Il gas europeo arretra dai massimi di diverse settimane con le prese di profitto

Oil and gas pipeline

I prezzi del gas naturale europeo sono scesi giovedì, interrompendo il recente rally mentre gli operatori hanno deciso di realizzare parte dei profitti accumulati dopo la forte crescita dei mercati energetici.

I futures olandesi front-month di riferimento sono diminuiti del 3,1%, portandosi intorno a 59,18 euro per megawattora e allontanandosi dai massimi di diverse settimane raggiunti nei giorni precedenti.

Anche il mercato britannico ha seguito la stessa direzione, con i contratti wholesale equivalenti in calo del 2,74% a circa 145,69 pence per therm, in linea con la correzione osservata nei principali hub energetici europei.

Inflazione USA e calo del petrolio favoriscono le prese di profitto

La flessione di giovedì sembra rappresentare soprattutto una pausa dopo il forte aumento registrato dai prezzi del gas europeo nell’ultima settimana, piuttosto che un miglioramento sostanziale delle prospettive dell’offerta.

Un dato sull’inflazione statunitense in linea con le attese ha ridotto le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve nel breve termine, mentre anche i prezzi del petrolio hanno registrato una moderata flessione.

In questo contesto, gli operatori delle materie prime hanno approfittato della situazione per consolidare i guadagni accumulati durante la recente impennata dei benchmark europei del gas.

La maggiore debolezza del complesso delle commodity ha quindi offerto un sollievo temporaneo, senza però eliminare i principali fattori fondamentali che avevano alimentato il rally.

Gli stoccaggi europei restano su livelli storicamente bassi

Una delle principali fonti di preoccupazione continua a essere la lentezza con cui l’Europa sta ricostituendo le proprie riserve sotterranee di gas in vista dell’autunno e della stagione di riscaldamento invernale.

Secondo Gas Infrastructure Europe, gli impianti di stoccaggio dell’Unione Europea risultano pieni soltanto al 59,32%.

Si tratta di un minimo storico per la metà di agosto, lasciando la regione con riserve significativamente inferiori rispetto ai livelli normalmente osservati in questo periodo dell’anno.

Il lento ritmo delle iniezioni rende ancora più importante assicurarsi volumi aggiuntivi nei prossimi mesi, soprattutto se la domanda dovesse aumentare con il progressivo calo delle temperature.

Le tensioni nello Stretto di Hormuz minacciano le forniture di GNL

Gli sforzi europei per ricostituire le riserve sono stati ulteriormente complicati dalle difficoltà che interessano il traffico marittimo nel Golfo Persico.

I negoziati tra Washington e Teheran sui diritti di transito attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono bloccati, con conseguenze sulle spedizioni di gas naturale liquefatto provenienti dal Qatar.

Con alcuni carichi di GNL qatariota impossibilitati a raggiungere normalmente i mercati internazionali, gli importatori europei sono costretti a competere più aggressivamente con gli acquirenti asiatici per assicurarsi forniture sostitutive sul mercato spot globale.

Questa competizione potrebbe mantenere elevati i prezzi del GNL e rendere più difficile e costoso per l’Europa ricostituire gli stoccaggi prima dell’inverno.

I rischi sull’offerta restano elevati nonostante il calo dei prezzi

La flessione dei prezzi del gas osservata giovedì offre quindi indicazioni limitate su un effettivo miglioramento delle condizioni fondamentali del mercato.

Le prese di profitto, il calo del petrolio e il miglioramento del sentiment sui mercati possono determinare correzioni di breve periodo dopo il recente rally. Tuttavia, i bassi livelli degli stoccaggi e l’incertezza sui flussi di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz continuano a lasciare il mercato europeo esposto a una forte volatilità.

Con le riserve su livelli storicamente bassi per la metà di agosto, l’evoluzione del traffico marittimo nel Golfo Persico e il ritmo delle iniezioni negli stoccaggi europei resteranno probabilmente tra i principali fattori in grado di influenzare i prezzi del gas nei prossimi mesi.

Un’interruzione prolungata delle esportazioni di GNL dal Qatar potrebbe intensificare la competizione per i carichi alternativi e potenzialmente invertire rapidamente la correzione osservata giovedì.

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