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  • I futures USA salgono mentre gli investitori seguono i progressi verso un accordo con l’Iran e la volatilità del petrolio: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures USA salgono mentre gli investitori seguono i progressi verso un accordo con l’Iran e la volatilità del petrolio: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures azionari statunitensi hanno registrato lievi rialzi giovedì, mentre i mercati continuavano a reagire positivamente ai segnali secondo cui i negoziati per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran potrebbero avanzare. Nel frattempo, i prezzi del petrolio oscillavano intorno ai 100 dollari al barile, in calo rispetto ai recenti massimi ma ancora nettamente superiori ai livelli precedenti allo scoppio della guerra.

    I futures indicano ulteriori rialzi a Wall Street

    Alle 03:39 ET, i futures sul Dow Jones Industrial Average erano in rialzo di 113 punti, pari allo 0,2%. I futures sull’S&P 500 guadagnavano 15 punti, o lo 0,2%, mentre i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 77 punti, pari allo 0,3%.

    Il movimento seguiva un’altra seduta record per le azioni statunitensi mercoledì, sostenuta dalle notizie secondo cui Washington e Teheran si starebbero avvicinando a un accordo capace di porre fine al conflitto in corso da oltre due mesi.

    Anche i titoli tecnologici hanno sostenuto il sentiment di mercato grazie ai solidi risultati e alle guidance positive di importanti società legate ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale. Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) ha sostenuto il comparto dei chipmaker dopo aver indicato che la domanda legata all’intelligenza artificiale rimane robusta. Le azioni del produttore di server AI Super Micro Computer (NASDAQ:SMCI) sono balzate di oltre il 24% dopo una guidance sui ricavi trimestrali superiore alle attese.

    “[L]e azioni sono esplose al rialzo grazie all’ottimismo sull’Iran, a un’altra tornata di utili solidi e a nuovi elementi a favore dei sostenitori dell’intelligenza artificiale”, hanno dichiarato gli analisti di Vital Knowledge.

    Le notizie indicano che nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero iniziare presto

    Secondo il Wall Street Journal, funzionari statunitensi e iraniani starebbero lavorando tramite mediatori a un quadro di accordo di una pagina finalizzato alla ripresa dei negoziati su un’intesa di pace duratura. I colloqui dovrebbero iniziare la prossima settimana in Pakistan.

    Il quotidiano ha riferito che un processo diplomatico della durata di circa un mese cercherebbe successivamente di risolvere le controversie legate al programma nucleare iraniano e all’eventuale alleggerimento delle sanzioni, anche se permangono profonde divergenze su temi come l’arricchimento dell’uranio e le ispezioni internazionali.

    Il presidente Donald Trump ha dichiarato mercoledì pomeriggio che gli Stati Uniti avevano di fatto “vinto” il conflitto e ha definito i recenti colloqui con Teheran “molto positivi” nelle ultime 24 ore.

    In precedenza, Trump aveva scritto sui social media che l’operazione militare statunitense contro l’Iran, lanciata congiuntamente a Israele alla fine di febbraio, terminerebbe se Teheran “accetterà di dare ciò che è stato concordato”. Ha inoltre avvertito che le operazioni militari potrebbero riprendere in caso di fallimento dei negoziati.

    I funzionari iraniani hanno invece fornito segnali contrastanti. Il ministro degli Esteri del Paese ha dichiarato che Teheran stava esaminando l’ultima proposta statunitense e avrebbe comunicato la propria posizione tramite il Pakistan, che ha spesso svolto il ruolo di intermediario tra le due parti. Tuttavia, altri media hanno citato un funzionario iraniano secondo cui la proposta americana sarebbe poco più di una “lista dei desideri” degli Stati Uniti.

    CNN ha riferito che l’Iran dovrebbe fornire la propria risposta formale ai mediatori entro giovedì.

    Il petrolio resta elevato nonostante il recente calo

    I mercati petroliferi sono rimasti volatili mentre i trader cercavano di valutare se il traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz potrà riprendere dopo settimane di interruzioni.

    I futures sul Brent erano in calo del 2% a 99,23 dollari al barile.

    I prezzi dell’energia sono aumentati bruscamente dall’inizio del conflitto, soprattutto a causa della chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio. Sebbene i prezzi del greggio siano recentemente diminuiti, restano ancora ben superiori ai livelli precedenti alla guerra.

    L’aumento dei costi energetici ha spinto i prezzi della benzina negli Stati Uniti oltre i 4,50 dollari al gallone, livelli che non si vedevano dal picco della crisi energetica legata alla pandemia nel 2022.

    Trump ha dichiarato di essersi aspettato un rialzo ancora più forte dei prezzi del petrolio, dicendo ai giornalisti che pensava che il greggio potesse arrivare a “200, 250 dollari”.

    Ha aggiunto che, anche a quei livelli, la guerra con l’Iran sarebbe “valsa la pena”.

    Stati Uniti e Cina valutano colloqui sull’intelligenza artificiale

    Il Wall Street Journal ha inoltre riferito che Washington e Pechino starebbero valutando l’avvio di discussioni formali sull’intelligenza artificiale.

    La questione potrebbe essere inclusa nell’agenda di un vertice previsto la prossima settimana a Pechino tra il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping.

    Secondo il quotidiano, le discussioni si concentrerebbero probabilmente sui rischi associati ai sistemi avanzati di IA, inclusi comportamenti imprevedibili dei modelli, tecnologie militari autonome e attacchi guidati dall’intelligenza artificiale da parte di attori non statali.

    Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent dovrebbe guidare la delegazione americana in eventuali colloqui, anche se la Cina non ha ancora nominato il proprio rappresentante.

    Shell supera le attese sugli utili nonostante il taglio dei buyback

    Shell (NYSE:SHEL) ha riportato utili adjusted per il primo trimestre 2026 pari a 6,92 miliardi di dollari, superiori alle attese degli analisti fissate a 6,36 miliardi di dollari e in aumento rispetto ai 5,58 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

    Il gruppo energetico ha spiegato che l’incremento degli utili è stato sostenuto da una migliore performance nelle attività di trading e ottimizzazione nelle divisioni Downstream e Renewables, da prezzi realizzati più elevati, margini di raffinazione migliori e minori costi operativi.

    Shell ha inoltre ridotto il proprio programma trimestrale di riacquisto di azioni a 3 miliardi di dollari, rispetto ai 3,5 miliardi del trimestre precedente.

    L’EBITDA adjusted è salito a 17,7 miliardi di dollari rispetto ai 15,3 miliardi di un anno prima. Il cash flow operativo si è attestato a 6,1 miliardi di dollari, penalizzato da un deflusso di capitale circolante pari a 11,2 miliardi di dollari legato alle variazioni dei prezzi delle materie prime su scorte e crediti.

  • Poste Italiane (PST) alza la guidance per il 2026 dopo risultati trimestrali superiori alle attese

    Poste Italiane (PST) alza la guidance per il 2026 dopo risultati trimestrali superiori alle attese

    Poste Italiane (BIT:PST) ha migliorato le proprie previsioni per il 2026 dopo aver pubblicato risultati del primo trimestre superiori alle aspettative del mercato.

    Il gruppo ha inoltre confermato che l’offerta pubblica per Telecom Italia sta procedendo secondo i piani e ha annunciato che presenterà un nuovo piano strategico il 24 luglio.

    Utile operativo del primo trimestre oltre le stime

    Nei tre mesi conclusi il 31 marzo, l’EBIT adjusted, al netto delle componenti straordinarie, si è attestato a 905 milioni di euro.

    Il risultato rappresenta una crescita del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed è superiore al consenso degli analisti fornito dalla società, pari a 861 milioni di euro.

    Rivista al rialzo la guidance annuale

    Dopo la performance migliore delle attese nel primo trimestre, Poste Italiane prevede ora un EBIT adjusted per l’intero esercizio pari a 3,4 miliardi di euro, rispetto alla precedente stima di 3,3 miliardi di euro.

  • Le Borse europee avanzano leggermente grazie alle speranze di nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee avanzano leggermente grazie alle speranze di nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato movimenti moderatamente positivi giovedì, mentre gli investitori valutavano le notizie secondo cui Stati Uniti e Iran starebbero lavorando alla ripresa dei negoziati per porre fine al conflitto in corso.

    Alle 07:10 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 guadagnava lo 0,1%, mentre il DAX tedesco saliva dello 0,1% e il CAC 40 francese avanzava dello 0,4%. In controtendenza il FTSE 100 britannico, in calo dello 0,3%.

    Crescono le aspettative per una ripresa del dialogo diplomatico

    Secondo diverse indiscrezioni, Washington e Teheran starebbero collaborando con mediatori internazionali su una bozza di accordo di una pagina finalizzata alla riapertura dei negoziati per una pace duratura. Il Wall Street Journal ha riferito che i colloqui potrebbero iniziare la prossima settimana in Pakistan.

    Il quotidiano ha aggiunto che un processo negoziale della durata di circa un mese dovrebbe affrontare le controversie legate al programma nucleare iraniano e all’eventuale alleggerimento delle sanzioni, anche se restano divergenze significative su temi come l’arricchimento dell’uranio e le ispezioni internazionali.

    Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’operazione militare statunitense contro l’Iran, avviata congiuntamente a Israele alla fine di febbraio, potrebbe concludersi se Teheran “agrees to give what has been agreed to.”

    Il petrolio scende sulle speranze di de-escalation

    I mercati azionari statunitensi hanno chiuso in forte rialzo mercoledì grazie alle crescenti aspettative di una possibile conclusione del conflitto.

    Anche i prezzi del petrolio sono diminuiti sensibilmente, sostenuti dalla prospettiva di una riapertura del traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz. Il passaggio marittimo, situato lungo la costa meridionale iraniana, è cruciale per circa un quinto del commercio mondiale di greggio ed è stato fortemente compromesso durante il conflitto.

    I futures sul Brent, riferimento globale per il petrolio, erano in calo del 3,7% a 97,92 dollari al barile giovedì.

    Le trimestrali societarie influenzano il sentiment

    Anche i risultati societari pubblicati in Europa hanno continuato a influenzare il sentiment degli investitori.

    Le azioni di Shell (LSE:SHEL) hanno registrato una flessione dopo che il gruppo energetico ha pubblicato utili trimestrali superiori alle attese ma ha annunciato una riduzione del programma di riacquisto di azioni proprie.

    Nel frattempo, il produttore di semiconduttori Arm Holdings (NASDAQ:ARM) ha diffuso una guidance sui ricavi del primo trimestre superiore alle stime degli analisti, confermando che la forte domanda di chip legata all’intelligenza artificiale continua a sostenere il settore.

    I titoli europei dei semiconduttori hanno registrato rialzi in seguito all’annuncio.

  • BPER Banca (BPE) registra risultati solidi nel primo trimestre nonostante una perdita da trading

    BPER Banca (BPE) registra risultati solidi nel primo trimestre nonostante una perdita da trading

    BPER Banca (BIT:BPE) ha pubblicato giovedì i risultati del primo trimestre 2026, evidenziando un andamento operativo di base solido nonostante un utile ante accantonamenti leggermente inferiore alle attese del mercato a causa di una perdita da trading.

    La banca italiana ha spiegato che il risultato ante accantonamenti è stato inferiore di circa l’1% rispetto al consenso principalmente per una perdita mark-to-market legata ai total return swap. L’istituto prevede che tale perdita venga recuperata nel mese di aprile grazie al successivo rimbalzo dei mercati.

    Margine di interesse stabile

    Il margine di interesse netto ha rispettato le aspettative degli analisti, registrando un calo del 2% rispetto al trimestre precedente.

    Il portafoglio prestiti è rimasto sostanzialmente stabile, mentre gli spread commerciali sono saliti al 3,3% nel primo trimestre rispetto al 3,2% registrato nel quarto trimestre del 2025.

    Le commissioni beneficiano del wealth management e della bancassurance

    Le commissioni nette hanno superato del 2% il consenso degli analisti, pur registrando un calo del 2% rispetto al trimestre precedente.

    La crescita è stata sostenuta interamente dalle attività legate ai mercati, con le commissioni del wealth management in aumento dell’8% su base annua e quelle della bancassurance in crescita del 30% rispetto a una base di confronto particolarmente bassa.

    Costi sotto controllo e minore costo del rischio

    Le spese operative sono risultate inferiori del 3% rispetto alle attese del mercato.

    BPER ha contabilizzato 25 milioni di euro di costi di ristrutturazione nel trimestre, mentre restano ancora da registrare circa 75 milioni di euro relativi all’acquisizione di BPSO, su un totale previsto di 400 milioni di euro.

    Il costo del rischio è sceso a 26 punti base nel primo trimestre rispetto ai 28 punti base del trimestre precedente, risultando inferiore anche alla stima di consenso di 31 punti base.

    Leggero aumento dei crediti deteriorati

    Il rapporto lordo di esposizioni deteriorate è salito al 2,2% dal 2,1% di dicembre, mentre il rapporto netto è aumentato all’1,1% dall’1,0%.

    Il livello di copertura è rimasto stabile al 52,8%, mentre gli overlay sono aumentati a 180 milioni di euro dai 140 milioni registrati a dicembre.

    Rafforzata la posizione patrimoniale

    Il coefficiente Common Equity Tier 1 della banca è salito al 14,9%, rispetto al 14,8% di fine 2025, in linea con le aspettative del mercato.

    Confermata la guidance per il 2026

    Per l’intero esercizio 2026, BPER Banca prevede un margine di interesse stabile o in crescita di pochi punti percentuali, mentre le commissioni dovrebbero aumentare a un ritmo mid-single digit.

    La banca punta inoltre a un rapporto costi/ricavi del 45% e a un costo del rischio inferiore a 40 punti base.

    BPER prevede infine che il proprio CET1 ratio raggiunga circa il 14,5%, includendo l’impatto di un programma di buyback da 750 milioni di euro, equivalente a circa 90 punti base di capitale.

  • UniCredit (UCG) raggiunge un accordo per la cessione parziale delle attività russe

    UniCredit (UCG) raggiunge un accordo per la cessione parziale delle attività russe

    UniCredit (BIT:UCG) ha annunciato giovedì di aver firmato un accordo non vincolante per la vendita di una parte della propria controllata russa, AO Bank, a un investitore privato con sede negli Emirati Arabi Uniti.

    L’operazione prevede la separazione di parte delle attività di AO Bank in una nuova entità bancaria, seguita dalla vendita delle restanti attività di AO Bank all’acquirente. Al completamento dell’operazione, UniCredit deterrà il 100% della nuova banca, mentre l’investitore controllerà integralmente la restante struttura bancaria.

    Le attività russe saranno focalizzate sui pagamenti internazionali

    Il gruppo bancario italiano ha dichiarato che le attività residue in Russia saranno principalmente concentrate sui servizi di pagamenti internazionali.

    L’operazione avrà un impatto finanziario significativo

    UniCredit stima che l’operazione comporterà un impatto cumulato sul conto economico compreso tra 3 miliardi e 3,3 miliardi di euro. Tale effetto include tra 1,6 miliardi e 1,8 miliardi di euro derivanti dalle riserve valutarie esistenti che saranno contabilizzate nel conto economico.

    La banca prevede inoltre un impatto negativo sul coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 compreso tra 20 e 25 punti base, rispetto al CET1 ratio del 14,2% riportato nel primo trimestre del 2026.

    Attesa una forte riduzione dell’esposizione al rischio

    Secondo UniCredit, la transazione dovrebbe ridurre l’esposizione residua alle perdite estreme a un livello compreso tra 30 e 40 punti base, rispetto ai 93 punti base attuali.

    Chiusura prevista nella prima metà del 2027

    La banca ha dichiarato che il completamento dell’operazione è previsto nella prima metà del 2027, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari e al completamento delle procedure necessarie.

    UniCredit ha inoltre precisato che l’operazione non avrà alcun impatto sulla distribuzione agli azionisti né sugli obiettivi di utile netto per il periodo 2028-2030.

  • Nexi registra una crescita dei ricavi nel primo trimestre con performance contrastanti tra le divisioni

    Nexi registra una crescita dei ricavi nel primo trimestre con performance contrastanti tra le divisioni

    Nexi S.p.A. (BIT:NEXI) ha riportato giovedì ricavi pari a 821 milioni di euro nel primo trimestre 2026, in crescita dell’1% su base annua e leggermente superiori al consenso degli analisti elaborato dalla società pari a 815 milioni di euro.

    Il gruppo italiano dei pagamenti ha evidenziato un andamento differenziato tra le varie attività, con risultati più forti nel segmento Issuing Solutions parzialmente compensati dalla debolezza di Merchant Solutions.

    Issuing Solutions supera le attese del mercato

    I ricavi della divisione Issuing Solutions sono aumentati del 5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 278 milioni di euro, sostenuti da una forte crescita dei volumi e da una tempistica favorevole di alcuni progetti.

    Il dato è risultato superiore alle previsioni degli analisti, che indicavano ricavi di 271 milioni di euro per il segmento.

    Merchant Solutions in calo ma con crescita sottostante positiva

    I ricavi di Merchant Solutions sono diminuiti dell’1,4% a 460 milioni di euro nel trimestre. Tuttavia, escludendo l’impatto dei contratti bancari, la crescita sottostante della divisione è stata pari al 3%.

    Gli analisti si aspettavano ricavi di 456 milioni di euro per il segmento.

    Digital Banking Solutions ha registrato una crescita del 3%, mantenendo lo stesso ritmo del trimestre precedente.

    EBITDA superiore alle attese con costi stabili

    L’EBITDA è aumentato del 3% su base annua a 397 milioni di euro, con un margine EBITDA del 48,3%.

    Entrambi i dati hanno superato il consenso del mercato, che prevedeva un EBITDA di 380 milioni di euro e un margine del 46,6%.

    I costi operativi sono rimasti invariati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Guidance annuale confermata

    L’indebitamento netto si attestava a 4,9 miliardi di euro alla fine di marzo, invariato rispetto a dicembre e pari a 2,5 volte l’EBITDA degli ultimi dodici mesi.

    Nexi ha confermato la guidance per l’intero esercizio 2026.

    La società ha inoltre comunicato che una conference call con gli investitori era prevista alle ore 8:00 dell’Europa Centrale estiva.

  • Le azioni Campari (CPR) crollano dopo una crescita delle vendite trimestrali inferiore alle attese

    Le azioni Campari (CPR) crollano dopo una crescita delle vendite trimestrali inferiore alle attese

    Le azioni di Davide Campari Milano (BIT:CPR) hanno perso oltre l’11% giovedì dopo che il gruppo italiano delle bevande ha riportato una crescita organica delle vendite del 2,9% nel primo trimestre, ben al di sotto del 5,1% atteso dagli analisti.

    La performance più debole è stata attribuita principalmente a difficoltà inattese presso i rivenditori europei e a operazioni di destoccaggio negli Stati Uniti riguardanti marchi considerati meno prioritari.

    Confermata la guidance annuale nonostante il trimestre più debole

    Campari ha confermato le proprie previsioni per l’intero esercizio, continuando ad attendersi una crescita organica delle vendite intorno al 3%, leggermente inferiore al consenso del 3,4% elaborato da Visible Alpha. La società ha inoltre mantenuto l’obiettivo di una crescita contenuta del margine EBIT adjusted organico.

    Il gruppo ha anche ribadito la guidance tecnica relativa agli effetti di perimetro, che dovrebbero ridurre i ricavi di circa 70 milioni di euro e l’EBIT di circa 30 milioni di euro. Sono inoltre previsti ulteriori effetti negativi legati ai cambi, soprattutto per effetto del dollaro statunitense.

    Gli analisti prevedono un impatto sulle stime annuali

    “While the European retailer issue has now been resolved, neither of the two aforementioned Q1 impacts are expected to be recovered in the balance of the year,” hanno scritto in una nota gli analisti di Morgan Stanley guidati da Tilly Eno.

    “Pertanto, ci aspettiamo che l’impatto della debolezza del primo trimestre si rifletta sulle stime di crescita organica dei ricavi per l’intero esercizio, portando il consenso verso la guidance confermata da Campari di circa +3%.”

    Performance regionali contrastanti

    A livello geografico, il Nord America ha registrato una crescita organica del 2,2% nel primo trimestre, mentre l’Europa si è fermata a un incremento dell’1,9%.

    L’Asia Pacifico e il Global Travel Retail hanno registrato una contrazione dell’1,6%, mentre i Mercati Emergenti si sono distinti come l’area più dinamica con una crescita del 12,7%.

  • Wall Street verso nuovi rialzi grazie all’ottimismo per un accordo tra Stati Uniti e Iran: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Wall Street verso nuovi rialzi grazie all’ottimismo per un accordo tra Stati Uniti e Iran: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in rialzo mercoledì, suggerendo che i mercati potrebbero estendere il movimento positivo registrato nella seduta precedente.

    Il sentiment degli investitori è migliorato grazie al crescente ottimismo sulla possibilità che il conflitto in Medio Oriente possa avviarsi verso una soluzione diplomatica, sostenuto anche da un report positivo pubblicato da Axios.

    Secondo Axios, che cita due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sui colloqui, la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un memorandum d’intesa di una pagina con l’Iran finalizzato alla conclusione della guerra.

    L’accordo prevedrebbe che l’Iran si impegni a sospendere l’arricchimento nucleare, mentre gli Stati Uniti eliminerebbero le sanzioni e rilascerebbero miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. Il quadro includerebbe inoltre l’allentamento delle restrizioni sul transito attraverso lo Stretto di Hormuz da parte di entrambe le nazioni.

    Pur sottolineando che non esiste ancora un accordo definitivo, le fonti hanno dichiarato ad Axios che i negoziati rappresentano il punto più vicino a un’intesa dall’inizio del conflitto.

    A rafforzare ulteriormente l’ottimismo dei mercati, il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sospenderanno temporaneamente gli sforzi per scortare le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz mentre proseguono i colloqui per verificare la possibilità di finalizzare e firmare un accordo formale.

    Allo stesso tempo, Trump ha moderato le aspettative con un altro post su Truth Social, avvertendo che gli Stati Uniti riprenderanno i bombardamenti contro l’Iran “a un livello e con un’intensità molto più elevati rispetto a prima” nel caso in cui i negoziati dovessero fallire.

    “Anche senza un accordo completamente dettagliato, il semplice progresso verso un quadro di de-escalation è sufficiente a modificare il modo in cui il rischio viene prezzato dai mercati”, ha affermato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    “Tuttavia, è importante sottolineare che si tratta ancora di un passo fragile piuttosto che di una soluzione definitiva”, ha aggiunto. “Un memorandum di una sola pagina suggerisce che molti dettagli chiave restano irrisolti, e l’esperienza passata ha dimostrato che i negoziati possono rapidamente bloccarsi o invertire la rotta.”

    Anche i titoli tecnologici hanno sostenuto i futures, guidati dal forte rally di AMD (NASDAQ:AMD), le cui azioni sono balzate del 15,3% nel premarket.

    AMD è salita dopo aver riportato risultati trimestrali superiori alle attese sia sul fronte degli utili sia su quello dei ricavi, oltre a una guidance per il secondo trimestre più forte del previsto.

    Sul fronte macroeconomico, la società di elaborazione paghe ADP ha pubblicato dati che mostrano un aumento dell’occupazione nel settore privato statunitense superiore alle aspettative nel mese di aprile.

    ADP ha comunicato che i posti di lavoro nel settore privato sono aumentati di 109.000 unità nel mese, dopo che il dato di marzo è stato rivisto al ribasso a 61.000 da 62.000.

    Gli economisti prevedevano un incremento di 85.000 posti di lavoro.

    I mercati avevano già registrato un forte recupero martedì dopo la debolezza iniziale, con il Nasdaq Composite e l’S&P 500 che hanno completamente recuperato le perdite di lunedì, chiudendo a nuovi massimi storici.

    Sebbene gli indici principali abbiano ridotto parte dei guadagni verso la fine della seduta, i rialzi sono rimasti consistenti. Il Nasdaq è avanzato di 258,32 punti, pari all’1%, a 25.326,13, mentre l’S&P 500 ha guadagnato 58,47 punti, o lo 0,8%, a 7.259,22. Il Dow Jones Industrial Average è salito di 356,35 punti, pari allo 0,7%, a 49.298,25.

    Anche il forte calo dei prezzi del petrolio ha sostenuto le azioni. I futures sul greggio statunitense sono scesi di oltre il 3% dopo essere balzati di oltre il 4% lunedì.

    Il petrolio ha perso terreno con l’allentarsi delle preoccupazioni per un’escalation delle tensioni in Medio Oriente. Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha dichiarato che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran “non è finito” nonostante gli attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti.

    “In ultima analisi sarà il Presidente a decidere se qualsiasi situazione possa trasformarsi in una violazione del cessate il fuoco”, ha detto Hegseth. “Al momento il cessate il fuoco regge sicuramente, ma continueremo a monitorare la situazione molto, molto attentamente.”

    Il presidente dei Capi di Stato Maggiore Riuniti, il generale Dan Caine, ha inoltre dichiarato ai giornalisti che gli attacchi iraniani restano “al di sotto della soglia necessaria per riavviare importanti operazioni militari in questa fase”.

    Hegseth ha aggiunto che due navi commerciali statunitensi, insieme a cacciatorpediniere americani, hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz, dichiarando che la “rotta è libera”.

    Anche le trimestrali societarie hanno continuato a sostenere il mercato azionario. Le azioni statunitensi di Anheuser-Busch InBev (BUD) sono balzate dell’8,7% dopo che il gruppo birrario ha riportato risultati trimestrali superiori alle attese sia per ricavi sia per utili.

    Nel frattempo, i nuovi dati economici pubblicati dall’Institute for Supply Management hanno mostrato un lieve rallentamento della crescita del settore dei servizi negli Stati Uniti ad aprile.

    L’indice ISM dei servizi è sceso a 53,6 da 54,0 di marzo, pur restando sopra la soglia di 50 che segnala espansione economica. Gli economisti prevedevano una lettura pari a 53,7.

    I settori tecnologici hanno guidato il rally di martedì.

    I titoli dell’hardware informatico sono saliti con forza, spingendo il NYSE Arca Computer Hardware Index a guadagnare il 4,4% e a chiudere su nuovi massimi storici.

    Anche i titoli dei semiconduttori hanno registrato forti rialzi, con il Philadelphia Semiconductor Index in progresso del 4,2% e anch’esso a nuovi record di chiusura.

    Intel (NASDAQ:INTC) ha contribuito a trainare il comparto dopo che Bloomberg ha riferito che Apple (NASDAQ:AAPL) avrebbe avviato discussioni preliminari per utilizzare Intel nella produzione dei processori destinati ai propri dispositivi negli Stati Uniti.

    Anche i titoli delle compagnie aeree, dell’acciaio e del settore immobiliare residenziale hanno registrato forti rialzi, insieme alla maggior parte degli altri principali comparti di mercato.

  • Le borse europee avanzano grazie all’ottimismo su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee avanzano grazie all’ottimismo su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali piazze azionarie europee hanno registrato forti rialzi mercoledì, sostenute dal crescente ottimismo degli investitori riguardo alla possibilità di un accordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran.

    Il forte calo dei prezzi del petrolio e l’attenuarsi dei timori legati all’inflazione energetica hanno ulteriormente migliorato il sentiment di mercato. Anche i futures azionari statunitensi sui massimi storici e una nuova serie di solide trimestrali societarie hanno sostenuto gli acquisti.

    L’FTSE 100 del Regno Unito è salito del 2,6% rispetto alla chiusura precedente di 10.219,11 punti, attestandosi a 10.482,96. Nel corso della seduta l’indice si è mosso tra 10.324,72 e 10.487,66 punti.

    Il CAC 40 francese ha guadagnato il 3,3% raggiungendo quota 8.329,49, dopo aver oscillato tra 8.131,53 e 8.330,44 punti. Dall’inizio dell’anno l’indice segna ora un progresso dell’8,2%.

    Anche il DAX tedesco ha registrato un forte rialzo, avanzando del 2,7% a 25.041,89 punti rispetto alla chiusura di martedì a 24.392,27. L’indice ha oscillato tra 24.616,25 e 25.150,39 punti, toccando i massimi delle ultime nove settimane.

    Lo Swiss Market Index svizzero è salito del 2,3%, passando da 13.052,17 a 13.348,40 punti. La seduta si è sviluppata in un intervallo compreso tra 13.174,20 e 13.377,70 punti.

    L’EURO STOXX 50 paneuropeo ha guadagnato il 3%, attestandosi a 6.045,45 punti rispetto ai 5.869,63 della chiusura precedente. Durante la giornata ha oscillato tra 5.917,95 e 6.065,06 punti.

    Le rinnovate speranze di un accordo tra Washington e Teheran hanno inoltre indebolito il dollaro, tradizionalmente considerato valuta rifugio.

    Il cambio EUR/USD è salito dello 0,7% a 1,1769, mentre il GBP/USD ha guadagnato lo 0,5% a 1,3621.

    I principali mercati europei avevano già chiuso in rialzo martedì, grazie ai segnali di allentamento delle tensioni in Medio Oriente.

  • Pirelli avvia la produzione dei Cyber Tire in Georgia, segnale positivo per l’espansione negli Stati Uniti

    Pirelli avvia la produzione dei Cyber Tire in Georgia, segnale positivo per l’espansione negli Stati Uniti

    Pirelli (BIT:PIRC) si prepara ad avviare la produzione della tecnologia Cyber Tire presso il proprio stabilimento produttivo in Georgia, secondo quanto riportato domenica da Market Screener, con ulteriori dettagli attesi nei prossimi mesi.

    Il management dovrebbe fornire maggiori informazioni sull’iniziativa durante la presentazione dei risultati del primo trimestre 2026 prevista per giovedì.

    Lo stabilimento Pirelli di Rome, in Georgia — attualmente l’unico sito produttivo del gruppo nello Stato — rimane relativamente contenuto in termini dimensionali e rappresenta circa il 5% dell’esposizione complessiva della società al mercato statunitense.

    Sebbene i volumi del Cyber Tire siano ancora destinati a restare limitati, l’avvio della produzione viene interpretato come un segnale del fatto che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sia ora più favorevole agli investimenti di Pirelli nella produzione avanzata e nella realizzazione domestica di pneumatici ad alta tecnologia.

    Gli analisti di Citigroup considerano questo sviluppo positivo nel lungo termine per il titolo, ritenendo che possa indicare una maggiore flessibilità per Pirelli nell’espansione delle proprie attività industriali negli Stati Uniti dopo i recenti cambiamenti nella governance.

    Secondo gli analisti, eventuali incrementi della capacità produttiva potrebbero essere finanziati all’interno degli attuali piani di investimento del gruppo, sostenendo nel tempo una strategia produttiva sempre più localizzata negli Stati Uniti.