I future sui principali indici statunitensi indicano un’apertura in rialzo per Wall Street, con gli investitori incoraggiati dai segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran in vista di una settimana ricca di eventi per i mercati.
L’ottimismo è aumentato dopo che il presidente Donald Trump ha deciso di sospendere quasi due settimane di operazioni militari contro l’Iran per concedere più spazio ai negoziati diplomatici.
“Sta concedendo spazio ai colloqui, sta dando un po’ di tempo alla diplomazia”, ha dichiarato domenica a Fox News l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite Mike Waltz.
Successivamente, l’Iran ha interrotto gli attacchi di risposta e ha annunciato progressi nei colloqui con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, alimentando le speranze di una riduzione delle tensioni lungo una delle principali rotte energetiche mondiali.
Petrolio e rendimenti obbligazionari in calo
Le prospettive di una ripresa del dialogo diplomatico hanno provocato un brusco calo del prezzo del petrolio, con i future sul greggio statunitense in ribasso di oltre il 6%.
Anche i rendimenti dei Treasury sono diminuiti, attenuando le preoccupazioni sull’inflazione e sulle future decisioni della Federal Reserve in materia di tassi d’interesse.
“Il sentiment ha ricevuto un ulteriore impulso dal brillante debutto in Borsa in Cina del produttore di chip CXMT”, ha affermato Russ Mould, Investment Director di AJ Bell.
Ha aggiunto: “Il suo rialzo di quasi cinque volte potrebbe contribuire ad attenuare le preoccupazioni sul tema dell’intelligenza artificiale dopo i cali registrati da SpaceX e dalla coreana SK Hynix in seguito alle loro recenti quotazioni.”
Chiusura contrastata per Wall Street venerdì
La seduta di venerdì è stata caratterizzata da un’elevata volatilità dopo le vendite registrate il giorno precedente.
Gli indici hanno aperto in deciso rialzo, salvo poi perdere gran parte dei guadagni nel corso del pomeriggio. A fine seduta, il Nasdaq ha ceduto 161,87 punti (-0,6%) a 24.975,82, mentre l’S&P 500 ha guadagnato 3,68 punti (+0,1%) a 7.411,98 e il Dow Jones Industrial Average è salito di 235,60 punti (+0,5%) a 51.947,25.
Su base settimanale, il Nasdaq ha perso il 2,1%, chiudendo sotto quota 25.000 per la prima volta dalla fine di aprile. L’S&P 500 ha ceduto lo 0,6% e il Dow lo 0,4%.
Le preoccupazioni sui dazi frenano il mercato
Il recupero iniziale di venerdì è stato sostenuto dal calo del petrolio dopo indiscrezioni secondo cui il Pakistan starebbe cercando di favorire la ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Nonostante ciò, il greggio è rimasto ben al di sopra dei minimi registrati a inizio mese, poiché le tensioni militari non sono ancora del tutto rientrate.
Dopo la tredicesima notte consecutiva di attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, Teheran ha risposto con lanci di missili contro Paesi vicini che ospitano basi militari americane.
Nel pomeriggio il sentiment si è deteriorato anche a causa delle nuove minacce tariffarie di Donald Trump nei confronti dell’Unione Europea, in risposta alle multe inflitte alle grandi aziende tecnologiche statunitensi.
L’amministrazione ha inoltre confermato dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 economie, tra cui Unione Europea, Regno Unito, Cina, India, Giappone e Canada, sostituendo la tariffa globale temporanea del 10% scaduta lunedì.
I movimenti settoriali
I titoli dei semiconduttori sono stati tra i peggiori della seduta, con il Philadelphia Semiconductor Index in calo del 4,3%.
Intel (NASDAQ:INTC) ha guidato le perdite con un ribasso del 7,9%, nonostante risultati trimestrali superiori alle attese e una guidance positiva per il terzo trimestre. Anche i titoli dell’hardware informatico e del networking hanno pesato sul Nasdaq.
Al contrario, le compagnie aeree hanno beneficiato del calo del petrolio, con il NYSE Arca Airline Index in rialzo del 3,2%.
Anche il comparto dei servizi petroliferi ha registrato una performance positiva: il Philadelphia Oil Service Index è salito del 2,9%, trainato da SLB (NYSE:SLB), che ha guadagnato l’11% dopo risultati trimestrali superiori alle aspettative.
Infine, i titoli del settore immobiliare commerciale e delle costruzioni residenziali hanno beneficiato del calo dei rendimenti obbligazionari, che ha ridotto le preoccupazioni sui costi di finanziamento.

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