I futures azionari statunitensi hanno registrato forti rialzi lunedì dopo l’annuncio di un accordo di pace provvisorio tra Washington e Teheran, alimentando le speranze di una conclusione del conflitto che per oltre tre mesi ha pesato sull’economia globale e sui mercati finanziari.
Sebbene diversi dettagli dell’intesa restino ancora poco chiari, gli investitori hanno accolto positivamente la prospettiva della riapertura dello Stretto di Hormuz entro la fine della settimana. La notizia ha spinto al ribasso il petrolio, sostenuto l’oro e indebolito il dollaro, mentre il mercato continua a valutare le possibili implicazioni sulle prossime decisioni della Federal Reserve.
I Futures di Wall Street in Forte Rialzo
Alle 03:03 ET (07:03 GMT), i futures sul Dow Jones guadagnavano 492 punti, pari all’1,0%, mentre quelli sull’S&P 500 avanzavano di 89 punti, o dell’1,2%. I futures sul Nasdaq 100 guidavano i rialzi con un incremento di 590 punti, pari all’1,9%.
Secondo gli analisti di Deutsche Bank, “L’entusiasmo continua a sostenere i mercati questa mattina perché, dopo 107 giorni e un numero apparentemente infinito di false partenze, abbiamo finalmente un accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.”
Il sentiment positivo si è aggiunto ai guadagni registrati nella precedente settimana, sostenuti sia dalle speranze di una svolta diplomatica sia dal forte interesse per SpaceX (NASDAQ:SPCX) dopo il suo debutto record in Borsa.
Le azioni di SpaceX hanno continuato a scambiare sopra il prezzo IPO di 135 dollari, portando la valutazione del gruppo oltre i 2.000 miliardi di dollari. Anche altri titoli del settore spaziale, tra cui Rocket Lab (NASDAQ:RKLB) e Planet Labs (NYSE:PL), hanno beneficiato del rinnovato entusiasmo degli investitori.
I Dettagli dell’Accordo Restano da Definire
L’attenzione dei mercati si è rapidamente concentrata sull’accordo di pace, che sia gli Stati Uniti sia l’Iran hanno confermato e che dovrebbe essere formalmente firmato in Svizzera venerdì.
Sebbene non sia stato ancora pubblicato un testo completo, diverse indiscrezioni suggeriscono che l’intesa includa un periodo di 60 giorni dedicato ai negoziati sul programma nucleare iraniano.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato al Wall Street Journal che l’accordo prevede l’impegno dell’Iran a non dotarsi di armi nucleari, un aspetto che tuttavia non è stato menzionato nei suoi messaggi pubblicati domenica sui social media.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il cui governo ha svolto un ruolo di mediazione, ha affermato che i due Paesi hanno “dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti.”
L’annuncio è arrivato nonostante le tensioni create dagli attacchi israeliani contro obiettivi di Hezbollah in Libano, che avevano provocato dure critiche di Trump nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Il Petrolio Scende con la Prospettiva della Riapertura di Hormuz
La reazione più evidente si è registrata nel mercato energetico dopo che Trump ha annunciato che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto venerdì al termine delle operazioni di bonifica delle mine.
La prospettiva di un ritorno alla normalità lungo una delle principali rotte energetiche mondiali ha provocato un nuovo calo delle quotazioni del greggio.
Alle 08:28 ET, il Brent perdeva il 5,1% a 82,84 dollari al barile, mentre il WTI statunitense cedeva il 5,8% a 79,93 dollari al barile.
Trump ha inoltre indicato che il blocco navale statunitense contro i porti iraniani sarà revocato contestualmente alla riapertura dello Stretto di Hormuz, favorendo il ripristino di una rotta attraverso cui transitava circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto prima dell’inizio del conflitto.
Nonostante il forte calo dei prezzi, alcuni analisti restano cauti.
“I mercati finanziari si stanno nuovamente entusiasmando per un possibile accordo di pace in Medio Oriente e per la possibile ripresa dei flussi energetici dal Golfo. Che ciò possa tradursi in prezzi dell’energia molto più bassi è altamente discutibile”, hanno scritto gli analisti di ING.
L’Oro Prosegue il Rally mentre il Dollaro Si Indebolisce
L’oro ha continuato a salire, sostenuto dall’indebolimento del dollaro e dal cambiamento delle aspettative su inflazione e tassi d’interesse.
L’oro spot è avanzato del 2,3% a 4.315,44 dollari l’oncia, raggiungendo il livello più alto dal 9 giugno e registrando il terzo rialzo consecutivo. Anche i futures sull’oro sono saliti del 2,3% a 4.336,17 dollari l’oncia.
Il dollaro è sceso ai minimi degli ultimi dieci giorni rispetto alle principali valute internazionali, riducendo il suo appeal come bene rifugio.
L’Attenzione Si Sposta sulla Federal Reserve
Gli investitori stanno ora cercando di capire come il nuovo scenario geopolitico possa influenzare la decisione della Federal Reserve attesa questa settimana.
Il consenso di mercato prevede che i tassi restino invariati mercoledì, ma permane incertezza sulle future mosse dell’istituto centrale.
Secondo gli analisti di Vital Knowledge, “[È] ancora molto probabile che il riferimento a una propensione all’allentamento venga rimosso dal comunicato del FOMC.”
Gli stessi analisti ritengono tuttavia che il presidente della Fed Kevin Warsh “potrebbe influenzare l’equilibrio durante la conferenza stampa successiva alla decisione e orientare il messaggio in senso più accomodante, ribadendo” che diversi membri della banca centrale avevano indicato la possibilità di tagli dei tassi qualora il conflitto con l’Iran si fosse risolto rapidamente.

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