I mercati azionari europei si sono mossi attorno alla parità martedì, mentre i prezzi del petrolio sono saliti, con gli investitori impegnati a valutare i nuovi attacchi militari statunitensi contro l’Iran che hanno ridotto le speranze di un accordo di pace imminente.
Alle 07:05 GMT, lo STOXX Europe 600 risultava sostanzialmente invariato. Il DAX tedesco perdeva lo 0,3%, il CAC 40 francese lo 0,4%, mentre il FTSE 100 guadagnava lo 0,5%.
La nuova escalation militare pesa sulle speranze diplomatiche
L’esercito statunitense ha effettuato quelli che ha definito attacchi “defensive” nel sud dell’Iran, colpendo e affondando due imbarcazioni dei Guardiani della Rivoluzione Islamica che, secondo Washington, stavano tentando di posizionare mine nello Stretto di Hormuz.
Secondo le ricostruzioni, Teheran ha reagito lanciando missili contro aerei statunitensi. Il Wall Street Journal ha successivamente riferito, citando un funzionario USA, che ulteriori raid americani hanno preso di mira lanciamissili vicino a Bandar Abbas.
L’ottimismo recente su un possibile accordo tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto in corso da quasi tre mesi si è quindi attenuato. Nel fine settimana, diverse indiscrezioni indicavano che le due parti avessero raggiunto un’intesa di principio, mentre Donald Trump aveva dichiarato che i negoziati stavano procedendo “nicely.” Tuttavia, Trump ha anche avvertito che i combattimenti potrebbero riprendere e intensificarsi in assenza di un accordo definitivo.
Il petrolio recupera terreno mentre i mercati guardano allo Stretto di Hormuz
I prezzi del greggio sono tornati a salire, recuperando parte delle perdite registrate lunedì dopo le notizie sui progressi diplomatici relativi alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
I futures sul Brent, riferimento globale del petrolio, salivano del 2,4% a 98,39 dollari al barile dopo essere temporaneamente scesi sotto quota 100 dollari all’inizio della settimana.
Nonostante il recente ribasso, il Brent rimane ben al di sopra dei livelli precedenti al conflitto, pari a circa 70 dollari al barile, mantenendo elevati i timori di nuove pressioni inflazionistiche legate all’energia.
In rialzo i titoli energetici, Ferrari in calo
Le società energetiche europee hanno beneficiato del recupero del petrolio, con i titoli di Eni (BIT:ENI), Repsol (TG:REP) e TotalEnergies (EU:TTE) in progresso.
A Milano, invece, Ferrari N.V. (BIT:RACE) ha perso oltre il 5% dopo la presentazione della sua prima vettura completamente elettrica.

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