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  • DAX, CAC, FTSE100, Borse europee stabili mentre gli investitori attendono i segnali delle banche centrali

    DAX, CAC, FTSE100, Borse europee stabili mentre gli investitori attendono i segnali delle banche centrali

    Le azioni europee si sono mosse con cautela martedì, con i principali indici incapaci di trovare una direzione chiara mentre gli investitori guardano alle importanti decisioni di politica monetaria previste nelle prossime settimane.

    Alle 03:05 ET (08:05 GMT), il DAX in Germania e il FTSE 100 nel Regno Unito erano entrambi in rialzo dello 0,1%, mentre il CAC 40 francese cedeva lo 0,1%.

    Politica monetaria globale in primo piano

    Le borse europee hanno iniziato dicembre in calo, chiudendo la seduta di lunedì con un andamento debole. Nonostante ciò, i principali indici dell’area restano ben avviati verso un bilancio annuale positivo, sostenuti dalle crescenti aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve già dalla prossima settimana.

    Il DAX tedesco e il FTSE 100 britannico sono entrambi in vista di chiudere il 2025 con rialzi superiori al 18%, mentre il CAC 40, frenato da incertezze politiche, è indirizzato verso un progresso più modesto, intorno al 10%.

    I mercati attribuiscono ora una probabilità dell’87,2% a un taglio dei tassi di un quarto di punto da parte della Fed, secondo il CME FedWatch Tool. Anche la Bank of England è attesa ridurre i tassi questo mese, vista l’inflazione in raffreddamento e la debole crescita economica, soprattutto dopo gli aumenti fiscali annunciati nell’Autumn Budget della scorsa settimana.

    Nel corso della giornata saranno pubblicati anche i dati preliminari sull’inflazione dell’eurozona. L’indice dei prezzi è previsto poco sopra il target della BCE, ma difficilmente questo cambierà le aspettative di una banca centrale ferma almeno fino al 2026.

    I buyback societari spingeranno le azioni europee nel 2026

    Oltre all’effetto delle politiche monetarie, gli analisti di Barclays individuano un ulteriore sostegno per i mercati europei nel 2026.

    Le aziende europee hanno riacquistato azioni proprie per 19,3 miliardi di euro nel novembre 2025 — vicino ai livelli massimi dal 2017 — secondo una nota pubblicata martedì dalla banca. I buyback hanno rappresentato il 2,3% dei volumi di scambio del mese, con società energetiche e finanziarie che da sole hanno generato oltre il 2,5% dei volumi tramite riacquisti.

    L’esecuzione dei programmi nel quarto trimestre è superiore alla media storica e il potenziale per il 2026 appare significativo: circa il 70% delle autorizzazioni ai buyback del prossimo anno non è stato ancora utilizzato. I modelli di Barclays indicano inoltre 50 miliardi di euro di nuovi annunci attesi nel primo trimestre.

    La banca prevede una crescita dell’8% dell’utile per azione per le azioni europee nel 2026, con il settore automobilistico, le telecomunicazioni e l’energia che attualmente offrono i migliori rendimenti di free cash flow.

    Prezzi del petrolio in lieve aumento

    I prezzi del greggio hanno mantenuto i guadagni di lunedì, sostenuti dalle tensioni geopolitiche e da una certa prudenza sugli equilibri dell’offerta globale.

    Il Brent è salito dello 0,1% a 63,20 $ al barile, mentre il WTI ha registrato un incremento dello 0,2% a 59,41 $. Entrambi i contratti avevano guadagnato oltre l’1% lunedì, con il WTI vicino ai massimi delle ultime due settimane.

    Le speranze di progressi nei negoziati riguardanti l’Ucraina restano fragili. Il presidente Volodymyr Zelenskiy ha ribadito che le priorità di Kiev sono la tutela della sovranità e solide garanzie di sicurezza, aggiungendo che le dispute territoriali restano il nodo più difficile. L’inviato statunitense Steve Witkoff è atteso a Mosca martedì, anche se un rapido epilogo del conflitto — ormai quasi al quarto anno — appare improbabile.

    Parallelamente, le tensioni tra Washington e Caracas sono aumentate dopo i segnali degli Stati Uniti su un possibile irrigidimento delle sanzioni nei confronti del Venezuela, incluso il possibile blocco dello spazio aereo, in un Paese considerato il detentore delle maggiori riserve petrolifere al mondo.

    Durante il weekend, l’OPEC+ ha confermato un piccolo incremento della produzione per dicembre, ma ha deciso di sospendere ulteriori aumenti nel primo trimestre del 2026 per timori di un eccesso di offerta.

  • JPMorgan prevede che le banche europee manterranno la leadership nel 2026 grazie a fondamentali solidi e a una rivalutazione del settore

    JPMorgan prevede che le banche europee manterranno la leadership nel 2026 grazie a fondamentali solidi e a una rivalutazione del settore

    Secondo l’ultimo outlook di JPMorgan, le banche europee sono destinate a proseguire la loro sovraperformance anche nel 2026, sostenute da condizioni macroeconomiche stabili, forte generazione di capitale interna e ulteriori miglioramenti nelle valutazioni.

    La banca sostiene che gli istituti stanno operando in un contesto particolarmente favorevole, caratterizzato da una crescita del PIL solida, bassa volatilità e una politica monetaria stabile da parte della BCE — fattori che favoriscono un flusso di credito regolare e una qualità degli attivi complessivamente buona.

    “Entriamo nel 2026 con una visione positiva, continua e riconfermata, sulle banche europee che operano in un ambiente ‘perfetto’”, hanno dichiarato gli analisti di JPMorgan guidati da Kian Abouhossein.

    Secondo il team, i due fattori chiave sono: un contesto macro in miglioramento — con crescita del PIL in ripresa e stabilità su tassi, inflazione e disoccupazione — e una solida forza operativa, con crescita annuale dell’utile operativo ante accantonamenti del 5,5% e crescita degli utili del 9,7% fino al 2027, sostenute anche dai buyback.

    Le valutazioni rappresentano un pilastro centrale della tesi rialzista. Il settore tratta a 8,9 volte gli utili attesi per il 2027, un livello considerato interessante rispetto ai rendimenti sul capitale tangibile (RoTE) del 16,2%, che implicano un costo del capitale vicino all’11%. Gli analisti prevedono che questo scenda verso il 10% nel 2026, generando “almeno un 12% di rialzo nei prossimi dodici mesi”.

    Nel medio termine, secondo JPMorgan, lo sconto del settore rispetto al mercato più ampio dovrebbe continuare a ridursi con il rafforzamento dei fondamentali.

    La banca sottolinea inoltre che gli istituti stanno producendo leva operativa positiva, con costi in aumento dell’1,7% annuo contro una crescita dei ricavi del 3,6%. I buffer patrimoniali restano solidi: il settore può assorbire circa 268 punti base di accantonamenti prima che i profitti diventino negativi. Le distribuzioni agli azionisti — tra dividendi e buyback — dovrebbero restare attorno all’8% annuo.

    Nella selezione dei titoli, JPMorgan privilegia valutazioni convenienti e solidità patrimoniale. Restano nella lista dei preferiti Barclays (LSE:BARC), NatWest (LSE:NWG), Deutsche Bank (TG:DBK) e Société Générale (EU:GLE), a cui si aggiungono Caixabank (TG:48CA), Standard Chartered (LSE:STAN) ed Erste (TG:EBO).

    Gli analisti hanno aggiunto di “continuare a preferire le banche europee rispetto a quelle statunitensi”, nonostante l’indice europeo Stoxx 600 Banks abbia sovraperformato il KBW Nasdaq Bank Index USA del 40% dall’inizio dell’anno.

    Il team sostiene che lo sconto del 17% sul P/E a due anni rispetto alle banche statunitensi “è troppo elevato”, notando che tale differenza è più tipica delle banche regionali USA di qualità inferiore, mentre i grandi istituti americani trattano a circa 11,7 volte gli utili previsti per il 2027.

    Tra i rischi individuati figurano tassi d’interesse più bassi del previsto, incertezza politica in Francia e maggiore competizione sulla raccolta dei depositi.

  • Stellantis prosegue la crescita delle vendite in Italia a novembre mentre il mercato resta stagnante

    Stellantis prosegue la crescita delle vendite in Italia a novembre mentre il mercato resta stagnante

    Stellantis (BIT:STLAM) ha registrato un altro mese positivo in Italia a novembre, dopo la forte performance di ottobre, confermando l’andamento in miglioramento delle immatricolazioni per il gruppo italo-francese nonostante un mercato automobilistico nazionale sostanzialmente fermo.

    L’azienda ha riportato 31.733 immatricolazioni, in aumento del 3% rispetto alle 30.820 unità registrate nello stesso mese dell’anno precedente, dopo il +5,1% segnato a ottobre. La quota di mercato, tuttavia, è risultata in calo: Stellantis ha ottenuto 25,6% del mercato italiano il mese scorso, un dato superiore al 24,8% di novembre 2024 ma inferiore al 26,8% rilevato a ottobre.

    Nei primi undici mesi dell’anno, i dati Dataforce mostrano 399.083 veicoli immatricolati dal gruppo, pari a un calo del 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2024 (quando furono registrate 428.197 unità). La quota di mercato da gennaio a novembre è scesa al 28,1%, dal 29,4% dell’anno precedente.

    Performance dei brand: Fiat in evidenza, Jeep Avenger guida il segmento SUV

    Tra i marchi del gruppo, Fiat e Fiat Professional si sono distinte per i risultati positivi. La Jeep Avenger ha continuato a dominare la sua categoria, confermandosi come l’SUV più venduto negli ultimi mesi del 2025 con una quota del 5,63% nel segmento. Rimane inoltre il modello leader tra i B-SUV 100% elettrici, con una quota superiore al 16%.

    Leapmotor, il marchio emergente della mobilità elettrica che opera in Italia tramite la joint venture Leapmotor International controllata da Stellantis, ha registrato il suo miglior risultato di sempre con 2.211 immatricolazioni (dati Dataforce). Ciò corrisponde a una quota dell’1,8% del mercato totale e al 3% del mercato privati.

    Crescita in controtendenza rispetto a un mercato italiano fermo

    I progressi di Stellantis sono arrivati nonostante un mercato automobilistico italiano sostanzialmente invariato anno su anno: le immatricolazioni sono diminuite solo dello 0,04%, passando da 124.267 a 124.222 unità (dati Ministero dei Trasporti).

    Nei primi undici mesi, le immatricolazioni complessive sono state 1,417 milioni, in calo del 2,43% rispetto agli 1,452 milioni dello stesso periodo del 2024.

    Rimescolamento delle quote: Fiat seconda a novembre

    Su base mensile, Fiat è scesa al secondo posto in Italia per quota di mercato con 8,72% (immatricolazioni in aumento del 23,15% a 10.827 unità), superata da Toyota/Lexus (NYSE:TM) — conteggiate insieme nelle tabelle ministeriali — che hanno raggiunto 9,13%.

    Seguono:

    • Volkswagen (TG:VOW3) con 7,18%
    • Dacia con 6,17%

    Sull’intero periodo gennaio-novembre, Fiat resta comunque il marchio leader con una quota del 9,49%, davanti a Toyota/Lexus all’8,31%.

    Boom dei BEV grazie agli incentivi; i modelli più venduti sono extra-UE

    “Il mercato automobilistico è rimasto stagnante a novembre e si prepara a chiudere l’anno con un risultato negativo”, ha sottolineato Roberto Vavassori, presidente di ANFIA.

    Sul fronte della mobilità elettrica, però, si osserva un forte aumento: la quota dei BEV è salita al 12,3% a novembre (dal 5% di ottobre), con oltre 15.000 unità immatricolate, spinte dagli incentivi attivati il 22 ottobre. Il meccanismo ha generato un vero e proprio “click-day” dopo mesi di attesa.

    “Constatiamo purtroppo che i quattro veicoli elettrici più venduti non sono prodotti in Europa”, ha aggiunto Vavassori.

    Tesla (NASDAQ:TSLA) ha immatricolato 1.281 unità, in aumento del 58,15% su base annua, mentre BYD ha registrato 3.526 veicoli, pari a un incremento del 535,32% anno su anno.

  • Borsa di Milano in rialzo mentre l’Europa rimane stabile; Generali e Campari in evidenza, Ariston corre

    Borsa di Milano in rialzo mentre l’Europa rimane stabile; Generali e Campari in evidenza, Ariston corre

    Dopo la flessione di lunedì, la Borsa di Milano ha aperto in rialzo martedì, in linea con l’andamento generalmente stabile dei principali listini europei. Il sentiment resta prudente in attesa dei dati sull’inflazione dell’Eurozona, anche se i recenti indicatori diffusi a livello nazionale, insieme a una crescita economica solida, hanno rafforzato le aspettative che la BCE mantenga i tassi invariati.

    Alle 9:50, il FTSE MIB segnava un incremento dello 0,64%.

    Generali e Campari guidano i rialzi

    Generali (BIT:G) si è distinta come miglior titolo del principale indice, avanzando di circa 2%, mentre il mercato valuta le possibili implicazioni dell’indagine della Procura di Milano sul ruolo di MPS nell’operazione Mediobanca.

    MPS (BIT:BMPS) resta debole, mentre il resto del comparto bancario viaggia in territorio positivo:

    • BPER (BIT:BPE) e Banca Popolare di Sondrio (BIT:BPSO) intorno a +1,7%
    • UNICREDIT in crescita dell’1,6%
    • Mediobanca (BIT:MB) a +1,1%

    Campari (BIT:CPR) avanza del 2,4% dopo che Barclays ha alzato la raccomandazione da equal weight a overweight, aumentando il target price da 6,1 a 7,9 euro.

    Anche Lottomatica Group (BIT:LTMC) mostra forza, in rialzo dell’1,8%, con JP Morgan che ha alzato il prezzo obiettivo a 31 euro da 28.

    Oil & Gas e auto in calo

    I titoli energetici e automobilistici risultano invece più deboli:

    • Saipem (BIT:SPM) in calo del 2,3%
    • Tenaris (BIT:TEN) -1,5%
    • Stellantis (BIT:STLAM) -0,5% dopo i dati sulle immatricolazioni auto in Italia a novembre
    • Ferrari (BIT:RACE) -0,4%

    Ariston in forte rialzo grazie alle novità regolamentari

    Fuori dal listino principale, Ariston Holding (BIT:ARIS) mette a segno un guadagno superiore al 3%. Secondo gli analisti, la spinta arriva dalla bozza di revisione del regolamento europeo Ecodesign, che eliminerebbe l’ipotesi di un divieto di vendita delle caldaie a gas a partire dal 2029 — un elemento positivo per il business del gruppo.

  • Il settore siderurgico europeo vede un recupero nel 2026 con prezzi e tassi di utilizzo in miglioramento

    Il settore siderurgico europeo vede un recupero nel 2026 con prezzi e tassi di utilizzo in miglioramento

    Secondo gli analisti di Jefferies, l’industria siderurgica europea è destinata a registrare un significativo rimbalzo nel 2026 dopo aver toccato il minimo nel 2025, con prezzi dell’hot-rolled coil (HRC) previsti intorno a 750 $/t — oltre 100 $/t al di sopra del punto più basso del terzo trimestre (650 $/t).

    Stando alle ultime stime della società di brokeraggio:

    • ArcelorMittal (EU:MT) dovrebbe generare 8,3 miliardi di euro di EBITDA nel 2026, leggermente superiore al consenso di 8,2 miliardi.
    • SSAB (TG:SKWC) è attesa a 13,2 miliardi di SEK, contro i 13,1 miliardi del consenso.
    • Voestalpine (TG:VAS) dovrebbe raggiungere 1,7 miliardi di euro, in linea con il consenso di 1,72 miliardi.

    Queste previsioni segnano un miglioramento rispetto ai minimi stimati per il 2025: 6,6 miliardi di euro, 10,2 miliardi di SEK e 1,5 miliardi di euro rispettivamente.

    Fattori chiave del recupero

    Uno dei principali motori della ripresa è la proposta della Commissione Europea del 7 ottobre che prevede:

    • un taglio del 50% delle quote di importazione dell’acciaio fino a 18,3 milioni di tonnellate;
    • il raddoppio dei dazi sulle importazioni extra-quota al 50% dal 25%.

    Le misure, che entreranno in vigore a luglio 2026, dovrebbero ridurre la quota di importazioni dal 25% al 15%, aumentare la produzione interna di 10 milioni di tonnellate e portare i tassi di utilizzo dal 65–67% verso un più sano 80–85%.

    ArcelorMittal prevede una riduzione delle importazioni di acciai piani di 8 milioni di tonnellate e di acciai lunghi di 2 milioni di tonnellate.

    Ulteriori sostegni includono:

    • il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), operativo da gennaio 2026, che aggiungerà 40–70 €/t ai prezzi dell’acciaio importato;
    • il programma infrastrutturale tedesco da 500 miliardi di euro, che dovrebbe aumentare la domanda dell’1–2% annuo dal 2027.

    Sensibilità degli utili

    Secondo Jefferies, un aumento di 50 €/t dei prezzi potrebbe incrementare l’EBITDA 2026 di:

    • 20% per ArcelorMittal
    • 13% per SSAB
    • 15% per Voestalpine
    • 57% per Salzgitter (TG:SZG)
    • 24% per ThyssenKrupp (BIT:1TKA)

    Un aumento dei volumi del 5% porterebbe un incremento dell’EBITDA compreso tra 5% e 18%, con Salzgitter al livello più alto.

    Contesto di mercato

    Al 1° dicembre:

    • HRC USA: 981,1 $/t
    • HRC Europa: 712,7 $/t
    • HRC export Cina: 457 $/t

    Il minerale di ferro è scambiato a 90,6 $/t, mentre il carbone coke premium a 172,6 $/t.

    ArcelorMittal ha già aumentato i prezzi di consegna per dicembre a 630 €/t, dai 560 €/t registrati a luglio.

    Valutazioni e prospettive del settore

    I titoli siderurgici europei hanno registrato un forte rally nel 2025:

    • ArcelorMittal: +41,3% YTD
    • SSAB: +50,7% YTD
    • Salzgitter: +65,2% YTD
    • Voestalpine: +58,5% YTD

    (contro un +14% dello STOXX 600)

    I multipli di valutazione sono saliti da ~3,5x EV/EBITDA a circa 5x, superando la media decennale di 4,5x. Jefferies avverte che il mercato sta già scontando una ripresa di metà ciclo per il 2026, basata su incrementi di prezzo superiori a 100 $/t e crescita dei volumi del 3–5%.

    Per ulteriori rialzi, saranno necessari upgrade effettivi dell’EBITDA.

    Per il 2026, Jefferies favorisce SSAB nell’acciaio al carbonio e Acerinox (BIT:1ACX) nell’inox.

  • I Migliori Broker Forex in Italia per il 2025: Guida Completa

    I Migliori Broker Forex in Italia per il 2025: Guida Completa

    Il trading sul Forex è diventato una delle attività più popolari tra gli investitori italiani. Grazie alla regolamentazione europea e alla supervisione della CONSOB, i trader in Italia possono operare in un ambiente sicuro e trasparente. Tuttavia, scegliere il broker giusto è fondamentale per ottenere risultati ottimali. In questa guida analizziamo i migliori broker Forex in Italia nel 2025, le loro caratteristiche e i fattori da considerare prima di aprire un conto.

    Perché la Regolamentazione è Importante

    In Italia, la CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) è l’ente che vigila sui mercati finanziari. I broker regolamentati devono rispettare norme severe, tra cui:

    • Protezione del saldo negativo: non puoi perdere più del tuo deposito.
    • Conti segregati: i fondi dei clienti sono separati da quelli del broker.
    • Trasparenza sui costi: spread e commissioni devono essere chiari.
    • Conformità MiFID II: standard europei per la protezione degli investitori.

    Classifica dei Migliori Broker Forex in Italia (2025)

    1. eToro – Migliore per Social Trading

    • Regolamentazione: CySEC, FCA, CONSOB (notifica UE).
    • Caratteristica distintiva: CopyTrading – copia automaticamente le operazioni dei trader esperti.
    • Deposito minimo: €50.
    • Perché sceglierlo: Ideale per principianti grazie alla piattaforma intuitiva e alla community globale.

    2. XTB – Migliore per Formazione

    • Regolamentazione: CONSOB (notifica), KNF.
    • Piattaforma: xStation 5.
    • Punti di forza:
      • Spread bassi (da 0,1 pip).
      • Ampia libreria educativa.
    • Perché sceglierlo: Perfetto per chi vuole imparare e fare trading con costi competitivi.

    3. Pepperstone – Migliore per Spread Competitivi

    • Regolamentazione: FCA, ASIC, CySEC, CONSOB (notifica).
    • Piattaforme: MT4, MT5, cTrader.
    • Caratteristiche:
      • Spread da 0,0 pip su conto Razor.
      • Esecuzione rapida.
    • Perché sceglierlo: Ottimo per trader esperti e scalper.

    4. FP Markets – Migliore per Trading Avanzato

    • Regolamentazione: ASIC, CySEC.
    • Piattaforme: MT4, MT5, IRESS.
    • Caratteristiche:
      • Leva fino a 1:500 (per professionisti).
      • VPS gratuito per trading automatizzato.
    • Perché sceglierlo: Ideale per chi utilizza robot e strategie algoritmiche.

    5. Fineco – Migliore per Trader Italiani

    • Regolamentazione: Banca d’Italia, CONSOB.
    • Caratteristiche:
      • Piattaforma proprietaria.
      • Servizi bancari integrati.
    • Perché sceglierlo: Perfetto per chi cerca un broker italiano con regime fiscale semplificato.

    Altri Broker Affidabili

    • AvaTrade – Ottimo per opzioni e mobile trading.
    • Plus500 – Piattaforma semplice e intuitiva.
    • ActivTrades – Forte presenza in Italia e piattaforma avanzata.

    Come Scegliere il Broker Giusto

    • Regolamentazione: Verifica la licenza CONSOB o MiFID II.
    • Costi di trading: Spread, commissioni e swap.
    • Piattaforme: MT4, MT5, cTrader o soluzioni proprietarie.
    • Servizio clienti: Assistenza in italiano.
    • Formazione: Webinar, corsi e materiali educativi.

    Il mercato Forex in Italia è regolamentato e sicuro, ma la scelta del broker giusto fa la differenza. Che tu sia un principiante o un trader esperto, i broker elencati offrono piattaforme affidabili, costi competitivi e supporto in italiano. Prima di iniziare, prova sempre un conto demo e verifica la regolamentazione.

    I migliori broker online – https://it.advfn.com/lista-broker

  • DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee arretrano dopo il forte finale di novembre

    DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee arretrano dopo il forte finale di novembre

    Le azioni europee sono scese lunedì, registrando una flessione dopo la buona performance che aveva chiuso il mese di novembre grazie all’ottimismo su potenziali tagli dei tassi negli Stati Uniti.

    A metà mattinata, il DAX tedesco era in calo dell’1,3%, il CAC 40 francese perdeva lo 0,7% e il FTSE 100 britannico arretrava dello 0,2%. Gli operatori sono rimasti prudenti in vista dei dati economici statunitensi e delle prime indicazioni sulla spesa del Black Friday e del Cyber Monday.

    Sul fronte societario, Airbus (EU:AIR) è scivolata a Parigi dopo che il produttore ha confermato di aver richiamato migliaia di aeromobili della famiglia A320 a causa di potenziali guasti al sistema di controllo ELAC legati a forti eruzioni solari.

    EasyJet (LSE:EZJ) ha registrato ribassi dopo aver comunicato di aver completato l’installazione degli aggiornamenti software sulla propria flotta A320 nel fine settimana.

    Melrose Industries (LSE:MRO), un attore di rilievo nei settori aerospaziale e della difesa, è scesa bruscamente a Londra dopo l’annuncio della nomina di Ross McCluskey come nuovo CFO.

    Il comparto difesa nel suo complesso è risultato debole anche a seguito delle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che domenica ha affermato che c’è una “good chance” di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Wall Street si prepara a un avvio in calo mentre gli investitori incassano i profitti dopo una settimana positiva

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Wall Street si prepara a un avvio in calo mentre gli investitori incassano i profitti dopo una settimana positiva

    I future sulle azioni statunitensi indicavano un avvio più debole lunedì, suggerendo che i listini potrebbero restituire parte del forte rialzo della scorsa settimana.

    Dopo un rapido rimbalzo che ha annullato buona parte del crollo registrato a inizio novembre, alcuni investitori sembrano pronti a prendere profitto, soprattutto con gli indici di riferimento reduci da cinque sedute consecutive in rialzo e nuovamente vicini ai massimi storici.

    L’entusiasmo recente è stato sostenuto soprattutto dalla crescente fiducia che la Federal Reserve sia pronta a ridurre i tassi di interesse. I commenti accomodanti dei funzionari della Fed hanno rafforzato le aspettative di un nuovo taglio di un quarto di punto nella riunione della prossima settimana, con lo strumento FedWatch del CME Group che assegna ora l’87,4% di probabilità.

    Tuttavia, una serie di importanti dati economici statunitensi in arrivo nei prossimi giorni potrebbe influenzare la posizione dei policymaker — e mantenere i mercati in uno stato di cautela.

    Riepilogo della seduta di venerdì

    Dopo la pausa del Ringraziamento, gli operatori sono tornati per una seduta ridotta il venerdì, proseguendo il rally iniziato prima della festività. Tutti e tre i principali indici hanno chiuso in rialzo per la quinta volta consecutiva, vicino ai massimi intraday.

    • Dow Jones Industrial Average: +289,30 punti (+0,6%) a 47.716,42
    • Nasdaq Composite: +151,00 punti (+0,7%) a 23.365,69
    • S&P 500: +36,48 punti (+0,5%) a 6.849,09

    Per la settimana abbreviata:

    • Nasdaq: +4,9%
    • S&P 500: +3,7%
    • Dow: +3,2%

    Nonostante il recupero, il Nasdaq ha comunque chiuso novembre in ribasso dell’1,5%, anche se si tratta di un netto miglioramento rispetto al calo massimo del 7,7% toccato a inizio mese. Il Dow e l’S&P 500 hanno registrato modesti progressi mensili dello 0,3% e dello 0,1%.

    L’ultimo rally ha riportato gli indici ben al di sopra dei minimi recenti, con gli operatori che hanno rapidamente messo da parte i timori di valutazioni eccessive. Le aspettative di una politica monetaria più accomodante hanno contribuito in modo significativo alla ripresa, dopo che il tono della Fed è apparso più morbido rispetto alle preoccupazioni di inizio novembre riguardo un possibile “no change” sui tassi.

    I volumi di scambio di venerdì sono rimasti contenuti, complice il weekend festivo. Una chiusura anticipata dei mercati e un’interruzione temporanea al Chicago Mercantile Exchange hanno mantenuto parte degli operatori fuori dal mercato, così come la mancanza di dati macro rilevanti.

    Andamento settoriale

    I titoli dell’hardware informatico sono stati tra i migliori, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in rialzo del 2,5%. SanDisk (NASDAQ:SNDK) è balzata del 3,8% grazie alla sua inclusione nello S&P 500.

    I titoli delle società aurifere hanno beneficiato dell’impennata del prezzo dell’oro, portando l’indice NYSE Arca Gold Bugs a un +2,1%.

    Buoni risultati anche per semiconduttori, energia e software, mentre i titoli farmaceutici hanno mostrato debolezza.

  • DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei scendono mentre gli investitori valutano i nuovi segnali economici

    DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei scendono mentre gli investitori valutano i nuovi segnali economici

    Le azioni europee sono scivolate leggermente lunedì, con il sentiment in indebolimento mentre i trader inauguravano l’ultimo mese dell’anno e analizzavano una fitta serie di indicatori economici regionali.

    Alle 09:17 GMT, lo Stoxx 600 era in calo dello 0,1% a 575,62. Il DAX tedesco perdeva lo 0,6%, il CAC 40 francese arretrava dello 0,2% e il FTSE 100 britannico scendeva dello 0,1%.

    Una serie di dati in arrivo dovrebbe modellare le aspettative sull’economia europea in vista del 2026. Gli indici manifatturieri dell’Eurozona sono tornati in territorio di contrazione a novembre, e anche Germania e Francia hanno registrato un indebolimento dell’attività produttiva.

    Le preoccupazioni riguardo al settore dell’intelligenza artificiale—soprattutto il rischio di una possibile bolla speculativa—restano centrali, sebbene parte delle ansie si sia attenuata verso la fine di novembre.

    Nel frattempo, l’andamento delle vendite nel Black Friday e Cyber Monday negli Stati Uniti e altrove ha continuato a influenzare il sentiment complessivo dei mercati.

    Le azioni Airbus (EU:AIR) sono state tra le principali ribassiste dopo che la società ha comunicato di aver richiamato 6.000 velivoli per riparazioni software immediate, un intervento che riguarda oltre metà della sua flotta mondiale.

    Pressioni anche per i titoli della difesa, in seguito alle notizie secondo cui funzionari statunitensi e ucraini avrebbero avuto colloqui “produttivi” su un possibile accordo di pace nel conflitto con la Russia. L’indice europeo della difesa è sceso di oltre il 2%, con cali per aziende come Hensoldt (TG:HAG), Rheinmetall (TG:RHM) e Leonardo (BIT:LDO).

    Il petrolio sale mentre l’OPEC+ mantiene invariata la produzione

    I prezzi del greggio sono aumentati di oltre l’1% lunedì, sostenuti dalla conferma dell’OPEC+ di mantenere invariati i livelli produttivi nel primo trimestre e da nuovi rischi geopolitici sull’offerta.

    Alle 04:12 ET, i futures sul Brent per febbraio salivano dell’1,92% a 63,57 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) guadagnava il 2,12% a 59,76 dollari.

    L’OPEC+ ha ribadito domenica che prolungherà la pausa degli aumenti di produzione fino all’inizio del prossimo anno, mantenendo tagli volontari per circa 3,24 milioni di barili al giorno. Il gruppo ha indicato una linea prudente mentre valuta andamenti della domanda difficili da prevedere e la possibilità di un eccesso di offerta nel 2026.

    Il greggio ha trovato ulteriore sostegno dopo una serie di attacchi nel weekend contro infrastrutture energetiche russe che hanno interrotto i flussi di esportazione. Il Caspian Pipeline Consortium—una delle principali rotte per il greggio kazako e russo attraverso il Mar Nero—ha sospeso le spedizioni dopo che un attacco con drone navale ha danneggiato in modo significativo un punto di ormeggio presso il terminal di Novorossiysk.

  • L’oro si mantiene vicino ai massimi di sei settimane mentre il dollaro si indebolisce e i mercati attendono un possibile taglio della Fed

    L’oro si mantiene vicino ai massimi di sei settimane mentre il dollaro si indebolisce e i mercati attendono un possibile taglio della Fed

    I prezzi dell’oro sono rimasti vicini ai massimi delle ultime sei settimane lunedì, sostenuti dall’indebolimento del dollaro USA e da una crescente convinzione che la Federal Reserve possa ridurre i tassi d’interesse più avanti questo mese.

    L’oro spot è salito dello 0,2% a 4.240,55 dollari l’oncia alle 02:32 ET (06:32 GMT), dopo aver toccato un picco di sei settimane a 4.256,2 dollari. I futures sull’oro USA per febbraio sono aumentati dello 0,5% a 4.274,55 dollari.

    Il metallo prezioso era balzato di oltre il 4% la settimana precedente.

    Dollaro più debole e aspettative di taglio sosten-gono l’oro

    L’indice del dollaro USA è sceso ai minimi di due settimane, rendendo il metallo più attraente per gli acquirenti internazionali. Un clima di maggiore avversione al rischio nei mercati globali ha ulteriormente favorito la domanda di beni rifugio.

    Gli operatori ora assegnano una probabilità dell’87% a un taglio dei tassi da 25 punti base a dicembre, sulla scia di una serie di dati economici statunitensi più deboli e segnali di un’inflazione in rallentamento.

    Le aspettative si sono rafforzate negli ultimi giorni, ma la fiducia degli investitori resta limitata a causa del prolungato blocco governativo, che ha ridotto il flusso di nuovi dati ufficiali, e dei messaggi incoerenti provenienti dalla Fed.

    A livello politico, domenica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di sapere già chi intende nominare come prossimo presidente della Federal Reserve, senza rivelarne il nome.

    Le sue parole hanno ravvivato le speculazioni su vari candidati, tra cui Kevin Hassett, l’ex governatore Kevin Warsh e l’attuale governatore Christopher Waller.

    La scelta potrebbe influenzare le aspettative sul ritmo dei potenziali tagli ai tassi nel 2026.

    In questo contesto di incertezza, la dinamica positiva dell’oro nel breve termine è rimasta solida, con gli investitori alla ricerca di protezione dalla volatilità nei mercati valutari e azionari.

    Argento ai massimi storici; rame stabile

    Gli altri metalli hanno mostrato un andamento misto lunedì.

    I futures sull’argento sono saliti dello 0,4% a 56,65 dollari l’oncia dopo aver toccato un record a 57,815 dollari. I futures sul platino sono aumentati dello 0,7% a 1.700,60 dollari.

    Sul fronte industriale, il rame al London Metal Exchange è rimasto stabile a 11.207,20 dollari la tonnellata, mentre i futures sul rame USA sono rimasti fermi a 5,30 dollari la libbra.

    I nuovi dati provenienti dalla Cina hanno mostrato una contrazione dell’attività manifatturiera per l’ottavo mese consecutivo, con PMI ufficiali e privati che indicano una domanda debole sia interna sia esterna.