I prezzi del petrolio sono saliti per la terza seduta consecutiva mercoledì, pur riducendo i guadagni precedenti, mentre gli investitori monitoravano i nuovi scontri militari tra Stati Uniti e Iran e le loro potenziali implicazioni per le forniture di greggio dal Medio Oriente.
Alle 04:46 ET (08:46 GMT), i futures sul Brent con scadenza a novembre guadagnavano lo 0,2% a 94,87 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate salivano dello 0,1% a 90,31 dollari al barile, secondo i dati di Investing.com.
Il Brent aveva precedentemente raggiunto 97,04 dollari al barile. Entrambi i benchmark avevano guadagnato quasi il 5% nella seduta precedente, raggiungendo i livelli più alti da circa cinque settimane.
Lo Stretto di Hormuz resta al centro dell’attenzione
Gli Stati Uniti hanno effettuato durante la notte una nuova serie di attacchi aerei contro obiettivi iraniani, seguiti da attacchi di rappresaglia con missili e droni da parte dell’Iran contro le forze statunitensi in Giordania e Bahrain.
Gli sviluppi hanno aumentato l’attenzione dei mercati sui movimenti delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e sulla possibilità di ulteriori interruzioni delle forniture regionali di greggio.
Due superpetroliere che trasportavano greggio saudita sono state colpite lunedì da proiettili non identificati mentre attraversavano lo stretto. Ciascuna nave aveva caricato circa 2 milioni di barili presso il terminal saudita di Juaymah.
Gli analisti di ING hanno dichiarato:
“Abbiamo visto il petrolio continuare a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante lo stallo tra Stati Uniti e Iran, ma l’aumento delle tensioni mette chiaramente a rischio gli attraversamenti”,
Il segretario all’Energia degli Stati Uniti ha dichiarato che lunedì 17 milioni di barili di petrolio sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz. Gli analisti hanno affermato che i dati di tracciamento delle navi indicavano volumi inferiori e che le medie di lungo periodo potrebbero fornire una misura più rappresentativa dei flussi.
Diminuiscono i carichi di greggio iraniano
Reuters ha riferito che i carichi di greggio iraniano sono diminuiti tra 220.000 e 255.000 barili al giorno ad agosto, rispetto a circa 2 milioni di barili al giorno a marzo.
I mercati stanno inoltre valutando le interruzioni che interessano le esportazioni di diesel dal Medio Oriente e dalla Russia.
Gli analisti di ING hanno aggiunto:
“Considerate le interruzioni delle esportazioni di diesel dal Medio Oriente e dalla Russia, e con pochi segnali di una ripresa imminente, i margini dei distillati medi rimarranno probabilmente molto elevati e volatili, in particolare mentre ci avviciniamo a un periodo di domanda stagionalmente più forte”,
La dichiarazione rappresenta la valutazione di ING sulle prospettive e non un risultato futuro già stabilito.
Le scorte di greggio USA diminuiscono di 2,6 milioni di barili
Le scorte statunitensi di greggio sono diminuite di 2,6 milioni di barili nella settimana terminata il 28 agosto, secondo i dati dell’American Petroleum Institute pubblicati martedì.
Il calo ha fatto seguito a un aumento di 4,2 milioni di barili nella settimana precedente.
Le scorte di benzina sono aumentate di circa 300.000 barili, mentre quelle di distillati sono diminuite di circa 300.000 barili, secondo i dati API.
Gli investitori attendono il rapporto settimanale sulle scorte della U.S. Energy Information Administration, previsto più tardi mercoledì, per ulteriori dati sulle scorte di greggio e prodotti raffinati.

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