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  • Stellantis e Bolt si alleano per introdurre servizi di mobilità autonoma in Europa

    Stellantis e Bolt si alleano per introdurre servizi di mobilità autonoma in Europa

    Stellantis NV (BIT:STLAM) e Bolt hanno annunciato una nuova partnership con l’obiettivo di portare soluzioni di mobilità senza conducente su larga scala nelle città europee, con i primi programmi pilota previsti per il 2026 e l’avvio della produzione industriale fissato al 2029.

    L’iniziativa punta ad accelerare l’adozione dei veicoli autonomi nel continente, sfruttando le competenze di entrambe le aziende per favorire una diffusione commerciale più rapida.

    I test iniziali verranno avviati in alcuni mercati europei a partire dal 2026, creando le basi per un’implementazione più ampia e la produzione di massa tre anni dopo.

    L’alleanza rappresenta un passo importante per il settore europeo della guida autonoma, mentre Stellantis e Bolt lavorano per consolidare la loro presenza nel mercato della mobilità senza conducente.

  • L’UE avvia un’indagine antitrust sulle pratiche AI di Google

    L’UE avvia un’indagine antitrust sulle pratiche AI di Google

    L’Unione Europea ha aperto un’indagine antitrust formale nei confronti di Google, parte di Alphabet (NASDAQ:GOOG), per verificare se il comportamento dell’azienda nel settore dell’intelligenza artificiale possa danneggiare la concorrenza.

    In una nota diffusa martedì, la Commissione Europea ha dichiarato di voler accertare se Google abbia imposto condizioni ingiuste a editori e creatori di contenuti, limitandone potenzialmente la capacità di competere.

    I regolatori esamineranno inoltre le accuse secondo cui Google potrebbe aver garantito ai propri servizi un accesso preferenziale ai contenuti online, un vantaggio che potrebbe fornire alle sue tecnologie di AI un margine competitivo ingiusto rispetto ai rivali.

  • Eni Annuncia una Importante Scoperta di Gas nel Bacino di Kutei in Indonesia

    Eni Annuncia una Importante Scoperta di Gas nel Bacino di Kutei in Indonesia

    Eni (BIT:ENI) ha reso nota una significativa scoperta di gas nel pozzo esplorativo Konta-1, perforato all’interno del contratto di produzione Muara Bakau (PSC) nel bacino di Kutei, situato a circa 50 chilometri al largo della costa del Kalimantan Orientale, in Indonesia.

    Secondo un comunicato della società, le prime valutazioni indicano la presenza di circa 17 miliardi di metri cubi (bcm) di gas in place, con un potenziale aggiuntivo superiore ai 28 bcm.

    Un test di produzione condotto con successo su uno dei giacimenti ha registrato una portata fino a 900.000 metri cubi di gas al giorno e circa 700 barili al giorno di condensati. Sulla base di questi risultati, il pozzo potrebbe raggiungere una produzione complessiva multi-giacimento fino a 2,2 milioni di metri cubi di gas al giorno e circa 1.600 barili di condensati al giorno, precisa Eni.

    La scoperta Konta-1 si trova nel PSC Muara Bakau, dove Eni è operatore con una partecipazione dell’88,334%. La quota restante, pari all’11,666%, è detenuta da Saka Energi.

  • La Borsa di Milano Avanza in Attesa della Riunione della Fed, Finanziari in Testa

    La Borsa di Milano Avanza in Attesa della Riunione della Fed, Finanziari in Testa

    La Borsa di Milano ha aperto in territorio positivo, sovraperformando la maggior parte degli altri listini europei, anche se gli investitori restano prudenti in vista della decisione sui tassi della Federal Reserve attesa per domani. Con un taglio di 25 punti base ormai dato per quasi certo, l’attenzione del mercato si sposta sulle indicazioni che la Fed fornirà per il 2025 e sul ritmo del futuro allentamento monetario.

    Verso le 9:45, il FTSE MIB segnava un progresso dello 0,65%.

    I titoli finanziari sono stati il principale motore del rialzo dell’indice. In particolare, le piattaforme di asset e wealth management hanno registrato buone performance, sostenute da trend strutturali favorevoli che, secondo JP Morgan, includono la crescente domanda di consulenza personalizzata e gestione patrimoniale. In questo contesto, il broker ha alzato i target price per Mediolanum (BIT:BMED), in rialzo del 2,6%, e per FinecoBank (BIT:FBK), salita dell’1,3%.

    In progresso anche il comparto assicurativo, con Generali (BIT:G) in aumento del 2,6% e Unipol (BIT:UNI) in crescita dell’1,9%. Nel settore bancario si distingue BPER (BIT:BPE), che avanza dell’1,3%, mentre UniCredit (BIT:UCG) e Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) trattano anch’essi in rialzo, con quest’ultima che consolida il recente recupero.

    Il settore della difesa resta forte in tutta Europa e Leonardo (BIT:LDO) guadagna il 2,9%. Deboli invece i titoli energetici e automobilistici, con Stellantis (BIT:STLAM) in calo di circa l’1%, risultando il fanalino di coda del FTSE MIB.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I futures USA in leggero rialzo mentre Wall Street attende la decisione della Fed

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I futures USA in leggero rialzo mentre Wall Street attende la decisione della Fed

    I futures sugli indici statunitensi indicavano un avvio leggermente positivo lunedì, suggerendo che le azioni potrebbero estendere i modesti guadagni registrati alla fine della scorsa settimana.

    L’umore iniziale è sostenuto dal rinnovato ottimismo sull’andamento dei tassi d’interesse, mentre gli investitori attendono l’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve previsto questa settimana.

    La Fed è ampiamente attesa tagliare nuovamente i tassi di 25 punti base mercoledì, e gli operatori guarderanno con attenzione alle indicazioni su ciò che potrebbe accadere all’inizio del 2026.
    Secondo il FedWatch di CME Group, i mercati attribuiscono una probabilità dell’89,2% a un taglio di un quarto di punto questa settimana, ma solo del 70,3% a un ulteriore taglio nel meeting di gennaio.

    Venerdì Wall Street ha mostrato una lieve forza dopo una seduta debole e volatile giovedì. Il movimento ha spinto il Nasdaq e l’S&P 500 ai loro massimi di chiusura da un mese.
    Nonostante il ritracciamento dai massimi intraday, gli indici principali hanno chiuso in positivo:

    • Dow Jones: +104,05 punti (+0,2%) a 47.954,99
    • Nasdaq Composite: +72,99 punti (+0,3%) a 23.578,13
    • S&P 500: +13,28 punti (+0,2%) a 6.870,40

    Su base settimanale, il Nasdaq è salito dello 0,9%, il Dow dello 0,5% e l’S&P 500 dello 0,3%.

    Il lieve rialzo di venerdì ha seguito la pubblicazione della misura d’inflazione preferita dalla Fed, che è risultata in linea con le attese.
    Il Dipartimento del Commercio ha riportato che l’indice dei prezzi PCE è salito dello 0,3% a settembre, lo stesso aumento di agosto e in linea con le previsioni.
    Su base annua, l’inflazione PCE è aumentata al 2,8% dal 2,7%.

    Il PCE core, che esclude alimentari ed energia, è aumentato dello 0,2% per il terzo mese consecutivo. Il tasso annuale è sceso leggermente al 2,8% dal 2,9%, rafforzando le speranze che l’inflazione stia rallentando abbastanza da consentire ulteriori tagli ai tassi.

    L’interesse all’acquisto è rimasto contenuto, poiché i mercati già scontavano un taglio dei tassi.

    A livello settoriale:

    • I titoli hardware hanno esteso il rally di giovedì, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in rialzo dell’1,7%.
    • I titoli aerei sono avanzati dell’1,5%.
    • Networking, semiconduttori e software hanno registrato buoni rialzi.
    • I titoli dell’acciaio sono invece scesi in modo significativo.
  • DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee chiudono miste mentre gli investitori attendono una settimana ricca di decisioni delle banche centrali

    DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee chiudono miste mentre gli investitori attendono una settimana ricca di decisioni delle banche centrali

    I listini europei hanno registrato una performance contrastata lunedì, mentre gli operatori si sono posizionati in vista di una settimana intensa, scandita dalle decisioni sui tassi d’interesse della Federal Reserve statunitense, della Banca Nazionale Svizzera, della Reserve Bank of Australia e della Bank of Canada.

    La produzione industriale tedesca sorprende al rialzo

    I nuovi dati provenienti dalla Germania hanno mostrato un’accelerazione inattesa della produzione industriale in ottobre. Secondo Destatis, la produzione è aumentata dell’1,8% su base mensile, superando di gran lunga le attese di un rallentamento marcato allo 0,2% dopo la revisione all’1,1% di settembre.
    Su base annua, la produzione è salita dello 0,8%, invertendo il calo dell’1,4% registrato a settembre.

    Indici principali contrastati

    Il DAX è avanzato dello 0,3%, mentre FTSE 100 e CAC 40 hanno perso lo 0,1% nelle prime contrattazioni.

    Titoli in movimento

    • Kloeckner & Co (TG:KCO) è balzata del 18% dopo aver confermato colloqui riguardanti una potenziale offerta pubblica volontaria da parte del processore di metalli statunitense Worthington Steel.
    • Stabilus (TG:STM) è scesa dell’1,7% dopo aver riportato un calo degli utili nell’esercizio 2025, penalizzata da condizioni di mercato sfavorevoli, tensioni tariffarie globali e maggiore pressione sui prezzi nel settore automobilistico.
    • BNP Paribas (EU:BNP) è salita leggermente dopo aver firmato un accordo per vendere la sua quota del 25% in AG Insurance ad Ageas per 1,9 miliardi di euro.
    • L’Oréal (EU:OR) ha perso quasi il 2% dopo la notizia che raddoppierà la sua partecipazione in Galderma.
    • Sandoz (LSE:0SAN) è salita del 3% dopo aver completato l’acquisizione di Just-Evotec Biologics EU SAS da Evotec SE.
    • Smith & Nephew (LSE:SN.) ha guadagnato l’1,6% dopo aver presentato un nuovo piano strategico, la guidance aggiornata per il 2026 e gli obiettivi fino al 2028 al Capital Markets Day.
    • Unilever (LSE:ULVR) è scivolata del 3,8% dopo aver completato la scissione della sua divisione gelati, ora quotata come The Magnum Ice Cream Company (TMICC) (LSE:MICC).
  • Bernstein abbassa il rating di Enel a “performance di mercato” a causa della pressione sulla valutazione e della scarsa visibilità

    Bernstein abbassa il rating di Enel a “performance di mercato” a causa della pressione sulla valutazione e della scarsa visibilità

    Gli analisti di Bernstein hanno declassato Enel SpA (BIT:ENEL) da “outperform” a “market-perform” in un report pubblicato lunedì, sostenendo che il rialzo di quasi il 28% registrato quest’anno lascia poco margine per ulteriori progressi. La società ha spiegato che la maggior parte dell’avanzamento del titolo è legata all’espansione dei multipli, più che a un reale slancio degli utili.

    Sebbene Bernstein abbia leggermente aumentato il prezzo obiettivo da 8,50 € a 8,90 €, gli analisti hanno dichiarato che la nuova valutazione implica un “upside molto limitato” a fronte di una persistente incertezza sull’allocazione del capitale e di una crescita organica più lenta.

    Il broker ha inoltre affermato che Enel “non è più a buon mercato”, osservando che il P/E forward a 1 anno del titolo è salito da 10,1x a 12,3x, mentre le stime di consenso dell’EPS per il FY25 e il FY26 sono aumentate rispettivamente solo dell’1,3% e del 2,7% dall’inizio dell’anno. Enel ora tratta con un premio del 5% rispetto alla sua media storica del P/E, mentre il dividend yield è in linea con la media di lungo periodo e lo spread rispetto ai rendimenti sovrani decennali si è “notevolmente compresso”.

    Bernstein ha segnalato diverse fonti di incertezza: la revisione delle tariffe di concessione della distribuzione elettrica in Italia, tempi regolatori più lunghi in Spagna e la sospensione del rinnovo della concessione a San Paolo—un asset che rappresentava oltre il 40% della RAB brasiliana di Enel alla fine del FY24. Gli analisti hanno avvertito che l’incertezza su San Paolo “potrebbe pesare sul titolo” dato l’elevato rendimento storico della concessione e la forte crescita del capex.

    Il broker prevede inoltre che Enel non raggiungerà il suo obiettivo di capex nelle rinnovabili di 12 miliardi di euro per il FY25–FY27, stimando invece circa 8,6 miliardi. Tra le cause: un’attività ridotta negli Stati Uniti e in America Latina, un eccesso di offerta in mercati come Spagna, Cile e Brasile, e il maggiore focus dell’azienda sullo storage a batterie—un segmento che Bernstein ritiene offrirà un contributo minimo all’EBITDA, con un CAGR previsto dello 0,8% nel periodo FY24–FY27.

    La revisione da parte di Enel di quasi 20 GW di asset rinnovabili brownfield in Europa, Nord America e Australia è stata segnalata come un ulteriore elemento di dibattito, sollevando interrogativi sulla capacità dell’azienda di generare valore nel lungo periodo nonostante potenziali benefici sugli utili nel breve termine.

    Per l’Italia, Bernstein vede margini di fornitura sotto pressione a causa del calo dei prezzi di energia elettrica e gas, dell’aumento della concorrenza e dei problemi legati all’accessibilità economica. Sebbene gli analisti stimino circa 3,2 miliardi di euro di EBITDA annuale dalle attività di fornitura italiane, ritengono che vi sia “upside limitato” rispetto alle loro previsioni nelle attuali condizioni di mercato.

    Il report evidenzia che la solidità del bilancio di Enel—con oltre 10 miliardi di euro di margine finanziario—e il continuo programma di buyback rappresentano fattori di supporto; tuttavia, non bastano a compensare la debole crescita organica degli utili (con un CAGR dell’EPS aggiustato del 2,2% tra FY24 e FY27) e le persistenti incertezze strategiche e regolatorie.

    Il lieve aumento del prezzo obiettivo deriva da un miglioramento dello 0,5% dell’EBITDA per FY25–FY27, grazie soprattutto ai risultati migliori del previsto in Spagna e a valute latinoamericane leggermente più forti. Nonostante ciò, gli analisti hanno concluso: “Nel complesso, abbiamo ora una visibilità inferiore sulla politica di allocazione del capitale di Enel, lasciando il rapporto rischio/rendimento in equilibrio.”

  • Meta introdurrà per gli utenti UE un’opzione con pubblicità meno personalizzata per rispettare il DMA

    Meta introdurrà per gli utenti UE un’opzione con pubblicità meno personalizzata per rispettare il DMA

    Meta (NASDAQ:META) offrirà agli utenti di Facebook e Instagram nell’Unione Europea una nuova possibilità di scelta, che consentirà loro di utilizzare versioni delle piattaforme con un livello ridotto di pubblicità personalizzata, secondo quanto annunciato dalla Commissione Europea.

    In base al nuovo modello, gli utenti UE potranno scegliere se fornire il consenso alla condivisione completa dei propri dati per ricevere annunci altamente personalizzati, oppure condividere una quantità più limitata di informazioni personali e visualizzare pubblicità meno mirate.

    Meta prevede di introdurre queste opzioni per gli utenti dell’UE a partire da gennaio 2026.

    La decisione segue diversi mesi di confronto tra la Commissione e Meta, dopo che nel aprile 2025 l’azienda era stata considerata in violazione del Digital Markets Act in merito ai requisiti di scelta dell’utente. Una volta implementato il nuovo sistema, le autorità valuteranno il suo impatto e il livello di adozione per verificare l’effettiva conformità.

  • Il petrolio rimane vicino ai massimi di due settimane grazie alle attese di un taglio dei tassi della Fed e alle tensioni geopolitiche

    Il petrolio rimane vicino ai massimi di due settimane grazie alle attese di un taglio dei tassi della Fed e alle tensioni geopolitiche

    I prezzi del petrolio sono rimasti prossimi ai livelli più alti delle ultime due settimane lunedì, sostenuti dalle crescenti aspettative che la Federal Reserve statunitense taglierà i tassi questa settimana — una decisione che, secondo i trader, potrebbe stimolare l’attività economica e quindi la domanda di energia. Allo stesso tempo, i mercati continuano a monitorare le tensioni geopolitiche che potrebbero ostacolare le forniture da Russia e Venezuela.

    Alle 07:22 GMT, il Brent è salito di 14 centesimi, pari allo 0,22%, a 63,89 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense è avanzato di 15 centesimi, ovvero lo 0,25%, a 60,23 dollari. Entrambi i benchmark avevano chiuso venerdì ai livelli più alti dal 18 novembre.

    I dati LSEG mostrano che i mercati stanno attualmente prezzando una probabilità dell’84% di un taglio di un quarto di punto quando la Fed concluderà la riunione di martedì e mercoledì. Tuttavia, i commenti dei membri del board indicano che potrebbe essere una delle riunioni più divisive degli ultimi anni, aumentando l’attenzione degli investitori sulla direzione della politica monetaria e sulle dinamiche interne della banca centrale.

    In Europa, i progressi nei negoziati di pace sull’Ucraina rimangono lenti, con persistenti divergenze sulle garanzie di sicurezza per Kiev e sullo status dei territori occupati dalla Russia. Anche tra Stati Uniti e Russia ci sono forti divergenze sulla proposta di pace presentata dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump.

    Gli analisti di ANZ hanno scritto in una nota ai clienti: “I vari potenziali risultati dell’ultima iniziativa di Trump per porre fine alla guerra potrebbero generare una variazione dell’offerta di petrolio superiore a 2 milioni di barili al giorno.”

    L’analista della Commonwealth Bank of Australia, Vivek Dhar, ha affermato che un cessate il fuoco rappresenta il principale rischio ribassista per le prospettive dei prezzi del petrolio, mentre danni prolungati alle infrastrutture petrolifere della Russia costituiscono un rischio rialzista significativo.

    Dhar ha aggiunto: “Riteniamo che le preoccupazioni riguardanti l’eccesso di offerta finiranno per concretizzarsi, soprattutto man mano che i flussi di petrolio russo e di prodotti raffinati aggireranno le sanzioni esistenti, spingendo i futures a dirigersi gradualmente verso i 60 dollari al barile entro il 2026.”

    Nel frattempo, secondi fonti citate da Reuters, i Paesi del G7 e l’Unione Europea stanno discutendo la possibilità di sostituire il price cap sul petrolio russo con un divieto totale dei servizi marittimi, una misura che limiterebbe ulteriormente la fornitura dal secondo maggiore produttore mondiale.

    Gli Stati Uniti hanno anche intensificato la pressione sul Venezuela — membro dell’OPEC — colpendo imbarcazioni che, secondo Washington, stavano tentando di contrabbandare droga dal paese e accennando a possibili azioni militari per rovesciare il presidente Nicolás Maduro.

    Nel frattempo, secondo analisti e fonti commerciali, le raffinerie indipendenti cinesi hanno aumentato gli acquisti di petrolio iraniano sotto sanzione, prelevandolo da depositi terrestri grazie a nuove quote di importazione, contribuendo ad alleviare l’eccesso di offerta.

  • L’oro sale leggermente mentre il dollaro si indebolisce in attesa della decisione della Fed

    L’oro sale leggermente mentre il dollaro si indebolisce in attesa della decisione della Fed

    I prezzi dell’oro sono aumentati leggermente nelle prime contrattazioni asiatiche di lunedì, sostenuti dall’indebolimento del dollaro statunitense, che rimane vicino ai minimi di oltre un mese. Le aspettative sempre più forti di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve questa settimana hanno continuato a fornire supporto, anche se la cautela degli investitori ha limitato i rialzi.

    L’oro spot è salito dello 0,3% a 4.208,55 dollari l’oncia alle 03:28 ET (08:28 GMT), mentre i futures sull’oro statunitensi per febbraio sono scesi dello 0,3% a 4.2371,10 dollari.

    Il dollaro debole sostiene il metallo, ma prevale la prudenza

    Il calo del dollaro ha reso l’oro più interessante per gli acquirenti internazionali, poiché l’indebolimento valutario ne riduce il costo nei mercati globali.

    Il movimento della valuta riflette il crescente consenso di mercato verso un taglio di un quarto di punto alla riunione della Fed del 9–10 dicembre. Una serie di dati economici fiacchi e il calo dell’inflazione pubblicato venerdì hanno alimentato la percezione che le pressioni sui prezzi stiano diminuendo.

    Gli indicatori recenti — tra cui un rapporto debole sull’occupazione privata e segnali di rallentamento nel mercato del lavoro — hanno rafforzato le aspettative di un allentamento della politica monetaria.

    La pubblicazione ritardata dell’indice PCE core, la misura di inflazione preferita dalla Fed, ha mostrato solo un leggero aumento mensile e un ulteriore rallentamento del tasso annuale.

    Tassi più bassi riducono il costo opportunità di detenere beni privi di rendimento come l’oro, mentre un dollaro fiacco ne aumenta l’accessibilità per gli acquirenti stranieri. Tuttavia, i rendimenti dei Treasury statunitensi sono aumentati negli ultimi giorni, compensando parte del sostegno derivante dal dollaro più debole.

    Ulteriore prudenza deriva dalle comunicazioni contrastanti dei funzionari della Fed: sebbene il mercato sconti un imminente taglio, alcuni policymaker hanno messo in guardia contro un allentamento prematuro, lasciando spazio a un possibile esito meno accomodante del previsto.

    Gli investitori attendono ora la decisione della Fed e la conferenza stampa del presidente Jerome Powell per ottenere segnali più chiari.

    Mercati dei metalli poco mossi

    Gli altri metalli preziosi e industriali hanno registrato movimenti contenuti in un clima di attesa.

    I futures sull’argento sono scesi dello 0,6% a 58,708 dollari l’oncia, mentre i futures sul platino hanno perso lo 0,3% a 1.663,60 dollari. Il rame di riferimento sul London Metal Exchange è salito dello 0,3% a 11.681,20 dollari la tonnellata, mentre i futures sul rame statunitensi sono scesi dello 0,7% a 4,67 dollari la libbra.