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  • La Fed mantiene i tassi invariati; utili tech e AI al centro dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    La Fed mantiene i tassi invariati; utili tech e AI al centro dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future azionari statunitensi mostrano un lieve rialzo mentre gli investitori valutano una nuova tornata di risultati tecnologici e l’ultima decisione di politica monetaria della Federal Reserve. La banca centrale ha lasciato invariati i tassi di interesse, sottolineando la solidità dell’economia USA, mentre Meta Platforms (NASDAQ:META) e Microsoft (NASDAQ:MSFT) hanno confermato piani di forti investimenti nell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, Tesla (NASDAQ:TSLA) ha annunciato un investimento nella società privata di AI di Elon Musk, mentre l’oro ha segnato un nuovo massimo storico.

    Future in rialzo

    I future USA erano prevalentemente positivi nelle prime ore di giovedì. Alle 03:02 ET, i future sul Dow erano pressoché invariati, quelli sull’S&P 500 salivano di 13 punti (+0,2%) e i future sul Nasdaq 100 guadagnavano 85 punti (+0,3%).

    Mercoledì l’S&P 500 ha superato per la prima volta quota 7.000, sostenuto dall’ottimismo sull’AI e dalle attese di possibili tagli dei tassi più avanti nell’anno.

    “L’attenzione principale è stata rivolta al settore tecnologico, poiché le aziende hanno quasi tutte riportato risultati solidi e guidance favorevoli”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge.

    La Fed resta ferma

    La Federal Reserve ha mantenuto i tassi nel range 3,5%-3,75%, citando condizioni economiche solide e segnali di stabilizzazione del mercato del lavoro. Jerome Powell ha affermato che un rialzo dei tassi non è escluso ma “non è lo scenario base di nessuno in questo momento”.

    Secondo ING, la valutazione più positiva sulla crescita suggerisce che il ciclo di allentamento dello scorso anno sia vicino alla conclusione.

    Meta e Microsoft puntano sull’AI

    Meta ha indicato che la spesa in conto capitale potrebbe salire fino a 135 miliardi di dollari quest’anno, quasi il doppio rispetto al 2025, insieme a ricavi record nel quarto trimestre. Microsoft, invece, ha deluso i mercati per la crescita più contenuta di Azure e per costi AI superiori alle attese.

    Tesla investe in xAI

    Tesla ha superato le stime nel quarto trimestre e investirà 2 miliardi di dollari in xAI. Il management ha descritto il 2025 come l’anno della “transizione da azienda incentrata sull’hardware a società di AI fisica”.

    Oro ai massimi

    L’oro è salito vicino a 5.600 dollari l’oncia, mentre anche l’argento ha toccato nuovi record.

    “L’oro non è più solo una copertura contro crisi o inflazione; è sempre più visto come un bene neutrale e affidabile, capace di offrire diversificazione”, hanno commentato gli analisti di OCBC.
    “Questo spiega perché le correzioni tendono a essere contenute e ben supportate”, hanno aggiunto.

  • Borse europee contrastate dopo la decisione della Fed, riflettori sui risultati: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate dopo la decisione della Fed, riflettori sui risultati: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno mostrato un andamento misto giovedì, mentre gli investitori hanno valutato una fitta serie di trimestrali societarie dopo la decisione della Federal Reserve statunitense di mantenere invariati i tassi di interesse.

    Alle 08:10 GMT, il DAX tedesco cedeva lo 0,7%, il CAC 40 francese guadagnava lo 0,9% e il FTSE 100 britannico saliva dello 0,6%.

    La Fed resta ferma

    La Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso di riferimento al termine della riunione di politica monetaria di mercoledì, proseguendo la pausa dopo i tagli effettuati alla fine dello scorso anno. Il presidente Jerome Powell ha affermato che i responsabili delle politiche monetarie hanno bisogno di maggiore fiducia nel fatto che l’inflazione stia convergendo in modo sostenibile verso l’obiettivo del 2% prima di procedere con ulteriori allentamenti, sottolineando al contempo la resilienza della crescita economica.

    “La decisione del presidente Powell di mantenere i tassi invariati sottolinea una Federal Reserve sempre più prudente, internamente divisa e determinata a preservare la propria credibilità in un contesto di straordinario rumore politico”, ha dichiarato David Millar, CIO di Catalyst Funds.

    Secondo il FedWatch tool del CME, il mercato si attende che i tassi restino fermi nel breve termine, pur continuando a prezzare due ulteriori tagli entro la fine dell’anno. In Europa, l’attenzione è rivolta ai dati di gennaio su fiducia dei consumatori e sentiment delle imprese dell’area euro, attesi in miglioramento.

    Trimestrali sotto i riflettori

    La stagione delle trimestrali è entrata nel vivo.

    Deutsche Bank (TG:DBK) ha registrato un utile ante imposte record nel quarto trimestre 2025 grazie alla forza dell’investment banking globale, anche se il risultato è stato offuscato da un’indagine della polizia su presunte attività di riciclaggio.

    Nokia (BIT:1NOKIA) ha visto il margine operativo del quarto trimestre scendere all’8,8% dal 14,4% dell’anno precedente, penalizzato da 299 milioni di euro di costi di ristrutturazione e integrazione legati all’acquisizione di Infinera, avvertendo inoltre che le vendite del primo trimestre 2026 “diminuiranno più del normale effetto stagionale”.

    Nordea Bank (BIT:1NDA) ha superato le attese sugli utili del quarto trimestre, sostenuta da un andamento migliore del previsto del margine di interesse e delle commissioni.

    ING Group (LSE:ING) ha riportato un utile record per il 2025 e confermato l’intenzione di restituire circa metà della generazione di capitale agli azionisti, indicando prospettive di redditività e ritorni stabili fino al 2027.

    ABB (BIT:1ABB) ha chiuso un quarto trimestre solido e fornito indicazioni positive per l’inizio del 2026, coronando un anno record in termini di ordini e margini.

    Roche (TG:RHO) ha comunicato un aumento del 58% dell’utile netto nel 2025 e prevede ulteriore crescita di vendite e utili nel 2026, grazie alla domanda per i farmaci più recenti che ha compensato pressioni da scadenze brevettuali, cambi e riforme dei prezzi in Cina.

    Sanofi (EU:SAN) ha dichiarato di attendersi una crescita delle vendite a una cifra elevata nel 2026, sostenuta dal forte contributo di Dupixent e di nuovi farmaci.

    STMicroelectronics (NYSE:STM) ha riportato una perdita trimestrale e previsto un calo sequenziale dei ricavi nel primo trimestre, a causa di costi di ristrutturazione e della debolezza del settore automotive.

    Negli Stati Uniti, Meta Platforms (NASDAQ:META) è balzata nell’after-hours dopo una guidance sui ricavi positiva legata alla pubblicità basata sull’AI, mentre Tesla (NASDAQ:TSLA) ha superato le attese. Al contrario, Microsoft (NASDAQ:MSFT) ha perso terreno a causa dell’aumento dei costi legati agli investimenti in intelligenza artificiale.

    Petrolio in forte rialzo

    I prezzi del petrolio sono saliti con decisione, alimentati dai timori di una possibile azione militare statunitense contro l’Iran. Il Brent è avanzato dell’1,3% a 68,26 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato l’1,5% a 64,18 dollari. Entrambi i contratti sono in rialzo di circa il 5% da lunedì, ai massimi da fine settembre.

  • Borsa di Milano apre in rialzo con l’energia in evidenza e Pirelli in forte progresso

    Borsa di Milano apre in rialzo con l’energia in evidenza e Pirelli in forte progresso

    I mercati azionari europei, inclusa Piazza Affari, hanno avviato la seduta in leggero rialzo, in scia a una chiusura tranquilla di Wall Street dopo che la Federal Reserve ha confermato la propria posizione sui tassi di interesse, offrendo poche indicazioni aggiuntive sul quadro futuro.

    Intorno alle 9:40, il FTSE MIB guadagnava circa lo 0,6%, trainato dal comparto energetico grazie al rialzo dei prezzi del petrolio. Saipem (BIT:SPM) segnava un progresso superiore al 3%, mentre Eni (BIT:ENI) saliva dell’1,9%. Buoni rialzi anche per Prysmian (BIT:PRY), in aumento di circa il 3%, e per Tenaris (BIT:TEN), in crescita del 2,4%.

    Le banche si muovevano complessivamente poco, con Mediobanca (BIT:MB) in rialzo dell’1,5%. Il settore del lusso restava sotto pressione, con Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) in calo dello 0,9%.

    Tra i singoli titoli, Pirelli (BIT:PIRC) si metteva in evidenza con un rialzo del 3,6%, in seguito a segnali di un possibile avanzamento verso la soluzione del tema legato alla presenza cinese nel capitale. Secondo Il Messaggero, una delle ipotesi allo studio potrebbe prevedere il conferimento in blind trust della quota del 34% detenuta da Sinochem.

    Nel resto del listino, STMicroelectronics (BIT:STM) guadagnava circa il 2% dopo la pubblicazione dei risultati, mentre De’Longhi (BIT:DLG), partita bene, invertiva la rotta e cedeva intorno al 2% dopo i conti.

  • I titoli dei semiconduttori pronti a trainare l’avvio di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I titoli dei semiconduttori pronti a trainare l’avvio di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in rialzo mercoledì, con i mercati pronti ad estendere i guadagni delle due sedute precedenti. Ancora una volta, i titoli dei semiconduttori sono attesi come principali protagonisti del movimento.

    Il comparto dei chip era stato tra i più forti martedì e il momentum sembra destinato a proseguire. Le azioni statunitensi di ASML (NASDAQ:ASML) balzavano di circa il 5% nel premarket dopo che il gruppo olandese dei macchinari per semiconduttori ha pubblicato solidi risultati del quarto trimestre e fornito una guidance positiva per il 2026.

    Nel settore, anche la sudcoreana SK Hynix è salita nettamente nelle contrattazioni asiatiche dopo aver riportato utili del quarto trimestre superiori alle attese e un utile record per l’intero esercizio 2025.

    Il sentiment è stato inoltre sostenuto da una notizia di Reuters secondo cui la Cina avrebbe autorizzato l’acquisto dei chip per intelligenza artificiale H200 di Nvidia (NASDAQ:NVDA) da parte di alcuni dei suoi maggiori gruppi tecnologici. Le azioni Nvidia salivano di circa l’1,6% nel premarket. Citando quattro fonti a conoscenza del dossier, Reuters ha riferito che Alibaba (NYSE:BABA), ByteDance e Tencent sono state autorizzate ad acquistare complessivamente oltre 400.000 chip H200.

    L’attività di mercato potrebbe tuttavia restare moderata, con gli investitori in attesa della decisione di politica monetaria della Federal Reserve più tardi in giornata. Sebbene la banca centrale sia ampiamente attesa lasciare i tassi invariati, l’attenzione si concentrerà sulla distribuzione dei voti e sul comunicato ufficiale per indizi sull’evoluzione futura dei tassi.

    Dopo la chiusura, sono attesi anche i conti trimestrali di alcuni colossi tecnologici, tra cui Microsoft (NASDAQ:MSFT), Meta Platforms (NASDAQ:META) e Tesla (NASDAQ:TSLA).

    Martedì i principali indici USA hanno chiuso in modo contrastato. Nasdaq e S&P 500 hanno proseguito il rialzo, mentre il Dow Jones ha registrato una marcata correzione. Il Nasdaq è salito di 215,74 punti (+0,9%) a 23.817,10, vicino ai massimi da tre mesi, mentre l’S&P 500 ha guadagnato 28,37 punti (+0,4%) chiudendo a un nuovo record di 6.978,60. Il Dow, invece, ha perso 408,99 punti (-0,8%) a 49.003,41, pur recuperando dai minimi intraday.

    La forza del mercato riflette l’ottimismo in vista dei risultati dei big tecnologici come Microsoft, Apple (AAPL) e Meta Platforms. Le azioni Microsoft sono salite del 2,2%, Apple dell’1,1% e Meta ha registrato un lieve progresso.

    Il sentiment positivo è stato sostenuto anche da conti incoraggianti di gruppi come General Motors (NYSE:GM) e UPS (NYSE:UPS). In negativo, il Dow è stato penalizzato dal crollo di UnitedHealth (NYSE:UNH), che ha perso il 19,6% dopo aver fornito una guidance sui ricavi deludente, nonostante utili trimestrali leggermente migliori delle attese. A pesare sul settore assicurativo è stata anche una proposta dell’amministrazione Trump che prevede tariffe quasi invariate per i piani Medicare Advantage.

    Sul fronte macroeconomico, il Conference Board ha segnalato un forte e inatteso peggioramento della fiducia dei consumatori USA a gennaio. L’indice è sceso a 84,5 da 94,2 di dicembre (dato rivisto), contro attese di un aumento a 90,0, segnando il livello più basso da maggio 2014.

    A livello settoriale, i semiconduttori hanno messo a segno un forte rialzo, con il Philadelphia Semiconductor Index in aumento del 2,4% a un nuovo massimo storico di chiusura. Bene anche i titoli dell’hardware e delle reti, che hanno sostenuto il Nasdaq. Fuori dal tech, i titoli dei servizi petroliferi sono saliti con il prezzo del greggio, spingendo il Philadelphia Oil Service Index a +2,0%. Al contrario, i settori sanitario, aereo e immobiliare hanno subito forti vendite.

  • Le borse europee arretrano dopo due sedute di rialzi: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee arretrano dopo due sedute di rialzi: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno chiuso in calo nella giornata di mercoledì, interrompendo una serie di due sedute positive, mentre gli investitori hanno assunto un atteggiamento prudente in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve statunitense e dei risultati di alcuni grandi gruppi tecnologici.

    Il sentiment è stato inoltre indebolito dai commenti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul dollaro, interpretati dai mercati come un segnale di minore fiducia nelle prospettive dell’economia americana. Il biglietto verde si è mantenuto vicino ai minimi degli ultimi quattro anni ed è avviato verso il peggior calo settimanale da aprile dello scorso anno, dopo che Trump ha indicato di essere soddisfatto della recente debolezza della valuta.

    A metà seduta, il CAC 40 di Parigi perdeva circa l’1,5%, il DAX di Francoforte era in calo dello 0,6% e il FTSE 100 di Londra arretrava di circa lo 0,5%.

    Nonostante la debolezza generalizzata, alcuni titoli hanno mostrato una performance positiva. Il gruppo dei macchinari per semiconduttori ASML Holding (EU:ASML) è balzato dopo aver comunicato ordini del quarto trimestre nettamente superiori alle attese degli analisti.

    La chimica tedesca Wacker Chemie (TG:WCH) ha registrato un forte rialzo dopo l’annuncio di un piano di riduzione dei costi da 300 milioni di euro.

    Nel Regno Unito, il rivenditore di prodotti per animali Pets at Home (LSE:PETS) ha messo a segno un progresso deciso dopo aver confermato le previsioni di utile per l’intero esercizio.

    Al contrario, il gruppo olandese delle telecomunicazioni KPN (EU:KPN) è sceso in modo significativo dopo aver previsto una crescita dei ricavi da servizi su base annua compresa tra il 2% e il 2,5% per il 2026, una guidance giudicata prudente dal mercato.

  • Il petrolio avanza leggermente tra interruzioni dell’offerta e dollaro debole

    Il petrolio avanza leggermente tra interruzioni dell’offerta e dollaro debole

    I prezzi del petrolio hanno registrato un moderato rialzo mercoledì, proseguendo i guadagni della seduta precedente, mentre il mercato continua a valutare le preoccupazioni sull’offerta dopo le interruzioni legate al maltempo negli Stati Uniti e i problemi produttivi in Kazakhstan. A sostenere i prezzi hanno contribuito anche la debolezza del dollaro e le persistenti tensioni in Medio Oriente.

    Alle 09:00 GMT, i futures sul Brent guadagnavano 23 centesimi (+0,3%) a 67,80 dollari al barile, mentre il WTI statunitense saliva di 32 centesimi (+0,5%) a 62,71 dollari. Entrambi i benchmark avevano messo a segno un rialzo di circa il 3% martedì.

    Il dollaro USA continua a muoversi vicino ai minimi da quattro anni rispetto a un paniere di valute, rendendo le materie prime denominate in dollari, come il petrolio, più convenienti per gli acquirenti che operano in altre valute.

    Interruzioni dell’offerta sostengono il mercato

    Sul fronte dell’offerta, analisti e trader stimano che i produttori statunitensi abbiano perso fino a 2 milioni di barili al giorno — circa il 15% della produzione nazionale — nel fine settimana, dopo che una violenta tempesta invernale ha colpito produzione ed esportazioni.

    Anche le perdite di produzione in Kazakhstan hanno contribuito a sostenere i prezzi, sebbene il Paese, membro dell’OPEC+, abbia indicato che l’output del giacimento di Tengiz dovrebbe riprendere gradualmente entro circa una settimana. Nel frattempo, il Caspian Pipeline Consortium (CPC), che gestisce circa l’80% delle esportazioni petrolifere del Kazakhstan, ha ripristinato la piena capacità di carico al terminal del Mar Nero dopo lavori di manutenzione a uno dei tre punti di ormeggio danneggiati da attacchi con droni, secondo fonti.

    Restano i timori sull’offerta in Medio Oriente

    I rischi geopolitici in Medio Oriente continuano a pesare sul mercato. Due funzionari statunitensi hanno riferito a Reuters che una portaerei americana e navi di supporto sono arrivate nella regione, rafforzando la capacità del presidente Donald Trump di difendere le forze USA o di intraprendere eventuali azioni militari contro l’Iran.

    Secondo gli analisti di ANZ, questo dispiegamento aumenta la possibilità che Trump dia seguito alle minacce di colpire la leadership iraniana in risposta alla violenta repressione delle proteste nazionali.

    In prospettiva, l’alleanza OPEC+ — che comprende l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, la Russia e altri alleati — dovrebbe mantenere la pausa sugli aumenti della produzione per marzo, in occasione della riunione del 1° febbraio, secondo tre delegati OPEC+.

    Sul fronte delle scorte, un sondaggio Reuters esteso pubblicato martedì suggerisce che le scorte statunitensi di greggio e benzina siano aumentate nella settimana conclusa il 23 gennaio, mentre quelle di distillati dovrebbero essere diminuite. Tuttavia, fonti di mercato che citano i dati dell’American Petroleum Institute hanno riferito che le scorte di greggio e benzina sono scese la scorsa settimana, mentre i distillati sono aumentati. I dati ufficiali del governo sono attesi alle 15:30 GMT.

  • L’oro vola a nuovi massimi sopra i 5.260 $/oncia grazie alla domanda di beni rifugio

    L’oro vola a nuovi massimi sopra i 5.260 $/oncia grazie alla domanda di beni rifugio

    I prezzi dell’oro hanno segnato nuovi record mercoledì, superando la soglia dei 5.200 dollari l’oncia, sostenuti dalla forte domanda di beni rifugio, dalle tensioni geopolitiche, dall’incertezza sulle politiche economiche e dal marcato indebolimento del dollaro statunitense.

    L’oro spot ha toccato un massimo storico a 5.266,38 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro con scadenza aprile hanno raggiunto un picco di 5.297,86 dollari l’oncia. Il rally si è esteso anche agli altri metalli preziosi, con argento e platino rimasti vicino ai rispettivi massimi recenti. La cautela degli investitori, in vista della conclusione della riunione della Federal Reserve più tardi in giornata, ha ulteriormente sostenuto la domanda difensiva.

    Geopolitica e incertezza politica spingono l’oro

    L’interesse per i beni rifugio è aumentato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che una seconda armata navale è diretta verso l’Iran, aggiungendo di sperare in un accordo tra Teheran e Washington. L’incertezza sulla politica statunitense resta uno dei principali motori del rialzo dell’oro nel 2026, insieme alle tensioni legate al Venezuela e a una disputa diplomatica sulla Groenlandia.

    Da inizio anno, l’oro registra un rialzo di circa il 20%, dopo i forti guadagni messi a segno nel 2025.

    A rafforzare il trend contribuisce anche la debolezza del dollaro, sceso questa settimana ai minimi da quasi quattro anni. Trump ha dichiarato martedì di non essere preoccupato per un biglietto verde più debole, innescando ulteriori vendite sulla valuta.

    Argento e platino restano sostenuti in attesa della Fed

    Anche gli altri metalli preziosi hanno mantenuto un tono positivo. L’argento spot è balzato del 2,8% a 115,2455 dollari l’oncia, mentre il platino spot è salito dell’1,3% a 2.688,23 dollari l’oncia.

    Gli analisti di ANZ hanno osservato che l’argento sta beneficiando in modo particolare della domanda fisica in Cina, dove le possibilità di investimento in metalli sono relativamente limitate e gli investitori tendono ad acquistare lingotti e monete.

    I rialzi arrivano mentre la Federal Reserve si prepara a chiudere la sua riunione di due giorni, con i tassi ampiamente attesi invariati al 3,75%. L’attenzione dei mercati è ora rivolta alle indicazioni del presidente Jerome Powell e all’eventuale risposta alle pressioni di Washington per un taglio deciso dei tassi.

    Trump ha affermato martedì di essere vicino a nominare il successore di Powell e ha suggerito che i tassi scenderanno con una nuova leadership alla Fed. In precedenza, Powell aveva dichiarato che Washington stava cercando di fare pressione sulla banca centrale attraverso un’indagine del Dipartimento di Giustizia, alimentando timori sull’indipendenza della Fed.

  • Decisione della Fed ed ondata di trimestrali al centro dell’attenzione: i mercati si preparano alla volatilità: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Decisione della Fed ed ondata di trimestrali al centro dell’attenzione: i mercati si preparano alla volatilità: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures azionari statunitensi si sono mossi prevalentemente al rialzo nelle prime ore di mercoledì, mentre gli investitori si posizionano con cautela in vista di una seduta densa di appuntamenti chiave, tra cui la decisione di politica monetaria della Federal Reserve e una raffica di risultati societari. La Fed dovrebbe mantenere i tassi invariati, mentre diversi colossi tecnologici pubblicheranno i conti dopo la chiusura di Wall Street. Intanto l’oro ha toccato un nuovo massimo storico e, secondo indiscrezioni, la Cina ha approvato per la prima volta l’acquisto dei chip H200 di Nvidia per l’intelligenza artificiale.

    S&P 500 e Nasdaq futures in rialzo

    I futures sui principali indici USA scambiavano in territorio positivo, segnalando un cauto ottimismo in vista degli eventi della giornata.

    Alle 02:49 ET, i futures sul Dow guadagnavano 37 punti (+0,1%), quelli sull’S&P 500 salivano di 28 punti (+0,4%) e i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 249 punti (+1,0%).

    Wall Street ha chiuso in modo contrastato martedì, con gli investitori alle prese con numerose trimestrali. A pesare sul sentiment è stato il forte calo di UnitedHealth (NYSE:UNH), dopo che il gruppo sanitario ha avvertito che i ricavi del 2026 saranno inferiori alle attese a seguito di una proposta federale che prevede un aumento più contenuto dei premi Medicare Advantage. Il comparto assicurativo sanitario ne ha risentito, con CVS Health (NYSE:CVS) e Humana (NYSE:HUM) in calo a doppia cifra.

    Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in ribasso dello 0,8%, mentre la forza relativa dei titoli tecnologici e automobilistici ha sostenuto l’S&P 500 e il Nasdaq Composite.

    Sul fondo restano anche i timori di un parziale shutdown del governo USA, legati alle tensioni politiche dopo sparatorie mortali che hanno coinvolto agenti dell’immigrazione a Minneapolis, oltre alle nuove minacce tariffarie del presidente Donald Trump.

    A rafforzare il clima di prudenza, la fiducia dei consumatori statunitensi è scesa a gennaio ai minimi da 12 anni, secondo il Conference Board, riflettendo il crescente pessimismo delle famiglie nonostante un’economia resiliente, ma segnata da inflazione elevata e assunzioni deboli.

    Attesa per la decisione della Fed

    In questo contesto, la Federal Reserve dovrebbe lasciare i tassi invariati al termine della riunione odierna.

    Lo scorso anno la banca centrale ha attuato una serie di tagli per sostenere un mercato del lavoro in rallentamento, portando il costo del denaro in un range tra il 3,5% e il 3,75%. Tuttavia, con licenziamenti contenuti e un’inflazione ancora ben al di sopra del target del 2%, l’urgenza di ulteriori tagli appare ridotta.

    L’attenzione si concentrerà quindi sulle indicazioni del presidente Jerome Powell sul percorso futuro dei tassi, soprattutto dopo che la riunione di dicembre ha evidenziato forti divisioni interne al FOMC. I mercati non si aspettano un nuovo taglio prima di giugno.

    Sotto osservazione anche il tema della successione alla guida della Fed. Powell, il cui mandato scade a maggio, è oggetto di un’indagine penale avviata dall’amministrazione Trump, che lui ha definito politicamente motivata. Trump ha più volte criticato Powell per non aver ridotto i tassi con maggiore decisione. Non è chiaro se Powell resterà nel board della Fed dopo la fine del mandato; intanto, secondo i mercati delle scommesse, Rick Rieder di BlackRock sarebbe in pole position come possibile successore.

    Raffica di risultati

    La stagione delle trimestrali entra nel vivo, con particolare attenzione ai big tecnologici.

    Dopo la chiusura dei mercati USA sono attesi i conti di Meta Platforms (NASDAQ:META), Microsoft (NASDAQ:MSFT) e Tesla (NASDAQ:TSLA), che potrebbero offrire indicazioni cruciali sulla solidità del boom dell’intelligenza artificiale, uno dei principali motori dei mercati azionari.

    I grandi gruppi tech continuano a investire miliardi nelle infrastrutture AI, alimentando la domanda di semiconduttori avanzati e data center. A conferma che il trend potrebbe proseguire nel 2026, ASML (NASDAQ:ASML) ha riportato ordini del quarto trimestre superiori alle attese, segnalando un ulteriore aumento della domanda.

    Prima dell’apertura di Wall Street sono attesi anche i risultati di AT&T (NYSE:T), Starbucks (NASDAQ:SBUX) e GE Vernova (NYSE:GEV).

    L’oro segna un nuovo record

    L’oro ha superato i 5.200 dollari l’oncia, toccando un nuovo massimo storico, sostenuto dalla domanda di beni rifugio e dalla debolezza del dollaro.

    Anche gli altri metalli preziosi restano su livelli elevati, con argento e platino vicini ai recenti massimi. L’incertezza legata alla Fed continua a sostenere la domanda di asset difensivi.

    Nel 2026 l’oro è già in rialzo di circa il 20%, dopo i forti guadagni dell’anno precedente, spinto anche dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza sulla politica statunitense. Il dollaro, sceso ai minimi da quasi quattro anni, ha ulteriormente favorito il comparto dei metalli.

    La Cina approva l’acquisto dei chip H200 di Nvidia – indiscrezioni

    Secondo quanto riportato dai media, la Cina ha autorizzato l’acquisto di un primo lotto di chip H200 per l’intelligenza artificiale di Nvidia (NASDAQ:NVDA).

    Le autorità avrebbero dato il via libera a colossi tecnologici locali come ByteDance, Alibaba e Tencent per acquistare complessivamente oltre 400.000 chip, in linea con l’obiettivo di rafforzare la posizione del Paese nella corsa all’IA, sostenendo al contempo la produzione domestica.

    Il valore della prima tranche potrebbe aggirarsi intorno ai 10 miliardi di dollari, mentre altre aziende attendono ancora l’autorizzazione. Nvidia ha guadagnato oltre l’1% nelle contrattazioni after-hours.

  • Azioni europee in lieve calo in attesa della Fed; ASML apre una giornata ricca di trimestrali: DAX, CAC, FTSE100

    Azioni europee in lieve calo in attesa della Fed; ASML apre una giornata ricca di trimestrali: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno mostrato un leggero arretramento mercoledì, con gli investitori impegnati a valutare una fitta serie di risultati societari e mantenendo un atteggiamento prudente in vista della decisione sui tassi della Federal Reserve statunitense attesa in giornata.

    Alle 08:02 GMT, il DAX tedesco perdeva lo 0,1%, il CAC 40 francese cedeva lo 0,5%, mentre il FTSE 100 britannico si muoveva sostanzialmente invariato.

    La decisione della Fed frena il sentiment

    I mercati europei si sono mostrati cauti, nonostante la seduta positiva di Wall Street della notte precedente, che ha visto l’S&P 500 toccare nuovi massimi storici grazie ai rialzi dei titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale in vista delle trimestrali dei big tech statunitensi.

    La Federal Reserve dovrebbe lasciare i tassi invariati, spostando l’attenzione degli investitori sui commenti del presidente Jerome Powell, da cui potrebbero arrivare indicazioni sul possibile avvio dei tagli ai tassi nel corso dell’anno. Il mandato di Powell scade a maggio e il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato martedì che annuncerà presto il nome del suo candidato alla guida della Fed.

    Trump ha più volte sollecitato Powell a ridurre i tassi in modo più deciso, criticando la lentezza dell’allentamento monetario. Questo ha alimentato i timori che un cambio al vertice possa compromettere l’indipendenza della banca centrale.

    Migliora la fiducia dei consumatori in Germania

    Sul fronte macroeconomico, emergono segnali di miglioramento dal lato dei consumatori tedeschi. L’indice GfK sulla fiducia, orientato al futuro, è salito a -24,1 a febbraio da -26,9 del mese precedente, superando le attese che indicavano un miglioramento più contenuto a -26,0.

    La Banca Centrale Europea si riunirà la prossima settimana ed è ampiamente attesa una conferma dei tassi al 2% per la quinta riunione consecutiva, con l’inflazione dell’area euro sotto controllo e l’economia che ha mostrato una resilienza superiore alle attese. Tuttavia, il governatore della banca centrale austriaca Martin Kocher ha dichiarato al Financial Times che un ulteriore rafforzamento dell’euro potrebbe costringere la BCE a considerare un nuovo taglio dei tassi.

    Martedì l’euro ha raggiunto i massimi da oltre quattro anni, mentre il dollaro si è indebolito a causa delle preoccupazioni legate alle politiche statunitensi e alle tensioni geopolitiche.

    ASML sotto i riflettori mentre accelera la stagione delle trimestrali

    Sul fronte societario, la stagione delle trimestrali è entrata nel vivo. ASML (EU:ASML) è stata al centro dell’attenzione dopo che il produttore olandese di apparecchiature per semiconduttori ha superato le attese nel quarto trimestre e ha fornito una guidance positiva per il 2026, citando un forte aumento degli ordini e una domanda sostenuta per i chip avanzati legati all’intelligenza artificiale.

    Volvo (BIT:1VOLVB) ha registrato un calo dell’utile operativo del quarto trimestre inferiore alle attese, ma ha ridotto il dividendo complessivo annuale più di quanto previsto dal mercato.

    La farmaceutica svizzera Lonza (TG:LO3) ha previsto per il 2026 una crescita dei ricavi tra l’11% e il 12% a cambi costanti, con un’espansione del margine EBITDA core oltre il 32%, segnalando un buon slancio nonostante i venti contrari valutari.

    La tedesca Wacker Chemie (TG:WCH) ha deluso le attese sugli utili del quarto trimestre e ha fornito pochi dettagli sul programma di riduzione dei costi da 300 milioni di euro.

    Nella tarda serata di martedì, LVMH (EU:MC) ha superato le previsioni di vendita del quarto trimestre, alimentando le speranze di una ripresa del settore del lusso, pur in un contesto di pressioni sui margini legate alle tensioni commerciali, al dollaro debole e ai prezzi elevati dell’oro.

    Negli Stati Uniti, l’attenzione si sposterà in serata sui conti di Meta Platforms (NASDAQ:META), Tesla (NASDAQ:TSLA) e Microsoft (NASDAQ:MSFT), attesi dopo la chiusura di Wall Street.

    Petrolio stabile mentre la tempesta invernale colpisce la produzione USA

    I prezzi del petrolio sono rimasti sostanzialmente stabili mercoledì, dopo i recenti rialzi, mentre il mercato valutava l’impatto di una forte tempesta invernale negli Stati Uniti.

    Il Brent ha perso lo 0,1% a 66,50 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è salito dello 0,1% a 62,45 dollari. Entrambi i benchmark avevano guadagnato circa il 3% martedì, chiudendo la settimana precedente sui livelli più alti dal 14 gennaio.

    Secondo le stime, la tempesta avrebbe ridotto la produzione statunitense fino a 2 milioni di barili al giorno, pari a circa il 15% dell’offerta nazionale, a causa delle interruzioni alle infrastrutture energetiche e alle reti elettriche.

  • Salvatore Ferragamo in forte calo dopo l’aggiornamento sul Q4 che pesa sul settore del lusso

    Salvatore Ferragamo in forte calo dopo l’aggiornamento sul Q4 che pesa sul settore del lusso

    Le azioni di Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) sono finite sotto forte pressione nelle prime fasi di contrattazione a Milano dopo la diffusione, a mercati chiusi, dei risultati preliminari del quarto trimestre 2025. Il titolo è arrivato a perdere fino all’8%, scendendo in area 6,02 euro, sui minimi dall’ottobre 2025.

    La debolezza non ha riguardato solo Ferragamo. L’intero comparto del lusso sul listino milanese ha registrato vendite diffuse, con Safilo in calo del 4%, Moncler in ribasso del 3%, Brunello Cucinelli in flessione dell’1,9% e Ferrari in calo dell’1%, portando l’indice settoriale a perdere circa l’1%.

    Il clima negativo si è esteso anche al resto d’Europa. A Parigi, LVMH ha ceduto circa l’8% dopo conti trimestrali inferiori alle attese, penalizzati dalla pressione sui margini e da un tono prudente sulle prospettive di ripresa della domanda. In scia sono scesi anche Christian Dior (-7%), Kering (-5%) ed Hermès (-2,5%).

    Ferragamo ha riportato un lieve calo dei ricavi preliminari del quarto trimestre, risentendo in particolare della debolezza dell’area Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) e del canale wholesale. I ricavi consolidati del periodo si sono attestati a 282 milioni di euro, in flessione del 2% a cambi costanti rispetto allo stesso trimestre del 2024 e sostanzialmente in linea con il consensus di Visible Alpha pari a 284 milioni di euro.

    Il canale Direct-to-Consumer (DTC) ha fornito un contributo positivo, accelerando rispetto ai tre mesi precedenti e mostrando andamenti favorevoli in tutte le aree geografiche. Al contrario, il wholesale ha registrato un calo a doppia cifra, riflettendo la strategia del gruppo orientata a una distribuzione più selettiva e a una maggiore focalizzazione sui clienti chiave.

    A livello geografico, il Nord America ha registrato una crescita delle vendite del 2% a cambi costanti nel trimestre. Questo risultato è stato più che compensato dal calo del 10,9% nell’area EMEA e dalla flessione del 2,3% nell’Asia-Pacifico, sebbene il gruppo abbia segnalato primi segnali di miglioramento in mercati come Corea, Cina e Sud-Est asiatico.

    Guardando al 2026, il gruppo ha dichiarato: “Nel 2026 ci concentreremo sul consolidamento dell’attuale slancio, sul pieno sviluppo del nuovo posizionamento e sulla riorganizzazione della rete distributiva retail”. Ferragamo è priva di un amministratore delegato da quasi un anno.

    Secondo Barclays, i ricavi del quarto trimestre sono risultati leggermente inferiori alle attese, con vendite complessive circa dell’1% sotto le previsioni. La crescita organica del trimestre è stata pari a -2% a cambi costanti, a fronte di aspettative di un incremento dell’1%. Il wholesale ha rappresentato il principale freno, con ricavi in calo del 31%, mentre il canale DTC è cresciuto del 6% a cambi costanti. La società non ha fornito indicazioni sull’andamento corrente, ma ha segnalato che il contesto del wholesale dovrebbe restare complesso anche nel 2026, con l’attenzione rivolta al “mantenimento dell’attuale momentum”.

    WebSim Intermonte, che mantiene una raccomandazione neutral e ha ridotto il target price a 6,5 euro da 6,6 euro, ha giudicato positivamente i dati sui ricavi del trimestre, ma ha rivisto al ribasso le stime sui margini per il 2026. Gli analisti hanno evidenziato che i ricavi sono risultati superiori del 2,2% alle loro attese, grazie soprattutto alla performance del canale DTC, dove i ricavi netti hanno superato le stime del 3,4% e sono cresciuti dello 0,6% su base annua, pari a +6,3% a cambi costanti. Tuttavia, il giudizio sui margini resta prudente: la marginalità lorda per il 2026 è ora stimata al 69%, scontando l’impatto negativo dei cambi e il riordino delle scorte.