo, e questo sta impedendo ai rendimenti obbligazionari di funzionare come meccanismi di stabilizzazione”, hanno affermato gli analisti di Vital Knowledge. “Se i prezzi dell’energia resteranno ai livelli attuali, questo creerà un forte ostacolo per i consumatori a livello globale.”

“Guardando oltre il breve termine, sullo sfondo emerge anche la possibilità che la campagna contro l’Iran possa produrre nel medio e lungo periodo un risultato positivo per i mercati azionari, ponendo finalmente fine a una guerra” iniziata nel 2023.

I risultati societari restano sotto i riflettori

Oltre agli sviluppi geopolitici, gli investitori hanno seguito anche la pubblicazione dei risultati di diverse importanti società europee.

Bayer (TG:BAYN) ha deluso il mercato dopo aver presentato una previsione sugli utili per il 2026 inferiore alle aspettative, mentre il gruppo farmaceutico tedesco continua ad affrontare costosi contenziosi legali e un elevato livello di debito.

Il fornitore automobilistico tedesco Continental (TG:CON) ha indicato che nel 2026 si attende vendite e redditività sostanzialmente stabili nella sua attività principale di pneumatici, citando una domanda che resta volatile.

Il produttore di abbigliamento sportivo Adidas (TG:ADS) ha dichiarato di prevedere un utile operativo di circa €2,3 miliardi quest’anno, nonostante un impatto negativo stimato di circa €400 milioni dovuto ai dazi statunitensi e a movimenti sfavorevoli dei cambi.

Il riassicuratore francese SCOR (EU:SCR) ha riportato un utile netto del quarto trimestre superiore alle attese, grazie a solide performance di sottoscrizione sia nella divisione danni sia in quella vita e salute.

Nel Regno Unito, Metro Bank (LSE:MTRO) ha annunciato un utile ante imposte rettificato di £98 milioni per il 2025, il livello più alto nei 15 anni di storia della banca, superando anche gli obiettivi di riduzione dei costi.

Nel frattempo Traton (BIT:18TRA) ha proposto un dividendo per l’esercizio 2025 pari a circa la metà di quello distribuito l’anno precedente, dopo che il produttore di camion controllato da Volkswagen ha registrato un forte calo degli utili a causa del crollo delle operazioni in Nord America e dell’impatto dei dazi statunitensi.

In arrivo i dati sull’occupazione dell’Eurozona

Sul fronte macroeconomico, gli investitori attendono la pubblicazione dell’indice PMI dei servizi per febbraio e dell’ultimo dato sulla disoccupazione nell’area euro.

Tuttavia, questi dati potrebbero avere un impatto limitato sulle aspettative di politica monetaria della Banca Centrale Europea, soprattutto dopo che i dati diffusi martedì hanno mostrato un aumento inatteso dell’inflazione nell’Eurozona.

L’inflazione nei 21 Paesi che adottano l’euro è salita all’1,9% dall’1,7% del mese precedente, superando le previsioni che indicavano un valore dell’1,7%. Le pressioni sui prezzi potrebbero aumentare ulteriormente nei prossimi mesi se il conflitto in Medio Oriente continuerà a mantenere elevati i prezzi dell’energia.

I mercati finanziari si aspettano per ora che la BCE mantenga invariato il tasso sui depositi al 2%, anche se sta emergendo la possibilità di un rialzo dei tassi verso la fine dell’anno.

I prezzi del petrolio continuano a salire

I prezzi del petrolio sono aumentati mercoledì, proseguendo il recente rally mentre l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori di interruzioni dell’offerta.

I futures sul Brent sono saliti del 2,9% a 83,78 dollari al barile, mentre i futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate sono aumentati del 2,6% a 76,51 dollari al barile.

Entrambi i benchmark avevano già registrato un rialzo di quasi il 5% nella sessione precedente, dopo aver guadagnato circa il 7% lunedì. Il Brent ha così raggiunto il livello più alto da luglio 2024.

Secondo Reuters, l’Iraq — secondo produttore di greggio dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio — ha ridotto la produzione di circa 1,5 milioni di barili al giorno a causa di limiti di stoccaggio e della mancanza di una via di esportazione.

Nel frattempo l’Iran ha preso di mira petroliere nello Stretto di Hormuz, una rotta cruciale attraverso cui passa circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, bloccando di fatto il traffico per il quarto giorno consecutivo.

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