Borse europee in calo mentre il petrolio estende i rialzi dopo le minacce iraniane: DAX, CAC, FTSE100

The Frankfurt stock exchange prices showing on a board

Le Borse europee hanno registrato ribassi martedì, mentre i prezzi del petrolio greggio hanno proseguito la recente avanzata e gli investitori hanno valutato le aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea nel corso della settimana.

L’indice paneuropeo STOXX 600 ha perso lo 0,2%, con ribassi in diversi mercati e settori principali, tra cui titoli growth, industriali e beni di consumo discrezionali.

Il DAX tedesco e il FTSE 100 di Londra hanno entrambi ceduto lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese è sceso dello 0,4%.

Le minacce iraniane aumentano i timori sull’offerta di petrolio

I principali benchmark del petrolio greggio sono saliti per la terza seduta consecutiva, prolungando un rialzo di più giorni che ha mantenuto il Brent sopra i 90 dollari al barile.

L’ultimo movimento è seguito alle dichiarazioni di funzionari militari iraniani, che hanno avvertito che l’Iran risponderebbe a ulteriori attacchi statunitensi o alleati colpendo infrastrutture energetiche nel Golfo Persico, compresi asset petroliferi e del gas statunitensi nella regione.

Le dichiarazioni sono arrivate mentre i mercati continuano a monitorare le interruzioni nell’area dello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte di transito per le forniture energetiche globali.

Per le aziende e le economie europee dipendenti dalle importazioni di energia, un aumento prolungato dei prezzi del petrolio potrebbe incrementare i costi degli input e contribuire all’inflazione. L’entità dell’eventuale impatto sugli utili societari o sull’attività economica dipenderà dalla durata e dall’ampiezza dell’aumento.

I mercati prezzano un aumento dei tassi della BCE

Gli investitori si preparano inoltre alla riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea prevista per giovedì.

I mercati monetari stavano prezzando un’elevata probabilità di un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base.

Le aspettative di tassi più elevati seguono i dati preliminari sull’inflazione dell’Eurozona di agosto, che hanno mostrato un aumento dei prezzi al consumo del 3,3% su base annua. I prezzi dell’energia sono aumentati del 14,3%.

Con i prezzi energetici ancora in crescita, alcune banche d’investimento, tra cui Deutsche Bank, hanno iniziato a considerare la possibilità di un ulteriore inasprimento della BCE dopo settembre, compreso un altro aumento dei tassi prima della fine dell’anno.

I rendimenti dei Bund tedeschi a 10 anni si attestavano vicino ai massimi pluriennali del 3,36%. Rendimenti obbligazionari più elevati possono aumentare i costi di finanziamento per le aziende e influire sulle valutazioni relative di azioni e obbligazioni.

I dati CPI statunitensi potrebbero influenzare le attese sulla Federal Reserve

Gli investitori attendono inoltre i dati sull’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti, la cui pubblicazione è prevista nel corso della settimana.

Il dato sull’inflazione segue il rapporto sull’occupazione non agricola statunitense, che ha mostrato la creazione di 162.000 posti di lavoro ad agosto.

I mercati stanno valutando se i dati sull’inflazione modificheranno le aspettative per la riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre, compresa la possibilità di un aumento dei tassi di 25 punti base.

Un dato sull’inflazione superiore alle attese potrebbe aumentare le aspettative del mercato per una politica monetaria più restrittiva, mentre un’inflazione più contenuta potrebbe ridurre le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi. La decisione finale resta subordinata ai nuovi dati e alla valutazione della Federal Reserve.

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