Le Borse europee avanzano grazie al calo del petrolio e all’ottimismo sui negoziati con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

Paris Bourse

I mercati azionari europei hanno aperto la settimana in rialzo, avvicinandosi ai massimi storici dopo il forte calo dei prezzi del petrolio, che ha migliorato il sentiment degli investitori nonostante le persistenti preoccupazioni per l’inflazione e la crescita economica.

L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,4% nelle prime contrattazioni, proseguendo il trend positivo registrato alla fine di luglio. I solidi risultati del secondo trimestre hanno sostenuto i mercati europei, compensando le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le incertezze sulle valutazioni delle società legate all’intelligenza artificiale.

Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,9%, il CAC 40 francese lo 0,8% e il FTSE MIB italiano lo 0,7%, mentre il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,1%.

Il calo del greggio sostiene i mercati

Il clima di mercato è migliorato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’avvio di colloqui diretti con funzionari iraniani. Trump ha inoltre dichiarato di aver annullato un attacco militare previsto nel tentativo di raggiungere un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti erano impegnati con l’Iran “sotto forma di negoziati… inizieranno domani pomeriggio e vedremo se sarà davvero così”.

La prospettiva di una soluzione diplomatica ha provocato un calo superiore al 4% dei prezzi del petrolio, favorendo i mercati azionari europei.

Le società industriali, i titoli del comparto viaggi e le aziende orientate ai consumatori hanno beneficiato maggiormente della diminuzione dei costi energetici.

Focus su risultati societari e dati macroeconomici

Tra i singoli titoli, AstraZeneca (LSE:AZN) ha perso circa il 7% dopo le indiscrezioni su possibili colloqui preliminari per una fusione con Bristol Myers Squibb.

Prysmian (BIT:PRY) è salita di circa l’1% dopo le notizie secondo cui il gruppo sarebbe in fase avanzata nelle trattative per acquisire Atkore.

Gli investitori hanno inoltre analizzato gli ultimi dati macroeconomici dell’Eurozona. Gli indici PMI definitivi di luglio hanno indicato una stabilizzazione dell’attività economica, mentre le vendite al dettaglio tedesche hanno fornito ulteriori indicazioni sulla forza dei consumi.

Inflazione e BCE restano al centro dell’attenzione

Nonostante il rialzo dei mercati, gli investitori continuano a monitorare attentamente l’evoluzione dell’inflazione e le future decisioni delle banche centrali.

Negli Stati Uniti, l’indice PCE di giugno è risultato inferiore alle attese, ma l’inflazione core resta superiore all’obiettivo della Federal Reserve.

Nell’Eurozona, i dati preliminari hanno mostrato un aumento dell’inflazione al 2,9% a luglio dal 2,8% di giugno. L’inflazione nei servizi e la tenuta della crescita economica continuano ad alimentare le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea entro la fine dell’anno.

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