Bitcoin si stabilizza sotto i 68.000 dollari mentre le tensioni con l’Iran frenano l’appetito per il rischio

Bitcoin (COIN:BTCUSD) ha registrato un rialzo martedì, ma è rimasto al di sotto dei recenti massimi, mentre l’escalation delle tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran continua a limitare la propensione degli investitori verso asset più rischiosi.

La principale criptovaluta per capitalizzazione resta inoltre confinata nell’intervallo di oscillazione che ha caratterizzato gran parte del mese di febbraio e continua a segnare un netto calo da inizio anno.

Bitcoin è salito del 2,5% a 67.884,4 dollari alle 01:25 ET (06:25 GMT).

Bitcoin bloccato nel range di febbraio sotto pressione geopolitica

Il token ha seguito il rimbalzo di Wall Street di lunedì, raggiungendo un massimo intraday di 69.213,3 dollari.

Tuttavia, non è riuscito ancora una volta a riconquistare la soglia dei 70.000 dollari — livello che fatica a superare stabilmente dalla fine di gennaio.

Nell’ultimo mese, Bitcoin ha oscillato prevalentemente tra 60.000 e 70.000 dollari, poiché l’interesse per gli asset speculativi è stato frenato dall’aumento delle incertezze globali. Il mercato crypto in particolare è rimasto sotto pressione, con Bitcoin ancora in calo di oltre il 40% rispetto ai massimi storici raggiunti a ottobre.

Il sentiment di rischio dovrebbe restare fragile finché continueranno le ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran. I leader dei tre Paesi hanno mostrato pochi segnali di distensione, mentre i media riportano che le operazioni militari in Medio Oriente proseguivano anche martedì.

Bitcoin è attualmente in calo di circa il 22% nel 2026. I recenti acquisti da parte di Strategy, il maggiore detentore corporate della criptovaluta, hanno fornito un supporto limitato al sentiment complessivo del settore.

Altcoin in moderato rialzo; focus sui dati macroeconomici

Anche il resto del mercato delle criptovalute ha registrato progressi martedì, ma è rimasto al di sotto dei livelli toccati a inizio settimana.

Oltre agli sviluppi geopolitici, l’attenzione degli operatori è rivolta ai prossimi dati economici statunitensi, in particolare al report sui nonfarm payrolls di febbraio.

Il dato potrebbe influenzare le aspettative sul percorso dei tassi di interesse della Federal Reserve. Diversi esponenti della Fed sono inoltre attesi a parlare prima della pubblicazione del rapporto sul lavoro, prevista per venerdì.

Le criptovalute sono sensibili ai cambiamenti nelle aspettative sui tassi, data la loro dipendenza dalle condizioni di liquidità e di credito, e potrebbero quindi reagire a eventuali modifiche nelle prospettive di politica monetaria.

Ether, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, è salita del 2,6% a 1.993,79 dollari, mentre XRP ha guadagnato lo 0,9% a 1,3621 dollari.

Solana ha registrato un aumento del 2,9%, mentre Cardano è scesa dell’1,1%. BNB ha guadagnato il 2,5%.

Tra i memecoin, Dogecoin ha perso lo 0,6%, mentre $TRUMP ha segnato un rialzo dell’1,5%.

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