Blog

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, I mercati USA potrebbero restare senza una direzione chiara dopo dati sul lavoro contrastanti

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, I mercati USA potrebbero restare senza una direzione chiara dopo dati sul lavoro contrastanti

    I future sugli indici azionari statunitensi indicano un avvio di seduta sostanzialmente piatto martedì, segnalando che Wall Street potrebbe faticare a trovare una direzione chiara dopo aver chiuso la sessione precedente leggermente in ribasso e con forti oscillazioni.

    Gli investitori restano prudenti mentre valutano una serie di dati contrastanti sul mercato del lavoro statunitense, che rendono difficile trarre conclusioni definitive sullo stato dell’economia.

    I dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro hanno mostrato che la crescita dell’occupazione a novembre ha superato le attese, sebbene il recupero sia arrivato dopo un forte calo registrato a ottobre. I nuovi posti di lavoro non agricoli sono aumentati di 64.000 unità a novembre, dopo un crollo di 105.000 a ottobre. Gli economisti si aspettavano un incremento di circa 50.000 unità.

    Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è salito al 4,6% a novembre dal 4,4% di settembre, leggermente al di sopra delle attese che indicavano un aumento al 4,5%.

    Un rapporto separato del Dipartimento del Commercio ha mostrato che le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono rimaste sostanzialmente stabili a ottobre. Le vendite complessive non hanno mostrato variazioni dopo un aumento rivisto al ribasso dello 0,1% a settembre, deludendo le previsioni di un incremento dello 0,2%.

    Al netto delle vendite di auto e componenti, tuttavia, le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,4% a ottobre, rispetto allo 0,1% del mese precedente, superando le attese di un aumento dello 0,3%.

    Lunedì, i mercati azionari avevano aperto in rialzo, ma hanno rapidamente perso slancio nelle prime fasi della seduta. I principali indici si sono allontanati dai massimi intraday e hanno trascorso gran parte della giornata vicino alla parità, per poi chiudere con lievi ribassi.

    Il Nasdaq Composite ha perso 137,76 punti, pari allo 0,6%, attestandosi a 23.057,41 punti. L’S&P 500 è sceso di 10,90 punti, o dello 0,2%, a 6.816,51, mentre il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 41,49 punti, pari allo 0,1%, chiudendo a 48.416,56.

    Il sostegno iniziale è stato alimentato da acquisti su titoli scesi sensibilmente venerdì, ma l’interesse è rapidamente svanito. Le preoccupazioni per gli elevati investimenti nell’intelligenza artificiale hanno continuato a pesare su titoli come Broadcom (NASDAQ:AVGO) e Oracle (NYSE:ORCL).

    La cautela è stata accentuata anche dall’attesa per diversi dati macroeconomici in uscita nei prossimi giorni, che potrebbero influenzare le aspettative sui tassi di interesse dopo la decisione della Federal Reserve della scorsa settimana.

    Nonostante il taglio dei tassi di un quarto di punto, ampiamente previsto, le proiezioni della Fed hanno mostrato forti divergenze tra i funzionari sul percorso futuro della politica monetaria.

    A livello settoriale, i titoli hardware hanno esteso le perdite di venerdì, trascinando l’indice NYSE Arca Computer Hardware in calo del 2,9%. Debolezza marcata anche nel comparto software, con l’indice Dow Jones U.S. Software in flessione dell’1,5%.

    In calo anche i titoli delle telecomunicazioni, del networking e dell’intermediazione finanziaria, mentre farmaceutici e healthcare hanno mostrato una relativa forza.

  • DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee mostrano un andamento contrastato

    DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee mostrano un andamento contrastato

    Le principali borse europee si sono mosse in modo contrastato nella giornata di martedì, dopo i rialzi diffusi registrati nella sessione precedente, mentre gli investitori hanno valutato nuovi dati macroeconomici e notizie societarie.

    Il CAC 40 francese avanzava di circa lo 0,1%, mentre il DAX tedesco cedeva lo 0,3%. A Londra, il FTSE 100 risultava più debole, in calo di circa lo 0,5%.

    In mattinata, i dati dell’Office for National Statistics hanno mostrato un lieve aumento del tasso di disoccupazione nel Regno Unito nei tre mesi fino a ottobre. Il tasso è salito al 5,1%, rispetto al 5,0% del periodo precedente.

    Nello stesso periodo, le retribuzioni medie escluse le componenti variabili sono cresciute del 4,6% su base annua, leggermente al di sopra delle attese degli economisti, fissate al 4,5%. A novembre, il numero di dipendenti in busta paga è diminuito di 171.000 unità, pari allo 0,6%, rispetto all’anno precedente. Su base mensile, tuttavia, l’occupazione è aumentata di 38.000 unità, raggiungendo quota 30,3 milioni.

    Sul fronte societario, le azioni Rolls-Royce (LSE:RR.) sono scese nonostante il produttore di motori abbia annunciato l’avvio di un programma di riacquisto di azioni proprie da 200 milioni di sterline a partire dal 2 gennaio 2026.

    In calo anche Centrica (LSE:CNA), dopo che il gruppo energetico britannico ha venduto a Serica Energy la quota del 15% di Spirit Energy nel giacimento di gas Cygnus per 98 milioni di sterline.

    In controtendenza, IG Group Holdings (LSE:IGG) ha registrato un forte rialzo dopo aver esteso il proprio programma di buyback e comunicato un aumento del 29% dei ricavi da trading organici nel trimestre chiuso al 30 novembre.

    Sono salite anche le azioni Holcim (TG:HLBN), dopo che il gruppo cementiero svizzero ha annunciato l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza in un’azienda peruviana di materiali da costruzione per 550 milioni di dollari.

    Avanzano infine i titoli di Ericsson (NASDAQ:ERIC), dopo che il fornitore svedese di apparecchiature per le telecomunicazioni ha firmato un accordo quadro quinquennale con stc Group per rafforzare l’infrastruttura digitale dell’Arabia Saudita.

  • Fincantieri presenta un piano quinquennale con forte crescita di ricavi e utili

    Fincantieri presenta un piano quinquennale con forte crescita di ricavi e utili

    Il gruppo cantieristico italiano Fincantieri (BIT: FCT) ha annunciato martedì di attendersi una forte accelerazione della crescita con il nuovo piano industriale quinquennale che si estende fino al 2030, prevedendo un aumento dei ricavi di circa il 40% e un quasi raddoppio dell’utile operativo nel periodo.

    La strategia, denominata “F4 Fast Forward Further Future”, è incentrata in particolare sui settori della difesa e delle attività subacquee, individuati come i principali motori di sviluppo di lungo periodo. Nell’ambito del piano, Fincantieri punta ad acquisire nuovi ordini per oltre 50 miliardi di euro (58,79 miliardi di dollari), con un contributo significativo atteso dai nuovi contratti nel comparto difesa a partire dal 2026.

    Il gruppo ha inoltre precisato che fornirà maggiori dettagli sul piano strategico nei primi mesi del 2026, quando presenterà un quadro più completo degli obiettivi finanziari e operativi.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I futures USA scendono leggermente in vista dei dati sul lavoro, mentre i mercati valutano diversi fattori

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I futures USA scendono leggermente in vista dei dati sul lavoro, mentre i mercati valutano diversi fattori

    I futures legati ai principali indici azionari statunitensi indicano un avvio prudente della settimana, mentre gli investitori attendono una serie di dati macroeconomici chiave, in particolare il rapporto sul mercato del lavoro, pubblicato con ritardo. L’attenzione è rivolta anche a possibili cambiamenti nella struttura dei mercati, dopo indiscrezioni secondo cui il Nasdaq starebbe cercando l’autorizzazione per estendere l’orario di contrattazione, mentre il gruppo immobiliare Lennar è atteso ai conti.

    Futures in calo

    I futures azionari USA hanno registrato un ribasso nelle prime ore di scambio, riflettendo la cautela degli investitori in vista di dati economici cruciali, soprattutto sull’occupazione.

    Alle 02:45 ET, i futures sul Dow Jones perdevano 185 punti (-0,4%), quelli sull’S&P 500 cedevano 47 punti (-0,7%), mentre i futures sul Nasdaq 100 scendevano di 261 punti (-1,0%).

    Il movimento segue una seduta debole a Wall Street, che ha segnato un inizio sottotono dell’ultima settimana completa di contrattazioni del 2025. I tentativi di rimbalzo di lunedì si sono rapidamente esauriti, con gli analisti che continuano a segnalare dubbi sulla sostenibilità del rally legato all’intelligenza artificiale, rafforzati dalle recenti trimestrali deludenti di gruppi esposti al tema AI come Broadcom (NASDAQ:AVGO) e Oracle (NYSE:ORCL).

    Gli operatori hanno inoltre valutato notizie secondo cui la candidatura di Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca, alla presidenza della Federal Reserve starebbe incontrando resistenze. Hassett è considerato un sostenitore della linea del presidente Donald Trump a favore di tagli rapidi e aggressivi dei tassi, ma CNBC ha riportato preoccupazioni sulla sua vicinanza alla Casa Bianca.

    Alla chiusura di lunedì, l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno registrato il calo giornaliero più marcato da oltre tre settimane.

    Attesa per i dati sull’occupazione

    L’attenzione si sposta ora sull’ondata di dati economici in uscita martedì, che potrebbe offrire indicazioni sullo stato dell’economia statunitense e influenzare le prossime decisioni della Fed.

    Il dato più atteso è il rapporto sui nonfarm payrolls di novembre del Bureau of Labor Statistics. Secondo le stime Reuters, gli economisti prevedono un aumento contenuto di 35.000 posti di lavoro. Il report includerà anche i dati di ottobre, mai pubblicati a causa del blackout informativo legato al prolungato shutdown federale.

    Sarà diffuso anche il nuovo tasso di disoccupazione. Poiché la chiusura del governo è durata 43 giorni, i dati di ottobre non sono mai stati raccolti, creando per la prima volta una lacuna nella serie storica.

    Sono attesi anche i dati sulle vendite al dettaglio e una stima preliminare dell’attività economica. Nel corso della settimana, il BLS pubblicherà anche l’indice dei prezzi al consumo di novembre, in un contesto di incertezza su quali componenti del rapporto di ottobre, annullato, saranno recuperate.

    La pubblicazione arriva dopo che la Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base la scorsa settimana, motivando la decisione con la necessità di sostenere l’occupazione in un contesto di inflazione stabile ma ancora elevata. I policymaker, tuttavia, non disponevano dei dati più recenti, rendendo le cifre di questa settimana potenzialmente decisive.

    Nasdaq punta ad ampliare l’orario di contrattazione – media

    Secondo Bloomberg News, il Nasdaq starebbe cercando l’approvazione delle autorità di regolamentazione per estendere l’orario di contrattazione fino a 23 ore al giorno durante la settimana lavorativa.

    In una richiesta presentata alla SEC lunedì, Nasdaq ha chiesto di aggiungere una sessione notturna dalle 21:00 alle 04:00 ET, oltre alle attuali sessioni pre-market, regolare e after-hours.

    La mossa riflette la forte domanda globale di azioni USA. Il mercato azionario statunitense rappresenta circa due terzi della capitalizzazione globale, mentre le partecipazioni estere in azioni USA hanno raggiunto i 17.000 miliardi di dollari lo scorso anno.

    Il Nasdaq starebbe valutando un passaggio verso contrattazioni quasi continue cinque giorni a settimana. Il presidente Tal Cohen ha dichiarato che i colloqui con i regolatori sono in corso e che l’eventuale cambiamento potrebbe entrare in vigore nella seconda metà del 2026.

    Lennar attesa ai risultati

    Il calendario delle trimestrali è relativamente leggero, con l’attenzione concentrata sui conti di Lennar Corporation (NYSE:LEN) dopo la chiusura dei mercati.

    In una nota ai clienti, gli analisti di Vital Knowledge hanno affermato che il sentiment resta “cauto”, poiché “la flessione del settore immobiliare sembra destinata a protrarsi per diversi trimestri a causa di una domanda debole e della pressione sui margini”.

    Le stime Bloomberg indicano utili rettificati di 2,24 dollari per azione su ricavi pari a 9,1 miliardi di dollari nel quarto trimestre fiscale, con nuovi ordini netti attesi a 20.288.

    Petrolio in calo sulle speranze di pace in Ucraina

    I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente sulle crescenti speranze di un accordo di pace tra Russia e Ucraina, che potrebbe portare a un allentamento delle sanzioni.

    Il Brent perdeva l’1,2% a 59,82 dollari al barile, mentre il WTI cedeva l’1,3% a 55,95 dollari.

    Funzionari USA hanno segnalato progressi preliminari, con l’Ucraina disposta a rinunciare all’adesione alla NATO e Washington pronta a offrire garanzie di sicurezza. Restano però irrisolte le questioni sulle concessioni territoriali.

    Un accordo potrebbe portare alla revoca delle sanzioni sul petrolio russo, aggiungendo offerta a un mercato già ben rifornito.

  • DAX, CAC, FTSE100, Borse europee in lieve calo mentre l’attenzione si sposta sulle banche centrali e sui dati USA sul lavoro

    DAX, CAC, FTSE100, Borse europee in lieve calo mentre l’attenzione si sposta sulle banche centrali e sui dati USA sul lavoro

    I mercati azionari europei hanno aperto in moderato ribasso martedì, seguendo la debolezza registrata a Wall Street durante la notte, anche se le perdite sono rimaste contenute in vista di una settimana ricca di decisioni di politica monetaria.

    Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco cedeva lo 0,6%, il CAC 40 francese lo 0,2% e il FTSE 100 britannico lo 0,1%.

    Banche centrali sotto i riflettori

    Il sentiment è stato appesantito dal calo delle azioni statunitensi, in particolare del comparto tecnologico, che ha continuato a perdere terreno nelle contrattazioni notturne. La debolezza si è riflessa anche sui mercati asiatici, dopo le vendite innescate la scorsa settimana da previsioni deludenti e piani di spesa elevati annunciati da Broadcom (NASDAQ:AVGO) e Oracle (NYSE:ORCL).

    Nonostante ciò, in Europa l’attenzione degli investitori resta concentrata sulle prossime decisioni delle banche centrali, in un momento in cui l’anno si avvia alla conclusione. La Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere i tassi invariati al 2% giovedì, con i dati più recenti che indicano una graduale ripresa dell’economia dell’area euro.

    Anche la Riksbank svedese e la Norges Bank norvegese terranno questa settimana le ultime riunioni di politica monetaria del 2025. Nel Regno Unito, l’esito della riunione della Bank of England appare più incerto, ma i mercati si attendono comunque un ulteriore taglio dei tassi.

    Dati sul lavoro USA al centro dell’attenzione

    Nel corso della seduta sono attesi i dati di dicembre sull’attività economica in Europa. Nel Regno Unito, intanto, il tasso di disoccupazione è salito al 5,1% nei tre mesi fino a ottobre, il livello più alto dal periodo post-pandemico.

    A livello globale, i riflettori sono puntati sul rapporto sui nonfarm payrolls statunitensi di novembre, pubblicato in ritardo. Il dato arriva dopo che la Federal Reserve ha tagliato i tassi la scorsa settimana e ha lasciato intendere un’ulteriore fase di allentamento nel 2026. Secondo un sondaggio Dow Jones, gli economisti prevedono un aumento di circa 50.000 posti di lavoro, in forte calo rispetto ai 119.000 di settembre.

    Notizie societarie

    Sul fronte societario, TotalEnergies (EU:TTE) ha annunciato la firma di un accordo ventennale per la fornitura di energia con Google, controllata di Alphabet, impegnandosi a fornire 1 terawattora di elettricità rinnovabile per alimentare i data center del gruppo in Malesia.

    Rolls-Royce (LSE:RR.) ha dichiarato di voler avviare un programma di riacquisto di azioni proprie da 200 milioni di sterline a partire da gennaio, dopo aver completato a novembre 2025 un buyback da 1 miliardo di sterline.

    Petrolio in calo sulle speranze di pace in Ucraina

    I prezzi del petrolio sono scesi, sostenuti dalle crescenti aspettative di progressi nei negoziati di pace tra Russia e Ucraina, che potrebbero portare a un allentamento delle sanzioni.

    I futures sul Brent sono scesi dello 0,8% a 60,04 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha perso lo 0,9% a 58,18 dollari.

    Funzionari statunitensi hanno segnalato alcuni passi avanti nei colloqui, con Kiev disposta a rinunciare alle aspirazioni di adesione alla NATO, uno dei principali punti di frizione con la Russia, mentre Washington avrebbe offerto garanzie di sicurezza all’Ucraina. Restano però irrisolte le questioni legate alle concessioni territoriali.

    Un eventuale accordo di pace potrebbe portare alla rimozione delle sanzioni statunitensi sul petrolio russo, aggiungendo ulteriore offerta a un mercato già ben fornito.

  • Stellantis evita un richiamo dopo la chiusura dell’indagine delle autorità statunitensi

    Stellantis evita un richiamo dopo la chiusura dell’indagine delle autorità statunitensi

    Stellantis (BIT:STLA) non dovrà procedere a un richiamo dei veicoli dopo che le autorità statunitensi per la sicurezza stradale hanno chiuso un’indagine su possibili difetti delle boccole del cavo del cambio che interessavano quasi 300.000 unità.

    La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha comunicato martedì di aver concluso l’inchiesta avviata a luglio, in seguito a segnalazioni dei consumatori relative a malfunzionamenti delle boccole del cavo del selettore del cambio su alcuni modelli del gruppo automobilistico controllato da Chrysler.

    Dopo aver esaminato complessivamente 298.439 veicoli, l’autorità ha stabilito che il problema non giustifica l’avvio di un richiamo obbligatorio, chiudendo così il procedimento senza ulteriori interventi.

  • UniCredit al centro dell’attenzione dopo gli upgrade degli analisti, resta lo scetticismo su Commerzbank

    UniCredit al centro dell’attenzione dopo gli upgrade degli analisti, resta lo scetticismo su Commerzbank

    UniCredit (BIT:UCG) è sotto i riflettori nelle prime fasi di contrattazione sul FTSE MIB, dopo una serie di aggiornamenti positivi da parte degli analisti.

    Gli esperti di KBW hanno migliorato il giudizio sulla banca milanese portandolo a outperform da market perform e hanno aumentato il prezzo obiettivo a 76,88 euro dai precedenti 73,79 euro. Il confronto è con un titolo che questa mattina tratta intorno ai 70 euro, in rialzo di circa l’1,5%.

    Anche Keefe, Bruyette & Woods (KBW) ha adottato la stessa linea, alzando la raccomandazione a outperform e incrementando il target price a 76,88 euro per azione da 73,79 euro. Nonostante questi upgrade, il consenso medio degli analisti continua a collocare il prezzo obiettivo di UniCredit in un intervallo compreso tra 72 e 73 euro.

    Sul fronte societario, UniCredit ha comunicato che tra l’8 e il 12 dicembre ha acquistato complessivamente 1.212.180 azioni proprie a un prezzo medio ponderato di 66,108 euro, nell’ambito della seconda tranche del programma di riacquisto residuale di azioni proprie 2024. Alla data del 12 dicembre, gli acquisti complessivi dall’avvio della seconda tranche ammontavano a 13.888.064 azioni, pari allo 0,89% del capitale sociale, per un controvalore totale di 885,8 milioni di euro, ossia il 49,92% dell’importo complessivo della tranche.

    A seguito di tali operazioni, UniCredit detiene ora complessivamente 41.393.229 azioni proprie, pari al 2,66% del capitale.

    Intanto, in Germania resta forte l’opposizione a un’eventuale operazione su Commerzbank. In un’intervista al quotidiano Die Welt, l’amministratrice delegata Bettina Orlopp ha nuovamente ridimensionato l’ipotesi di un’acquisizione da parte di UniCredit, affermando che l’ingresso della banca italiana nel capitale del quarto istituto tedesco — attualmente al 26%, con la possibilità di salire fino al 29,9% — “non equivale a un destino già scritto”.

    Orlopp ha aggiunto che le potenziali sinergie sarebbero in gran parte teoriche e compensate da forti sovrapposizioni operative e da “elevati rischi di esecuzione”. La manager ha inoltre respinto l’idea di uno scontro personale con l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, descrivendo UniCredit come “un investitore significativo e, in quanto tale, coinvolto in confronti periodici. Ma si tratta di normali incontri con gli azionisti, senza informazioni privilegiate o negoziazioni riservate”.

    Nel caso arrivasse un’offerta formale, ha precisato Orlopp, il consiglio di amministrazione la valuterebbe. Fino ad allora, ha concluso, “la palla è nel campo di UniCredit”.

  • Michelin avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per Alfa Gomma

    Michelin avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per Alfa Gomma

    Il produttore francese di pneumatici Michelin (EU: ML) avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per acquisire il gruppo industriale italiano Alfa Gomma, secondo quanto riportato dal quotidiano Corriere della Sera.

    Nel frattempo, i commissari nominati dal Tribunale di Milano avrebbero scelto Lazard come advisor finanziario per gestire il processo di vendita di Alfa Gomma, riferisce il giornale.

  • L’attività economica dell’Eurozona estende la fase di crescita, ma rallenta a dicembre

    L’attività economica dell’Eurozona estende la fase di crescita, ma rallenta a dicembre

    L’attività economica dell’Eurozona ha continuato a espandersi a dicembre, segnando un intero anno di crescita per la prima volta dalla pandemia di COVID-19, secondo i dati dell’HCOB Flash PMI pubblicati martedì. Tuttavia, lo slancio si è indebolito verso la fine dell’anno, indicando un contesto economico più fragile.

    L’indice HCOB Flash PMI Composite Output dell’Eurozona è sceso a 51,9 a dicembre, rispetto a 52,8 di novembre. Pur restando sopra la soglia di 50 che separa espansione e contrazione, il dato segnala un rallentamento dell’attività complessiva.

    Il settore dei servizi ha continuato a sostenere la crescita, con l’indice PMI sceso a 52,6 da 53,6, il livello più basso degli ultimi tre mesi ma ancora coerente con una solida espansione. Il comparto manifatturiero ha invece mostrato un peggioramento, con l’indice di produzione in calo a 49,7 da 50,4, interrompendo una sequenza di nove mesi di crescita e tornando in territorio di contrazione.

    A livello nazionale, la Germania ha registrato un rallentamento della crescita della produzione ai minimi degli ultimi quattro mesi, mentre la Francia è andata vicino alla stagnazione con un’espansione solo marginale. Le altre economie dell’Eurozona hanno continuato a crescere, seppur a un ritmo inferiore rispetto a novembre.

    Le condizioni della domanda si sono indebolite. I nuovi ordini sono aumentati per il quinto mese consecutivo, ma a un ritmo più moderato, mentre i nuovi ordini all’esportazione hanno registrato il calo più marcato da marzo. La flessione è stata guidata dal settore manifatturiero, anche se anche i servizi hanno risentito di una domanda estera più debole.

    L’occupazione nell’Eurozona è cresciuta per il terzo mese consecutivo, con un ritmo leggermente superiore rispetto a novembre. La Germania ha registrato una lieve riduzione dell’occupazione, mentre la Francia ha mostrato un aumento marginale e il resto dell’area una crescita moderata.

    Le pressioni inflazionistiche sono aumentate nel corso del mese. I costi degli input sono saliti al ritmo più rapido degli ultimi nove mesi, mentre l’inflazione dei prezzi di vendita è rimasta contenuta ma in leggero aumento rispetto a novembre. Nonostante l’accelerazione mensile, le medie annuali dei costi e dei prezzi di output sono state le più basse dal 2020.

    Il clima di fiducia delle imprese si è deteriorato, con l’ottimismo complessivo sceso ai minimi degli ultimi sette mesi. La fiducia dei fornitori di servizi è diminuita in modo significativo, soprattutto in Germania, dove ha toccato il livello più basso degli ultimi due anni e mezzo. Al contrario, l’ottimismo nel settore manifatturiero è migliorato, raggiungendo il livello più alto da febbraio 2022.

    “La crescita economica ha rallentato alla fine dell’anno a causa di una lieve contrazione del settore manifatturiero e di un indebolimento dello slancio nel settore dei servizi”, ha dichiarato Cyrus de la Rubia, Chief Economist di Hamburg Commercial Bank. “Nel complesso, la traiettoria verso il nuovo anno appare piuttosto instabile”.

    De la Rubia ha aggiunto che l’inflazione nel settore dei servizi ha raggiunto il livello più alto degli ultimi nove mesi, un elemento che probabilmente ha rafforzato la decisione della Banca Centrale Europea di mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione del 18 dicembre.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA indicano un rimbalzo iniziale dopo il sell-off di venerdì

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA indicano un rimbalzo iniziale dopo il sell-off di venerdì

    I future legati ai principali indici azionari statunitensi segnalavano un’apertura in rialzo lunedì, suggerendo un possibile rimbalzo iniziale di Wall Street dopo le forti perdite registrate alla fine della scorsa settimana.

    Alcuni investitori sembrano pronti a tornare sul mercato dopo il calo di venerdì, innescato soprattutto da una marcata vendita di titoli tecnologici. Tuttavia, l’attività complessiva potrebbe rimanere contenuta, in attesa di una serie di dati macroeconomici statunitensi di rilievo previsti nei prossimi giorni.

    Tra i principali appuntamenti figurano il rapporto sull’occupazione di novembre e i dati sulle vendite al dettaglio di ottobre, entrambi in uscita martedì, seguiti giovedì dai dati sull’inflazione dei prezzi al consumo di novembre. Queste pubblicazioni potrebbero influenzare le aspettative sul percorso futuro dei tassi di interesse dopo la decisione di politica monetaria della Federal Reserve della scorsa settimana.

    Sebbene la Fed abbia tagliato i tassi di 25 punti base, come ampiamente previsto, le nuove proiezioni hanno evidenziato divergenze significative tra i responsabili politici sull’entità di ulteriori riduzioni.

    Dopo una seduta mista giovedì, i mercati azionari hanno subito un netto ribasso venerdì. Tutti i principali indici hanno chiuso in territorio negativo, con il Nasdaq, a forte componente tecnologica, che ha registrato le perdite più marcate.

    A fine seduta, il Nasdaq ha ceduto 398,69 punti, pari all’1,7%, scendendo a 23.195,17, mentre l’S&P 500 ha perso 73,59 punti, ovvero l’1,1%, a 6.827,41. Il Dow Jones Industrial Average ha mostrato una maggiore tenuta, arretrando di 245,96 punti, pari allo 0,5%, a 48.458,05, dopo aver toccato un nuovo massimo intraday nelle prime fasi della seduta.

    Il bilancio settimanale è stato contrastato: il Dow ha guadagnato l’1,1%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,6% e il Nasdaq è sceso dell’1,6%.

    La debolezza di venerdì si è concentrata soprattutto sui titoli tecnologici, come dimostrato dal forte calo del Nasdaq. Broadcom (AVGO) è stata tra i principali responsabili della flessione, crollando di oltre l’11% nonostante risultati del quarto trimestre fiscale superiori alle attese e una guidance positiva per il trimestre in corso.

    Anche altri grandi nomi del settore tecnologico hanno registrato forti ribassi, tra cui Micron Technology (NASDAQ:MU), Oracle (NYSE:ORCL), Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) e Nvidia (NASDAQ:NVDA), riflettendo una continua rotazione fuori dai titoli tech.

    Il sentiment potrebbe essere stato ulteriormente appesantito dalle dichiarazioni del presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, che ha spiegato la sua decisione di votare contro l’ultimo taglio dei tassi. In un intervento pubblicato sul sito della Fed di Chicago, Goolsbee ha affermato di essere preoccupato per “un’eccessiva anticipazione dei tagli dei tassi e per il fatto di dare per scontato che l’inflazione sia transitoria”.

    “Sebbene abbia votato a favore di una riduzione dei tassi nelle riunioni di settembre e ottobre, ritengo che avremmo dovuto attendere più dati, in particolare sull’inflazione, prima di ridurre ulteriormente i tassi”, ha dichiarato.

    I titoli del comparto hardware informatico sono stati tra i peggiori della seduta, trascinando l’indice NYSE Arca Computer Hardware a un crollo del 5,2%. Anche i titoli dei semiconduttori e delle reti hanno subito forti vendite, contribuendo al netto calo del Nasdaq.

    Al di fuori del settore tecnologico, si sono registrate debolezze anche nei servizi petroliferi, nelle società di intermediazione e nel comparto siderurgico, mentre il settore farmaceutico ha mostrato alcune sacche di relativa forza.