Le azioni di Banca Generali (BIT:BGN) hanno guadagnato circa l’1% mercoledì dopo indiscrezioni secondo cui l’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS), Luigi Lovaglio, starebbe valutando possibili offerte di scambio azionario riguardanti Banca Generali e Banco BPM (BIT:BAMI).
Secondo il quotidiano finanziario italiano Il Sole 24 Ore, le due potenziali operazioni sarebbero allo studio come alternative all’offerta pubblica lanciata da Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) su MPS. Citando fonti bancarie, il giornale ha riferito che il consiglio di amministrazione di MPS non sarebbe ancora stato formalmente informato dei piani, anche se i consiglieri vicini a Lovaglio sarebbero stati avvertiti della possibilità di una riunione imminente.
Meloni ha espresso preoccupazione per il futuro di MPS
Le indiscrezioni arrivano dopo le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in merito alla proposta di acquisizione da parte di Intesa. In un’intervista al quotidiano finanziario Milano Finanza, Meloni ha affermato di sperare che MPS non finisca “smembrata” a seguito dell’operazione.
MPS è stata salvata dallo Stato italiano nel 2017 prima di essere riprivatizzata tra il 2023 e il 2024. Intesa ha successivamente presentato a giugno un’offerta non sollecitata per la banca, inizialmente valutata circa €30,6 miliardi.
L’iniziativa di Intesa è arrivata dopo una precedente proposta di Banco BPM per una “fusione tra pari” con MPS, intensificando la competizione per il controllo dello storico istituto senese.
Banco BPM ha poi abbandonato il progetto dopo che il suo principale azionista, la francese Crédit Agricole, aveva messo in dubbio la capacità di un’integrazione tra le due banche di medie dimensioni di creare valore sufficiente per gli azionisti di Banco BPM.
La partecipazione in Generali aggiunge un’altra dimensione strategica
La posizione di MPS nel settore finanziario italiano è cambiata significativamente dopo il completamento, a dicembre, dell’acquisizione di Mediobanca. L’operazione ha reso MPS il maggiore azionista di Generali, con una partecipazione di circa il 13% nella compagnia assicurativa.
Questa quota è diventata successivamente un asset strategico importante nella più ampia partita che riguarda MPS e potrebbe assumere un ruolo significativo in qualsiasi potenziale operazione con Banca Generali.
Meloni ha sostenuto in passato che la riprivatizzazione di MPS dovrebbe contribuire a rafforzare la concorrenza nel settore bancario italiano, favorendo la nascita di un terzo grande gruppo accanto a Intesa e UniCredit. Il governo ha inoltre sottolineato l’importanza dell’identità storica di MPS e del suo forte radicamento territoriale.
Il piano di Intesa trasformerebbe le attività di MPS
Secondo la struttura proposta da Intesa, circa metà della rete di filiali di MPS, insieme alla sede di Siena e al marchio, verrebbe ceduta alla compagnia assicurativa Unipol (BIT:UNI).
Unipol integrerebbe successivamente queste attività con BPER (BIT:BPE), la banca che controlla, determinando potenzialmente una profonda riorganizzazione dell’attuale struttura di MPS.
L’ipotesi di operazioni alternative con Banco BPM o Banca Generali aggiunge quindi un ulteriore elemento alla battaglia per il consolidamento intorno a MPS, anche se le opzioni riportate restano preliminari e non sarebbero ancora state formalmente sottoposte al consiglio di amministrazione della banca.

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