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  • Le Borse europee restano caute mentre i solidi risultati societari compensano le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee restano caute mentre i solidi risultati societari compensano le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali Borse europee hanno registrato movimenti contenuti giovedì, con una nuova ondata di risultati societari superiori alle attese, guidata dalla forte performance di Shell (LSE:SHEL), che ha compensato le incertezze sulla politica monetaria statunitense e il riaccendersi delle tensioni militari tra Stati Uniti e Iran.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 si è mantenuto vicino alla parità nelle prime contrattazioni. Il DAX tedesco ha ceduto lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,6%, sostenuto dai risultati positivi di numerose società europee di primo piano.

    Shell sostiene i mercati

    Shell ha fornito uno dei principali contributi al rialzo dei listini europei dopo aver più che raddoppiato l’utile adjusted del secondo trimestre a 9,8 miliardi di dollari, superando nettamente le aspettative grazie alla solida performance operativa e ai risultati delle attività di trading.

    Nonostante la stagione delle trimestrali favorevole, il sentiment degli investitori è rimasto prudente dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse, senza però fornire indicazioni chiare sulle prossime mosse di politica monetaria.

    Sebbene il presidente della Fed Kevin Warsh abbia ribadito l’impegno della banca centrale nel contenere l’inflazione persistente, le sue dichiarazioni hanno lasciato gli operatori incerti sulla possibilità di ulteriori rialzi dei tassi o di un loro mantenimento su livelli elevati più a lungo.

    Le tensioni geopolitiche restano sotto osservazione

    A influenzare il clima di mercato hanno contribuito anche i nuovi attacchi militari statunitensi in Iran, che hanno aggravato un conflitto in corso da cinque mesi e mantenuto alta l’attenzione sui mercati energetici mondiali.

    Gli investitori europei erano inoltre concentrati sulla decisione della Banca d’Inghilterra sui tassi di interesse e sulla pubblicazione di importanti dati macroeconomici, tra cui il PIL del secondo trimestre dell’Eurozona, gli indici di fiducia di luglio e le stime preliminari dell’inflazione tedesca.

    Il comparto tecnologico resta selettivo

    I titoli tecnologici hanno mostrato un andamento prudente dopo una serie di risultati contrastanti pubblicati dai principali gruppi del settore negli Stati Uniti e in Asia.

    Le trimestrali di Samsung (USOTC:SSNHZ) e Microsoft (NASDAQ:MSFT) hanno contribuito ad attenuare le preoccupazioni sulle elevate valutazioni dell’intelligenza artificiale e sugli ingenti investimenti necessari. Al contrario, Meta Platforms (NASDAQ:META) ha alimentato nuove cautele dopo aver comunicato un calo del 91% del free cash flow trimestrale, evidenziando i consistenti investimenti richiesti per sviluppare l’infrastruttura AI.

    Finanziari e industriali sostengono gli indici

    Anche al di fuori del comparto energetico, l’intenso calendario delle trimestrali ha continuato a sostenere i mercati europei.

    Societe Generale (EU:GLE) è salita del 2% dopo aver registrato un utile trimestrale record, mentre la spagnola BBVA (TG:BBVA) ha guadagnato il 2,6% grazie all’aumento dell’utile del secondo trimestre. Anche Amundi (EU:AMUN) ha superato le attese sugli utili operativi.

    Airbus (EU:AIR) è rimasta sostanzialmente invariata dopo aver confermato gli obiettivi annuali di consegna degli aeromobili. Schneider Electric (EU:SU) ha guadagnato il 7,3% dopo aver migliorato la guidance annuale grazie alla forte domanda di infrastrutture energetiche, mentre ArcelorMittal (EU:MT) ha riportato risultati superiori alle attese.

    Capgemini (EU:CAP) ha perso lo 0,6% nonostante abbia rivisto al rialzo le previsioni di crescita dei ricavi, mentre Sanofi (EU:SAN) ha aumentato le stime sulle vendite per l’intero esercizio.

    Andamento contrastato per il settore automobilistico

    Il comparto automobilistico ha mostrato performance divergenti.

    Renault (EU:RNO) ha ceduto il 2,9% pur tornando all’utile grazie alla forte domanda di veicoli elettrici, mentre BMW (TG:BMW) è rimasta pressoché invariata dopo aver riportato un calo dell’utile nel secondo trimestre.

  • Prysmian migliora la guidance per il 2026 dopo un secondo trimestre superiore alle attese

    Prysmian migliora la guidance per il 2026 dopo un secondo trimestre superiore alle attese

    Prysmian SpA (BIT:PRY) ha pubblicato risultati del secondo trimestre 2026 migliori delle aspettative del mercato e ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero esercizio grazie alla solida crescita registrata nei principali segmenti di attività.

    Nel trimestre il gruppo ha realizzato ricavi pari a 6,02 miliardi di euro, circa il 7% superiori al consenso della società pari a 5,60 miliardi di euro. La crescita organica dei ricavi si è attestata al 9,4%, superando le aspettative dell’8,1%, sostenuta dalla forte domanda nelle attività legate all’elettrificazione e alla trasmissione di energia.

    La crescita è trainata dalle attività Power e Renewable

    Le divisioni Power Grids e Renewable Transmission hanno registrato una crescita a doppia cifra, contribuendo in modo determinante alla performance del trimestre.

    L’EBITDA adjusted è salito a 730 milioni di euro, leggermente superiore al consenso della società di 721 milioni di euro. Il margine EBITDA adjusted, pari al 12,1%, è però risultato inferiore al 12,9% atteso, risentendo dell’aumento dei costi dei metalli in alcune attività.

    Power Grids ha registrato una crescita organica del 13%, superiore alle aspettative del 10,8%, mentre Renewable Transmission ha riportato una crescita organica del 14%.

    La divisione Electrification ha conseguito una crescita organica del 5,5%, oltre il consenso del 3,4%, sostenuta soprattutto dalla domanda dei data center nordamericani nel segmento Industrial & Construction. Digital Solutions ha registrato una crescita organica del 18%, in linea con le attese del mercato.

    Rivista al rialzo la guidance per il 2026

    Alla luce della performance del primo semestre, Prysmian ha aumentato la guidance sull’EBITDA adjusted per il 2026 a un intervallo compreso tra 2,8 e 2,9 miliardi di euro. Il punto medio della nuova previsione, pari a 2,85 miliardi di euro, è leggermente superiore al consenso di mercato di 2,845 miliardi di euro.

    La società ha inoltre migliorato in modo significativo la guidance sul free cash flow, portandola a un intervallo tra 1,65 e 1,75 miliardi di euro. Il punto medio di 1,70 miliardi rappresenta un incremento di circa il 27% rispetto al consenso precedente di 1,337 miliardi di euro.

    Margini contrastati ma attesa una maggiore generazione di cassa

    L’andamento della redditività è stato differenziato tra le varie divisioni del gruppo.

    Renewable Transmission ha continuato a migliorare, con un margine salito al 20,3%. Al contrario, il margine di Power Grids si è attestato all’11,2%, mostrando un miglioramento più contenuto del previsto a causa dell’impatto dei premi sui metalli.

    Il margine della divisione Electrification è rimasto limitato all’8,7%, penalizzato dall’inflazione dei metalli e dalla debolezza della domanda nel business Specialties.

    Negli ultimi dodici mesi Prysmian ha generato un free cash flow di 978 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Il debito netto è salito a 4,08 miliardi di euro, al di sopra del consenso della società pari a 3,81 miliardi di euro.

    Il management ha indicato che la nuova guidance riflette l’attesa di una più forte generazione di cassa nella seconda metà del 2026, sostenuta anche dagli anticipi ricevuti sugli ordini della divisione Transmission.

  • Stellantis torna all’utile nel secondo trimestre mentre il piano FaSTLAne continua ad avanzare

    Stellantis torna all’utile nel secondo trimestre mentre il piano FaSTLAne continua ad avanzare

    Stellantis (BIT:STLAM) è tornata in utile nel secondo trimestre del 2026, sostenuta dal rafforzamento delle vendite nel mercato nordamericano e dai progressi del piano strategico FaSTLAne.

    La società ha registrato un utile netto di 293 milioni di euro nei tre mesi conclusi il 30 giugno, rispetto alla perdita netta di 1,87 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando un netto miglioramento della performance operativa.

    Crescono ricavi e consegne di veicoli

    Nel secondo trimestre i ricavi netti sono aumentati del 13% su base annua, raggiungendo 43,48 miliardi di euro, grazie soprattutto a un incremento del 6% delle vendite in Nord America, il principale mercato del gruppo.

    Anche le consegne di veicoli hanno mostrato una solida crescita, salendo del 10% a 1,59 milioni di unità, sostenute dal recupero dei volumi di diversi marchi strategici.

    Nei primi sei mesi del 2026 Stellantis ha riportato un utile netto di 670 milioni di euro, superando le previsioni di Bloomberg pari a 555,2 milioni di euro.

    Il piano FaSTLAne procede secondo i programmi

    Il miglioramento dei risultati conferma i progressi del piano di rilancio FaSTLAne, la strategia quinquennale da 60 miliardi di euro con cui Stellantis punta a rafforzare quattro dei suoi marchi principali: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat.

    L’iniziativa, guidata dal nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, mira ad aumentare la redditività, migliorare la competitività dei prodotti e sostenere una crescita duratura.

    La società ha confermato che l’attuazione del piano procede secondo le tempistiche previste e ha ribadito la guidance finanziaria per il 2026.

    Confermate le previsioni per il 2026

    Pur mantenendo invariate le prospettive per l’intero esercizio, Stellantis ha aggiornato le stime relative all’impatto dei dazi.

    L’azienda prevede ora un effetto negativo netto compreso tra 1,0 e 1,2 miliardi di euro nel 2026 a causa delle tariffe commerciali, riflettendo l’evoluzione dello scenario internazionale.

    Nonostante queste pressioni aggiuntive, il management ritiene che il piano di ristrutturazione continuerà a sostenere il recupero della redditività nei prossimi trimestri.

  • Pirelli Delivers Second-Quarter Results in Line with Expectations and Maintains 2026 Guidance

    Pirelli Delivers Second-Quarter Results in Line with Expectations and Maintains 2026 Guidance

    Pirelli & C SpA (BIT:PIRC) reported second-quarter 2026 results broadly in line with market expectations, with revenue and operating profit both slightly ahead of analyst forecasts. The Italian tire manufacturer also reaffirmed its full-year guidance while updating several assumptions underpinning its outlook.

    Revenue for the quarter came in around 1% above market consensus, while operating profit also exceeded analyst estimates by approximately 1%.

    Outlook Updated as Currency Offsets Volume Pressure

    Although Pirelli left its full-year guidance unchanged, the company revised its revenue assumptions to reflect changing market conditions.

    Management now expects foreign exchange movements to contribute a positive 1% impact during 2026, offsetting an anticipated 1% drag from lower sales volumes.

    The company also warned that raw material costs will become less favourable in the second half of the year. After providing a €30 million benefit during the first six months, raw material prices are now expected to create a €70 million headwind in the second half, with the impact beginning in the third quarter.

    U.S. Demand and Pricing Expected to Support Growth

    Pirelli expects stronger sales volumes in the United States during the second half of 2026, supported by easier year-over-year comparisons and existing customer orders that provide visibility for the next three to four months.

    The company also expects pricing and product mix to improve following price increases introduced during May and June.

    Organic growth is forecast at approximately 4% in the second half, made up of around 3% from pricing and product mix improvements and about 1% from higher volumes. That compares with organic growth of 2.5% in the first half and 1.4% in the second quarter.

    Efficiency Measures Continue to Deliver Savings

    Pirelli’s cost-efficiency programme generated savings of €81 million during the first half and is expected to contribute a further €69 million in the second half, bringing total savings for 2026 to around €150 million.

    Management also expects an additional €20 million to €30 million in benefits from other mitigation initiatives designed to offset inflationary and cost pressures.

    Financial Outlook

    The company expects financial expenses for 2026 to total between €190 million and €200 million, with the second half likely to be affected by higher costs related to hyperinflation accounting.

    Pirelli also forecasts an effective tax rate of between 32% and 34% for the full year.

  • FinecoBank supera le attese nel secondo trimestre grazie alla crescita del margine di interesse

    FinecoBank supera le attese nel secondo trimestre grazie alla crescita del margine di interesse

    FinecoBank S.p.A. (BIT:FBK) ha pubblicato risultati del secondo trimestre 2026 superiori alle aspettative del mercato, con un aumento del margine di interesse che ha sostenuto la redditività oltre le stime degli analisti.

    L’utile netto del trimestre si è attestato a 181 milioni di euro, superando di circa il 6% il consenso di mercato, grazie alla continua crescita delle principali attività bancarie.

    Il margine di interesse sostiene la redditività

    Nel secondo trimestre il margine di interesse è salito a 176 milioni di euro, in aumento dell’8% rispetto al trimestre precedente e del 14% su base annua. Anche i depositi hanno continuato a crescere, registrando un incremento dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025.

    Il dato è risultato superiore di circa il 3% rispetto alle previsioni degli analisti, rappresentando il principale fattore alla base della performance migliore delle attese.

    Le commissioni nette hanno raggiunto 162 milioni di euro, circa il 2% oltre le stime di mercato, mentre le commissioni derivanti dall’attività di investimento hanno anch’esse superato le previsioni del 2%. I costi operativi sono rimasti sostanzialmente in linea con le aspettative, consentendo all’utile prima degli accantonamenti di attestarsi circa il 5% sopra il consenso.

    Solida posizione patrimoniale

    FinecoBank ha mantenuto una posizione patrimoniale robusta, nonostante un lieve calo di alcuni indicatori regolamentari nel corso del trimestre.

    Il leverage ratio è sceso al 5,0%, mentre il coefficiente CET1 si è ridotto di circa 10 punti base, attestandosi al 23,2%.

    Raccolta netta ancora sostenuta a luglio

    A luglio la banca ha registrato una raccolta netta complessiva di 1,7 miliardi di euro, in crescita del 40% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

    La raccolta netta nelle masse in custodia ha raggiunto 1,7 miliardi di euro, rispetto ai 0,3 miliardi registrati a luglio 2025. Le masse gestite hanno segnato afflussi netti per 0,4 miliardi di euro, mentre i depositi hanno evidenziato deflussi netti per 0,3 miliardi, a fronte di afflussi per 0,4 miliardi nello stesso periodo del 2025.

    I ricavi da brokerage nel mese di luglio sono stati pari a 23 milioni di euro, con un aumento del 20% su base annua, sostenuti dalla vivace attività di negoziazione della clientela.

    Migliora l’outlook per il 2026

    FinecoBank ha indicato un miglioramento delle prospettive per il 2026, sostenuto dal rafforzamento dell’andamento operativo.

    La banca prevede ora di sostenere costi pari a 15 milioni di euro per iniziative di crescita nel 2026, rispetto alla precedente stima di 10 milioni di euro. Allo stesso tempo, il management si attende un rallentamento del ritmo di crescita dei costi operativi nei prossimi periodi.

  • I future di Wall Street restano stabili in attesa della decisione della Federal Reserve: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future di Wall Street restano stabili in attesa della decisione della Federal Reserve: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sui principali indici statunitensi hanno indicato un’apertura pressoché invariata mercoledì, mentre gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve.

    Il mercato continua ad aspettarsi che la banca centrale lasci invariati i tassi d’interesse, anche se permane una certa possibilità di un inatteso rialzo di 25 punti base.

    Secondo il FedWatch Tool del CME Group, il mercato attribuisce una probabilità del 64,2% al mantenimento dei tassi invariati e del 35,8% a un aumento di un quarto di punto percentuale.

    L’attenzione sarà rivolta anche al comunicato della banca centrale, anche se le dichiarazioni più sintetiche introdotte dal presidente della Fed Kevin Warsh potrebbero offrire meno indicazioni sull’evoluzione futura della politica monetaria.

    Attesi anche i conti dei colossi tecnologici

    Gli operatori attendono inoltre i risultati trimestrali di Meta Platforms (NASDAQ:META) e Microsoft (NASDAQ:MSFT), previsti dopo la chiusura dei mercati statunitensi.

    I risultati delle due società potrebbero influenzare l’intero comparto tecnologico, mentre continuano i dubbi sulle valutazioni elevate e sul ritmo degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Seduta contrastata a Wall Street

    Martedì i mercati statunitensi hanno chiuso con un andamento misto dopo una nuova giornata caratterizzata da elevata volatilità.

    Il Dow Jones Industrial Average ha registrato il terzo rialzo consecutivo, guadagnando 537,24 punti, pari all’1,0%, fino a 52.747,32 punti.

    L’S&P 500 è salito di 15,60 punti, pari allo 0,2%, chiudendo a 7.428,78, mentre il Nasdaq Composite ha perso 55,17 punti, pari allo 0,2%, terminando la seduta a 24.876,91.

    I risultati societari sostengono il Dow

    Il Dow ha beneficiato soprattutto del balzo dell’8,3% di Sherwin-Williams (NYSE:SHW), dopo risultati del secondo trimestre superiori alle attese e il miglioramento delle previsioni per l’intero esercizio.

    Anche Coca-Cola (NYSE:KO) ha guadagnato il 5% dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative e aver rivisto al rialzo la guidance annuale.

    I semiconduttori continuano a perdere terreno

    Il comparto tecnologico è rimasto sotto pressione, limitando i progressi del mercato.

    L’indice Philadelphia Semiconductor ha ceduto il 4,5%, registrando la quarta seduta consecutiva in ribasso e il livello di chiusura più basso degli ultimi due mesi.

    Anche il settore dell’hardware informatico ha mostrato debolezza, con il NYSE Arca Computer Hardware Index in calo del 2,5%.

    Le società di servizi petroliferi hanno inoltre risentito del continuo ribasso delle quotazioni del greggio.

    I settori difensivi guidano i rialzi

    I titoli farmaceutici sono stati tra i migliori del mercato, spingendo il NYSE Arca Pharmaceutical Index a un nuovo massimo storico con un rialzo del 2,3%.

    Anche i comparti delle telecomunicazioni, delle compagnie aeree e dell’edilizia residenziale hanno chiuso in positivo, contribuendo a compensare la debolezza del settore tecnologico.

  • Le Borse europee si muovono con cautela mentre aumentano le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee si muovono con cautela mentre aumentano le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali Borse europee hanno registrato un andamento contrastato mercoledì dopo gli attacchi congiunti condotti da Stati Uniti e Arabia Saudita in Iraq, che hanno alimentato i timori di un possibile prolungamento del conflitto in Medio Oriente.

    Gli investitori hanno inoltre mantenuto un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei risultati delle principali società tecnologiche statunitensi e della decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse, attese nel corso della giornata.

    Il CAC 40 francese ha ceduto lo 0,8%, mentre il DAX tedesco e il FTSE 100 britannico hanno entrambi registrato un rialzo dello 0,1%.

    I risultati societari guidano l’andamento dei titoli

    Le azioni di Logitech International hanno perso il 7,2% dopo che il produttore svizzero di periferiche informatiche ha avvertito che la temporanea chiusura di uno stabilimento di un fornitore potrebbe ridurre le vendite del terzo trimestre fino a 200 milioni di dollari.

    Il gestore patrimoniale UBS (NYSE:UBS) ha guadagnato il 3,3% dopo aver pubblicato solidi risultati del secondo trimestre e annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 3 miliardi di dollari nel prossimo anno.

    Rio Tinto (LSE:RIO) è salito dell’1,3% dopo aver registrato un aumento del 47% dell’utile del primo semestre.

    Glencore (LSE:GLEN) ha avanzato del 2,8% grazie al raddoppio degli utili della divisione di trading delle materie prime nel primo semestre.

    I risultati sostengono i titoli dei consumi e del settore bancario

    Greggs (LSE:GRG) è balzata del 12% dopo aver comunicato una crescita del 19,7% dell’utile ante imposte del primo semestre 2026, superiore alle attese.

    Reckitt Benckiser (LSE:RKT), produttore di Dettol, ha guadagnato il 5,3% dopo aver registrato quello che ha definito “un forte secondo trimestre” e aver confermato le previsioni per l’intero esercizio.

    Standard Chartered (LSE:STAN) è salita del 3,7% dopo aver annunciato un aumento dell’utile trimestrale e un programma di riacquisto di azioni da 1 miliardo di dollari.

    Andamento contrastato nell’Europa continentale

    Il gruppo francese degli alcolici Remy Cointreau (EU:RCO) ha perso il 3,6% nonostante vendite del primo trimestre superiori alle aspettative e la conferma degli obiettivi annuali.

    Danone (EU:BN) ha ceduto il 4,5% pur avendo pubblicato solidi risultati per il primo semestre.

    La società chimica belga Solvay (EU:SOLB) ha guadagnato il 3,4% dopo che l’utile operativo del secondo trimestre ha superato le previsioni del mercato.

    Il gruppo energetico italiano ENI (BIT:ENI) è salito del 4,2% dopo aver ampliato il proprio programma di riacquisto di azioni in seguito ai solidi risultati del secondo trimestre.

    Industriali in evidenza

    Electrolux (LSE:0GQ1) è balzata del 24% dopo che il produttore svedese di elettrodomestici ha riportato un utile trimestrale superiore alle attese.

    Deutsche Bank (TG:DBK) ha guadagnato il 5% dopo aver registrato un utile record nel secondo trimestre.

    BASF (TG:BAS) è salita del 4% dopo aver annunciato l’avvio di un programma di buyback da 1 miliardo di euro ad agosto.

    RWE (TG:RWE) ha aggiunto il 2% dopo aver migliorato le previsioni sugli utili per il 2026 e il 2027.

  • Intesa Sanpaolo alza le previsioni per il 2026 dopo un solido primo semestre

    Intesa Sanpaolo alza le previsioni per il 2026 dopo un solido primo semestre

    Intesa Sanpaolo SpA (BIT:ISP) ha pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle attese del mercato, con utili e ricavi in crescita, migliorando le previsioni per l’intero 2026 e confermando un significativo ritorno di capitale agli azionisti.

    L’utile netto del secondo trimestre si è attestato a 2,79 miliardi di euro, superando il consenso degli analisti pari a 2,53 miliardi di euro.

    I ricavi del trimestre hanno raggiunto 7,38 miliardi di euro, oltre le aspettative di mercato di 6,98 miliardi di euro. Il margine di interesse è stato pari a 3,84 miliardi di euro, mentre le commissioni nette hanno totalizzato 2,62 miliardi di euro.

    Nel primo semestre del 2026, l’utile netto è cresciuto del 6,5% su base annua, raggiungendo 5,55 miliardi di euro rispetto ai 5,22 miliardi dello stesso periodo del 2025.

    La crescita dei ricavi è sostenuta da commissioni e assicurazioni

    I proventi operativi sono aumentati del 5,3% a 14,53 miliardi di euro nel primo semestre, grazie alla crescita diffusa delle principali attività del gruppo.

    Le commissioni nette sono salite del 4,9%, mentre i ricavi del comparto assicurativo sono aumentati del 5,5%. Anche il margine di interesse ha continuato a crescere, registrando un incremento dello 0,6% rispetto all’anno precedente.

    Migliorano le prospettive di utile e la remunerazione degli azionisti

    Alla luce dei risultati del primo semestre, Intesa Sanpaolo ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per il 2026 e ora prevede un utile netto superiore a 10 miliardi di euro per l’intero esercizio.

    Nel primo semestre la banca ha accantonato 5,3 miliardi di euro destinati alla remunerazione degli azionisti, di cui 4,2 miliardi destinati ai dividendi.

    Circa 3,8 miliardi di euro dovrebbero essere distribuiti come dividendo intermedio nel novembre 2026, mentre a luglio la banca ha avviato un programma di riacquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi di euro.

    “I risultati del primo semestre del 2026 evidenziano che Intesa Sanpaolo è in grado di generare una redditività solida e sostenibile”, ha dichiarato la banca nel comunicato sui risultati.

    Migliora ulteriormente l’efficienza operativa

    I costi operativi sono diminuiti dello 0,7% su base annua a 5,22 miliardi di euro nel primo semestre, contribuendo a un aumento del 9,1% del margine operativo, salito a 9,31 miliardi di euro.

    Il rapporto costi/ricavi è migliorato al 35,9%, rispetto al 38,1% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente, confermando i progressi sul fronte dell’efficienza.

    Solida qualità del credito e posizione patrimoniale

    La qualità del credito è rimasta elevata nel trimestre, con rettifiche su crediti pari a 258 milioni di euro e un costo del rischio annualizzato di 20 punti base.

    La banca ha registrato un rapporto tra crediti deteriorati netti e impieghi dello 0,8% e un rapporto lordo dell’1,6% secondo la metodologia dell’Autorità bancaria europea (EBA), mentre i crediti in sofferenza si sono ridotti a soli 879 milioni di euro al netto delle rettifiche.

    L’esposizione verso la Russia è stata inoltre ridotta a livelli prossimi allo zero.

    Al 30 giugno, il coefficiente Common Equity Tier 1 (CET1) era pari al 13,1%, dopo aver considerato gli importi destinati alla distribuzione agli azionisti e al programma di riacquisto di azioni, ben al di sopra del requisito regolamentare del 9,96%.

    Considerando il beneficio derivante dalle attività fiscali differite, il CET1 raggiungerebbe il 13,8%.

    Crescono impieghi e patrimonio della clientela

    Gli impieghi alla clientela sono saliti a 437 miliardi di euro, con un incremento del 2,8% rispetto alla fine del 2025 e del 4,4% su base annua.

    Le attività finanziarie della clientela hanno raggiunto 1.510 miliardi di euro, in crescita del 3,7% rispetto alla fine del 2025 e dell’8,7% rispetto all’anno precedente, confermando la continua espansione della banca.

  • Banca Generali registra un utile record nel primo semestre grazie alla crescita degli attivi e della raccolta

    Banca Generali registra un utile record nel primo semestre grazie alla crescita degli attivi e della raccolta

    Banca Generali (BIT:BGN) ha chiuso il primo semestre del 2026 con un utile netto record di 279 milioni di euro, in crescita del 39% rispetto all’anno precedente, sostenuto dal miglioramento delle condizioni operative e da mercati finanziari favorevoli. Nonostante i risultati positivi, il titolo ha ceduto l’1,4% dopo la pubblicazione dei conti.

    Continua la crescita dell’utile ricorrente

    L’utile netto ricorrente è aumentato del 14,6% su base annua, raggiungendo 202,1 milioni di euro, grazie all’espansione degli attivi della clientela e al forte slancio commerciale.

    I risultati hanno risentito di un onere fiscale aggiuntivo di 20 milioni di euro presso la controllata lussemburghese BG FML, dovuto alla temporanea indisponibilità di alcuni benefici fiscali. Banca Generali ha affermato di ritenere che questo effetto possa ridursi progressivamente, con un’aliquota fiscale destinata a convergere gradualmente verso un intervallo compreso tra il 27% e il 28% entro il 2028.

    Masse gestite a quota 121 miliardi di euro

    Le masse gestite sono cresciute del 14% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 121 miliardi di euro, sostenute da una raccolta netta record di 4,4 miliardi di euro, in aumento del 47% su base annua.

    Alla luce della solida performance del semestre, la banca ha rivisto al rialzo il proprio obiettivo di raccolta netta per l’intero 2026, portandolo a circa 7,5 miliardi di euro rispetto ai precedenti 6,5 miliardi.

    “I migliori risultati del primo semestre di sempre”, ha dichiarato la banca, sottolineando che la crescita dell’utile netto è stata favorita dalla normalizzazione operativa e da mercati finanziari favorevoli.

    Commissioni e ricavi finanziari sostengono la crescita

    Le commissioni lorde complessive sono aumentate del 25% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 742 milioni di euro.

    Le commissioni variabili sono più che triplicate a 126 milioni di euro grazie alle favorevoli condizioni di mercato, mentre le commissioni ricorrenti lorde sono cresciute del 12% a 616 milioni di euro, sostenute dall’aumento delle masse gestite e dalla diversificazione delle fonti di ricavo.

    Il margine finanziario netto è salito del 7% a 189 milioni di euro, beneficiando di maggiori utili da attività di trading.

    Proseguono gli investimenti mentre migliora l’efficienza

    I costi operativi sono aumentati dell’11% a 182 milioni di euro, riflettendo i continui investimenti di Banca Generali nelle infrastrutture informatiche, nelle capacità di gestione dei dati e nell’intelligenza artificiale.

    Nonostante l’incremento della spesa, il rapporto costi/ricavi è migliorato al 36,7%, rispetto al 39,0% registrato nel primo semestre del 2025.

    La banca ha inoltre mantenuto una solida posizione patrimoniale, con un coefficiente CET1 pari al 17,2% e un Total Capital Ratio del 19,0%, entrambi ampiamente superiori ai requisiti regolamentari, assumendo un payout del dividendo pari all’85%.

    Nel frattempo, la rete di consulenti finanziari è cresciuta fino a 2.473 professionisti, con un incremento del 3% dall’inizio dell’anno, grazie anche all’ingresso di 64 nuovi consulenti senior.

  • L’oro sale leggermente in attesa della decisione della Fed grazie al dollaro più debole

    L’oro sale leggermente in attesa della decisione della Fed grazie al dollaro più debole

    I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve rialzo mercoledì, sostenuti dall’indebolimento del dollaro statunitense in vista della decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse, mentre il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente e il rialzo del petrolio hanno mantenuto alta l’attenzione sui rischi inflazionistici.

    L’oro spot (XAU/USD) è salito dello 0,3% a 4.038,71 dollari l’oncia alle 04:52 ET (08:52 GMT), mentre i futures sull’oro negli Stati Uniti hanno ceduto lo 0,03% a 4.037,65 dollari.

    Il metallo prezioso aveva perso oltre l’1% nella seduta precedente a causa del rafforzamento del dollaro.

    I mercati attendono la decisione della Federal Reserve

    L’indice del dollaro statunitense è sceso dello 0,1%, pur rimanendo vicino ai massimi dell’ultimo mese, rendendo l’oro più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

    La Federal Reserve dovrebbe lasciare invariati i tassi d’interesse al termine della riunione di politica monetaria.

    Secondo il FedWatch Tool del CME Group, i mercati attribuiscono una probabilità del 68% a tassi invariati e del 32% a un rialzo di 25 punti base. Gli operatori valutano inoltre una probabilità di circa il 77% di un aumento dei tassi nella riunione di settembre.

    Tassi d’interesse elevati tendono generalmente a ridurre l’attrattiva dell’oro, che non offre rendimenti.

    Tornano le tensioni in Medio Oriente

    Gli investitori hanno seguito con attenzione il nuovo deterioramento della situazione in Medio Oriente dopo che l’esercito statunitense ha annunciato di aver intercettato diversi missili balistici iraniani diretti contro le proprie forze nella regione.

    Successivamente, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito una base aerea statunitense e una struttura del Comando Centrale degli Stati Uniti in Giordania, alimentando i timori che la recente pausa diplomatica possa essere di breve durata.

    Nel frattempo, le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) irachene, vicine all’Iran, hanno affermato che Stati Uniti e Arabia Saudita hanno condotto attacchi aerei contro diverse loro basi.

    L’Arabia Saudita ha inoltre riferito di aver intercettato droni lanciati dal territorio iracheno contro infrastrutture petrolifere, attribuendo la responsabilità a milizie sostenute dall’Iran.

    La ripresa degli scontri ha posto fine a una pausa di quattro giorni nelle ostilità dirette tra Washington e Teheran, aumentando il rischio di una nuova escalation.

    Il petrolio è salito di oltre il 4% dopo gli ultimi sviluppi.

    Gli analisti di ING hanno dichiarato: “L’aumento dei prezzi del petrolio in seguito alla nuova escalation in Medio Oriente peserà sull’oro nelle contrattazioni mattutine, riaccendendo le preoccupazioni per l’inflazione.”

    In arrivo importanti dati economici statunitensi

    Oltre alla decisione della Fed, gli investitori attendono i dati sull’indice PCE e il rapporto sull’occupazione di luglio, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria.

    Tra gli altri metalli preziosi, l’argento è salito dell’1,4% a 57,94 dollari l’oncia, mentre il platino è sceso dello 0,5% a 1.598,30 dollari.

    I futures sul rame al London Metal Exchange hanno perso lo 0,4% a 13.638 dollari per tonnellata, mentre i futures sul rame statunitense sono rimasti pressoché invariati a 6,275 dollari per libbra.