Utili Nvidia e Salesforce, colloqui nucleari USA-Iran: cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

I futures azionari statunitensi hanno registrato un lieve calo giovedì mentre gli investitori analizzavano importanti risultati del settore tecnologico e monitoravano gli sviluppi in vista dei colloqui nucleari tra funzionari statunitensi e iraniani. I conti di Nvidia (NASDAQ:NVDA) e Salesforce (NYSE:CRM) hanno dominato l’attenzione dei mercati, mentre i prezzi del petrolio sono rimasti stabili vicino ai recenti massimi.

Futures in calo

I futures legati ai principali indici azionari statunitensi hanno mostrato un andamento leggermente negativo mentre i mercati valutavano i nuovi risultati del gigante dell’intelligenza artificiale Nvidia.

Alle 03:05 ET, i futures sul Dow erano in calo di 122 punti, pari allo 0,3%. I futures sull’S&P 500 perdevano 7 punti, o lo 0,1%, mentre quelli sul Nasdaq 100 scendevano di 27 punti, anch’essi dello 0,1%. Nella seduta precedente i principali indici di Wall Street avevano chiuso in rialzo, con gli investitori posizionati in vista dei risultati di Nvidia.

Il sentiment di mercato mercoledì era migliorato grazie a un rinnovato ottimismo sull’intelligenza artificiale, segnando un ulteriore capitolo in una narrativa estremamente volatile sulla tecnologia emergente. Il Nasdaq ha guidato i rialzi, riflettendo una rinnovata fiducia nel fatto che gli investimenti nell’AI possano generare benefici economici diffusi, in netto contrasto con i timori emersi all’inizio del mese secondo cui nuovi modelli AI avrebbero potuto destabilizzare le società software e ridurre i ritorni sugli ingenti investimenti nei data center.

Anche i commenti del presidente della Fed di Richmond Tom Barkin hanno sostenuto i mercati azionari. Barkin ha affermato che non è ancora chiaro se l’automazione provocherà una disoccupazione diffusa, aggiungendo che l’AI potrebbe persino rendere il mercato del lavoro più efficiente.

Azioni Nvidia piatte nonostante risultati solidi

Nvidia ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese per il trimestre di gennaio e ha fornito previsioni di ricavi per il trimestre in corso superiori alle stime, ma il titolo ha mostrato una reazione limitata nelle contrattazioni after-hours.

Alcuni investitori hanno espresso preoccupazioni sul fatto che il produttore di semiconduttori non stia restituendo abbastanza capitale agli azionisti nonostante la forte generazione di cassa. Yvette Schmitter, CEO della società di consulenza IT Fusion Collective, ha osservato che Nvidia ha generato 35 miliardi di dollari di cassa nel quarto trimestre ma ne ha restituiti solo il 12%, rispetto al 52% dello stesso periodo dell’anno precedente.

Schmitter ha aggiunto che “questo sta accadendo nello stesso momento in cui Nvidia sostiene” che i chip Ampere esauriti rappresentano un “segnale positivo per la domanda”.

“[P]erché l’azienda con una generazione di cassa record sta dimezzando i riacquisti di azioni?” ha dichiarato Schmitter.

La questione è stata sollevata anche durante la conference call post-risultati, quando un analista UBS ha chiesto se la società intendesse distribuire parte dei circa 100 miliardi di dollari di liquidità previsti per quest’anno. La CFO Colette Kress ha sottolineato che Nvidia punta a continuare a investire nell’ecosistema AI più ampio, mentre il CEO Jensen Huang ha sostenuto che l’output dei modelli di intelligenza artificiale costituirà la base del computing del futuro.

Salesforce scende dopo una guidance sui ricavi debole

Le azioni Salesforce (NYSE:CRM) sono scese nettamente nelle contrattazioni estese dopo che la società software cloud ha pubblicato una previsione sui ricavi inferiore alle aspettative di Wall Street.

La società prevede ricavi per l’esercizio fiscale 2027 compresi tra 45,80 e 46,20 miliardi di dollari, leggermente sotto la stima mediana di consenso pari a 46,06 miliardi, secondo i dati LSEG citati da Reuters. L’outlook segnala che la domanda di software aziendale potrebbe indebolirsi mentre le imprese riducono la spesa in un contesto economico incerto.

Salesforce sta contemporaneamente aumentando gli investimenti nell’intelligenza artificiale per rassicurare gli investitori preoccupati che nuovi modelli AI, inclusi quelli sviluppati dalla startup Anthropic, possano ridurre la domanda per i servizi software tradizionali. Queste preoccupazioni hanno contribuito alla volatilità del titolo all’inizio del 2026, mentre il gruppo tenta di contrastare quella che alcuni considerano una minaccia esistenziale per il settore software-as-a-service.

Nonostante le cautele di breve periodo, Salesforce ha alzato l’obiettivo di ricavi per il 2030 a 63 miliardi di dollari dai precedenti 60 miliardi, evidenziando la crescita attesa grazie alla cosiddetta agentic AI.

“[Q]uesto non è un report perfetto, ma dovrebbe superare la soglia del ‘abbastanza buono’, con i prodotti AI dell’azienda che mostrano una rapida crescita (sebbene da una base molto ridotta), mentre il business core tiene bene (in termini di margini e crescita) e la generazione di cassa resta solida”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge.

Petrolio stabile prima dei colloqui USA-Iran

I prezzi del petrolio sono rimasti sostanzialmente invariati giovedì, vicino ai massimi degli ultimi sette mesi, mentre i mercati attendevano il terzo round di colloqui nucleari tra Washington e Teheran previsto più tardi nella giornata.

I futures sul Brent sono saliti dello 0,2% a 70,84 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense è avanzato dello 0,2% a 65,62 dollari.

Delegazioni statunitensi, tra cui l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere presidenziale Jared Kushner, dovrebbero incontrare funzionari iraniani a Ginevra mentre Washington cerca progressi verso un accordo sul programma nucleare iraniano.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che “potrebbero accadere cose negative” se non verranno compiuti progressi concreti, aumentando i timori che tensioni prolungate possano interrompere le esportazioni iraniane, terzo maggiore produttore di petrolio dell’OPEC.

L’oro sale leggermente

I prezzi dell’oro sono aumentati leggermente, sostenuti dalla domanda di beni rifugio legata alle incertezze sui dazi commerciali statunitensi, mentre gli investitori attendevano sviluppi dai colloqui USA-Iran.

L’oro spot era in rialzo dello 0,6% a 5.196,55 dollari l’oncia alle 01:40 ET (06:40 GMT), mentre i futures sull’oro USA scendevano dello 0,5% a 5.200,54 dollari l’oncia.

Oltre agli sviluppi geopolitici, i trader stanno valutando l’impatto dei nuovi dazi statunitensi annunciati dopo una recente sentenza della Corte Suprema che ha annullato i dazi “reciproci” introdotti dal presidente Trump.

I mercati attendono inoltre dati macroeconomici statunitensi più tardi nella giornata, tra cui le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Finora quest’anno, il metallo prezioso è rimasto sostenuto da tensioni geopolitiche persistenti, acquisti delle banche centrali e flussi di diversificazione dei portafogli.

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