Stellantis torna all’utile nel secondo trimestre mentre il piano FaSTLAne continua ad avanzare

Jeep on mountain top

Stellantis (BIT:STLAM) è tornata in utile nel secondo trimestre del 2026, sostenuta dal rafforzamento delle vendite nel mercato nordamericano e dai progressi del piano strategico FaSTLAne.

La società ha registrato un utile netto di 293 milioni di euro nei tre mesi conclusi il 30 giugno, rispetto alla perdita netta di 1,87 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando un netto miglioramento della performance operativa.

Crescono ricavi e consegne di veicoli

Nel secondo trimestre i ricavi netti sono aumentati del 13% su base annua, raggiungendo 43,48 miliardi di euro, grazie soprattutto a un incremento del 6% delle vendite in Nord America, il principale mercato del gruppo.

Anche le consegne di veicoli hanno mostrato una solida crescita, salendo del 10% a 1,59 milioni di unità, sostenute dal recupero dei volumi di diversi marchi strategici.

Nei primi sei mesi del 2026 Stellantis ha riportato un utile netto di 670 milioni di euro, superando le previsioni di Bloomberg pari a 555,2 milioni di euro.

Il piano FaSTLAne procede secondo i programmi

Il miglioramento dei risultati conferma i progressi del piano di rilancio FaSTLAne, la strategia quinquennale da 60 miliardi di euro con cui Stellantis punta a rafforzare quattro dei suoi marchi principali: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat.

L’iniziativa, guidata dal nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, mira ad aumentare la redditività, migliorare la competitività dei prodotti e sostenere una crescita duratura.

La società ha confermato che l’attuazione del piano procede secondo le tempistiche previste e ha ribadito la guidance finanziaria per il 2026.

Confermate le previsioni per il 2026

Pur mantenendo invariate le prospettive per l’intero esercizio, Stellantis ha aggiornato le stime relative all’impatto dei dazi.

L’azienda prevede ora un effetto negativo netto compreso tra 1,0 e 1,2 miliardi di euro nel 2026 a causa delle tariffe commerciali, riflettendo l’evoluzione dello scenario internazionale.

Nonostante queste pressioni aggiuntive, il management ritiene che il piano di ristrutturazione continuerà a sostenere il recupero della redditività nei prossimi trimestri.

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