Il gas naturale europeo resta vicino ai massimi pluriennali per i rischi sull’offerta

Oil and gas pipeline

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono rimasti vicini ai massimi pluriennali giovedì, dopo i rialzi della seduta precedente, mentre gli investitori monitoravano il potenziale impatto del conflitto nel Golfo Persico sulle forniture energetiche globali.

Il contratto benchmark olandese sul gas con scadenza a un mese è salito dello 0,5% a 79,64 euro per megawattora, rimanendo vicino al livello più alto dal 2023 raggiunto mercoledì.

In Gran Bretagna, l’equivalente contratto all’ingrosso NBP ha guadagnato lo 0,6% a 198,00 pence per therm, vicino al livello più alto dalla fine del 2022.

Restano sotto osservazione i rischi legati allo Stretto di Hormuz

Gli ultimi movimenti hanno fatto seguito a ulteriori sviluppi militari in Medio Oriente. Secondo le informazioni fornite, gli Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen hanno lanciato attacchi coordinati contro diverse città dell’Arabia Saudita.

L’escalation ha seguito gli attacchi statunitensi contro petroliere iraniane e il successivo attacco missilistico dell’Iran contro una base militare statunitense in Giordania.

Il conflitto ha aumentato l’incertezza sul traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa il 20% del traffico globale di gas naturale liquefatto transita attraverso questa rotta, con il Qatar che rappresenta una quota significativa di queste spedizioni.

Il petrolio greggio veniva scambiato sopra i 100 dollari al barile, mentre la possibilità di restrizioni alla navigazione nel Golfo Persico ha aumentato l’attenzione sulla concorrenza tra acquirenti europei e asiatici per i carichi di GNL disponibili nel bacino atlantico.

Stoccaggi europei di gas pieni per circa il 62%

L’incertezza sulle forniture arriva mentre l’Europa si avvicina alla fine della stagione estiva di riempimento degli stoccaggi di gas.

Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe citati nelle informazioni fornite, gli impianti di stoccaggio sotterraneo europei erano pieni per circa il 62%.

Il livello risultava inferiore di circa 17 punti percentuali rispetto alla media stagionale degli ultimi cinque anni.

I livelli degli stoccaggi e la disponibilità delle importazioni di GNL sono tra i fattori che influenzano l’offerta europea di gas in vista del periodo invernale.

Attesa per la decisione sui tassi della BCE

L’aumento dei costi energetici fa inoltre parte del contesto economico in cui la Banca Centrale Europea annuncerà la propria decisione di politica monetaria più tardi giovedì.

I mercati monetari avevano quasi interamente scontato un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base, che porterebbe il tasso sui depositi della BCE al 2,50%.

Gli investitori seguiranno anche le dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde e del Consiglio direttivo per indicazioni sulle prospettive della politica monetaria.

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