Gas naturale europeo vicino ai massimi di fine 2022, terza settimana consecutiva di rialzi per i prezzi

Gas pipes

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono rimasti sostanzialmente stabili venerdì 16 ottobre 2026, scambiando vicino ai livelli più elevati dalla fine del 2022, mentre le preoccupazioni sulle forniture di gas naturale liquefatto (GNL), le interruzioni delle infrastrutture norvegesi e le scorte europee relativamente basse hanno continuato a influenzare il mercato.

Il contratto futures di riferimento sul gas olandese Title Transfer Facility (TTF), con consegna nel mese successivo, è stato scambiato intorno a 86,10 euro per megawattora (MWh), con variazioni limitate durante la seduta. Il contratto si avviava verso un aumento settimanale di quasi il 6%, segnando la terza settimana consecutiva di rialzi.

Nel Regno Unito, il contratto all’ingrosso National Balancing Point (NBP) è rimasto vicino a 213,00 pence per therm, dirigendosi verso un incremento settimanale del 5,3%.

Le preoccupazioni sulle forniture sono rimaste uno dei principali fattori di sostegno ai prezzi, mentre le previsioni di temperature più miti hanno contribuito a limitare ulteriori aumenti durante le contrattazioni di venerdì.

Futures sul gas TTF olandese vicini ai massimi dal 2022

Il contratto TTF olandese sul gas naturale con consegna nel mese successivo è stato scambiato a 86,10 euro/MWh venerdì, rimanendo vicino al livello più alto dalla fine del 2022.

I prezzi sono rimasti sostanzialmente invariati durante la giornata dopo un periodo di aumenti prolungati.

Il benchmark europeo si avviava verso un rialzo settimanale di quasi il 6%, prolungando il movimento positivo per la terza settimana consecutiva.

I recenti aumenti hanno coinciso con interruzioni che hanno interessato le spedizioni internazionali di GNL e le consegne di gas tramite gasdotto verso l’Europa.

Gli operatori di mercato stanno inoltre valutando le implicazioni delle minori scorte regionali di gas in vista della stagione invernale.

Sebbene i prezzi si siano stabilizzati durante la seduta di venerdì, le preoccupazioni sulle forniture non sono state risolte.

Prezzi del gas all’ingrosso nel Regno Unito in rialzo del 5,3% nella settimana

I prezzi britannici del gas naturale all’ingrosso hanno seguito un andamento simile a quello dell’Europa continentale.

Il contratto NBP del Regno Unito è stato scambiato intorno a 213,00 pence per therm, con movimenti limitati durante la seduta di venerdì.

Il contratto si avviava verso un aumento settimanale del 5,3%, estendendo i guadagni per la terza settimana consecutiva.

Questi movimenti riflettono l’interconnessione dei mercati europei del gas, nei quali gli sviluppi riguardanti la disponibilità internazionale di GNL e le forniture regionali tramite gasdotto possono influenzare i prezzi in diversi hub di scambio.

Il Regno Unito e l’Europa continentale dipendono entrambi da una combinazione di produzione nazionale, importazioni tramite gasdotto, consegne di GNL e gas immagazzinato per soddisfare la domanda.

I recenti aumenti dei prezzi si sono verificati mentre gli operatori rivalutano la disponibilità e il costo delle forniture in vista dell’inverno.

Le interruzioni nello Stretto di Hormuz influenzano le consegne di GNL

Le preoccupazioni per la sicurezza marittima nei pressi dello Stretto di Hormuz hanno contribuito all’incertezza sulle forniture globali di GNL.

Secondo il resoconto di mercato, i continui attacchi alle navi e i cambiamenti nelle tattiche di individuazione degli obiettivi hanno limitato le consegne di GNL attraverso il Golfo Persico.

Le interruzioni hanno influenzato il trasporto marittimo di gas verso i mercati internazionali, compresa l’Europa.

Alcune navi metaniere hanno dovuto affrontare viaggi più lunghi e costi di trasporto maggiori a causa delle deviazioni delle rotte attorno al Capo di Buona Speranza.

Le rotte marittime più lunghe hanno ritardato l’arrivo dei carichi spot di GNL ai terminali europei di rigassificazione.

Questi sviluppi hanno contribuito alle preoccupazioni sulla disponibilità del gas importato e sui costi necessari per assicurarsi forniture sostitutive.

Il resoconto non quantifica il volume totale delle consegne di GNL ritardate o interrotte.

Le interruzioni delle infrastrutture norvegesi riducono le forniture tramite gasdotto

I mercati europei del gas sono stati influenzati anche da interruzioni impreviste per manutenzione delle infrastrutture energetiche norvegesi.

All’inizio della settimana, i fermi di diversi impianti hanno ridotto la disponibilità di gas trasportato tramite gasdotto verso i mercati dell’Europa occidentale.

Le interruzioni hanno incluso una riduzione della capacità di trattamento presso l’impianto norvegese di Kårstø.

I minori volumi di trattamento hanno limitato la quantità di gas disponibile per le consegne attraverso la rete di gasdotti.

Le interruzioni si sono aggiunte alle preoccupazioni esistenti sulle importazioni di GNL, aumentando la concorrenza per le forniture disponibili sui mercati all’ingrosso europei.

La Norvegia è un importante fornitore di gas tramite gasdotto per i Paesi europei, rendendo le variazioni nella disponibilità delle sue infrastrutture rilevanti per i prezzi regionali.

Il resoconto fornito non specifica quando si prevede il ripristino della normale capacità di trattamento negli impianti interessati.

Stoccaggi europei di gas al 74% della capacità

Gli impianti sotterranei di stoccaggio del gas naturale dell’Unione Europea risultavano pieni per circa il 74%, secondo i dati citati nel resoconto di mercato.

Il livello si confronta con una media storica di circa l’86% per la metà di ottobre, lasciando le scorte attuali inferiori di 12 punti percentuali rispetto al livello normalmente registrato in questo periodo dell’anno.

La differenza indica che la regione sta entrando nel periodo invernale con una riserva di gas inferiore rispetto a quella abitualmente disponibile.

Il gas immagazzinato rappresenta un’importante fonte di approvvigionamento durante i mesi più freddi, quando la domanda per il riscaldamento generalmente aumenta.

Scorte inferiori possono aumentare la sensibilità del mercato a interruzioni impreviste delle forniture o a periodi di consumo più elevato.

L’attuale situazione degli stoccaggi è quindi diventata un elemento importante per gli operatori che valutano l’andamento dei prezzi europei del gas nei prossimi mesi.

Le previsioni di temperature più miti limitano i movimenti dei prezzi venerdì

Le previsioni meteorologiche a breve termine, che indicano temperature relativamente miti, hanno contribuito a stabilizzare i prezzi del gas naturale europeo durante la seduta di venerdì.

Condizioni climatiche più miti possono ridurre la domanda di riscaldamento e limitare la necessità immediata di prelevare gas dagli impianti di stoccaggio.

Tuttavia, l’influenza delle previsioni meteorologiche è stata bilanciata dalle preoccupazioni sulle spedizioni di GNL, sulle consegne norvegesi tramite gasdotto e sulla situazione delle scorte regionali.

Gli operatori di mercato continuano a monitorare la possibilità di temperature più basse nella parte finale di ottobre.

Un periodo di freddo inatteso potrebbe aumentare la domanda di gas in un momento in cui gli stoccaggi sono inferiori alla media storica.

Ulteriori interruzioni delle consegne di GNL o delle forniture tramite gasdotto potrebbero inoltre esercitare nuove pressioni al rialzo sui prezzi all’ingrosso.

Si tratta tuttavia di scenari potenziali e non di sviluppi futuri confermati.

Mercati europei del gas esposti ai rischi sulle forniture prima dell’inverno

I prezzi europei del gas naturale si avviavano a completare la terza settimana consecutiva di rialzi, con i futures TTF olandesi vicini a un aumento settimanale del 6% e i prezzi NBP britannici in crescita di circa il 5,3%.

Gli aumenti sono stati sostenuti dall’incertezza sulle consegne di GNL attraverso il Golfo Persico, dalle interruzioni delle infrastrutture norvegesi del gas e dai livelli di stoccaggio europei inferiori alla media storica di metà ottobre.

Sebbene le previsioni di temperature più miti abbiano contribuito a mantenere i prezzi sostanzialmente stabili venerdì, le condizioni delle forniture rimangono un fattore importante per le prospettive del mercato.

Gli ulteriori movimenti dei prezzi dipenderanno dagli sviluppi del trasporto internazionale di GNL, dal ripristino della capacità di trattamento del gas norvegese, dalle condizioni meteorologiche e dalla velocità con cui verranno utilizzate le scorte europee.

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