Blog

  • DAX, CAC, FTSE100, Le Borse europee scendono dopo i commenti della Fed e i risultati contrastanti delle aziende

    DAX, CAC, FTSE100, Le Borse europee scendono dopo i commenti della Fed e i risultati contrastanti delle aziende

    I mercati azionari europei hanno chiuso in ribasso giovedì, poiché il sentiment degli investitori si è indebolito dopo le dichiarazioni prudenti del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e una serie di risultati contrastanti da parte dei colossi tecnologici statunitensi.

    Dopo l’atteso incontro tra il presidente americano Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, terminato senza particolari progressi concreti, l’attenzione degli operatori si è spostata sulla decisione di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) attesa nel corso della giornata.

    La BCE dovrebbe mantenere invariati i tassi d’interesse per la terza riunione consecutiva, citando un’inflazione contenuta e una crescita moderata ma stabile nell’area euro.

    Dati economici dell’Eurozona

    I nuovi dati provenienti dalla Francia hanno offerto una nota positiva, mostrando che la seconda economia dell’eurozona è cresciuta più del previsto nel terzo trimestre, nonostante l’incertezza politica e le tensioni commerciali globali.

    Secondo l’istituto statistico nazionale INSEE, il PIL francese è aumentato dello 0,5% nel terzo trimestre, dopo il +0,3% del secondo trimestre, superando le previsioni di un rallentamento allo 0,2%.

    Andamento dei mercati

    A metà seduta, il CAC 40 francese perdeva lo 0,9%, il FTSE 100 di Londra scendeva dello 0,7%, mentre il DAX tedesco arretrava dello 0,2%.

    I principali titoli in movimento

    • Clariant (BIT:1CLN) è salita di quasi 2% dopo aver riportato un forte miglioramento dei margini di profitto nel terzo trimestre.
    • Electrolux (BIT:1ELUX) ha guadagnato 18%, poiché il produttore svedese di elettrodomestici è tornato in utile nel terzo trimestre, ribaltando la perdita dell’anno precedente.
    • ING (EU:INGA) è balzata del 4,3% dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese e aver annunciato un buyback da 1,1 miliardi di euro (1,3 miliardi di dollari).
    • Stellantis (BIT:STLAM) ha perso 4,2% dopo aver segnalato oneri straordinari previsti nella seconda metà dell’anno.
    • Volkswagen (BIT:1VOW3) è avanzata dell’1% nonostante abbia registrato una perdita operativa di 1,3 miliardi di euro (1,52 miliardi di dollari) nel trimestre.
    • Lufthansa (BIT:1LHA) è salita del 5%, con utili operativi trimestrali superiori alle previsioni.
    • TotalEnergies (EU:TTE) ha perso 1,2% dopo aver comunicato un calo del 2,4% degli utili del terzo trimestre.
    • Crédit Agricole (EU:ACA) ha ceduto 2,2% dopo aver mancato le attese sugli utili trimestrali.
    • La banca Société Générale (EU:GLE) è salita dell’1,6% dopo aver registrato un aumento dell’11% degli utili trimestrali, superiore alle attese.
    • BBVA (NYSE:BBVA) è scesa di oltre 2%, a causa di un calo del 3,7% dell’utile rispetto all’anno precedente.
    • A Londra, Standard Chartered è aumentata di oltre 2% dopo aver pubblicato utili più elevati e aver alzato le previsioni su redditività e ricavi.
  • L’oro rimbalza dai minimi recenti grazie al taglio dei tassi della Fed e all’incertezza commerciale

    L’oro rimbalza dai minimi recenti grazie al taglio dei tassi della Fed e all’incertezza commerciale

    Il prezzo dell’oro è aumentato giovedì, interrompendo una serie negativa di quattro sedute nelle contrattazioni asiatiche, dopo che il taglio dei tassi da parte della Federal Reserve e la mancanza di progressi concreti nei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno spinto gli investitori a tornare verso i beni rifugio.

    Alle 02:51 ET (06:51 GMT), l’oro spot guadagnava l’1% a 3.967,03 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro statunitense erano in calo dello 0,4% a 3.983,10 dollari.

    Il metallo prezioso aveva registrato perdite nelle quattro sedute precedenti, toccando un minimo di tre settimane a inizio settimana, in seguito a prese di profitto dopo i massimi record superiori a 4.300 dollari l’oncia e a una minore domanda di beni rifugio.

    Il taglio dei tassi della Fed offre un sollievo temporaneo; i commenti di Powell smorzano l’entusiasmo

    Come previsto, la Federal Reserve ha ridotto i tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli in un intervallo compreso tra 3,75% e 4,00%, il terzo taglio dell’anno.

    La decisione ha inizialmente indebolito il dollaro statunitense, offrendo un sostegno temporaneo al metallo privo di rendimento. Tuttavia, lo slancio si è esaurito dopo che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato che un ulteriore taglio a dicembre è “tutt’altro che scontato”.

    Le parole di Powell hanno attenuato le aspettative di un ciclo prolungato di allentamento monetario, limitando il potenziale rialzo dell’oro, nonostante le condizioni finanziarie più favorevoli.

    L’incontro Trump-Xi offre un moderato sostegno geopolitico

    Gli operatori hanno reagito anche agli sviluppi del vertice tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, svoltosi mercoledì a Busan, in Corea del Sud. Trump ha definito l’incontro “straordinario”, annunciando che i due leader hanno concordato di ridurre i dazi statunitensi sulle merci cinesi dal 57% al 47%.

    Ha inoltre dichiarato che la Cina riprenderà gli acquisti su larga scala di soia statunitense e allenterà le restrizioni sulle esportazioni di terre rare.

    Tuttavia, non sono emersi dettagli concreti su questioni delicate come i semiconduttori o le esportazioni agricole, lasciando i mercati in attesa di maggiori chiarimenti. L’incertezza sulle politiche commerciali, unita alla posizione più accomodante della Fed, ha comunque contribuito a far risalire l’oro dai livelli inferiori a 3.900 dollari l’oncia registrati all’inizio della settimana.

    Metalli industriali contrastati; il rame arretra dopo il record storico

    Nel comparto dei metalli industriali, l’andamento è stato misto mentre gli investitori valutavano il contesto macroeconomico.

    I futures sull’argento hanno perso lo 0,7% a 47,605 dollari l’oncia, mentre i futures sul platino sono saliti dello 0,7% a 1.594,80 dollari l’oncia.

    Sul London Metal Exchange, i futures sul rame sono scesi dell’1,3% a 11.019,20 dollari la tonnellata, mentre i futures sul rame statunitense hanno perso lo 0,7% a 5,17 dollari per libbra.

    Il rame aveva raggiunto mercoledì un massimo storico di 11.200,40 dollari la tonnellata prima di ritracciare.

    “Il rame sta salendo a causa delle crescenti interruzioni dell’offerta, in particolare dopo la dichiarazione di forza maggiore di Freeport nella sua gigantesca miniera di Grasberg in Indonesia, e del clima di maggiore propensione al rischio in vista dell’incontro Trump-Xi,” hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

  • Il dollaro si indebolisce dopo la decisione della Fed; l’euro avanza in attesa della BCE

    Il dollaro si indebolisce dopo la decisione della Fed; l’euro avanza in attesa della BCE

    Il dollaro statunitense ha registrato un lieve calo giovedì, restituendo parte dei guadagni della seduta precedente, mentre gli investitori valutavano la più recente decisione della Federal Reserve e gli sviluppi dei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina.

    Alle 05:20 ET (09:20 GMT), l’Indice del dollaro — che misura la performance del biglietto verde rispetto a sei principali valute — era in ribasso dello 0,1% a 98,950, dopo aver toccato un massimo di due settimane nella giornata di mercoledì.

    Segnali contrastanti dalla Fed mantengono alta la cautela

    La Federal Reserve ha ridotto i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli in un intervallo compreso tra 3,75% e 4,00%, come ampiamente previsto. Tuttavia, le prospettive per ulteriori tagli restano incerte a causa della mancanza di nuovi dati economici dovuta alla chiusura del governo federale.

    Dopo la riunione, il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che un nuovo taglio dei tassi a dicembre è “tutt’altro che scontato”, raffreddando le aspettative del mercato. A seguito delle sue parole, la probabilità di un ulteriore taglio è scesa al 71%, dal 90% precedente.

    “La comunicazione della Fed di ieri sera rende più difficile vendere il dollaro ora”, hanno commentato gli analisti di ING. “Serviranno dati deboli sull’occupazione per consolidare l’idea di ulteriori 75 punti base di allentamento entro l’estate. In caso contrario, 25 punti base potrebbero facilmente essere rimossi da questo ciclo.”

    Il dollaro ha inoltre trovato sostegno grazie alla domanda per beni rifugio, mentre permane l’incertezza sui colloqui tra Donald Trump e Xi Jinping.

    Trump ha definito il primo incontro tra i due leader in sei anni come “straordinario”, aggiungendo che gli Stati Uniti ridurranno immediatamente i dazi sulle merci cinesi. In cambio, ha dichiarato che Pechino si è impegnata a frenare l’esportazione delle sostanze chimiche utilizzate per produrre fentanyl e a sospendere le restrizioni sulle esportazioni di terre rare.

    Tuttavia, gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che “i risultati non cambiano realmente lo status quo” delle relazioni commerciali tra i due paesi “in modo significativo”.

    Euro in rialzo grazie alla crescita francese; focus sulla BCE

    In Europa, l’euro è salito dello 0,2% a 1,1618, dopo che i dati hanno mostrato che il PIL francese è cresciuto dello 0,5% nel terzo trimestre, superando le previsioni di 0,2%. Nel trimestre precedente, la crescita era stata dello 0,3%.

    I dati complessivi dell’area euro, attesi più tardi, dovrebbero segnalare una crescita trimestrale modesta dello 0,1%, pari a un tasso annuo dell’1,2%.

    “Ricordiamo che i sondaggi sono stati incoraggianti, ma i dati concreti sono rimasti deboli quest’estate”, ha osservato ING. “A meno di una forte sorpresa positiva sul PIL dell’eurozona – previsto allo 0,1% trimestrale – è difficile aspettarsi un grande slancio per l’EUR/USD.”

    La Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere i tassi invariati al 2% nella riunione odierna.

    “Dubitiamo che la presidente Christine Lagarde senta il bisogno di sconvolgere le aspettative di mercato, che al momento prevedono marginalmente un ulteriore taglio nei prossimi nove mesi”, ha aggiunto ING.

    La sterlina britannica è salita dello 0,1% a 1,3199, ma resta vicina al minimo di cinque mesi e mezzo toccato mercoledì.

    Yen in calo dopo la decisione prudente della BoJ

    In Asia, lo yen giapponese si è indebolito dopo che la Banca del Giappone ha lasciato invariati i tassi di interesse, mantenendo un approccio cauto sull’economia. La coppia USD/JPY è salita dello 0,7% a 153,74.

    La BoJ ha avvertito che il Giappone affronta una maggiore incertezza economica nel breve periodo, ma ha aggiunto che condizioni finanziarie accomodanti contribuiranno ad attenuare l’impatto. La banca ha ribadito che potrebbe aumentare i tassi se crescita e inflazione procederanno come previsto.

    Nel frattempo, lo yuan cinese è arretrato dal massimo di un anno, con USD/CNY in aumento dello 0,2% a 7,1089, dopo l’incontro Trump-Xi. Trump ha dichiarato ai giornalisti di aspettarsi “un accordo commerciale con la Cina molto presto”, aggiungendo che le due parti hanno raggiunto intese su terre rare e acquisti agricoli.

    Il dollaro australiano è rimasto stabile, con AUD/USD invariato a 0,6575.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Le borse statunitensi incerte dopo il taglio dei tassi della Fed, l’incontro Trump-Xi e le trimestrali dei colossi tech

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Le borse statunitensi incerte dopo il taglio dei tassi della Fed, l’incontro Trump-Xi e le trimestrali dei colossi tech

    I futures americani sono rimasti stabili giovedì, mentre gli investitori hanno valutato una serie di eventi cruciali: la nuova decisione sui tassi della Federal Reserve, il raro incontro tra Donald Trump e Xi Jinping e le trimestrali dei principali colossi tecnologici, che continuano a spingere miliardi di dollari sugli investimenti in intelligenza artificiale.

    Wall Street cauta dopo una seduta volatile

    Alle 03:43 ET, i futures sul Dow Jones perdevano 26 punti (-0,1%), mentre quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq 100 erano in lieve calo. La chiusura di mercoledì era stata mista: il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,2%, l’S&P 500 è rimasto invariato, mentre il Nasdaq Composite è salito dello 0,6%, sostenuto dalla corsa record di Nvidia (NASDAQ:NVDA), diventata la prima azienda a raggiungere una capitalizzazione di 5.000 miliardi di dollari.

    Anche gli utili aziendali hanno influenzato l’umore dei mercati: Caterpillar (NYSE:CAT) ha registrato risultati trimestrali superiori alle attese, con un rialzo delle azioni dell’11,6%, offrendo un raro slancio al comparto industriale.

    La Fed taglia i tassi ma invita alla prudenza

    La Federal Reserve ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo nella fascia 3,75%–4,00%, il terzo taglio nel 2025. La mossa era ampiamente prevista, ma le prospettive future restano incerte a causa della mancanza di dati economici dovuta alla chiusura parziale del governo federale.

    La decisione ha mostrato divisioni interne: Stephen Miran, governatore nominato da Trump, ha chiesto un taglio più profondo di 50 punti base, mentre il presidente della Fed di Kansas City, Jeffery Schmid, ha votato per lasciare i tassi invariati.

    Durante la conferenza stampa, Jerome Powell ha sottolineato che un nuovo taglio a dicembre è «tutt’altro che scontato», portando gli operatori a ridurre le aspettative di un’altra riduzione al 71%, dal 90% precedente.

    Powell ha inoltre annunciato la fine del programma di inasprimento quantitativo, interrompendo la riduzione del bilancio della Fed a causa di tensioni sui mercati monetari a breve termine.

    Altrove, la Banca del Giappone ha mantenuto la propria politica monetaria invariata ma ha ribadito l’intenzione di alzare i tassi gradualmente se le condizioni economiche lo permetteranno. Anche la Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere i tassi fermi al 2%, dopo che Christine Lagarde aveva affermato che l’istituto si trova «in una buona posizione».

    Trump e Xi si incontrano per una nuova intesa commerciale

    La politica commerciale è tornata al centro dell’attenzione con l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Busan, Corea del Sud, il primo faccia a faccia in sei anni. Trump ha definito i colloqui «straordinari» e ha annunciato un accordo annuale su terre rare e minerali critici, insieme a un taglio al 10% dei dazi legati al fentanyl.

    In cambio, Pechino ha promesso di limitare l’esportazione delle sostanze chimiche usate per produrre fentanyl e di sospendere le restrizioni sulle terre rare, cruciali per l’industria dei veicoli elettrici e dei semiconduttori. Trump ha aggiunto che la Cina inizierà ad acquistare «enormi quantità» di **soia e prodotti agricoli statunitensi «a partire da subito»*.

    Il Ministero cinese del Commercio ha confermato la sospensione di un anno delle restrizioni e un accordo su fentanyl e commercio agricolo.

    Trump ha precisato che il chip Blackwell di Nvidia non è stato discusso, chiarendo che il futuro dell’azienda in Cina — un mercato da 50 miliardi di dollari — dipenderà «dalle decisioni della stessa società».
    Dopo il colloquio di 90 minuti, gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che «i risultati non cambiano davvero lo status quo» delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

    Le trimestrali dei colossi tech dominano l’attenzione

    Gli investitori hanno esaminato i risultati dei giganti tecnologici Meta Platforms (NASDAQ:META), Alphabet (NASDAQ:GOOG) e Microsoft (NASDAQ:MSFT), in attesa di Apple (NASDAQ:AAPL) e Amazon (NASDAQ:AMZN).

    Le azioni di Meta sono crollate di oltre 7% nel dopo mercato, dopo che l’azienda ha annunciato che aumenterà “in modo aggressivo” gli investimenti per sviluppare un’intelligenza artificiale in grado di superare l’intelligenza umana. L’annuncio ha suscitato preoccupazioni per l’entità dei costi. Nonostante ricavi record, l’utile netto ha deluso a causa di un onere fiscale legato alla legge di bilancio di Trump.

    Alphabet, casa madre di Google, ha registrato ricavi record e un utile in crescita del 33% a 35 miliardi di dollari, grazie alle divisioni cloud e pubblicità digitale. Le azioni sono salite del 7% nel trading serale.

    Microsoft ha beneficiato della forte domanda per servizi cloud e AI, annunciando che raddoppierà la capacità dei data center nei prossimi due anni. Tuttavia, ha avvertito che le spese AI supereranno le stime precedenti, spingendo il titolo in calo del 2% nel dopo mercato.

    Alcuni analisti hanno avvertito che l’eccessiva corsa agli investimenti potrebbe generare una bolla tecnologica sull’AI, simile a quella del boom dot-com.

    OpenAI prepara la IPO del secolo

    Secondo Reuters, OpenAI sta preparando una offerta pubblica iniziale per il 2027, che potrebbe valutare la società fino a 1.000 miliardi di dollari, diventando così la più grande IPO della storia.

    L’azienda punta a raccogliere almeno 60 miliardi di dollari, con il deposito ufficiale previsto nella seconda metà del 2026. L’operazione darebbe al CEO Sam Altman il capitale necessario per portare avanti la sua visione sull’intelligenza artificiale generale.

    Nota per ChatGPT, OpenAI ha già impegnato centinaia di miliardi di dollari in chip e infrastrutture AI. Questa settimana ha inoltre raggiunto un accordo con Microsoft, il suo principale sostenitore, per diventare una società a scopo di lucro e finanziare la prossima fase di crescita.

  • DAX, CAC, FTSE100, Borse europee contrastate tra risultati aziendali, tregua commerciale e decisione BCE

    DAX, CAC, FTSE100, Borse europee contrastate tra risultati aziendali, tregua commerciale e decisione BCE

    Le borse europee hanno chiuso in ordine sparso giovedì, mentre gli investitori hanno valutato una nuova serie di risultati aziendali, il miglioramento del clima commerciale globale, i dati macroeconomici regionali e la decisione sui tassi di interesse della BCE.

    Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco guadagnava lo 0,1%, mentre il CAC 40 francese perdeva lo 0,5% e il FTSE 100 britannico scendeva dello 0,5%.

    Cautela dopo l’incontro tra Trump e Xi

    Gli investitori hanno reagito all’esito dell’incontro in Corea del Sud tra il presidente USA Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Trump ha definito i colloqui “straordinari”, annunciando un accordo annuale sulle terre rare e i minerali critici e un taglio al 10% dei dazi legati al fentanyl.

    Tuttavia, la mancanza di dettagli concreti e la retorica altalenante di Trump sulla Cina hanno spinto i mercati a mantenere un atteggiamento prudente.

    Fed taglia i tassi, BCE pronta a mantenere la rotta

    La Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base, portandoli a 3,75%-4,00%, il terzo taglio del 2025. Il presidente Jerome Powell ha però avvertito che un’ulteriore riduzione è “tutt’altro che scontata”.

    Ora l’attenzione si sposta sulla Banca Centrale Europea, che dovrebbe mantenere il tasso sui depositi al 2%, dopo che Christine Lagarde aveva dichiarato che l’istituto è “in una buona posizione”.

    Gli operatori attendono anche i dati sull’inflazione tedesca e il PIL dell’eurozona, che dovrebbero indicare una crescita debole nel terzo trimestre.

    Aggiornamenti societari: energia, auto e banche

    Tra i principali risultati trimestrali in Europa:

    • Shell (LSE:SHEL) ha registrato un utile di 5,3 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 3,6 miliardi del trimestre precedente.
    • Volkswagen (TG:VOW3) ha riportato una perdita operativa di 1,3 miliardi di euro a causa dei dazi USA e dei costi di ristrutturazione di Porsche.
    • Société Générale (EU:GLE) ha superato le attese grazie a tagli ai costi, ma non ha annunciato un nuovo buyback.
    • Stellantis (BIT:STLAM) ha visto i ricavi crescere del 13% su base annua, interrompendo una serie di sette trimestri consecutivi di calo.
    • Puma (TG:PUM) ridurrà il personale del 13% (900 posti) entro il 2026.
    • Carlsberg (LSE:0AI3) ha riportato vendite leggermente inferiori alle previsioni, ma ha confermato le stime per l’anno.

    Intanto, a Wall Street, gli investitori attendono i conti di Alphabet, Meta e Microsoft.

    Il petrolio prosegue il calo mensile

    I prezzi del petrolio sono scesi nonostante un clima commerciale più sereno. Il Brent è diminuito dello 0,9% a 63,76 dollari al barile, mentre il WTI ha perso lo 0,9% a 59,93 dollari. Entrambi i benchmark si avviano a chiudere ottobre in calo di oltre il 3%, segnando il terzo mese consecutivo di perdite.

    L’attenzione ora è rivolta al meeting OPEC+ del 2 novembre, dove il gruppo dovrebbe confermare un aumento di produzione di 137.000 barili al giorno per dicembre.

  • UniCredit ottiene l’autorizzazione della BCE per acquisire fino al 29,9% di Alpha Bank

    UniCredit ottiene l’autorizzazione della BCE per acquisire fino al 29,9% di Alpha Bank

    UniCredit (LSE:UCG) ha annunciato giovedì di aver ricevuto l’autorizzazione dalla Banca Centrale Europea (BCE) per acquisire una partecipazione diretta fino al 29,9% in Alpha Bank, rafforzando così la propria posizione strategica in Grecia.

    L’istituto di credito italiano ha inoltre comunicato di aver sottoscritto ulteriori strumenti finanziari, portando la propria posizione complessiva in Alpha Bank a circa il 29,5%. L’aumento dell’esposizione è stato completato a sconto rispetto ai prezzi di mercato attuali, con la contestuale implementazione di una copertura per mitigare i rischi legati all’operazione.

    Se UniCredit dovesse convertire integralmente tali strumenti, raggiungendo una partecipazione diretta di circa 29,5%, l’impatto sul capitale resterebbe contenuto — pari a circa 80 punti base negativi sul CET1 ratio — in linea con quanto precedentemente comunicato dalla banca.

  • Prysmian alza la guidance 2025 dopo un forte terzo trimestre trainato dalla crescita della trasmissione

    Prysmian alza la guidance 2025 dopo un forte terzo trimestre trainato dalla crescita della trasmissione

    Prysmian SpA (BIT:PRY) ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2025 dopo aver riportato risultati del terzo trimestre superiori alle attese, sostenuti dall’ottima performance delle divisioni Renewable Transmission e Power Grids.

    Il produttore italiano di cavi ha registrato ricavi trimestrali pari a 5,03 miliardi di euro, circa il 3% sopra il consenso aziendale di 4,86 miliardi. L’EBITDA rettificato si è attestato a 644 milioni di euro, superando le stime dell’1% e con un margine del 12,8%, leggermente inferiore al 13,1% previsto. La crescita organica ha raggiunto il 9,2%, contro il 7,8% stimato.

    Jefferies ha definito l’aggiornamento “solido ma con aspettative elevate,” aggiungendo che “una crescita più forte e una buona esecuzione nella Trasmissione, insieme a un contributo molto superiore alle attese nelle Soluzioni Digitali, sono stati compensati da una debolezza nell’Elettrificazione e da margini leggermente inferiori nelle Power Grids.”

    Per segmento, la Renewable Transmission ha registrato una crescita organica del 39%, ben oltre il 28% previsto, grazie all’aumento della capacità e all’esecuzione efficiente dei progetti. Le Power Grids sono cresciute del 15%, contro l’8% stimato, con una solida performance in Nord America ed Europa. L’Elettrificazione è rimasta stabile rispetto alle attese di un incremento del 3%, mentre le Soluzioni Digitali sono aumentate del 13%, superando il 9% previsto e beneficiando dell’acquisizione di Channell.

    A livello di redditività, l’EBITDA della Renewable Transmission è risultato superiore del 15% alle stime, quello delle Power Grids del 2%, mentre l’Elettrificazione è risultata inferiore dell’8%. Le Soluzioni Digitali hanno superato le previsioni del 13%, grazie alla crescita organica e al contributo delle recenti integrazioni.

    Dopo i risultati trimestrali, Prysmian ha aggiornato la guidance per il 2025 e ora prevede un EBITDA rettificato compreso tra 2,38 e 2,43 miliardi di euro, rispetto al precedente intervallo di 2,3–2,38 miliardi. Il valore mediano della nuova forchetta è in linea con il consenso di mercato a 2,41 miliardi di euro. Il free cash flow atteso è stato rivisto a 1,03–1,13 miliardi di euro, rispetto alla stima precedente di 1–1,08 miliardi.

    Jefferies ha commentato che Prysmian “probabilmente non sta ancora beneficiando dei dazi sul rame, ma ciò fa ben sperare per il 2026,” aggiungendo che la revisione al rialzo della guidance è “guidata dall’ottima performance nella Trasmissione e in Nord America.” La società di brokeraggio ha confermato la raccomandazione “buy” con un target price di 102 euro, che implica un potenziale rialzo dell’11% rispetto alla chiusura precedente di 91,70 euro. Jefferies ha inoltre previsto “lievi revisioni positive del consenso verso la parte alta della forchetta.”

    Prysmian ha segnalato un portafoglio ordini high-voltage stabile a circa 16 miliardi di euro. Nel 2024, il gruppo con sede a Milano ha registrato 17 miliardi di euro di ricavi e 1,9 miliardi di euro di EBITDA rettificato.

  • Stellantis registra la prima crescita dei ricavi dopo sette trimestri, ma gli analisti segnalano oneri in arrivo

    Stellantis registra la prima crescita dei ricavi dopo sette trimestri, ma gli analisti segnalano oneri in arrivo

    Stellantis (BIT:STLAM) ha riportato la prima crescita dei ricavi trimestrali dopo sette trimestri consecutivi di calo, segnalando i primi progressi nel piano di rilancio del CEO Antonio Filosa. Tuttavia, il titolo è sceso di oltre il 4% nelle prime contrattazioni di giovedì, dopo che gli analisti hanno richiamato l’attenzione su possibili oneri nel secondo semestre.

    Filosa, che guida il gruppo proprietario di marchi come Jeep e Fiat, sta lavorando per riposizionare l’azienda con l’obiettivo di rilanciare le vendite e ridurre i livelli elevati di scorte, in particolare nel mercato nordamericano. La società ha inoltre annunciato un piano di investimenti da 13 miliardi di dollari in quattro anni per potenziare la produzione negli Stati Uniti, una mossa vista come parte della strategia per mitigare l’impatto delle nuove politiche tariffarie del presidente Donald Trump, che dovrebbero costare a Stellantis circa 1 miliardo di euro nel 2025 — una cifra inferiore alla precedente stima compresa tra 1 e 1,5 miliardi.

    Nel trimestre conclusosi a settembre, Stellantis ha registrato ricavi netti pari a 37,2 miliardi di euro, in aumento del 13% su base annua, grazie soprattutto alla solidità dei mercati europeo e nordamericano. Il dato è stato in linea con le aspettative degli analisti, secondo Reuters. Le consegne consolidate sono salite del 13%, a 1,3 milioni di unità, spinte dal miglioramento dei livelli di inventario presso i concessionari in Nord America.

    In una nota, gli analisti di Jefferies hanno avvertito che la società intende contabilizzare prossimi oneri legati a iniziative strategiche e piani di prodotto, e “più preoccupante,” a modifiche nei calcoli delle garanzie.

    Nonostante ciò, Stellantis ha confermato la propria guidance per la seconda metà dell’anno, prevedendo ricavi e flussi di cassa in crescita, insieme a un margine operativo rettificato a bassa cifra singola. “We are also taking decisive actions to align Stellantis’ resources, programs and plans to support long-term, profitable growth,” ha dichiarato Filosa in un comunicato.

    Le azioni Stellantis, quotate a Milano, sono scese di oltre il 4% dopo la pubblicazione dei risultati.

  • Le azioni Campari balzano del 9% grazie a utili superiori alle attese sostenuti dai risparmi sui costi

    Le azioni Campari balzano del 9% grazie a utili superiori alle attese sostenuti dai risparmi sui costi

    Le azioni di Campari (BIT:CPR) sono salite di oltre il 9% giovedì dopo che il gruppo italiano degli spirits ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle previsioni, grazie ai risparmi sui costi e al miglioramento dei margini, che hanno compensato la crescita più lenta delle vendite.

    Il produttore di Aperol e Wild Turkey ha registrato una crescita organica dell’EBIT del 19,5%, quasi il doppio rispetto al consenso del 10%. Le vendite nette organiche sono aumentate del 4,4%, al di sotto delle attese del 5,3%, con ricavi trimestrali totali pari a 753 milioni di euro, contro i 775 milioni stimati dagli analisti.

    Secondo Kepler Cheuvreux, i risultati riflettono “una solida performance del margine lordo con un miglioramento organico di 180 punti base nel terzo trimestre e un calo organico del 3,8% dei costi SG&A nel trimestre.”

    Tutte le aree geografiche hanno registrato una crescita organica positiva: Asia Pacifico (+5,7%), Americhe (+4,7%) ed EMEA (+3,8%). La società ha beneficiato di costi di input più bassi — in particolare dell’agave — e di un mix di vendite favorevole trainato dal tequila Espolòn, parzialmente compensato da costi logistici più elevati. Campari ha indicato che il margine del quarto trimestre dovrebbe trarre ulteriore beneficio da venti favorevoli sui costi di approvvigionamento.

    Il gruppo ha confermato la propria guidance per il 2025, prevedendo una crescita organica moderata dei ricavi e un margine EBIT stabile, che ora include l’impatto dei dazi. Kepler Cheuvreux ha definito la nuova previsione un miglioramento, poiché l’impatto stimato dei dazi è stato ridotto a circa 15 milioni di euro.

    Il piano di efficienza sui costi procede secondo i piani, con la società che prevede un beneficio di margine di 50 punti base nel 2026 grazie alla riduzione delle spese SG&A.

    Nel segmento aperitivi, che comprende i marchi Aperol e Campari, le vendite sono rimaste stabili nel terzo trimestre e in aumento dell’1,3% nei primi nove mesi dell’anno. Le vendite di Aperol sono diminuite del 6%, penalizzate dalla debole domanda in Italia e Germania e dal rallentamento negli Stati Uniti. Al contrario, il resto del portafoglio aperitivi — che rappresenta circa il 10% del fatturato di gruppo — è cresciuto del 21%.

    Kepler Cheuvreux ha tagliato la previsione di crescita organica delle vendite nette 2025 all’1,4% dal 3,0%, ma ha aumentato la stima dell’EBIT dell’1,6%. L’EBIT rettificato per il 2025 è ora previsto a 614 milioni di euro, rispetto ai 605 milioni precedenti, mentre l’utile netto rettificato è stimato in crescita dell’1,9% a 375 milioni di euro. Le previsioni per il 2026 e il 2027 restano invariate.

    La società di brokeraggio ha ribadito la raccomandazione “buy” con un target price di 7,20 euro, che implica un potenziale rialzo del 32,4% rispetto alla chiusura di mercoledì a 5,44 euro. A tale target, Campari scambierebbe a 13,5 volte l’EV/EBITDA stimato 2026, al di sotto della media decennale di 18 volte, e a 21 volte gli utili 2026, circa il 25% in meno della media storica.

    Kepler Cheuvreux ha inoltre segnalato che il rapporto debito netto/EBITDA di Campari è migliorato a 2,9x alla fine di settembre, evidenziando i progressi nel rafforzamento della struttura finanziaria. La società prevede ulteriori benefici sui margini nei prossimi trimestri grazie alla riduzione dei costi e ai prezzi più bassi dell’agave.

  • Crédit Agricole Italia registra un utile netto in crescita del 5% a 693 milioni di euro al 30 settembre

    Crédit Agricole Italia registra un utile netto in crescita del 5% a 693 milioni di euro al 30 settembre

    Crédit Agricole Italia (BIT:1ACA) ha comunicato un utile netto consolidato di 693 milioni di euro al 30 settembre, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente, secondo quanto riportato dal gruppo bancario francese.

    I ricavi complessivi hanno superato i 2,3 miliardi di euro, sostenuti dal buon andamento dei servizi di investimento, i cui proventi da commissioni sono cresciuti del 10% su base annua. I depositi indiretti sono aumentati del 9%, mentre i prestiti netti alla clientela hanno registrato una crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2024.

    Le rettifiche su crediti sono diminuite del 13%, portando il costo del credito a “livelli ridotti” pari a 31 punti base, come indicato nel comunicato.

    Il gruppo francese opera in Italia non solo attraverso Crédit Agricole Italia, ma anche tramite attività di corporate e investment banking, credito al consumo, gestione patrimoniale e assicurazioni. Considerando l’insieme di questi settori, il gruppo ha registrato in Italia un utile netto aggregato di 1,19 miliardi di euro al 30 settembre.