MPS punta a un utile di 3,7 miliardi di euro entro il 2030 nel piano strategico legato alla fusione con Mediobanca

MPS (BIT:BMPS) ha presentato il proprio piano strategico al 2030, che include la prevista fusione con Mediobanca (BIT:MB), di cui la banca detiene attualmente l’86,3% del capitale. Secondo le nuove previsioni, l’utile netto rettificato dovrebbe crescere da 2,4 miliardi di euro nel 2025 a 3,7 miliardi entro il 2030.

Secondo quanto dichiarato dall’istituto in una nota, il piano “segna un cambiamento decisivo nel posizionamento strategico e nella struttura del Gruppo, valorizzando il processo di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni e l’integrazione con Mediobanca, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario leader, diversificato e competitivo, caratterizzato da una solida redditività, una robusta struttura patrimoniale e una maggiore remunerazione per gli azionisti”.

Il management ha inoltre sottolineato che la strategia “esprime pienamente il potenziale di creazione di valore del gruppo attraverso la combinazione di BMPS e Mediobanca, generando benefici sostenibili per tutti gli stakeholder e valorizzando i punti di forza distintivi del gruppo”.

A Piazza Affari, il titolo MPS ha inizialmente aperto in rialzo per poi invertire rapidamente la rotta, scendendo di oltre il 3% fino a 8,55 euro nelle prime fasi di contrattazione.

Tra i principali pilastri del piano, MPS ha evidenziato la forza dei due marchi coinvolti, definiti “iconici”, ampiamente riconosciuti e sinonimo di affidabilità. La futura struttura del gruppo si baserà su un modello di business diversificato e resiliente, con ruoli chiaramente definiti per ciascuna area operativa al fine di creare valore e rafforzare le capacità di servizio alla clientela.

La banca ha inoltre sottolineato la forte complementarità tra le attività, con asset gathering e wealth management, corporate & investment banking e private banking destinati a contribuire complessivamente a circa il 44% dei ricavi totali. MPS ha anche evidenziato la solidità della propria rete commerciale, ritenuta in grado di sostenere una crescita profittevole e duratura, supportata da oltre 1 miliardo di euro di investimenti IT previsti nel periodo di piano per lo sviluppo di una piattaforma tecnologica digitale e potenziata dall’intelligenza artificiale.

Il gruppo ritiene che la maggiore scala operativa e la solida posizione patrimoniale consentiranno di cogliere opportunità ad alto valore aggiunto, anche in nuovi mercati.

Tra gli obiettivi finanziari indicati, il margine di intermediazione è atteso raggiungere 9,5 miliardi di euro entro il 2030, con un tasso annuo composto di crescita del 4,6%, sostenuto da una struttura dei ricavi più diversificata e da un crescente contributo delle commissioni, previste in aumento con un CAGR del 5,6% tra il 2025 e il 2030. Il cost/income ratio è stimato in miglioramento dal 46% del 2025 al 38% nel 2030, mentre l’utile netto rettificato dovrebbe arrivare a 3,7 miliardi nel 2030, con 3,3 miliardi attesi già nel 2028.

Il ROTE rettificato è previsto al 18% entro il 2030, mentre il rapporto netto di esposizioni deteriorate (NPE) dovrebbe scendere all’1%. La banca prevede di mantenere un CET1 ratio intorno al 16% lungo tutto l’orizzonte del piano, accompagnato da un buffer di capitale stimato in circa 3 miliardi di euro, destinato a garantire ampia flessibilità strategica sia per la crescita sia per la remunerazione degli azionisti.

MPS ha inoltre delineato una politica di remunerazione particolarmente generosa, con un payout del 100% che potrebbe tradursi in circa 16 miliardi di euro distribuiti agli azionisti nel periodo di piano. Una volta completata l’integrazione con Mediobanca, il gruppo prevede sinergie per circa 700 milioni di euro.

Tra gli ulteriori obiettivi figura la crescita degli asset under management nei Private Markets da circa 2,5 miliardi di euro nel 2025 a circa 5 miliardi nel 2030. Per la divisione Corporate & Investment Banking, il piano prevede ricavi da interessi e altre attività bancarie pari a circa 1,3 miliardi di euro e un utile ante imposte di circa 0,8 miliardi entro il 2030, sostenuti da una crescita dei prestiti da circa 22 miliardi a 27 miliardi di euro.

Il consiglio di amministrazione di MPS ha inoltre confermato che sono in corso le attività istruttorie e le analisi finalizzate alla definizione del progetto di fusione con Mediobanca. Il Consiglio e il Comitato Parti Correlate continueranno le rispettive valutazioni, la cui conclusione è prevista entro il 10 marzo 2026, nel rispetto delle tutele normative previste per le operazioni con parti correlate. Entro tale data dovrebbero essere definiti anche i termini del concambio azionario che porterebbe al delisting di Mediobanca.

“Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e redditizio, capace di generare crescita sostenibile e rendimenti altamente attrattivi per tutti i nostri azionisti”, ha dichiarato l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, aggiungendo che “il nuovo piano industriale rappresenta la naturale evoluzione del processo di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni. Abbiamo progettato una struttura di gruppo chiara ed efficace, capace di valorizzare pienamente le piattaforme di MPS e Mediobanca per migliorare l’esperienza del cliente su tutti i canali.”

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