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  • Michelin avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per Alfa Gomma

    Michelin avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per Alfa Gomma

    Il produttore francese di pneumatici Michelin (EU: ML) avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per acquisire il gruppo industriale italiano Alfa Gomma, secondo quanto riportato dal quotidiano Corriere della Sera.

    Nel frattempo, i commissari nominati dal Tribunale di Milano avrebbero scelto Lazard come advisor finanziario per gestire il processo di vendita di Alfa Gomma, riferisce il giornale.

  • L’attività economica dell’Eurozona estende la fase di crescita, ma rallenta a dicembre

    L’attività economica dell’Eurozona estende la fase di crescita, ma rallenta a dicembre

    L’attività economica dell’Eurozona ha continuato a espandersi a dicembre, segnando un intero anno di crescita per la prima volta dalla pandemia di COVID-19, secondo i dati dell’HCOB Flash PMI pubblicati martedì. Tuttavia, lo slancio si è indebolito verso la fine dell’anno, indicando un contesto economico più fragile.

    L’indice HCOB Flash PMI Composite Output dell’Eurozona è sceso a 51,9 a dicembre, rispetto a 52,8 di novembre. Pur restando sopra la soglia di 50 che separa espansione e contrazione, il dato segnala un rallentamento dell’attività complessiva.

    Il settore dei servizi ha continuato a sostenere la crescita, con l’indice PMI sceso a 52,6 da 53,6, il livello più basso degli ultimi tre mesi ma ancora coerente con una solida espansione. Il comparto manifatturiero ha invece mostrato un peggioramento, con l’indice di produzione in calo a 49,7 da 50,4, interrompendo una sequenza di nove mesi di crescita e tornando in territorio di contrazione.

    A livello nazionale, la Germania ha registrato un rallentamento della crescita della produzione ai minimi degli ultimi quattro mesi, mentre la Francia è andata vicino alla stagnazione con un’espansione solo marginale. Le altre economie dell’Eurozona hanno continuato a crescere, seppur a un ritmo inferiore rispetto a novembre.

    Le condizioni della domanda si sono indebolite. I nuovi ordini sono aumentati per il quinto mese consecutivo, ma a un ritmo più moderato, mentre i nuovi ordini all’esportazione hanno registrato il calo più marcato da marzo. La flessione è stata guidata dal settore manifatturiero, anche se anche i servizi hanno risentito di una domanda estera più debole.

    L’occupazione nell’Eurozona è cresciuta per il terzo mese consecutivo, con un ritmo leggermente superiore rispetto a novembre. La Germania ha registrato una lieve riduzione dell’occupazione, mentre la Francia ha mostrato un aumento marginale e il resto dell’area una crescita moderata.

    Le pressioni inflazionistiche sono aumentate nel corso del mese. I costi degli input sono saliti al ritmo più rapido degli ultimi nove mesi, mentre l’inflazione dei prezzi di vendita è rimasta contenuta ma in leggero aumento rispetto a novembre. Nonostante l’accelerazione mensile, le medie annuali dei costi e dei prezzi di output sono state le più basse dal 2020.

    Il clima di fiducia delle imprese si è deteriorato, con l’ottimismo complessivo sceso ai minimi degli ultimi sette mesi. La fiducia dei fornitori di servizi è diminuita in modo significativo, soprattutto in Germania, dove ha toccato il livello più basso degli ultimi due anni e mezzo. Al contrario, l’ottimismo nel settore manifatturiero è migliorato, raggiungendo il livello più alto da febbraio 2022.

    “La crescita economica ha rallentato alla fine dell’anno a causa di una lieve contrazione del settore manifatturiero e di un indebolimento dello slancio nel settore dei servizi”, ha dichiarato Cyrus de la Rubia, Chief Economist di Hamburg Commercial Bank. “Nel complesso, la traiettoria verso il nuovo anno appare piuttosto instabile”.

    De la Rubia ha aggiunto che l’inflazione nel settore dei servizi ha raggiunto il livello più alto degli ultimi nove mesi, un elemento che probabilmente ha rafforzato la decisione della Banca Centrale Europea di mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione del 18 dicembre.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA indicano un rimbalzo iniziale dopo il sell-off di venerdì

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA indicano un rimbalzo iniziale dopo il sell-off di venerdì

    I future legati ai principali indici azionari statunitensi segnalavano un’apertura in rialzo lunedì, suggerendo un possibile rimbalzo iniziale di Wall Street dopo le forti perdite registrate alla fine della scorsa settimana.

    Alcuni investitori sembrano pronti a tornare sul mercato dopo il calo di venerdì, innescato soprattutto da una marcata vendita di titoli tecnologici. Tuttavia, l’attività complessiva potrebbe rimanere contenuta, in attesa di una serie di dati macroeconomici statunitensi di rilievo previsti nei prossimi giorni.

    Tra i principali appuntamenti figurano il rapporto sull’occupazione di novembre e i dati sulle vendite al dettaglio di ottobre, entrambi in uscita martedì, seguiti giovedì dai dati sull’inflazione dei prezzi al consumo di novembre. Queste pubblicazioni potrebbero influenzare le aspettative sul percorso futuro dei tassi di interesse dopo la decisione di politica monetaria della Federal Reserve della scorsa settimana.

    Sebbene la Fed abbia tagliato i tassi di 25 punti base, come ampiamente previsto, le nuove proiezioni hanno evidenziato divergenze significative tra i responsabili politici sull’entità di ulteriori riduzioni.

    Dopo una seduta mista giovedì, i mercati azionari hanno subito un netto ribasso venerdì. Tutti i principali indici hanno chiuso in territorio negativo, con il Nasdaq, a forte componente tecnologica, che ha registrato le perdite più marcate.

    A fine seduta, il Nasdaq ha ceduto 398,69 punti, pari all’1,7%, scendendo a 23.195,17, mentre l’S&P 500 ha perso 73,59 punti, ovvero l’1,1%, a 6.827,41. Il Dow Jones Industrial Average ha mostrato una maggiore tenuta, arretrando di 245,96 punti, pari allo 0,5%, a 48.458,05, dopo aver toccato un nuovo massimo intraday nelle prime fasi della seduta.

    Il bilancio settimanale è stato contrastato: il Dow ha guadagnato l’1,1%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,6% e il Nasdaq è sceso dell’1,6%.

    La debolezza di venerdì si è concentrata soprattutto sui titoli tecnologici, come dimostrato dal forte calo del Nasdaq. Broadcom (AVGO) è stata tra i principali responsabili della flessione, crollando di oltre l’11% nonostante risultati del quarto trimestre fiscale superiori alle attese e una guidance positiva per il trimestre in corso.

    Anche altri grandi nomi del settore tecnologico hanno registrato forti ribassi, tra cui Micron Technology (NASDAQ:MU), Oracle (NYSE:ORCL), Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) e Nvidia (NASDAQ:NVDA), riflettendo una continua rotazione fuori dai titoli tech.

    Il sentiment potrebbe essere stato ulteriormente appesantito dalle dichiarazioni del presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, che ha spiegato la sua decisione di votare contro l’ultimo taglio dei tassi. In un intervento pubblicato sul sito della Fed di Chicago, Goolsbee ha affermato di essere preoccupato per “un’eccessiva anticipazione dei tagli dei tassi e per il fatto di dare per scontato che l’inflazione sia transitoria”.

    “Sebbene abbia votato a favore di una riduzione dei tassi nelle riunioni di settembre e ottobre, ritengo che avremmo dovuto attendere più dati, in particolare sull’inflazione, prima di ridurre ulteriormente i tassi”, ha dichiarato.

    I titoli del comparto hardware informatico sono stati tra i peggiori della seduta, trascinando l’indice NYSE Arca Computer Hardware a un crollo del 5,2%. Anche i titoli dei semiconduttori e delle reti hanno subito forti vendite, contribuendo al netto calo del Nasdaq.

    Al di fuori del settore tecnologico, si sono registrate debolezze anche nei servizi petroliferi, nelle società di intermediazione e nel comparto siderurgico, mentre il settore farmaceutico ha mostrato alcune sacche di relativa forza.

  • DAX, CAC, FTSE100, Le Borse europee in rialzo in vista di dati USA e decisioni delle banche centrali

    DAX, CAC, FTSE100, Le Borse europee in rialzo in vista di dati USA e decisioni delle banche centrali

    Le azioni europee hanno registrato perlopiù rialzi lunedì, mentre gli investitori si preparano a una settimana ricca di dati macroeconomici statunitensi e di decisioni di politica monetaria da parte delle principali banche centrali.

    I mercati hanno in gran parte ignorato i nuovi dati provenienti dalla Germania, che mostrano un’accelerazione dell’inflazione dei prezzi all’ingrosso a novembre al ritmo più elevato degli ultimi nove mesi. I prezzi all’ingrosso sono aumentati dell’1,5% su base annua, rispetto all’1,1% di ottobre, segnando il livello più alto da febbraio.

    In tarda mattinata, il DAX tedesco guadagnava circa lo 0,3%, mentre i rialzi erano più marcati altrove, con il FTSE 100 britannico e il CAC 40 francese entrambi in progresso di circa l’1,0%.

    Sul fronte societario, i titoli del gruppo di tecnologia sanitaria Royal Philips sono scesi dopo l’annuncio di un accordo per l’acquisizione di SpectraWAVE.

    Anche Sanofi (EU:SAN) è finita sotto pressione dopo che il gruppo farmaceutico francese ha comunicato che il suo trattamento sperimentale tolebrutinib non ha raggiunto l’obiettivo primario in uno studio clinico di fase 3. La società ha inoltre indicato che una decisione regolatoria negli Stati Uniti sul farmaco, destinato a una forma di sclerosi multipla, subirà probabilmente un ulteriore rinvio.

    In calo anche Hikma Pharmaceuticals (LSE:HIK), dopo che l’amministratore delegato Riad Mishlawi ha lasciato l’incarico di comune accordo.

    I titoli della difesa hanno mostrato debolezza dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha indicato la disponibilità a rinunciare alle aspirazioni dell’Ucraina di entrare nella NATO a seguito di colloqui con gli Stati Uniti.

    In controtendenza, Sika (TG:SIKA) ha registrato rialzi dopo che il gruppo chimico specializzato ha annunciato l’intenzione di acquisire Finja per un importo non divulgato.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA avanzano leggermente mentre i mercati guardano a dati chiave e decisioni sui tassi

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA avanzano leggermente mentre i mercati guardano a dati chiave e decisioni sui tassi

    I future legati ai principali indici azionari statunitensi hanno mostrato lievi rialzi, con gli investitori che si preparano a una settimana ricca di potenziali catalizzatori di mercato. In agenda figurano numerose decisioni sui tassi di interesse da parte delle banche centrali globali, oltre alla pubblicazione di dati macroeconomici statunitensi rinviati a causa di una prolungata chiusura del governo federale. Sul fronte internazionale, tornano le preoccupazioni sul settore immobiliare cinese dopo che China Vanke non è riuscita a ottenere il sostegno necessario dei creditori per rinviare il rimborso del debito. Sul piano societario, SpaceX starebbe muovendo i primi passi verso una possibile quotazione in Borsa, mentre i prezzi del petrolio registrano lievi rialzi.

    I future puntano al rialzo

    I future azionari statunitensi hanno segnato un moderato progresso lunedì, mentre i trader entrano in una delle ultime settimane complete di contrattazioni prima delle chiusure di fine anno.

    Alle 02:48 ET, i future sul Dow Jones salivano di 126 punti, pari allo 0,3%, quelli sull’S&P 500 avanzavano di 14 punti (+0,2%) e i future sul Nasdaq 100 guadagnavano 28 punti (+0,1%).

    Wall Street aveva chiuso la settimana precedente in calo, con l’S&P 500 arretrato rispetto al massimo storico di chiusura toccato giovedì. Il sentiment è stato appesantito da trimestrali deludenti di colossi esposti all’intelligenza artificiale come Oracle (NYSE:ORCL) e Broadcom (NASDAQ:AVGO), che hanno riacceso i dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nel settore.

    Gli investitori restano inoltre concentrati sul quadro macroeconomico, alla ricerca di indicazioni sulla futura traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve, dopo il taglio dei tassi di 25 punti base deciso la scorsa settimana.

    In arrivo dati USA rinviati

    Maggiore chiarezza potrebbe arrivare nei prossimi giorni con la pubblicazione di una serie di indicatori economici statunitensi rinviati durante la chiusura record del governo federale.

    Martedì è atteso il rapporto sull’occupazione di novembre, con gli economisti interpellati da Reuters che prevedono una crescita contenuta di 35.000 posti di lavoro. I dati sui nonfarm payrolls di ottobre, mai pubblicati a causa dello stop delle attività governative, saranno inclusi nel report di novembre.

    È inoltre prevista la diffusione del nuovo tasso di disoccupazione, dopo che la chiusura di 43 giorni aveva impedito la raccolta dei dati di ottobre.

    “Qualsiasi dato più debole delle attese potrebbe anticipare le aspettative su un prossimo taglio dei tassi da parte della Fed”»”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

    I mercati guarderanno anche a un importante indicatore mensile dell’inflazione statunitense, ampiamente utilizzato per monitorare l’andamento dei prezzi al consumo.

    Per la Fed, la solidità del mercato del lavoro è diventata una priorità maggiore rispetto alle persistenti pressioni inflazionistiche. Sebbene diversi indicatori suggeriscano un raffreddamento dell’occupazione, l’assenza di dati ufficiali completi negli ultimi mesi ha costretto decisori politici e investitori a fare maggiore affidamento su fonti alternative.

    Crollano le azioni China Vanke

    I titoli China Vanke sono scesi lunedì dopo che il gruppo immobiliare non è riuscito a ottenere il consenso necessario dei bondholder per estendere una rilevante scadenza obbligazionaria, riaccendendo i timori di una nuova crisi del debito nel settore immobiliare cinese.

    Il titolo Vanke ha perso il 2,8% a Shenzhen, dopo che le comunicazioni ufficiali hanno mostrato che la maggioranza dei creditori ha respinto la proposta di rinviare di un anno il pagamento di un bond in scadenza lunedì.

    La società dispone ora di un periodo di grazia di cinque giorni lavorativi per rimborsare 2 miliardi di yuan (280 milioni di dollari), pena il rischio di default.

    Vanke aveva già comunicato a novembre l’intenzione di rinegoziare parte del proprio debito, una mossa che ha nuovamente sollevato dubbi sulla tenuta del mercato immobiliare cinese. Essendo sostenuta dallo Stato, un eventuale default di Vanke rappresenterebbe il caso più rilevante finora, superando potenzialmente quelli di Evergrande e Country Garden.

    Anche altri titoli immobiliari cinesi hanno chiuso in calo: New World Development Co Ltd ha perso il 3,0% a Hong Kong, mentre China CITIC Construction ha ceduto l’1,0%.

    SpaceX valuta i preparativi per una possibile IPO

    Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i dirigenti di SpaceX hanno avviato i primi contatti con le banche di Wall Street per valutare un ruolo di consulenza in vista di una possibile quotazione in Borsa.

    Le banche d’investimento dovrebbero presentare le prime proposte nelle prossime settimane. Secondo indiscrezioni recenti, una IPO potrebbe valutare SpaceX oltre 1.000 miliardi di dollari.

    Il fondatore e CEO Elon Musk ha confermato la scorsa settimana che l’ipotesi di una IPO è allo studio e, secondo il WSJ, i dipendenti sarebbero già stati informati dei preparativi.

    SpaceX è un fornitore chiave di tecnologie spaziali per il governo degli Stati Uniti e ha recentemente registrato una forte crescita anche attraverso il business di internet satellitare Starlink.

    Il petrolio torna a salire

    I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve rialzo, recuperando parzialmente dopo i forti cali della scorsa settimana. Gli operatori hanno valutato i rischi di possibili interruzioni dell’offerta globale legate all’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, oltre alle speculazioni su un potenziale accordo di pace tra Russia e Ucraina.

    Il Brent guadagnava lo 0,2% a 61,24 dollari al barile, mentre il WTI avanzava dello 0,3% a 57,39 dollari.

    Entrambi i benchmark avevano perso oltre il 4% la scorsa settimana, soprattutto a causa dei timori che l’offerta globale di greggio stia crescendo più rapidamente della domanda.

  • DAX, CAC, FTSE100, Le Borse europee aprono in lieve rialzo in vista delle decisioni delle banche centrali e dei dati chiave

    DAX, CAC, FTSE100, Le Borse europee aprono in lieve rialzo in vista delle decisioni delle banche centrali e dei dati chiave

    Le azioni europee hanno registrato modesti guadagni lunedì all’avvio dell’ultima settimana completa di contrattazioni dell’anno, in un contesto caratterizzato da numerose decisioni di politica monetaria e dalla pubblicazione di importanti dati macroeconomici statunitensi rinviati.

    Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco saliva dello 0,4%, il CAC 40 francese avanzava dello 0,4% e il FTSE 100 britannico guadagnava lo 0,5%.

    Le banche centrali al centro dell’attenzione

    Il sentiment è stato sostenuto dalla decisione della Federal Reserve della scorsa settimana di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, favorendo i mercati globali verso la fine dell’anno.

    Tuttavia, i rialzi restano contenuti a inizio settimana, con gli investitori alle prese con un calendario ricco di eventi potenzialmente rilevanti. Tra questi figurano le riunioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea e della Bank of England, oltre alle persistenti preoccupazioni legate al settore immobiliare cinese.

    La BCE si riunirà giovedì ed è ampiamente attesa una conferma del tasso di riferimento al 2% per la quarta riunione consecutiva. I mercati guarderanno con attenzione a eventuali segnali su possibili rialzi nel 2026, alla luce dei recenti dati che mostrano una crescita economica dello 0,3% nel terzo trimestre, ben superiore alle previsioni formulate dalla BCE a settembre.

    Più incerto lo scenario nel Regno Unito, dove il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, potrebbe modificare la propria posizione e orientare il voto verso un taglio dei tassi. Le attese indicano una possibile decisione risicata, con un voto 5-4 a favore di una riduzione del tasso base al 3,75% dal 4,0%.

    Nel corso della settimana sono attese anche le decisioni di altre banche centrali, tra cui la Riksbank svedese e la Norges Bank norvegese, che terranno le ultime riunioni di politica monetaria del 2025.

    Attenzione ai dati USA rinviati

    La settimana prevede inoltre la pubblicazione di diversi dati economici statunitensi rinviati, tra cui le vendite al dettaglio di ottobre e il cruciale rapporto sull’occupazione di novembre.

    Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ribadito durante l’ultima conferenza stampa del FOMC che le future decisioni sui tassi dipenderanno dall’andamento dei dati macroeconomici, rendendo queste pubblicazioni particolarmente rilevanti per i mercati.

    In Europa, gli investitori analizzeranno anche gli indici PMI di dicembre e i dati sull’inflazione relativi sia all’area euro sia al Regno Unito.

    In precedenza, i dati cinesi hanno mostrato una crescita della produzione industriale e delle vendite al dettaglio inferiore alle attese a ottobre, mentre gli investimenti fissi — un indicatore chiave della spesa delle imprese — hanno registrato una contrazione più marcata del previsto. Le cifre hanno rafforzato i timori di un rallentamento della seconda economia mondiale e aumentato le aspettative di nuovi stimoli da parte di Pechino.

    Restano inoltre elevate le preoccupazioni sul settore immobiliare cinese, dopo che lo sviluppatore statale China Vanke non è riuscito a ottenere l’approvazione dei creditori per rinviare il rimborso di un’obbligazione domestica in scadenza il 15 dicembre.

    Focus sulle società

    Sul fronte societario, con la stagione delle trimestrali europee ormai in gran parte conclusa, l’attenzione si è concentrata su Sanofi (EU:SAN), dopo che il gruppo farmaceutico francese ha annunciato che il suo farmaco sperimentale tolebrutinib non ha raggiunto l’obiettivo primario in uno studio di fase 3 sulla sclerosi multipla primaria progressiva.

    Inoltre, Hikma Pharmaceuticals (LSE:HIK) ha comunicato che Riad Mishlawi ha lasciato l’incarico di amministratore delegato ed è uscito dal consiglio di amministrazione di comune accordo.

    Il petrolio rimbalza dopo i forti cali

    I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve rialzo lunedì, recuperando parzialmente dopo le forti perdite della scorsa settimana. Gli operatori hanno valutato i possibili rischi di interruzioni dell’offerta globale legati all’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, insieme alle ipotesi su un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina.

    Il Brent è salito dello 0,4% a 61,34 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato lo 0,4% a 57,46 dollari. Entrambi i benchmark avevano perso oltre il 4% la scorsa settimana, principalmente a causa dei timori che l’offerta globale di greggio stia crescendo più rapidamente della domanda.

  • Goldman Sachs indica Tenaris tra i protagonisti del settore oil & gas

    Goldman Sachs indica Tenaris tra i protagonisti del settore oil & gas

    Goldman Sachs ha avviato la copertura su Tenaris (BIT:TEN), assegnando un rating neutral e fissando un prezzo obiettivo a 18,80 euro per azione.

    La decisione arriva con il titolo Tenaris scambiato intorno a 17,27 euro nelle contrattazioni mattutine, in rialzo di circa lo 0,5%, il che implica un potenziale di apprezzamento di circa il 9% rispetto alla valutazione della banca.

    Tenaris, quotata sia a Milano sia a New York, produce tubi in acciaio senza saldatura e saldati utilizzati nelle attività di perforazione, nella distribuzione di petrolio e gas e in diverse applicazioni industriali. Il gruppo offre attualmente un dividend yield del 2,87% e ha registrato una performance da inizio anno pari al 12,18%.

    L’avvio della copertura è stato annunciato dall’analista Michele Della Vigna, che ha evidenziato il posizionamento solido di Tenaris all’interno del comparto delle attrezzature per l’oil & gas. Goldman considera la società tra i leader del settore, grazie a un bilancio robusto, a un’elevata generazione di cassa, a un rendimento da dividendo vicino al 3% e a un free cash flow yield atteso nell’intervallo dell’8–10% nei prossimi anni.

    La valutazione resta tuttavia prudente guardando al 2026. Secondo Goldman, potrebbero emergere pressioni legate a prezzi del petrolio più deboli, a una riduzione dell’attività di perforazione con effetti sulla domanda di OCTG, oltre a fattori come i dazi statunitensi sulle barre d’acciaio e la maggiore esposizione di Tenaris allo shale USA.

    L’inizio della copertura avviene in una fase in cui le società energetiche continuano a gestire con cautela gli investimenti, in un contesto di prezzi del petrolio volatili e di transizione energetica in corso. Goldman Sachs ritiene che il calo dei prezzi globali del petrolio e dell’attività di perforazione OCTG possa essere in parte compensato nel 2026 dalla domanda di pozzi più complessi e progetti offshore, dal crescente utilizzo del gas per la produzione di energia e da prezzi LNG sostenuti legati a sviluppi in acque profonde e ad alta pressione.

    All’interno del settore, Goldman esprime una preferenza per la francese Vallourec (EU:VK), secondo produttore mondiale di tubi in acciaio senza saldatura. Secondo la banca, Vallourec sarà meglio posizionata nel 2026 grazie alla piena integrazione verticale negli Stati Uniti, mentre Tenaris potrebbe risentire maggiormente dei dazi e di una più elevata esposizione al mercato.

    Goldman aggiunge che, con Vallourec impegnata a colmare il divario in termini di EBITDA per tonnellata e di conversione della cassa rispetto a Tenaris, lo storico sconto di valutazione rispetto ai peer dovrebbe ridursi a circa il 5%, sostenuto da un “solido portafoglio ordini internazionale”, destinato a supportare la crescita degli utili fino al 2026-2027.

    Anche le recenti trimestrali hanno influenzato il sentiment degli analisti. I risultati del terzo trimestre di Tenaris hanno superato le attese, con ricavi ed EBITDA adjusted superiori rispettivamente del 6,2% e del 20,2% alle stime di Stifel. Di conseguenza, Stifel ha alzato il target price sul titolo da 37 a 45 dollari, confermando il rating buy, rispetto ai 40,40 dollari della chiusura di venerdì a New York.

    TD Cowen ha adottato una linea simile, incrementando il prezzo obiettivo a 46 dollari da 43, citando risultati trimestrali migliori del previsto e una guidance positiva per il quarto trimestre.

    Di contro, Piper Sandler ha declassato Tenaris da overweight a neutral, riducendo il target price a 41 dollari da 48, per via delle preoccupazioni legate alla stabilizzazione dei prezzi dei tubi per l’oil & gas e al possibile impatto di cambiamenti nelle normative commerciali. Nonostante queste criticità, secondo TD Cowen Tenaris ha comunque sovraperformato l’indice OIH di circa 400 punti base.

  • Le azioni Juventus volano dopo il no del CdA all’offerta di Tether

    Le azioni Juventus volano dopo il no del CdA all’offerta di Tether

    Il titolo Juventus (BIT:JUVE) ha messo a segno un forte rimbalzo dopo che il consiglio di amministrazione del club ha respinto formalmente una proposta di acquisizione presentata da Tether Investments, innescando una reazione positiva del mercato.

    “Non c’è alcuna intenzione di vendere alcuna azione della Juventus a terzi, inclusa, ma non limitata a, la società salvadoregna Tether”. Con questa dichiarazione, il consiglio di amministrazione della Juventus ha chiarito la propria posizione sull’offerta non sollecitata avanzata dalla società legata alla stablecoin USDT, spingendo il titolo nettamente al rialzo in avvio di seduta.

    Il CdA ha sottolineato che Exor e la famiglia Agnelli sono “azionisti stabili e orgogliosi da oltre un secolo, che restano pienamente impegnati nei confronti del Club, sostenendo il nuovo team di gestione nell’attuazione di una strategia chiara volta a raggiungere risultati importanti sia dentro che fuori dal campo”.

    Nei primi minuti di contrattazioni, le azioni Juventus sono balzate fino all’11%, toccando quota 2,42 euro, il livello più alto dal 24 novembre. Prima del rally di oggi, il titolo aveva perso circa il 27% nel corso del 2025 e il club non registra un utile netto annuale da quasi un decennio.

    Il movimento segue l’annuncio di venerdì di Tether, che ha comunicato di aver presentato a Exor un’offerta vincolante, non sollecitata e interamente in contanti per acquisire l’intera partecipazione della holding della famiglia Agnelli nella Juventus. Tether, che detiene già l’11,527% del capitale del club, ha dichiarato che successivamente lancerebbe un’offerta pubblica di acquisto sulle restanti azioni allo stesso prezzo, finanziata interamente con mezzi propri e accompagnata da un impegno di lungo periodo nei confronti della società.

    Secondo i calcoli di Tether, la quota di Exor equivale al 65,4% del capitale della Juventus. Il prezzo proposto è pari a 2,66 euro per azione, valorizzando il 100% della società a circa 1,1 miliardi di euro, con un premio di circa il 20,74% rispetto al prezzo ufficiale del titolo Juventus dell’11 dicembre.

    L’offerta è stata presentata “con l’obiettivo di dimostrare la forte convinzione di Tether nella possibilità di concludere una transazione reciprocamente soddisfacente in uno spirito di collaborazione, che sarebbe nel migliore interesse della società e dei suoi stakeholder”, ha spiegato la società.

    Anche l’amministratore delegato di Tether, Paolo Ardoino, è intervenuto pubblicamente. “Fin dall’inizio, il nostro obiettivo è sempre stato quello di sostenere la squadra e riportarla alla gloria che merita”, ha scritto su X. In seguito ha aggiunto: “Per me, la Juventus è sempre stata parte della mia vita. Sono cresciuto con questa squadra. Da ragazzo ho imparato il significato di impegno, resilienza e responsabilità, guardando la Juventus affrontare successi e difficoltà con dignità. Queste lezioni mi sono rimaste dentro ben oltre il fischio finale. Il nostro interesse per la Juventus nasce da una profonda ammirazione e rispetto. La Juventus è un simbolo dell’eccellenza italiana con una presenza davvero globale, costruita nel corso delle generazioni grazie al duro lavoro, all’ambizione e alla fedeltà incrollabile dei suoi tifosi”.

    Nonostante queste dichiarazioni, la risposta della Juventus è stata netta. Il consiglio di amministrazione ha respinto all’unanimità la proposta, ribadendo che il club “è una società storica e di successo, di cui Exor e la famiglia Agnelli sono azionisti stabili e orgogliosi da oltre un secolo, e restano pienamente impegnati nel sostenere il Club, affiancando il nuovo management nell’esecuzione di una strategia chiara per raggiungere risultati eccellenti sia dentro che fuori dal campo”.

    A rafforzare questa posizione è intervenuto anche l’amministratore delegato di Exor, John Elkann, in un videomessaggio. “La Juve fa parte della mia famiglia da 102 anni. È parte nel senso più vero del termine, perché nel corso di un secolo quattro generazioni l’hanno fatta crescere, resa forte, curata nei momenti difficili e celebrata in quelli felici”, ha affermato.

    Ha poi ampliato il messaggio oltre la dimensione azionaria: “Ma non solo: la Juve fa parte di una famiglia molto più grande, la famiglia bianconera, composta da milioni di tifosi che amano la Juve come amano le persone care. Proprio per questa passione, per questa storia d’amore che ci unisce da oltre un secolo, come famiglia continuiamo a sostenere la squadra e a guardare al futuro, per costruire una Juve vincente. La Juventus, la nostra storia, i nostri valori non sono in vendita”, ha concluso Elkann.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Broadcom, risultati Costco e l’uscita del CEO di Lululemon muovono i mercati

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Broadcom, risultati Costco e l’uscita del CEO di Lululemon muovono i mercati

    I future sugli indici azionari statunitensi indicavano un avvio contrastato venerdì, ultima seduta della settimana. Le azioni Broadcom (NASDAQ:AVGO) sono scese nel trading after-hours dopo che l’aggiornamento del produttore di chip ha riacceso le preoccupazioni sui costi crescenti degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Costco (NASDAQ:COST) ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese, mettendo in evidenza una domanda solida per i prodotti a basso prezzo mentre i consumatori restano cauti in vista della stagione degli acquisti natalizi. Nel frattempo, Lululemon Athletica (NASDAQ:LULU) ha annunciato l’uscita del suo amministratore delegato, mentre alcune indiscrezioni indicano che il fondatore starebbe valutando un’eventuale battaglia per deleghe. I prezzi del petrolio sono saliti, sostenuti dai timori di offerta legati alla possibile intercettazione da parte degli Stati Uniti di ulteriori petroliere venezuelane.

    Future senza una direzione chiara

    I future su Wall Street si sono mossi attorno alla parità nelle prime ore di venerdì, segnalando una chiusura debole di una settimana caratterizzata da decisioni chiave sui tassi di interesse delle banche centrali e da risultati cruciali legati al settore dell’intelligenza artificiale.

    Alle 02:00 ET, i future sul Dow Jones salivano di 105 punti, pari allo 0,2%, quelli sull’S&P 500 risultavano sostanzialmente invariati, mentre i future sul Nasdaq 100 perdevano 36 punti, pari allo 0,1%.

    Giovedì, sia l’S&P 500 sia il Dow Jones Industrial Average hanno chiuso su nuovi massimi storici, sostenuti da un aggiornamento di politica monetaria della Federal Reserve interpretato come più equilibrato e meno restrittivo del previsto. Gli analisti di Vital Knowledge hanno suggerito che il presidente della Fed Jerome Powell abbia acceso una “luce verde” per un rally di fine anno dei mercati azionari.

    Tuttavia, il sentiment è stato indebolito da una previsione finanziaria negativa del colosso del cloud computing Oracle, che ha alimentato ulteriori timori sulla sostenibilità — e sulla redditività futura — del boom dell’intelligenza artificiale. Oltre a un crollo di oltre il 10% del titolo Oracle, anche le obbligazioni della società sono state vendute, mentre sono aumentati gli acquisti di credit default swap, a riflesso delle preoccupazioni per le ambizioni AI finanziate dal debito.

    Il clima prudente ha pesato sul Nasdaq Composite, che ha perso 60,30 punti, pari allo 0,25%.

    Broadcom avverte sull’impatto dell’AI sui margini

    Le azioni Broadcom sono scese nel trading esteso dopo che il gruppo dei semiconduttori ha segnalato che i margini subiranno pressioni a causa dell’effetto diluitivo dei ricavi legati all’intelligenza artificiale.

    Nel tentativo di erodere il dominio di lunga data di Nvidia nei processori per l’AI, Broadcom ha ampliato in modo deciso la propria presenza nel settore. L’amministratore delegato Hock Tan ha dichiarato agli analisti, durante la call post-risultati, che il portafoglio ordini della società ha raggiunto i 73 miliardi di dollari e che le consegne sono previste nei prossimi 18 mesi.

    Ma, come ormai spesso accade nel settore tecnologico, l’espansione nell’AI comporta investimenti molto elevati. Il direttore finanziario Kirsten Spears ha affermato che il margine lordo consolidato del primo trimestre dovrebbe ridursi di circa 100 punti base su base sequenziale.

    Nel complesso, i principali provider cloud statunitensi dovrebbero spendere oltre 400 miliardi di dollari in AI quest’anno, soprattutto per la costruzione di data center avanzati necessari a supportare modelli come ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google.

    Allo stesso tempo, la mancanza di prove concrete che questa ondata di investimenti stia generando reali benefici in termini di produttività o utili — insieme a valutazioni elevate e a un ciclo di operazioni ripetitive — ha alimentato i timori di una possibile bolla dell’AI.

    I risultati del quarto trimestre fiscale di Broadcom, superiori alle attese, hanno rappresentato uno degli ultimi grandi appuntamenti del calendario AI del 2025. Gli investitori guardano ora ai conti di Jabil, fornitore di Apple, e del gruppo dei semiconduttori Micron, attesi nel corso del mese.

    Costco supera le stime

    Altrove, le azioni Costco hanno registrato un lieve calo dopo la chiusura, nonostante il retailer all’ingrosso abbia riportato ricavi e utili del primo trimestre superiori alle stime.

    Le vendite comparabili, escluse quelle di carburante, sono aumentate del 6,4% nel trimestre chiuso il 23 novembre, superando le attese di un incremento del 5,82%, secondo i dati LSEG citati da Reuters.

    La performance è stata sostenuta anche dalle partnership di Costco per le consegne in giornata con Instacart negli Stati Uniti e con UberEats e DoorDash nei mercati internazionali.

    I risultati rispecchiano quelli solidi di concorrenti come Walmart, Dollar Tree e Dollar General, evidenziando come molti consumatori — soprattutto negli Stati Uniti — siano sempre più orientati alla ricerca di offerte in un contesto di incertezza economica, rallentamento del mercato del lavoro e inflazione persistentemente elevata.

    Lululemon annuncia il cambio al vertice

    Le azioni Lululemon Athletica sono balzate di oltre il 10% nel trading after-hours dopo che la società ha annunciato l’uscita dell’amministratore delegato Calvin McDonald e un miglioramento delle previsioni di utile per l’intero esercizio.

    McDonald lascerà l’azienda a gennaio dopo sette anni alla guida, senza che sia stato indicato un successore immediato. Rimarrà in un ruolo di consulenza senior fino a marzo, ma lascerà il suo posto nel consiglio di amministrazione.

    Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’uscita di McDonald segue le mosse del fondatore Chip Wilson, che starebbe valutando una battaglia per deleghe, incontrando potenziali investitori e consulenti. Il quotidiano riferisce che Wilson sarebbe parzialmente insoddisfatto della strategia di marketing di Lululemon, anche se non è chiaro se il cambio al vertice influenzerà i suoi piani.

    Il petrolio sale per timori sull’offerta

    I prezzi del petrolio sono aumentati venerdì, sostenuti dai timori di un restringimento dell’offerta dopo le notizie secondo cui gli Stati Uniti potrebbero intercettare ulteriori spedizioni di greggio venezuelano.

    I futures sul Brent sono saliti dello 0,5% a 61,56 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha guadagnato lo 0,5% a 57,90 dollari al barile.

    Nonostante il rialzo, entrambi i benchmark restavano avviati verso una perdita settimanale, dopo il calo di circa l’1,5% registrato giovedì, in un contesto di speculazioni su un possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina che potrebbe aumentare l’offerta di petrolio russo sui mercati globali.

  • DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei avanzano grazie all’ottimismo globale nonostante la contrazione dell’economia britannica

    DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei avanzano grazie all’ottimismo globale nonostante la contrazione dell’economia britannica

    Le borse europee hanno chiuso in rialzo venerdì, sostenute dal clima positivo sui mercati globali, anche se i dati macroeconomici deludenti provenienti dal Regno Unito hanno in parte frenato il sentiment.

    Intorno alle 08:05 GMT, il DAX di Francoforte guadagnava lo 0,5%, il CAC 40 di Parigi avanzava dello 0,2% e il FTSE 100 di Londra saliva dello 0,4%.

    Il taglio dei tassi della Fed sostiene l’appetito per il rischio

    Il sentiment dei mercati è migliorato all’inizio della settimana dopo che la Federal Reserve statunitense ha ridotto i tassi di interesse di 25 punti base, indicando anche la possibilità di un ulteriore taglio nel corso del prossimo anno. Durante la conferenza stampa successiva alla riunione, il presidente Jerome Powell ha adottato un tono decisamente meno restrittivo del previsto.

    I mercati azionari statunitensi hanno reagito positivamente, con l’S&P 500 e il Dow Jones Industrial Average che hanno chiuso giovedì su nuovi massimi storici. Il NASDAQ Composite ha invece sottoperformato, penalizzato dalla debolezza del comparto tecnologico.

    La forza di Wall Street ha permesso alle borse europee di seguire il rialzo dei mercati asiatici nella seduta di venerdì, mentre gli investitori attendono le prossime decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea e della Bank of England, previste per la prossima settimana.

    Dati deludenti sulla crescita nel Regno Unito

    I dati pubblicati in precedenza hanno mostrato che l’economia britannica è rimasta in contrazione a ottobre, con il prodotto interno lordo in calo dello 0,1% su base mensile. Il dato replica la flessione di settembre e risulta inferiore alle attese di una crescita dello 0,1%.

    Secondo gli operatori di mercato, l’incertezza legata alla Legge di Bilancio autunnale presentata a novembre dal ministro delle Finanze Rachel Reeves potrebbe aver frenato le decisioni di investimento e di spesa da parte di imprese e consumatori.

    La Bank of England terrà la sua ultima riunione di politica monetaria dell’anno la prossima settimana ed è ampiamente attesa una riduzione dei tassi di 25 punti base al 3,75%, alla luce dei segnali di rallentamento dell’inflazione.

    In Germania, l’inflazione è salita al 2,6% a novembre, secondo quanto comunicato dall’ufficio federale di statistica, confermando i dati preliminari. I prezzi al consumo armonizzati, utilizzati per i confronti a livello europeo, si sono attestati al 2,3% su base annua in ottobre.

    Per contro, la Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse nella prossima riunione, con l’inflazione dell’area euro sostanzialmente in linea con l’obiettivo di medio termine del 2%.

    Notizie societarie

    Sul fronte societario, Capita PLC (LSE:CPI) ha indicato nel suo ultimo aggiornamento che i ricavi di alcune divisioni sono risultati inferiori alle attese, pur confermando le previsioni di utile per l’intero esercizio.

    Sotto i riflettori anche Broadcom (NASDAQ:AVGO), dopo che il produttore statunitense di semiconduttori ha previsto ricavi del primo trimestre superiori alle stime di mercato, avvertendo tuttavia che i margini potrebbero ridursi a causa di una maggiore incidenza dei ricavi legati all’intelligenza artificiale. L’ingresso nel settore dei chip AI ha alimentato le preoccupazioni degli investitori sulla redditività e sui costi degli ingenti investimenti.

    Il petrolio sale leggermente

    I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve rialzo venerdì, sostenuti dai timori di un restringimento dell’offerta dopo le notizie secondo cui gli Stati Uniti potrebbero intercettare ulteriori petroliere venezuelane.

    I futures sul Brent sono saliti dello 0,5% a 61,56 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha guadagnato lo 0,5% a 57,90 dollari al barile. Nonostante il rialzo giornaliero, entrambi i benchmark restano avviati a chiudere la settimana in calo, dopo la flessione di circa l’1,5% registrata giovedì, in un contesto di possibili progressi verso un accordo di pace tra Russia e Ucraina che potrebbe aumentare l’offerta di greggio russo sui mercati globali.