I futures sulle azioni statunitensi sono rimasti sostanzialmente invariati mercoledì, mentre gli investitori attendevano i dati economici degli Stati Uniti e il Beige Book della Federal Reserve, monitorando al contempo gli sviluppi tra Stati Uniti e Iran e l’ulteriore aumento dei rendimenti dei titoli di Stato a livello globale.
I futures sull’S&P 500 erano invariati a 7.637,5 punti alle 03:20 ET, mentre quelli sul Nasdaq 100 si attestavano a 29.112 punti. I futures sul Dow Jones guadagnavano lo 0,17% a 52.914 punti.
I movimenti hanno fatto seguito a una seduta negativa a Wall Street, dove i principali indici hanno registrato cali fino all’1% all’inizio di settembre.
Gli sviluppi tra Stati Uniti e Iran mantengono l’attenzione sullo Stretto di Hormuz
Gli investitori hanno continuato a monitorare il Medio Oriente dopo che gli Stati Uniti hanno effettuato una nuova serie di attacchi contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano, il secondo attacco statunitense contro l’Iran nel corso della settimana.
Lo status dello Stretto di Hormuz rimane oggetto di dichiarazioni contrastanti. Gli Stati Uniti affermano che la via marittima rimane aperta alla navigazione commerciale, mentre l’Iran sostiene che sia ancora chiusa.
Gli sviluppi nella regione hanno contribuito all’aumento dei prezzi del petrolio, rafforzando l’attenzione dei mercati sulle potenziali implicazioni per l’inflazione e la politica monetaria.
Beige Book della Fed e dati economici al centro dell’attenzione
Gli investitori attendono inoltre i dati economici statunitensi e il Beige Book della Federal Reserve per ottenere ulteriori indicazioni sull’attività economica, l’occupazione e l’inflazione.
I mercati stanno valutando se l’inflazione rimanga sufficientemente elevata da mantenere i tassi di interesse su livelli alti oppure se eventuali segnali di rallentamento dell’economia e del mercato del lavoro possano in seguito fornire alle banche centrali margine per modificare la politica monetaria.
Anche le comunicazioni di politica monetaria della Bank of Canada sono sotto osservazione, mentre gli investitori valutano come le banche centrali stiano rispondendo all’inflazione, alla crescita economica e agli elevati costi di finanziamento.
Qualsiasi implicazione per la futura politica monetaria rimane dipendente dai prossimi dati economici e dalle decisioni delle banche centrali.
Il rendimento del Treasury USA a 10 anni si avvicina al 5%
I rendimenti dei titoli di Stato hanno continuato a salire in diversi importanti mercati.
Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni si avvicinava al 5%, vicino ai massimi degli ultimi tre anni. Il rendimento dei titoli di Stato australiani a 10 anni ha raggiunto il livello più alto da oltre 15 anni, mentre quello dei titoli giapponesi con la stessa scadenza si attestava intorno a livelli che non si vedevano da circa tre decenni.
L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato può influenzare i mercati azionari rendendo gli strumenti a reddito fisso relativamente più remunerativi rispetto alle azioni e aumentando i costi di finanziamento nell’economia.
Può inoltre determinare un aumento dei tassi di attualizzazione utilizzati per valutare i flussi di cassa futuri delle imprese. L’effetto può essere maggiore per le società le cui valutazioni dipendono in misura significativa da utili attesi più avanti nel tempo, comprese alcune società tecnologiche e growth.
I mercati valutano tassi, petrolio e sviluppi geopolitici
Gli investitori stanno quindi monitorando contemporaneamente diversi fattori, tra cui gli elevati rendimenti obbligazionari, l’aumento dei prezzi del petrolio, gli sviluppi tra Stati Uniti e Iran e le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.
La direzione della politica monetaria dipenderà dai prossimi dati sull’inflazione, sull’economia e sul mercato del lavoro, oltre che dalle decisioni e dalle comunicazioni dei responsabili delle banche centrali.

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