Prysmian SpA (BIT:PRY) ha pubblicato giovedì risultati del quarto trimestre leggermente inferiori alle attese degli analisti a livello di EBITDA, pur mostrando una solida generazione di cassa e una redditività annuale record che confermano la buona performance complessiva del gruppo italiano dei cavi.
L’EBITDA adjusted del quarto trimestre si è attestato a 622 milioni di euro, circa il 2% al di sotto del consenso degli analisti pari a 635 milioni di euro. Il margine EBITDA è stato del 12,5%, rispetto al 12,8% atteso. I ricavi hanno raggiunto 4.966 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il consenso di 4.978 milioni, registrando una crescita organica del 4,3%.
Il mancato raggiungimento delle attese sull’EBITDA è stato principalmente attribuito a una debolezza dei margini nelle divisioni Power Grids e Specialties, compensata solo in parte dalla forte performance del segmento Transmission, dove i margini hanno raggiunto il 20,9%, centrando già l’obiettivo fissato dalla società per il 2028.
Per l’intero esercizio 2025, Prysmian ha conseguito risultati record, con un EBITDA adjusted pari a 2.398 milioni di euro e un free cash flow di 1.171 milioni di euro, entrambi superiori alla guidance aziendale e in crescita del 15,8% su base annua. L’utile netto ha raggiunto 1.270 milioni di euro, il livello più alto mai registrato dal gruppo.
«Questo anno straordinario rappresenta un altro traguardo e segna l’inizio di un nuovo capitolo di crescita e redditività», ha dichiarato Massimo Battaini, CEO di Prysmian. «L’eccellente quarto trimestre, insieme al primo anno del nostro piano strategico ’Accelerating Growth’, dimostra che stiamo procedendo lungo il percorso per raggiungere i nostri obiettivi di medio termine.»
Guardando al 2026, Prysmian prevede un EBITDA adjusted compreso tra 2.625 milioni e 2.775 milioni di euro. Il punto medio di 2.700 milioni risulta circa l’1% inferiore al consenso degli analisti pari a 2.725 milioni di euro. Al contrario, la guidance sul free cash flow, compresa tra 1.300 milioni e 1.400 milioni di euro, ha superato nettamente le aspettative, con un punto medio circa il 13% superiore al consenso di 1.197 milioni di euro.
Il segmento Transmission si è confermato il principale motore di crescita, con un aumento organico dell’8,4% e un miglioramento dei margini al 20,9%, rispetto al 14,5% dello stesso trimestre dell’anno precedente.
Il portafoglio ordini è rimasto stabile a circa 17 miliardi di euro. La divisione Power Grid ha registrato una robusta crescita organica del 12,8%, mentre i margini sono scesi al 12,1% dal 15,4% a causa della pressione legata ai premi sui metalli. Digital Solutions ha quasi raddoppiato l’EBITDA adjusted a 75 milioni di euro dai 40 milioni precedenti, grazie anche al contributo dell’acquisizione Channell.
Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 0,90 euro per azione, in aumento del 13% rispetto all’anno precedente.

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