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  • Borsa di Milano in rialzo: il FTSE MIB supera di nuovo quota 44.000, banche protagoniste

    Borsa di Milano in rialzo: il FTSE MIB supera di nuovo quota 44.000, banche protagoniste

    Apertura positiva per Piazza Affari, che beneficia del traino di Wall Street, dove l’S&P 500 e il Dow Jones Industrial Average hanno chiuso la seduta precedente su nuovi massimi storici. Il clima di mercato è sostenuto dal rinnovato interesse per i titoli finanziari, dopo che la Federal Reserve ha attenuato i toni più restrittivi, rafforzando le attese di un ulteriore calo dei tassi negli Stati Uniti, a fronte di un orientamento più prudente nell’area euro e nel Regno Unito.

    Anche i mercati asiatici hanno fornito supporto, con la Borsa di Tokyo in forte progresso nelle prime ore di scambio.

    Intorno alle 9:35, l’indice FTSE MIB segnava un rialzo dello 0,77%, tornando sopra la soglia dei 44.000 punti, considerata un’importante resistenza tecnica.

    Il settore bancario si è confermato tra i più dinamici, con l’indice di comparto in aumento dell’1,1%. UniCredit e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) hanno guidato i rialzi, con progressi rispettivamente dell’1,45% e dell’1%. Tra le banche popolari, Banca Popolare di Sondrio (BIT:BPSO) è salita di oltre l’1%, aggiornando i massimi storici a 15,72 euro. Secondo un operatore, le aspettative di un possibile rialzo dei tassi in Europa nel prossimo anno stanno sostenendo il comparto, che potrebbe beneficiare di margini di interesse più elevati.

    In evidenza Danieli (BIT:DAN), che guadagna il 5% (risparmio +4,1%) dopo l’annuncio della vendita di tre nuovi impianti a Sail per lo stabilimento siderurgico IISCO di Burnpur, nel West Bengal. Il gruppo ha indicato che il valore complessivo degli ordini acquisiti in India ammonta a circa 500 milioni di euro, con contratti che diventeranno efficaci entro dicembre dopo la firma finale.

    Ancora in progresso Brunello Cucinelli (BIT:BC), che sale dello 0,7%, proseguendo il movimento positivo successivo al miglioramento delle stime sui ricavi per il 2025.

    Le azioni ordinarie e di risparmio di TIM avanzano dell’1,8% dopo che Poste Italiane ha rilevato la quota residua del 2,51% detenuta da Vivendi, portando la propria partecipazione nel gruppo tlc al 27,32%. Superata la soglia rilevante per l’OPA, Poste intende avvalersi dell’esenzione dall’obbligo di offerta pubblica.

    Bene anche Lottomatica Group (BIT:LTMC), in crescita del 2,3%.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Il crollo di Oracle potrebbe pesare su Wall Street

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Il crollo di Oracle potrebbe pesare su Wall Street

    I future sugli indici statunitensi indicano un avvio in ribasso giovedì, suggerendo che il mercato potrebbe restituire parte dei guadagni registrati nella seduta precedente.

    Un forte calo pre-market di Oracle (NYSE:ORCL) sembra destinato a frenare il sentiment, con il titolo tecnologico in flessione del 13,1% prima dell’apertura. La discesa segue la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre fiscale, che hanno superato le stime sugli utili ma deluso sul fronte dei ricavi.

    La debolezza si è estesa ad altri titoli legati all’intelligenza artificiale. Nvidia (NASDAQ:NVDA) e Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) registrano anch’essi ribassi nel pre-market, riflettendo rinnovate preoccupazioni sulle valutazioni elevate del settore.

    Gli investitori stanno inoltre analizzando l’ultima decisione della Federal Reserve, che potrebbe contribuire a ulteriori vendite in quanto persiste l’incertezza sul percorso dei tassi. La Fed ha tagliato i tassi di 25 punti base mercoledì, ma le proiezioni hanno rivelato profonde divisioni interne sulle prossime mosse.

    I mercati statunitensi si sono mossi senza una direzione precisa per gran parte della seduta di mercoledì, ma hanno accelerato al rialzo dopo l’annuncio della Fed. Gli indici principali hanno chiuso in positivo, recuperando dopo l’andamento contrastato di martedì.

    A fine giornata, il Dow è salito di 497,46 punti, o dell’1,1%, a 48.057,75. L’S&P 500 ha guadagnato 46,17 punti, o lo 0,7%, a 6.886,68, mentre il Nasdaq è avanzato di 77,67 punti, o lo 0,3%, a 23.654,16.

    La spinta di fine seduta è arrivata dopo che la banca centrale ha confermato un ulteriore taglio di un quarto di punto — il terzo consecutivo — portando il range dei tassi sui federal funds a 3,50%-3,75%.

    Sebbene la maggioranza dei policymaker abbia sostenuto la decisione, tre voti contrari hanno segnato la prima significativa divisione interna dal 2019. Il governatore Stephen Miran ha preferito un taglio di 50 punti base, mentre il presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee e quello di Kansas City Jeffrey Schmid avrebbero mantenuto i tassi invariati.

    Le nuove proiezioni economiche hanno evidenziato ulteriori divergenze: pur indicando mediamente un solo taglio aggiuntivo nel 2026, il “dot plot” ha mostrato aspettative molto distanti, con alcune previsioni che collocano i tassi tra il 2,0% e il 2,25% entro fine 2026, e altre che ipotizzano livelli più alti.

    Le divisioni riflettono la difficoltà della Fed nel bilanciare piena occupazione e inflazione stabile al 2%.

    Nonostante ciò, alcuni investitori sperano in un orientamento più accomodante con il futuro cambio di leadership sotto il presidente Donald Trump.

    “Non siamo sorpresi di vedere un ottimismo nel breve termine dato che la Fed continua a tagliare i tassi anche mentre l’economia cresce”, ha dichiarato Chris Zaccarelli, Chief Investment Officer di Northlight Asset Management.

    Ha aggiunto: “Tuttavia, pensiamo che gli occhiali rosa potrebbero cadere una volta che gli investitori si renderanno conto che il percorso verso tassi più bassi potrebbe richiedere più tempo – o potrebbe non concretizzarsi affatto – nella misura in cui credono che ciò accadrà.”

    I titoli del settore immobiliare sono saliti dopo l’annuncio della Fed, spingendo l’indice Philadelphia Housing Sector in rialzo del 3,1%. Bene anche i titoli dei trasporti, con il Dow Jones Transportation Average in aumento del 2,7%.

    In rialzo anche bancari, hardware e farmaceutici, mentre i titoli software hanno registrato cali significativi.

  • DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee salgono leggermente mentre gli investitori valutano il taglio dei tassi della Fed e i commenti di Powell

    DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee salgono leggermente mentre gli investitori valutano il taglio dei tassi della Fed e i commenti di Powell

    I mercati azionari europei hanno registrato piccoli rialzi giovedì, dopo un avvio prudente, mentre gli operatori continuavano a valutare l’ultimo taglio dei tassi della Federal Reserve e il tono cauto del presidente Jerome Powell nella conferenza stampa successiva alla riunione.

    Come previsto, la Fed ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base mercoledì. Powell ha poi sottolineato che sarà necessario “aspettare e vedere” prima di decidere ulteriori mosse. Sebbene i membri della Fed prevedano un solo taglio aggiuntivo nel 2026, i mercati continuano a scommettere su un rischio orientato verso un allentamento più aggressivo.

    In Svizzera, la Banca Nazionale Svizzera ha mantenuto invariato allo 0% il tasso guida. La decisione arriva dopo i dati di novembre che mostrano un’inflazione pari a zero, il livello minimo dell’obiettivo della SNB compreso tra 0% e 2%.

    In questo contesto, gli indici europei principali sono avanzati: il CAC 40 francese è salito dello 0,6%, il DAX tedesco dello 0,3% e il FTSE 100 britannico è rimasto leggermente sopra la parità.

    Andamento del mercato UK

    The Magnum Ice Cream Company (LSE:MICC) è stato il miglior titolo del FTSE 100, in rialzo del 4,8%. Ashtead Group (LSE:AHT) è avanzata del 4%, mentre Convatec Group (LSE:CTEC), Berkeley Group Holdings (LSE:BKG), Weir Group (LSE:WEIR), Whitbread (LSE:WTB), Pearson (LSE:PSON), Sainsbury (J) (LSE:SBRY), Diageo (LSE:DGE) e Metlen Energy & Metals (LSE:MTLN) hanno segnato rialzi compresi tra l’1,5% e il 2,4%.

    Entain (LSE:ENT) ha invece perso il 3,7%. Calo anche per Associated British Foods (LSE:ABF) e Informa (LSE:INF), rispettivamente del 2,1% e dell’1,2%. Lloyds Banking Group (LSE:LLOY), NatWest (LSE:NWG), The Sage Group (LSE:SGE) e Smith & Nephew (LSE:SN.) hanno registrato flessioni moderate.

    Titoli in rialzo e ribasso nel DAX

    Tra i titoli in rialzo figurano Daimler Truck Holding, Merck, Munich RE, Heidelberg Materials, Siemens, Deutsche Post, Brenntag, Rheinmetall, Commerzbank, BASF, Continental e Beiersdorf, con guadagni compresi tra l’1% e il 3%.

    Symrise è scesa del 3%, mentre Deutsche Börse, E.ON e SAP hanno perso tra il 2,2% e il 2,7%. Anche BMW ha chiuso in calo di circa l’1,4%.

    Movimenti principali sul mercato francese

    Schneider Electric ha guadagnato circa il 3%, dopo aver annunciato un programma di riacquisto azionario da €2,5–€3,5 miliardi e un piano di dismissioni pari a €1,0–€1,5 miliardi di ricavi, con completamento previsto entro il 2030.

    Teleperformance (TP) è salita del 3,5%. Saint-Gobain, Capgemini e Carrefour hanno guadagnato tra il 2,3% e il 3%. Bene anche VINCI, Pernod Ricard e AXA.

    In ribasso, invece, Stellantis, Renault e Legrand, con cali del 3,2%, 2,5% e 2,1%. STMicroelectronics ha perso circa l’1,6%.

  • Le azioni Brunello Cucinelli salgono mentre il marchio di lusso prevede vendite record per il 2025

    Le azioni Brunello Cucinelli salgono mentre il marchio di lusso prevede vendite record per il 2025

    Brunello Cucinelli (BIT:BC) è salita del 2,9% giovedì dopo che la casa di moda di lusso italiana ha presentato una previsione di ricavi più forte per il 2025 e ha confermato le aspettative per il 2026.

    L’azienda, con sede a Solomeo, ora prevede una crescita delle vendite compresa tra l’11% e il 12% a cambi costanti per il 2025 — un aumento superiore rispetto alle stime iniziali. Ai cambi attuali, la crescita è attesa intorno al 10%, accompagnata da “una sana crescita degli utili” e “margini molto solidi”.

    La società ha evidenziato “vendite eccellenti durante tutto l’anno” e un quarto trimestre “molto, molto positivo”, durante il quale si attende una crescita a doppia cifra a cambi costanti. Ciò segue l’aumento del 12,5% del terzo trimestre, nonostante basi di confronto più impegnative, soprattutto nel canale retail.

    Per il 2026, Brunello Cucinelli ha confermato l’aspettativa di circa il 10% di crescita dei ricavi, sostenuta da solidi ordini per la collezione Primavera/Estate 2026 e da eccellenti risultati di sell-out invernale.

    Il marchio ha inoltre comunicato di aver completato con un anno di anticipo il suo piano di investimenti 2024–2026 dedicato alla produzione artigianale Made in Italy. L’iniziativa ha incluso il raddoppio dello stabilimento di Solomeo e l’apertura di nuove strutture specializzate nell’outerwear a Penne e Gubbio.

    Il fondatore Brunello Cucinelli ha recentemente ricevuto il prestigioso “Outstanding Achievement Award” dal British Fashion Council, un riconoscimento già assegnato a icone della moda come Karl Lagerfeld, Ralph Lauren e Giorgio Armani.

    Guardando avanti, l’azienda prevede di lanciare a metà gennaio 2026 una nuova piattaforma e-commerce potenziata dall’intelligenza artificiale, che descrive come “una vera invenzione” destinata a trasformare l’esperienza del cliente.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, I mercati si muovono mentre gli investitori valutano il percorso dei tassi della Fed e la debole guidance di Oracle

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, I mercati si muovono mentre gli investitori valutano il percorso dei tassi della Fed e la debole guidance di Oracle

    I future statunitensi sono scesi leggermente giovedì, suggerendo una possibile inversione rispetto ai guadagni della seduta precedente. Gli operatori stanno ancora analizzando le implicazioni dell’ultimo taglio dei tassi da parte della Federal Reserve e cercando di capire quale direzione prenderanno i costi di finanziamento. Il sentiment è stato ulteriormente penalizzato dalla guidance deludente di Oracle (NYSE:ORCL), mentre Adobe (NASDAQ:ADBE) ha superato le aspettative con le sue previsioni annuali.

    Future in calo

    I future USA hanno segnalato un avvio debole, mentre il mercato assorbiva il terzo taglio dei tassi da settembre e valutava i risultati di Oracle.

    Alle 02:04 ET, i future sul Dow erano in ribasso di 213 punti (–0,4%), quelli sull’S&P 500 perdevano 59 punti (–0,9%) e i future sul Nasdaq 100 scendevano di 308 punti (–1,2%).

    Il rallentamento segue il rialzo di Wall Street del giorno precedente dopo il taglio di 25 punti base della Fed, accompagnato da un tono più equilibrato del previsto da parte del presidente Jerome Powell.

    Alla chiusura di mercoledì, l’S&P 500 è salito dello 0,67% a 6.886,68, vicino al suo massimo storico di fine ottobre. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato l’1,05% a 48.057,75 e il Nasdaq Composite è aumentato dello 0,33% a 23.654,16.

    Il dollaro si indebolisce dopo la Fed

    Il dollaro ha continuato a perdere terreno dopo aver toccato un minimo di sette settimane, complice il commento di Powell secondo cui non ritiene che “un rialzo dei tassi sia lo scenario di base di nessuno” nei prossimi mesi.

    I future sui tassi prezzavano ulteriori tagli nel 2026, indebolendo lo USD. Alle 03:13 ET, il Dollar Index era in calo dello 0,1% a 98,65.

    Il taglio di un quarto di punto, che ha portato i tassi al 3,50%–3,75%, ha evidenziato profonde divisioni interne alla Fed, che aveva già effettuato tagli simili a settembre e ottobre.

    Molti funzionari preferiscono attendere ulteriori dati su un mercato del lavoro in indebolimento e un’inflazione “ancora alquanto elevata” prima di procedere con ulteriori mosse. Le nuove proiezioni mostrano inoltre che la Fed prevede un’accelerazione della crescita economica nel 2026.

    Le divergenze emergono in un contesto complicato: la riorganizzazione del commercio globale voluta dal presidente Donald Trump e il boom degli investimenti legati all’IA rendono il quadro più incerto.

    L’attenzione si concentra ora sulla scelta del sostituto di Powell, il cui mandato scade a maggio. L’economista della Casa Bianca Kevin Hassett sarebbe il favorito, e molti analisti ritengono che potrebbe sostenere tagli aggressivi e rapidi ai tassi, in linea con le preferenze del presidente.

    Gli analisti di ING, tra cui James Knightley e Padhraic Garvey, hanno commentato: “Gli attuali membri della Fed indicano un solo ulteriore taglio come loro proiezione centrale per il 2026, ma con i cambiamenti in arrivo e il mercato del lavoro in raffreddamento, i rischi sono orientati verso tagli più consistenti.”

    La guidance di Oracle delude

    Le azioni Oracle sono crollate di oltre il 12% nel dopo mercato dopo che l’azienda ha pubblicato una previsione di vendite e utili inferiore alle attese.

    La società ha inoltre annunciato un aumento di 15 miliardi di dollari nelle spese rispetto alle stime precedenti, alimentando i timori che gli enormi investimenti in IA non stiano generando ritorni immediati.

    Per il trimestre in corso, Oracle prevede un utile rettificato di 1,64–1,68 dollari per azione, contro una stima di 1,72. La crescita dei ricavi prevista (16–18%) è sotto il 19,4% atteso.

    Anche i risultati del secondo trimestre fiscale non hanno centrato gli obiettivi su ricavi, reddito operativo e metriche cloud future.

    Outlook migliore per Adobe

    Adobe ha invece pubblicato una guidance superiore alle attese, segnale che la monetizzazione delle funzioni IA sta iniziando a dare frutti.

    L’azienda prevede ricavi annui di 25,90–26,10 miliardi di dollari, oltre le stime. Gli utili rettificati attesi (23,30–23,50 dollari per azione) superano le previsioni.

    Il CFO Dan Durn ha dichiarato a Reuters che gli utenti attivi mensili dei prodotti freemium sono aumentati del 35% a oltre 70 milioni.

    Trump: “CNN deve essere venduta”

    In un nuovo sviluppo della complessa saga nel settore media, il presidente Trump ha affermato che CNN dovrebbe essere ceduta come parte di qualsiasi accordo che coinvolga Warner Bros Discovery (NASDAQ:WBD).

    Parlando alla Casa Bianca, Trump ha ribadito che la rete dovrebbe cambiare proprietà indipendentemente da chi acquisterà Warner.

    Ha dichiarato che è “imperativo che CNN venga venduta”.

    Le sue parole seguono l’offerta ostile da 77,9 miliardi di dollari lanciata da Paramount per Warner, che includerebbe anche CNN.

  • DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee chiudono miste mentre gli investitori valutano il taglio dei tassi della Fed e i risultati di Oracle

    DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee chiudono miste mentre gli investitori valutano il taglio dei tassi della Fed e i risultati di Oracle

    I mercati azionari europei hanno oscillato in intervalli ristretti giovedì, mentre gli operatori analizzavano l’ultimo taglio dei tassi della Federal Reserve statunitense e le rinnovate incertezze legate al commercio sull’intelligenza artificiale.

    Alle 03:05 ET, il DAX tedesco perdeva lo 0,3%, il FTSE 100 britannico era in calo dello 0,1% e il CAC 40 francese avanzava dello 0,1%.

    La Fed taglia i tassi ma segnala prudenza per eventuali ulteriori mosse

    La banca centrale americana ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base portandolo a un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto. Tuttavia, ha lasciato intendere che ulteriori riduzioni potrebbero essere sospese nell’attesa di segnali più chiari su inflazione e mercato del lavoro.

    Durante la conferenza stampa, il presidente Jerome Powell ha affermato che i tagli già effettuati hanno portato i tassi in “una gamma di stime plausibili del tasso neutrale e li lasciano ben posizionati per determinare l’entità di ulteriori cambiamenti ai tassi sulla base dei dati economici in arrivo.”

    La decisione ha messo in evidenza crescenti divisioni interne: tre membri hanno votato contro, due favorevoli a una pausa e uno che preferiva un taglio di 50 punti base.

    Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che “due delle maggiori forze trainanti del mercato nel 2025 (l’allentamento della politica monetaria globale e un’unica grande spinta sull’AI) non saranno presenti nel 2026, creando uno scenario molto più incerto per i titoli azionari.”

    I risultati di Oracle pesano sul sentiment

    La nuova ondata di dubbi sulla redditività dell’AI è stata alimentata dai risultati trimestrali di Oracle (NYSE:ORCL), diffusi dopo la chiusura di Wall Street. L’azienda ha pubblicato stime deludenti su utili e ricavi e ha annunciato che gli investimenti aumenteranno di ulteriori 15 miliardi di dollari rispetto alle precedenti previsioni, evidenziando come le ingenti spese per conquistare clienti cloud-AI non stiano ancora producendo profitti all’altezza delle aspettative.

    Secondo gli analisti di Jefferies, “nonostante l’impegno del management a mantenere il rating di credito investment grade, le preoccupazioni sul finanziamento del debito legato all’AI non sono state risolte.”

    Scarsi risultati societari in Europa; focus su Munich Re e Drax

    In Europa le pubblicazioni sui risultati societari sono state poche, ma Munich Re (TG:A289EQ) ha previsto ricavi assicurativi per 64 miliardi di euro nel 2026, superando i 62 miliardi attesi dal mercato. Il gruppo ha inoltre presentato un nuovo piano quinquennale valido fino al 2030, superando il precedente orizzonte triennale.

    Nel Regno Unito, Drax Group (LSE:DRX) ha dichiarato che gli utili del 2025 dovrebbero attestarsi nella parte alta delle stime degli analisti grazie alla resilienza delle sue attività.

    SNB pronta a lasciare i tassi invariati

    L’agenda dei dati macro europei è scarna, ma l’attenzione si concentra sulla riunione di politica monetaria della Banca nazionale svizzera. I mercati prevedono che la SNB manterrà i tassi allo 0,0%, nonostante gli ultimi dati su inflazione e crescita del PIL siano risultati inferiori alle attese.

    Gli analisti di Nomura hanno osservato che “la soglia per un tasso di politica negativo è elevata,” suggerendo che l’istituto potrebbe mantenere l’attuale posizione ancora a lungo.

    Petrolio in calo dopo il sequestro di una petroliera

    I prezzi del greggio sono scesi, restituendo parte dei guadagni precedenti, dopo il sequestro da parte degli Stati Uniti di una petroliera sanzionata al largo del Venezuela.

    Il Brent è arretrato dello 0,7% a 61,78 dollari al barile, mentre il WTI è sceso dello 0,7% a 58,05 dollari.

    Il sequestro aveva inizialmente spinto i prezzi al rialzo, facendo emergere timori legati all’export venezuelano e introducendo un nuovo premio di rischio nell’offerta. Nel frattempo, gli investitori seguono da vicino sia i negoziati di pace in Ucraina sia le previsioni della Fed, poiché tassi più bassi possono stimolare la crescita economica e, di conseguenza, aumentare la domanda di petrolio.

  • Intesa Sanpaolo finalizza l’accordo con i sindacati su uscite volontarie e nuove assunzioni – Fabi

    Intesa Sanpaolo finalizza l’accordo con i sindacati su uscite volontarie e nuove assunzioni – Fabi

    Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) ha raggiunto un nuovo accordo con Fabi e le altre organizzazioni sindacali riguardante una nuova tornata di uscite volontarie e le relative assunzioni.

    Secondo una nota di Fabi, il piano sarà attuato “nelle proporzioni previste dagli accordi 2024, cioè una assunzione a tempo indeterminato ogni due uscite, oltre a una quota di part-time.”

    In base ai termini stabiliti, tutti i dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2026 potranno presentare domanda di uscita volontaria entro il 19 gennaio 2026.

    Coloro che aderiranno avranno diritto a un’indennità pari al periodo di preavviso non goduto, corrisposta come integrazione al TFR, con un’ulteriore maggiorazione per chi presenterà la domanda entro il 7 gennaio 2026.

  • La Borsa di Milano apre in lieve calo mentre il sentiment globale sulla tecnologia si indebolisce; Cucinelli in forte rialzo

    La Borsa di Milano apre in lieve calo mentre il sentiment globale sulla tecnologia si indebolisce; Cucinelli in forte rialzo

    La seduta a Milano si è aperta con una moderata debolezza, riflettendo un clima globale più cauto dopo i risultati deludenti di Oracle. Le indicazioni fornite dal gruppo software statunitense hanno riacceso i timori sulla redditività del settore dell’intelligenza artificiale, smorzando l’ottimismo generato dal taglio dei tassi della Federal Reserve e dal suo tono sorprendentemente meno aggressivo del previsto.

    Verso le 9:30, il FTSE MIB risultava in calo di circa lo 0,1%.

    Brunello Cucinelli (BIT:BC) si è distinta con un forte rialzo iniziale (+2,7%), sostenuta dalle nuove previsioni per il 2025 che indicano una crescita dei ricavi dell’11–12% a cambi costanti—un miglioramento rispetto alle aspettative formulate a inizio anno.

    Il comparto automobilistico ha mostrato andamenti divergenti dopo gli aggiornamenti nelle raccomandazioni di Exane BNP Paribas: Stellantis (BIT:STLAM) ha perso l’1,4% in seguito al downgrade da neutral a underperform, mentre Ferrari (BIT:RACE) è salita dell’1,6% grazie alla promozione a outperform.

    Tra i titoli in rialzo si evidenzia anche Campari (BIT:CPR), in crescita dello 0,7% dopo che Barclays ha alzato il prezzo obiettivo da 7,90 a 8,60 euro. Ben intonati anche Recordati (BIT:REC) e Diasorin (BIT:DIA).

    Sul fronte dei ribassi, STM ha ceduto circa l’1%, penalizzata come il resto del settore tecnologico europeo dall’impatto dei risultati di Oracle. Prysmian (BIT:PRY) è stata un’altra delle principali note negative, con un calo del 2,2%.

  • Ferrari scivola al minimo da 23 mesi dopo un nuovo downgrade degli analisti

    Ferrari scivola al minimo da 23 mesi dopo un nuovo downgrade degli analisti

    Ferrari (BIT:RACE) è scesa mercoledì ai livelli più bassi degli ultimi quasi due anni dopo che la banca d’investimento Oddo BHF ha pubblicato un nuovo downgrade — il secondo questa settimana da parte di grandi broker — aggiungendo ulteriore pressione su un titolo già indebolito.

    Alle 11:56 GMT, le azioni Ferrari perdevano il 3,7% a 312,90 euro, un livello che non si vedeva da gennaio 2024.

    Oddo ha abbassato il rating da Outperform a Neutral e ha tagliato drasticamente il prezzo obiettivo da 430 a 340 euro. La società ora prevede un avvio più lento della produzione del modello F80, riducendo la stima delle consegne 2026 da 250 a 200 unità.

    «Prevediamo ora anche un aumento graduale delle consegne della F80 fino alla fine del 2028, mentre in precedenza avevamo previsto che una versione cabriolet prendesse il sopravvento prima di allora», ha scritto l’analista Anthony Dick.
    «Riteniamo che questo cambiamento possa essere significativo, in quanto Ferrari gestisce tatticamente le consegne della sua serie ultra esclusiva per ottimizzare i risultati», ha aggiunto.

    La banca ha inoltre ridotto del 3,4% la previsione sull’EBIT 2026, portandosi al 2,7% sotto il consenso di mercato.

    Questo downgrade arriva dopo che lunedì Morgan Stanley aveva abbassato il rating di Ferrari da Overweight a Equal Weight e ridotto il suo target price da 520 a 425 dollari, citando l’intenzione dell’azienda di limitare rigorosamente la crescita dei volumi fino al 2030.

    L’analista Edouard Aubin ha affermato che considera positivamente la strategia della società dal punto di vista della valorizzazione del marchio, ma si aspetta che si traduca in «una crescita relativamente modesta» nel breve termine, con un potenziale rialzo di appena l’8% per il titolo.
    Aubin prevede che la crescita dei ricavi di Ferrari rimarrà sotto il 5% nei prossimi tre trimestri, poiché le consegne saranno condizionate dalle tempistiche dei nuovi lanci, come la F80. Ritiene inoltre che il 2026 sarà un anno sbilanciato verso la seconda metà, con una redditività inferiore al consenso a causa di un primo semestre più debole.

    Morgan Stanley ha inoltre richiamato l’attenzione delle preoccupazioni degli investitori sul debutto del veicolo elettrico di Ferrari e sul valore residuo, osservando che i multipli di valutazione potrebbero restare compressi finché non ci sarà maggiore visibilità.

    Considerando il calo odierno, le azioni Ferrari risultano in ribasso di circa il 24% dall’inizio dell’anno, complice la revisione al ribasso delle stime sugli utili e la forte derating rispetto ai massimi dello scorso anno.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Decisione della Fed in arrivo; Oracle e Adobe pronte a pubblicare i risultati – cosa muove i mercati

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Decisione della Fed in arrivo; Oracle e Adobe pronte a pubblicare i risultati – cosa muove i mercati

    I future sugli indici azionari statunitensi si muovono appena sopra la parità, mentre gli operatori attendono l’attesa decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse. Gli analisti prevedono che la banca centrale statunitense annuncerà quello che molti definiscono un “taglio hawkish”, ovvero una riduzione dei tassi accompagnata da indicazioni più rigide sulle ulteriori mosse future. Nonostante ciò, i mercati monetari continuano a scontare ulteriori tagli nel 2026, mentre il presidente Donald Trump — da sempre sostenitore di tagli rapidi del costo del denaro — si prepara, secondo le indiscrezioni, a condurre l’ultimo giro di colloqui per scegliere il nuovo Presidente della Fed.

    Sul fronte delle trimestrali, grande attenzione su Oracle (NYSE:ORCL), che comunicherà i risultati dopo la chiusura dei mercati, con gli investitori concentrati sui suoi piani nell’intelligenza artificiale.

    Future stabili in attesa della Fed

    I future statunitensi mostrano lievi rialzi mentre gli investitori si preparano a una decisione potenzialmente molto discussa da parte della Fed.

    Alle 02:52 ET, i future sul Dow erano invariati, mentre quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq 100 salivano dello 0,1%.

    Nella seduta precedente, Wall Street ha chiuso mista: il Dow e l’S&P 500 sono scesi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato un +0,1%.

    Il sentiment è stato parzialmente frenato da un lieve aumento delle offerte di lavoro in ottobre, mentre assunzioni e dimissioni sono rimaste deboli — segnali di incertezza economica che alcuni economisti attribuiscono ai dazi generalizzati degli Stati Uniti.

    La Fed dovrebbe annunciare un “taglio hawkish”

    Il rapporto del Dipartimento del Lavoro ha rafforzato l’idea che la Fed potrebbe ridurre i tassi a fine riunione, accompagnando però la mossa con una prospettiva più restrittiva.

    Secondo CME FedWatch, la probabilità di un taglio di 25 punti base è attualmente attorno all’88%. Le riduzioni dei tassi — già avvenute a settembre e ottobre — hanno portato l’intervallo target a 3,75%-4%, sostenendo investimenti e occupazione ma rischiando di alimentare l’inflazione.

    I media riportano che il Comitato potrebbe essere insolitamente diviso, complici l’inflazione persistente e la mancanza di dati freschi a causa del più lungo shutdown governativo nella storia USA. È attesa anche una nuova versione delle proiezioni economiche della Fed.

    Il presidente Jerome Powell dovrebbe sostenere un taglio ora ma usare la conferenza stampa per indicare che ulteriori riduzioni richiederanno forti giustificazioni.

    Stabilire questo livello elevato potrebbe però risultare difficile quando, a gennaio, saranno disponibili i nuovi dati su occupazione e inflazione.

    Trump pronto all’ultimo giro di colloqui per la nomina del Presidente della Fed – stampa USA

    Secondo il Wall Street Journal, Donald Trump inizierà nei prossimi giorni l’ultima fase dei colloqui per la scelta del prossimo Presidente della Fed.

    Il giornale riferisce che mercoledì Trump incontrerà l’ex governatore Kevin Warsh, seguito da altri candidati.

    Tra questi figura Kevin Hassett, considerato da molti come il favorito. Hassett è un alleato stretto di Trump e ha spesso sostenuto la necessità di tagli rapidi e aggressivi dei tassi. Tuttavia, con un solo voto su 12 nel FOMC, il suo potere decisionale sarebbe limitato.

    Gli analisti di ING sottolineano però che il mercato obbligazionario ha già scontato “talmente tanto allentamento”, nonostante la previsione di un “taglio hawkish”.

    Gli analisti Chris Turner e Frantisek Taborsky aggiungono:

    “Presumibilmente, questo è l’effetto Kevin Hassett, in cui il suo arrivo alla Fed a febbraio può avvolgere l’outlook del FOMC in un mantello colomba.”

    Oracle pronta a pubblicare i risultati

    Oracle sarà al centro dell’attenzione con i risultati di oggi. Gli analisti attendono dettagli aggiuntivi sulle sue ambizioni nell’intelligenza artificiale.

    Grazie alla partnership con OpenAI, Oracle ha trasformato la propria immagine, passando da attore marginale nel cloud a fornitore chiave di potenza di calcolo per i modelli AI.

    Un arretrato contrattuale superiore ai 400 miliardi di dollari aveva spinto in alto le azioni quest’anno, portando brevemente la società vicino a una valutazione da un trilione di dollari e rendendo temporaneamente Larry Ellison uno degli uomini più ricchi al mondo.

    Negli ultimi mesi, però, l’entusiasmo si è attenuato, con timori legati alla dipendenza da OpenAI e agli ingenti debiti contratti per espandere i data center.

    Adobe attesa dopo il mercato

    Adobe (NASDAQ:ADBE) pubblicherà i risultati dopo la chiusura. Le sue azioni sono scese di oltre il 21% quest’anno, molto al di sotto della performance del Nasdaq Composite.

    In una nota, gli analisti di Stifel hanno scritto che “non è un segreto” che un importante “fardello” per il titolo Adobe sia il timore che l’AI possa sconvolgere il mondo creativo, “rendendo i creatori più efficienti di ordini di grandezza e riducendo nel tempo il numero di licenze vendibili.”

    Essi aggiungono che i catalizzatori per “invertire rapidamente il sentiment” rimangono “sfocati,” anche se vedono i primi segnali di una “critica e riuscita svolta strategica indotta dall’IA.”

    Gli analisti ipotizzano che Adobe possa posizionarsi come una sorta di “Svizzera” dell’AI, diventando una piattaforma neutrale dove gli utenti possono “testare, sfruttare e pagare l’utilizzo di modelli di terze parti.”