Micron entra nel club dei mille miliardi mentre i mercati seguono i colloqui con l’Iran e il boom dell’IA: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

I futures sui principali indici statunitensi hanno aperto in rialzo mercoledì dopo il forte rally dei titoli legati ai semiconduttori che nella seduta precedente ha spinto l’S&P 500 e il Nasdaq Composite verso nuovi massimi storici. Gli investitori continuano a valutare le prospettive dell’intelligenza artificiale insieme alle incertezze sui negoziati per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Alle 03:34 ET, i futures sul Dow Jones salivano di 127 punti, pari allo 0,3%, mentre quelli sull’S&P 500 avanzavano di 11 punti, pari allo 0,1%. I futures sul Nasdaq 100 guadagnavano 60 punti, pari allo 0,2%.

Martedì Wall Street ha chiuso prevalentemente in rialzo, con l’S&P 500 e il Nasdaq Composite che hanno registrato nuovi record di chiusura. Il Dow Jones Industrial Average ha invece sottoperformato, terminando leggermente in calo.

I titoli del comparto chip si sono confermati tra i migliori del mercato, sostenuti dagli ingenti investimenti nelle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale.

“Iran dominated the market conversation, but the parabolic surge in AI-linked stocks is occurring independent of anything happening in the Middle East,” hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge in una nota ai clienti.

Micron supera la soglia dei 1.000 miliardi di dollari

Micron (NASDAQ:MU) è stata tra le società protagoniste della seduta, con il rally del titolo che ha portato la capitalizzazione del gruppo oltre i 1.000 miliardi di dollari per la prima volta.

La spinta rialzista è proseguita anche nel premarket statunitense di mercoledì, con le azioni Micron in aumento di oltre il 4%.

La crescente corsa delle aziende tecnologiche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha alimentato una domanda eccezionale per i chip di memoria avanzati, in particolare per le memorie HBM prodotte da Micron. La società ha recentemente dichiarato di aver già venduto l’intera produzione annuale di processori HBM.

La carenza di offerta ha spinto al rialzo i prezzi delle memorie, rafforzando le aspettative sui profitti di Micron e attirando un forte interesse da parte degli investitori istituzionali. Reuters, citando documenti regolamentari, ha riferito che il titolo è diventato uno dei preferiti tra i grandi fondi.

Restano incerte le trattative con l’Iran

I mercati continuano inoltre a seguire gli sviluppi dei negoziati per mettere fine al conflitto tra Washington e Teheran, ormai in corso da quasi tre mesi.

Secondo Al Jazeera, i colloqui indiretti tra le due parti sono proseguiti nonostante i nuovi scontri militari registrati all’inizio della settimana. Gli Stati Uniti hanno affermato che il fragile cessate il fuoco resta valido, mentre l’Iran ha minacciato ritorsioni in caso di violazione dell’accordo.

Diversi media avevano riferito nei giorni scorsi che Stati Uniti e Iran fossero vicini a un accordo quadro comprendente l’estensione della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale. Il canale resta fortemente limitato dall’inizio del conflitto a fine febbraio.

A complicare ulteriormente i negoziati sono arrivati anche nuovi scontri nel Libano meridionale tra le forze israeliane e i miliziani Hezbollah sostenuti dall’Iran, secondo quanto riportato dall’Associated Press. Teheran avrebbe chiesto che qualsiasi accordo includa anche la fine delle ostilità in Libano.

Il petrolio arretra

I prezzi del petrolio sono scesi mentre gli investitori valutavano l’evoluzione della situazione diplomatica.

I futures sul Brent, benchmark globale del greggio, perdevano il 2,2% a 97,38 dollari al barile. Nonostante il recente calo dai massimi superiori ai 100 dollari, i prezzi restano nettamente sopra i livelli precedenti allo scoppio della guerra.

Lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare il principale punto di attenzione dei mercati dopo che l’Iran ha di fatto bloccato il passaggio delle navi in seguito all’escalation del conflitto con Stati Uniti e Israele.

Le notizie secondo cui alcune navi sarebbero riuscite ad attraversare il canale questa settimana hanno alimentato le speranze di una graduale riapertura, anche se i volumi di traffico restano molto inferiori rispetto ai livelli prebellici.

I lavoratori Samsung approvano l’accordo salariale

Nel frattempo, la maggioranza dei lavoratori sindacalizzati di Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) ha approvato mercoledì un accordo salariale preliminare, evitando uno sciopero di ampia portata che avrebbe potuto colpire la catena globale dei semiconduttori e l’economia sudcoreana.

Secondo il sindacato, circa il 74% dei partecipanti al voto si è espresso a favore dell’accordo. L’intesa sospende i piani per uno sciopero di 18 giorni che avrebbe coinvolto circa 48.000 dipendenti, in gran parte attivi nella divisione semiconduttori di Samsung.

Le azioni Samsung hanno chiuso in rialzo del 2,7% alla Borsa di Seul.

L’accordo, raggiunto con la mediazione del governo, è stato definito la scorsa settimana dopo trattative difficili sui bonus e sui meccanismi di partecipazione agli utili legati alla forte domanda di chip per l’intelligenza artificiale.

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