Le Borse europee restano caute mentre i solidi risultati societari compensano le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

City of London coat of arms

Le principali Borse europee hanno registrato movimenti contenuti giovedì, con una nuova ondata di risultati societari superiori alle attese, guidata dalla forte performance di Shell (LSE:SHEL), che ha compensato le incertezze sulla politica monetaria statunitense e il riaccendersi delle tensioni militari tra Stati Uniti e Iran.

L’indice paneuropeo STOXX 600 si è mantenuto vicino alla parità nelle prime contrattazioni. Il DAX tedesco ha ceduto lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,6%, sostenuto dai risultati positivi di numerose società europee di primo piano.

Shell sostiene i mercati

Shell ha fornito uno dei principali contributi al rialzo dei listini europei dopo aver più che raddoppiato l’utile adjusted del secondo trimestre a 9,8 miliardi di dollari, superando nettamente le aspettative grazie alla solida performance operativa e ai risultati delle attività di trading.

Nonostante la stagione delle trimestrali favorevole, il sentiment degli investitori è rimasto prudente dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse, senza però fornire indicazioni chiare sulle prossime mosse di politica monetaria.

Sebbene il presidente della Fed Kevin Warsh abbia ribadito l’impegno della banca centrale nel contenere l’inflazione persistente, le sue dichiarazioni hanno lasciato gli operatori incerti sulla possibilità di ulteriori rialzi dei tassi o di un loro mantenimento su livelli elevati più a lungo.

Le tensioni geopolitiche restano sotto osservazione

A influenzare il clima di mercato hanno contribuito anche i nuovi attacchi militari statunitensi in Iran, che hanno aggravato un conflitto in corso da cinque mesi e mantenuto alta l’attenzione sui mercati energetici mondiali.

Gli investitori europei erano inoltre concentrati sulla decisione della Banca d’Inghilterra sui tassi di interesse e sulla pubblicazione di importanti dati macroeconomici, tra cui il PIL del secondo trimestre dell’Eurozona, gli indici di fiducia di luglio e le stime preliminari dell’inflazione tedesca.

Il comparto tecnologico resta selettivo

I titoli tecnologici hanno mostrato un andamento prudente dopo una serie di risultati contrastanti pubblicati dai principali gruppi del settore negli Stati Uniti e in Asia.

Le trimestrali di Samsung (USOTC:SSNHZ) e Microsoft (NASDAQ:MSFT) hanno contribuito ad attenuare le preoccupazioni sulle elevate valutazioni dell’intelligenza artificiale e sugli ingenti investimenti necessari. Al contrario, Meta Platforms (NASDAQ:META) ha alimentato nuove cautele dopo aver comunicato un calo del 91% del free cash flow trimestrale, evidenziando i consistenti investimenti richiesti per sviluppare l’infrastruttura AI.

Finanziari e industriali sostengono gli indici

Anche al di fuori del comparto energetico, l’intenso calendario delle trimestrali ha continuato a sostenere i mercati europei.

Societe Generale (EU:GLE) è salita del 2% dopo aver registrato un utile trimestrale record, mentre la spagnola BBVA (TG:BBVA) ha guadagnato il 2,6% grazie all’aumento dell’utile del secondo trimestre. Anche Amundi (EU:AMUN) ha superato le attese sugli utili operativi.

Airbus (EU:AIR) è rimasta sostanzialmente invariata dopo aver confermato gli obiettivi annuali di consegna degli aeromobili. Schneider Electric (EU:SU) ha guadagnato il 7,3% dopo aver migliorato la guidance annuale grazie alla forte domanda di infrastrutture energetiche, mentre ArcelorMittal (EU:MT) ha riportato risultati superiori alle attese.

Capgemini (EU:CAP) ha perso lo 0,6% nonostante abbia rivisto al rialzo le previsioni di crescita dei ricavi, mentre Sanofi (EU:SAN) ha aumentato le stime sulle vendite per l’intero esercizio.

Andamento contrastato per il settore automobilistico

Il comparto automobilistico ha mostrato performance divergenti.

Renault (EU:RNO) ha ceduto il 2,9% pur tornando all’utile grazie alla forte domanda di veicoli elettrici, mentre BMW (TG:BMW) è rimasta pressoché invariata dopo aver riportato un calo dell’utile nel secondo trimestre.

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