Il petrolio si avvicina a 100 dollari mentre i mercati valutano le attese sui tassi Fed e le tensioni con l’Iran: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

Nasdaq sign on a tall building

I futures azionari statunitensi hanno mostrato un andamento misto martedì, mentre gli investitori sono tornati sui mercati dopo la festività del Labor Day e hanno valutato l’aumento dei prezzi del petrolio, la crescita dei rendimenti obbligazionari, i prossimi dati economici e le aspettative per la riunione di settembre della Federal Reserve.

Anche gli sviluppi in Medio Oriente sono rimasti al centro dell’attenzione, mentre i mercati hanno continuato a valutare un rapporto sull’occupazione statunitense di agosto superiore alle attese.

Futures USA misti mentre i mercati rivalutano le prospettive sui tassi

I futures sul Dow Jones sono scesi dello 0,8% a 53.013 punti, mentre quelli sull’S&P 500 hanno perso lo 0,3% a 7.691,3 punti. I futures sul Nasdaq 100 sono rimasti invariati a 29.593 punti.

I movimenti hanno seguito il rapporto sull’occupazione di agosto, risultato superiore alle attese e che ha portato gli investitori a rivalutare le prospettive dei tassi d’interesse statunitensi.

L’aumento dei prezzi del petrolio ha inoltre aggiunto un ulteriore elemento alle prospettive sull’inflazione, mentre i mercati valutano le possibili implicazioni per la politica della Federal Reserve.

Dati ADP e asta del Tesoro al centro dell’attenzione

Gli investitori attendono il rapporto settimanale ADP Employment Change, che utilizza una media mobile di quattro settimane dell’occupazione nel settore privato per fornire un’ulteriore indicazione sulle condizioni del mercato del lavoro statunitense.

Il Tesoro statunitense dovrebbe inoltre tenere un’asta di titoli a tre anni. La domanda registrata nell’asta fornirà un’indicazione sull’interesse degli investitori per il debito pubblico statunitense.

L’asta arriva dopo che le vendite sui mercati obbligazionari globali hanno spinto al rialzo i costi di finanziamento dei governi. Prezzi e rendimenti obbligazionari si muovono in direzioni opposte, quindi un calo dei prezzi dei bond è accompagnato da un aumento dei rendimenti.

Il debito nazionale statunitense ha superato i 40.000 miliardi di dollari. Il governo emette titoli del Tesoro per finanziare la spesa e rifinanziare le obbligazioni esistenti, con rendimenti più elevati che ne aumentano i costi di finanziamento.

I rendimenti dei Treasury influenzano inoltre altri costi di finanziamento nell’economia, compresi mutui e debito societario, e rappresentano uno dei fattori utilizzati dagli investitori nella valutazione delle azioni.

Trump chiede la fine delle vendite di Bombardier negli Stati Uniti

Il presidente Donald Trump ha chiesto lunedì la cessazione immediata delle vendite di Bombardier (TSX:BBD.B) negli Stati Uniti.

Bombardier è inoltre negoziata negli Stati Uniti con il simbolo BDRAF. Secondo il materiale fornito, il mercato statunitense rappresenta oltre la metà dei ricavi del produttore canadese di aeromobili.

La società dovrebbe generare circa 10,2 miliardi di dollari di ricavi nel 2026. Sulla base dell’esposizione geografica indicata nelle informazioni fornite, oltre la metà di tale importo corrisponderebbe a circa 5 miliardi di dollari o più di ricavi annuali legati agli Stati Uniti.

Le informazioni fornite non indicano una specifica misura politica che dia attuazione alle dichiarazioni di Trump. Qualsiasi eventuale impatto finanziario su Bombardier dipenderebbe dall’introduzione di restrizioni e dalla loro portata.

L’Iran minaccia una zona di esclusione marittima nel Golfo Persico

Le tensioni geopolitiche sono rimaste elevate dopo che l’Iran ha minacciato di rispondere a quella che ha definito “guerra economica” degli Stati Uniti istituendo una zona di esclusione marittima nel Golfo Persico.

Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che l’Iran aveva lanciato un avvertimento attraverso i suoi ultimi attacchi missilistici e che ulteriori pressioni economiche avrebbero comportato l’istituzione di una zona di esclusione estesa attraverso il Golfo fino al perimetro del blocco statunitense.

Rezaei ha inoltre affermato che l’approccio dell’Iran nei confronti delle navi da guerra e delle basi militari statunitensi era stato “fondamentalmente ricalibrato”.

Gli attacchi delle forze Houthi sostenute dall’Iran contro l’Arabia Saudita hanno separatamente aumentato l’attenzione dei mercati sulle infrastrutture energetiche e sulle rotte marittime della regione.

Il Golfo Persico rappresenta una rotta importante per le forniture energetiche globali. Eventuali interruzioni del traffico marittimo potrebbero incidere sulla disponibilità e sui prezzi del petrolio, anche se l’entità e la durata dell’impatto dipenderebbero dagli sviluppi nella regione.

Il Brent sale per la terza seduta e si avvicina a 100 dollari

Il Brent è avanzato dell’1,4% martedì, raggiungendo il massimo delle ultime sei settimane e registrando la terza seduta consecutiva di rialzi.

Il benchmark ha recentemente scambiato vicino a 99 dollari al barile mentre i mercati valutano le tensioni tra Stati Uniti e Iran e la possibilità di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche regionali.

Un aumento prolungato dei prezzi del greggio potrebbe contribuire a maggiori costi di trasporto e produzione e incidere sull’inflazione. Le eventuali implicazioni per la politica monetaria dipenderebbero dalla durata dell’aumento dei prezzi energetici, dai dati generali sull’inflazione e dalla valutazione delle condizioni economiche da parte della Federal Reserve.

I mercati stanno quindi monitorando un eventuale raggiungimento o superamento della soglia dei 100 dollari al barile da parte del Brent, insieme agli sviluppi sui mercati obbligazionari, ai dati economici statunitensi e alla situazione in Medio Oriente.

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