I prezzi del petrolio sono scesi martedì, mentre gli investitori valutavano dati che indicavano maggiori esportazioni di greggio dal Golfo insieme all’impegno del Gruppo dei Sette a utilizzare petrolio e diesel provenienti dalle riserve di emergenza.
Alle 04:12 ET, i futures sul Brent di riferimento erano in calo dello 0,2% a 100,17 dollari al barile, mentre i futures statunitensi sul West Texas Intermediate perdevano lo 0,8% a 88,67 dollari al barile.
I movimenti sono arrivati dopo la pubblicazione di dati che indicavano come le esportazioni di greggio dal Golfo avessero superato, durante parte di settembre, i livelli registrati prima dell’inizio della guerra con l’Iran. Anche l’impegno del G7 a utilizzare le riserve di emergenza ha rappresentato una potenziale fonte aggiuntiva di offerta.
Le esportazioni di greggio dal Golfo raggiungono 18,3 milioni di barili al giorno
Le esportazioni di petrolio dal Golfo hanno superato i livelli prebellici per 14 giorni durante settembre, secondo i dati sul trasporto marittimo di Kpler citati da Reuters.
La media mobile a sette giorni delle esportazioni di greggio dalla regione si attestava a 18,3 milioni di barili al giorno il 30 settembre.
I dati hanno indicato che il greggio ha continuato a lasciare il Golfo nonostante i rischi per le petroliere e le altre navi commerciali. Secondo il materiale fornito, l’Iran ha in gran parte chiuso lo Stretto di Hormuz dopo l’inizio della guerra, incidendo su una rotta che in precedenza gestiva circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.
Il conflitto ha interessato anche altre parti della regione, tra cui lo Yemen e lo Stretto di Bab el-Mandeb.
ING afferma che i flussi petroliferi regionali restano a rischio
Le notizie pubblicate lunedì hanno indicato che l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita era stato nuovamente preso di mira, senza tuttavia subire interruzioni operative.
Gli analisti di ING hanno affermato che l’episodio rappresenta un “promemoria del fatto che i flussi restano a rischio”.
Separatamente, il Wall Street Journal, citando dati di Kpler, ha riferito che gli esportatori di greggio avevano aumentato le spedizioni attraverso rotte alternative e adeguamenti logistici.
Le spedizioni di prodotti petroliferi raffinati come benzina e diesel sono tuttavia rimaste più contenute, in parte a causa dei danni alle raffinerie regionali, secondo il rapporto. Il materiale fornito indica che questa situazione ha contribuito a ridurre l’offerta e ad aumentare i prezzi globali dei carburanti raffinati.
Il G7 si impegna a utilizzare 100 milioni di barili dalle riserve
I Paesi del G7 si sono impegnati a utilizzare 100 milioni di barili di diesel e greggio provenienti dalle riserve di emergenza.
Secondo il materiale fornito, i Paesi hanno inoltre concordato di non imporre restrizioni alle esportazioni di energia, in seguito alle pressioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Il previsto utilizzo delle riserve potrebbe aggiungere offerta al mercato, anche se il suo effetto finale sui prezzi del greggio e dei prodotti raffinati dipenderà da fattori quali le tempistiche e la composizione dei rilasci e le più ampie condizioni di mercato.
I prezzi dell’energia restano inoltre rilevanti per la politica monetaria a causa del loro potenziale impatto sull’inflazione. Secondo il materiale fornito, le banche centrali stanno monitorando i costi dei carburanti mentre valutano le decisioni sui tassi di interesse per il resto dell’anno.

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